club.it
clubpoeti.it
club.it
 Benvenuto su ..::Il Club dei Poeti::.. Saturday, 04 April 2020 @ 19:37 
Invia il tuo racconto | Invia la tua poesia | Faq | Contatti
Argomenti  
Home
Poesie (2685/0)
Racconti (1025/0)
Saggi (20/0)

Eventi  
Eventi nel sito

Wednesday 01-Jan -
Thursday 30-Apr
  • XXVII Giro d'Italia delle Poesie in cornice 2020

  • Thursday 02-Jan -
    Thursday 30-Apr
  • Concorso Internazionale di poesia Città di Montegrotto Terme 2019

  • Friday 03-Jan -
    Thursday 30-Apr
  • Premio Letterario Internazionale Marguerite Yourcenar 2020

  • Saturday 04-Jan -
    Friday 15-May
  • Premio Letterario Nazionale Poesia a Chiaromonte 2020

  • Sunday 05-Jan -
    Sunday 31-May
  • Premio Ebook in…versi 2020

  • Tuesday 07-Jan -
    Thursday 30-Jul
  • XXV Edizione Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2020

  • Tuesday 07-Jan -
    Tuesday 30-Jun
  • Premio Letterario Nazionale «Versi e parole in Lomellina» 2020
  • Ultime novità  
    CONTRIBUTI
    1 Contributo nelle ultime 24 ore

    COMMENTI
    nelle ultime 48 ore

  • Foglie di libertà [+5]
  •       La stretta ... [+11]
  • Preghiera
  • Nemico invisibile
  • Stai muta [+4]
  • Come Penelope
  • Il vantaggio di u... [+2]
  • Dimentica
  • Peeling Potatoes ...
  • Mattino di metà m...
  • Presente & Fu...

  • LINKS
    nelle ultime 2 settimane

    Nessun nuovo link


     Tac! Tac! Tac!   
     Friday, 20 March 2020 @ 12:17
     Leggi il profilo di: marco cinque
     Visualizzazioni: 434

    Poesie

    TAC! TAC! TAC!
    (ciao nonna)


    Ascoltavi dietro la porta chiusa
    per indovinare la forma dei respiri
    vedevi volti comporsi e scomporsi
    nelle venature legnose dell'armadio
    e credevi che le ombre sopra i muri
    fossero presenze di persone vere.

    “Attilio mio, ‘ndov’è che sei annato?”
    tu gli parlavi quando si faceva sera
    accarezzando la cornice della foto
    con gli occhi velati di magone
    poi sedevi sola, al tavolo in cucina
    continuando ad apparecchiar per due.

    “Attilio, ma 'ndo te stai a nasconne?
    Stai sempre a batte co' 'sto martelletto
    TAC! TAC! TAC!
    è tutta 'a notte che aggiusti 'ste scarpacce!”
    lo rimproveravi come ossessionata
    da un rumore che però non esisteva.

    Le tendine alle finestre son le stesse
    di quando te ne sei andata, lasciando
    la tua impronta in ogni angolo di casa:
    le mollette storte, tutte smangiucchiate
    stanno appese ai fili vuoti del balcone
    e il vecchio cesto che calavi per la spesa
    penzola ancora aggrappato alla ringhiera.

    TAC! TAC! TAC!
    Attilio continua ad aggiustare scarpe
    e forse finalmente t’ha incontrata
    lassù, nel luogo dove ormai le stelle
    non danzano più scalze.

     



    Tac! Tac! Tac! | 18 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Tac! Tac! Tac!
    Contributo di: Dema on Friday, 20 March 2020 @ 19:09
    Bellissima ed intima poesia.

    Bravissimo

    Dema Paolo De Martini

    [ ]

    Tac! Tac! Tac!
    Contributo di: joshua on Friday, 20 March 2020 @ 23:09

    Macchiettistica (e in su il finale perfino pietistica, nel senso che piatisce la commozione corale, der core vojo insinuare, senza neanche essere troppo sinuoso).
    j
    p.s.: ah, per Dema, l’artro giorno me so’ scordato de ricordarte questa poèsia (fa parte dee letture obbrigate de ogni scolaro dee scole medie, e anche lementari, mericane, anche prima de Obama). È, se te ne importa, de un poeta morto e tormentato, de nome Paul Laurence e de cognome Dunbar. Spero chiarisca er senso urteriore (e urticante) de la maschera...

    NOI INDOSSIAMO LA MASCHERA
    Noi indossiamo la maschera grintosa e falsa
    che ci vela gli occhi e nasconde la guancia.
    È il nostro debito alla doppiezza umana.
    Ridiamo, e il cuore straziato sanguina.
    Ridiamo, e la bocca mille scuse ricama.

    Perché mai il mondo sarebbe geniale
    nel fare i conti col piangere e il singhiozzare?
    No, lasciamo che chi ci guarda
    ci veda con la maschera!

    Ridiamo, Gran Cristo, ma ti arriva il lamento
    dei nostri animi nel tormento.
    Cantiamo, ma la terra è ingannevole
    al passo e lungo è il viaggio.
    Meglio lasciare al mondo un miraggio
    e vestire la maschera!

    (trad. de me medesimo. Se voj leggerla in versione mericana cfr. https://www.youtube.com/watch?v=b00qwOgFpIk)

    [ ]

    Tac! Tac! Tac!
    Contributo di: Riflessi on Saturday, 21 March 2020 @ 07:53
    Struggente...non trovo aggettivo migliore per descriverla

    [ ]

    Tac! Tac! Tac!
    Contributo di: Titta on Saturday, 21 March 2020 @ 10:04
    Questa nonna, che tanto ha amato, e' stata lei stessa amata tanto. Di quell' amore che questi versi splendidi profumano e ci fa commuovere. --- Titta

    [ ]

    Tac! Tac! Tac!
    Contributo di: marco cinque on Saturday, 21 March 2020 @ 12:36
    Mia nonna paterna, Giselda, se ne andò in una primavera
    del 1994. Suo marito, cioè mio nonno, che si chiamava
    Attilio e faceva il ciabattino, aveva ricavato il suo
    laboratorio in un angolo dell’ingresso del nostro piccolo
    appartamento, al lotto 50 della malfamata borgata di San
    Basilio, nell’estrema periferia di Roma.

    Di nonno Attilio ricordo solo il “tac tac tac” del suo
    martelletto, perché ero troppo piccolo e a tre anni, nel
    1960, fui rinchiuso nell’orfanotrofio Opera Mater Dei di
    Castelgandolfo, assieme a Lia, mia sorella maggiore, per
    la morte prematura di mio padre. Rimasi in quel collegio
    religioso, dove subii le ruvide attenzioni di suore
    arcigne e violente, fino all’età di nove anni. Nel
    frattempo Nonno Attilio mori per una cancrena che gli
    aveva mangiato la gamba, a causa di un’infezione non
    curata, nel 1963, quindi non ebbi mai modo di rivederlo.

    A mia sorella minore, Nadia, venne risparmiato
    l’orfanotrofio e rimase con mia nonna Giselda. A mia
    madre, Giovanna, tolsero la patria podestà, perché
    all’epoca della morte di mio padre aveva solo diciotto
    anni ed era minorenne (a quell’epoca la maggiore età si
    raggiungeva a ventuno anni).

    Nell’ostinata determinazione di volerci tirar fuori
    dall’orfanotrofio, mia madre tentò persino il suicidio,
    ma venne salvata. Poi iniziò a lavorare come operaia alla
    Leo Penicellina, una fabbrica di farmaci, però essendo
    allergica proprio alla penicellina, ebbe un’emiparesi per
    la quale fu curata con la reclusione di un anno nel
    manicomio di Santa Maria della Pietà, dove subì
    elettroshock ed ogni sorta di violenze. Uscita
    miracolosamente dal manicomio grazie a un giovane medico
    che comprese la situazione, mia madre si sposò di nuovo
    col fratello di mio padre.

    Quando finalmente uscii dall’orfanotrofio e tornai a
    vivere a San Basilio, trovai che la casa si era
    rimpicciolita e la famiglia allargata: oltre a me, Lia e
    Nadia, adesso c’erano anche Silvia, Fabio e Mara, poi
    arrivò anche Fulvio.
    Insomma, eravamo in sette tra fratelli e sorelle.
    Da due anni ci ha lasciato pure Lia, la mia sorella
    prediletta, per un brutto cancro, ma non mi azzardo a
    condividere in questo spazio le poesie che le ho dedicato
    e che sono state pubblicate nell’’ultima raccolta “Chiedi
    alla pietra”.

    Premesso questo, come tutti sanno mi chiamo Marco Cinque,
    sono nato il 4 settembre del 1957 e ho avuto sempre lo
    stesso nome e la stessa faccia, anche se oggi ovviamente
    non è più quella di un giovane. Dico ciò semplicemente
    perché non ho mai indossato maschere o finto di essere un
    altro, mai scritto o detto falsità non corrispondenti
    alla realtà, mai fatto cose non corrispondenti a ciò che
    ho scritto o detto e, soprattutto, mai uscito dalla
    persona che sono per entrare in un personaggio inventato
    da esibire in una qualunque vetrina.

    Posso piacere o non piacere, ciò che scrivo nei testi e
    nei commenti può essere apprezzato, bocciato, contestato
    e criticato, tutto va bene, questa è la modalità del
    vivere comune e ciò non mi turba né disturba affatto.
    Quel che mi dispiace invece è quando un qualunque forbito
    bulletto da tastiera che non conosco, non so chi sia e
    nemmeno mi interessa saperlo, si permette di affermare
    che indosso maschere e che scrivo falsità non
    corrispondenti al vero; le allusioni conigliescamente
    indirette e subdole fatte (scomodando per la bisogna
    persino un poeta deceduto all’inizio del secolo scorso),
    non mi recano alcun dispiacere, sono abituato a
    sopportare ben di peggio, mi dispiace invece per la
    figura meschina che si accetta di fare per dare sfogo a
    frustrazioni non certo dettate da questioni legate alla
    critica letteraria, quanto da disagi di altra natura che
    non riesco a cogliere. Pertanto smetterò di interagire,
    anche di striscio, con tal soggetto, perché dovrei
    entrare nel ridicolo e immaturo gioco dei personaggi,
    quindi preferisco restare nella persona che sono, con
    tutti i miei limiti e difetti. Le maschere le lascio
    volentieri a chi ha lanciato il sasso.

    Saluto caldamente tutta la comunità che abita questo
    spazio virtuale e la ringrazio per il tempo che si prende
    per interagire, per qualunque cosa legga o scriva, nei
    limiti del rispetto dell’altro/a.
    Grazie e scusate per la sfiancante lunghezza del
    commento-non-commento, ora torno a lavorare, poiché sono
    tra quelli ancora costretti a farlo. Vamos adelante!




    ---
    marco cinque

    [ ]

    Tac! Tac! Tac!
    Contributo di: zio-silen on Saturday, 21 March 2020 @ 12:50
    Poesia sicuramente evocativa (non solo per l'autore), densa
    di buoni sentimenti. Incedere discorsivo. Comunicazione
    (troppo?) diretta. La rarefazione metaforica penalizza il
    componimento. Talvolta il "non detto" impreziosisce.

    Stelle e un saluto

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Tac! Tac! Tac!
    Contributo di: frank69 on Saturday, 21 March 2020 @ 18:50


    Commovente colloquio di una nonna che non sa rimanere sola.
    Delicata dedica di un nipote ai propri nonni.
    Immagini ammirevoli nei dettagli anche senza metafore.

    [ ]

    Tac! Tac! Tac!
    Contributo di: Carmen on Saturday, 21 March 2020 @ 20:57
    Commovente, vera, quanti ricordi mi hai evocato. Grazie --- Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    Tac! Tac! Tac!
    Contributo di: fred on Saturday, 21 March 2020 @ 21:34
    Mi è piaciuta, traspare netto il tuo sentire che evoca anche in chi legge vissuti ed emozioni. A fare il pignolo ci trovo un po' troppa prosa ma chissene frega

    [ ]

    Tac! Tac! Tac!
    Contributo di: A.Sal.One on Sunday, 22 March 2020 @ 10:00

    Tac! Tac! Tac!

    Clap! Clap! Clap!

    Bravo.

    ---
    Un putiferio di poeti
    e cosi` poca poesia!?

    [ ]

    Tac! Tac! Tac!
    Contributo di: Armida Bottini on Sunday, 22 March 2020 @ 12:06
    Ciao. --- Midri

    [ ]

    Tac! Tac! Tac!
    Contributo di: Lorens on Sunday, 22 March 2020 @ 15:58
    ..."Tac!Tac!Tac!"... un contenuto lirico dedicato ai nonni
    impone grande rispetto per il loro amore profuso in vita
    fino al ricordo vivo oggi come ieri e per sempre.

    Per ciò che riguarda l'aspetto poetico dei versi, gli stessi
    mi sembrano posizionati in proverbiale gestione prosaica
    seppur metricamente aggiustati.

    Mi è piaciuto molto di più il tuo auto commento che conferma
    in questo sito, la tua presenza come persona vera senza nick
    name nei quali nascondersi.

    Avevo letto già qualcosa della tua biografia in rete, per
    questo mi sono aperto nel dirti che sono un compagno
    internazionalista non violento. Avevo letto delle tue
    collaborazioni per "Il Manifesto".

    Ogni primo Maggio sono al Teatro Brancaccio per la festa dei
    lavoratori, forse quest'anno sarà molto difficile per via
    del covid-19. Chissà che in occasioni passate non ci siamo
    magari sfiorati proprio lì.

    Per chiudere ti saluto con una stretta di mano "virtuale" di
    mano spero ricambiata.

    ciao
    Lorens

    terra.pierluigi@yahoo.it

    ---
    Lorens

    [ ]

    Tac! Tac! Tac!
    Contributo di: ablablabla on Sunday, 22 March 2020 @ 17:53
    Bella storia. Bella poesia.

    Le tendine alle finestre son le stesse
    di quando te ne sei andata, lasciando
    la tua impronta in ogni angolo di casa:
    le mollette storte, tutte smangiucchiate
    stanno appese ai fili vuoti del balcone
    e il vecchio cesto che calavi per la spesa
    penzola ancora aggrappato alla ringhiera.

    [ ]

    Tac! Tac! Tac!
    Contributo di: frame on Sunday, 22 March 2020 @ 19:02
    Ascoltavi dietro la porta chiusa
    per indovinare la forma dei respiri
    vedevi volti comporsi e scomporsi
    nelle venature legnose dell'armadio
    e credevi che le ombre sopra i muri
    fossero presenze di persone vere.

    Bel testo, scritto bene, complimenti e stelle.

    ---
    Frame

    [ ]

    Tac! Tac! Tac!
    Contributo di: minosse on Wednesday, 25 March 2020 @ 01:35
    Poesia schietta e partecipata, quindi autentica, parole semplici e sofferte il giusto, senza patemi melodrammatici. Neanche troppo prosaica, come ha scritto qualcuno, ma piuttosto volutamente diretta: il rischio di queste poesie (dedicate a memorie di persone care) sta di solito nell'esatto contrario - ovvero nello scivolare in celebrazioni patetiche - e l'autore ha egregiamente evitato questo inconveniente. Alcune immagini sono anche molto belle e toccanti. ------ Autocommento molto lungo con biografia semmai da inserire nel dovuto spazio di presentazione (nella pagina profilo), con polemica su chi "parla di maschere" riferite a non so chi, forse a joshua che però in realtà scrive non a te ma a Dema... ti sei accorto che la poesia sulla maschera la scrive "per Dema" o dici che è un complotto? ...se è un incidente, lo è magari per il fatto che anzichè usare le mail private qui ci si scambia messaggi sulle pagine di terzi (vedi commentario alla poesia di "anima"). Vabbè, vi auguro pace, son tempi duri per tutti. --- ***mynosse***

    [ ]

    Tac! Tac! Tac!
    Contributo di: cordaccia on Wednesday, 25 March 2020 @ 23:03
    Sembra il primo atto di una pièce teatrale di una qualche compagnia del dopoguerra con tanto di finale hollywoodiano. No dai. ciao

    [ ]

    Tac! Tac! Tac!
    Contributo di: Elysa on Thursday, 26 March 2020 @ 17:08
    bella bella poesia, ti giuro che ho capito che fosse rivolta ai tuoi nonni prima di leggere il tuo auto commento...molto bravo --- Elysa

    [ ]

    Tac! Tac! Tac!
    Contributo di: vincenzocusimano on Wednesday, 01 April 2020 @ 18:28
    Marco Cinque non è solo poeta ma pure artista valido completo nell’arte delle immagini e della musica. L’autore con questa sua poesia riesce a prendere “tre” piccioni con una fava: 1° raccontare un scorcio della sua vita (probabilmente l’infanzia) celebrando i propri nonni Attilio e consorte (della quale saremmo curiosi di conoscere il nome); 2° imporre al componimento una bella forma in endecasillabi sciolti con il congedo con un azzeccatissimo settenario; 3° mi ha commosso facendomi tornare in mente le mie nonne delle quali ho vaghissimi ricordi. Davvero coinvolgente. Alla prossima. --- Vincenzo Cusimano --- «La terra/La guerra/La sorte/La morte» (Giorgio Caproni - Fatalità della rima)

    [ ]

    Opzioni  
  • Invia il Contributo a un amico
  • Contributo in Formato Stampa

  •  Copyright © 1999-2020 ..::Il Club dei Poeti::..
     Associazione Culturale Il Club degli autori Partita Iva e Codice Fiscale 11888170153
    Tutti i marchi e copyrights su questa pagina appartengono ai rispettivi proprietari.