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     Com’è bello pregare   
     Wednesday, 11 March 2020 @ 11:15
     Leggi il profilo di: vincenzocusimano
     Visualizzazioni: 467

    Poesie

    Come siamo piccini noi, pure innanzi
    a un infinitesimale virus
    semplice laccio di proteine senza neppure un cuore.
    Ed ecco panico recondito riemerge
    da plaghe ancestrali
    richiama grida manzoniane, peste perenne,
    lotta senza requie, disaltruismo,
    “dalli all’untore!”
    È incubo o pazzia o forse fiction 3D?
    Ricordi sfocati di piaghe e d’Egitto,
    del Decamerone,
    di profezie e incantesimi,
    folle di pensieri, balzi pindarici.
    Noi prigionieri di noi stessi, assistiamo
    attoniti a improvvide razzie, a
    vecchi abiurati e giovani ingabbiati oramai
    da un mondo troppo moderno.
    Allora… com’è bello pregare.

     



    Com’è bello pregare | 20 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Com’è bello pregare
    Contributo di: LoSpettro on Thursday, 12 March 2020 @ 07:16
    Certo che, nel definire quest’orrendo virus “semplice laccio di proteine senza neppure un cuore”, s’afferra la grettezza del pensiero poetico, che forse meritava una più profonda riflessione. Brutta. Senza mezzi termini. Quindi, detto grossolanamente non soffermandosi più di tanto, proprio come fa l’autore sulla gravità del tema trattato, probabilmente manca molto “tatto”. L’argomentazione, senz’altro fresca, golosa, farcita di prelibatezza per chi fa della poesia, non è un cannolo siciliano a cui ci sofferma per compiacersi e dedicare attenzioni e riguardose elencazioni di parole. Quel “semplice” e “proteine” stona, fuori luogo seppur descritto “senza neppure un cuore”; raccattare pure che “riemergere” da echi manzoniani, boccacceschi e biblici ci sta, ma perché poi cascare al verso “ È incubo o pazzia o forse fiction 3D?” E’ pura realtà, è cruda e sofferta attualità egregio sig. Cusimano. Il mio commento sarà senz’altro, non lo nego, inacidito, un attimo esasperato, ma lei gira, gira, gira, senza tregua, in una via di paese oramai svuotata (si spera, è così dalle sue parti?) e s’appiglia con lo sguardo ovunque ma senza trarre nulla se poi da fiato alle trombe concludendo “Allora…com’è bello pregare.” Ma mi faccia il piacere?!?!?

    [ ]

    Com’è bello pregare
    Contributo di: trimacassi on Thursday, 12 March 2020 @ 09:09
    Non condivido il commento e la patacca dello spettro.
    Ognuno ha un suo modo di vedere e di descrivere le cose, non
    possiamo essere tutti sullo stesso metro, d'altronde l'autore
    ha menzionato cose reali, facendo paragoni con antichi
    scritti di argomenti simili, terminando con quell'ottima
    frase " come è bello pregare", rimettendoci nelle mani del
    Signore, per concludere l'allusione a questo incubo attuale.
    Non so se ho espresso chiaramente il mio punto di vista.
    Un saluto

    ---
    trimacassi



    [ ]

    Com’è bello pregare
    Contributo di: zio-silen on Thursday, 12 March 2020 @ 11:40
    "Com’è bello pregare", un verso che vale una poesia.
    Certo, ormai è rischioso discordare dal pensiero unico
    imperante che, tra l'altro, ci vorrebbe tutti atei o, al
    massimo, agnostici. Perchè, in questi tempi, pregare -
    secondo lor signori - è da codini, da bigotti, da
    baciapile. Invece, paradossalmente, è sconvolgimento di
    costumi, è trasmutazione (e Dio solo sa se ne abbiamo
    bisogno): "La preghiera non cambia Dio, ma cambia colui
    che prega" (Kierkegaard).

    Stelle e un saluto

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Com’è bello pregare
    Contributo di: marco cinque on Thursday, 12 March 2020 @ 11:44
    Certo, ciascuna persona ha il diritto di pregare chi gli
    pare, ha il diritto di scrivere poesie, brutte o belle
    che siano e ha il diritto di commentarle, bene o male che
    gli riesca, ma più che “metterci nelle mani del Signore”,
    sarebbe opportuno e augurabile metterci in quelle della
    scienza e del buonsenso, perché altrimenti più che
    pregare o invitare gli altri a farlo, in questa tragedia
    che tocca tutti, mi verrebbe proprio da ricorrere alla
    bestemmia, all’invettiva e all’auto-invettiva, sempre
    poeticamente parlando, s’intende.
    Poi possiamo anche pensare, riflettere, persino tacere,
    cogliendo l’occasione di questa tragica pausa collettiva
    in cui siamo costretti, per provare a immaginare qualcosa
    di migliore, un “dopo” più accettabile del “prima” che
    abbiamo offerto finora. E allora anche sognare va bene,
    finché dura questo forzato sonno, a patto che non sia
    quello della ragione, a patto che non sia un sonno che ci
    riporti a medioevi già visti, solo per fuggire da una
    modernità sbagliata o che non ci piace.

    UN SOGNO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS
    L'altra notte ho sognato di uscire di casa, come fossi in
    preda a una qualche crisi di astinenza e vagavo in cerca
    di persone da baciare e abbracciare, ma non c'era
    nessuno. Percepivo solo sguardi in cagnesco di ombre
    ostili. Non ero malato, ma lo stesso mi sentivo un
    appestato, per aver osato esprimere questa mia necessità
    di vicinanza agli altri. Un incubo insomma.
    Nel sogno ho pensato alla natura di questo virus, alle
    sue ragioni e se avesse qualcosa da insegnarci oppure,
    come tutti i virus, fosse solo un inciampo dannoso da
    cancellare dai nostri orizzonti umani.
    Di nascosto, ho provato a colloquiare con questo
    minuscolo mostro, per chiedergli del casino che stava
    combinando. Lui mi ha risposto a gesti, facendomi capire
    che non aveva cattive intenzioni e non faceva distinzioni
    di classe o razziali per essere ospitato: qualunque corpo
    gli andava bene, prima di essere combattuto, fagocitato e
    sconfitto dalle difese immunitarie.
    Poi, sempre gesticolando, l'infinitesimale, orrida
    creatura mi ha fatto capire che forse avrei fatto bene a
    ribaltare la prospettiva di ragionamento, a guardarmi
    cioè coi suoi stessi occhi: ed eccomi qui, un virus
    gigantesco che sta infettando il corpo della Terra. Ed
    ecco la Terra che non riesce a trovare un antidoto, un
    vaccino per proteggersi dall'infezione. Ed ecco altri
    virus minuscoli che cercano di aiutare la loro Madre a
    proteggersi, per contenere il dilagare della malattia che
    la sta uccidendo.
    “Distanza almeno un metro. Vietato baciarsi, vietato
    abbracciarsi, darsi la mano. È pericoloso”. Le direttive
    dei governi vengono opportunamente e giustamente prese in
    parola. Eppure, malgrado ciò, da motovedette e da veloci
    imbarcazioni si vedono esseri inumani che colpiscono i
    loro simili più sfortunati con bastoni lunghi due metri,
    li crivellano con armi da fuoco, li lasciano affogare
    alla deriva: “State lontani, non vi vogliamo, siamo già
    troppi e poi ci infettate con la vostra cultura, con la
    vostra miseria, con le vostre malattie. Via, andate via,
    per noi anche voi siete dei virus!”
    Poi però c'è l'altro virus, quello minuscolo, quello vero
    con cui stiamo combattendo, che non obbedisce agli
    ordini, ai muri, ai porti chiusi, ai bastoni lunghi due
    metri, alle frontiere, agli eserciti, alle promesse di
    denaro e potere, alle raffiche delle armi più evolute.
    No, non c'è modo di fermarlo e forse smettere di baciarci
    e abbracciarci allungherà solo l'agonia in cui ci stiamo
    dibattendo.
    Finalmente mi sveglio, indosso i guanti, la mascherina,
    guardo il deserto attraverso i vetri della finestra
    chiusa. Poi accendo la TV, il computer, ascolto
    spiegazioni che non mi convincono, ma obbedisco comunque,
    mi rassegno e forse è la cosa migliore da fare.
    Poi aspetto, aspetto voci che mi diano una risposta,
    aspetto di rivedere la porta aperta e sciami di ragazzini
    che tornano a riempire le scuole. Poi aspetto, aspetto
    ancora il momento di tornare a dormire, sperando che il
    sogno stavolta non finisca e che, nel suo mondo, ritrovi
    finalmente qualcuno da abbracciare.



    ---
    marco cinque

    [ ]

    Com’è bello pregare
    Contributo di: Riflessi on Thursday, 12 March 2020 @ 12:21
    Mi chiedevo come avrei reagito alla lettura di una poesia o un racconto legato ai drammatici avvenimenti di queste settimane. Mi ricorda quella sorta di tabù artistico dei primi periodi dell'11/9: non venivano neanche trasmessi i film del passato dove comparivano in qualche scena le torri gemelle, per rispetto ai morti e ai loro parenti. Eppure io credo che non sbagli il poeta ad essere tale anche in questi casi e in questo momento, se sa cogliere con rispetto e garbo aspetti che possono farci riflettere. Ci dobbiamo confrontare con sentimenti contrastanti, paura in primis, è logico che da queste riflessioni possa nascere un pensiero che vogliamo condividere. Si parlerà di speranza, di impotenza, di paura, di riscatto... e tutti i temi che da sempre permeano le poesie nel tempo, siano esse velate da pessimismo, ottimismo o da semplice realismo osservatore di ciò che ci circonda. La poesia di vincenzocusimano va in questo senso e mi piace. Lascio solo una considerazione di diverso tipo e più legata alla forma: il titolo forse non avrebbe dovuto svelare la chiusa, poi volevi scrivere "plaghe" o "piaghe"? plaghe come vocabolo esiste (ricopio="ampio tratto di terra o cielo") e in effetti può avere un senso in quel verso o è un refuso? Comunque bella, ciao.

    [ ]

    Com’è bello pregare
    Contributo di: vincenzocusimano on Thursday, 12 March 2020 @ 14:03
    Egr. sig. Spettro. Non sono avvezzo a replicare ai commenti, ma, in questo caso lo ritengo doveroso. Ero e ne sono ben consapevole, la pubblicazione di testi in Vetrina comporta il rischio di subire commenti negativi. Ne ho avuti in effetti e debbo dire che spesso mi hanno invogliato a migliorare il mio stile. Si trattava comunque di critiche costruttive. Il suo commento, di cui la ringrazio, non può però essere considerato tale. Tuttavia non posso che accettarlo, compresa la sua personale considerazione di bruttezza della poesia senza una precisa analisi né strutturale né metrica né di contenuti. Ma, va bene così. L'unica cosa che non posso assolutamente accettare è la sua conclusione che reputo altresì volgare (“Allora… com’è bello pregare.” Ma mi faccia il piacere?!?!?). Lei con tale affermazione dimostra di non avere alcun rispetto per la religiosità di chi scrive ma anche di quella dei lettori, indipendentemente di quale religione si tratti. Non aggiungo più nulla, non ne vale la pena. Le auguro una buona serata.

    Al collega Riflessi (che ringrazio del commento e dell’osservazione) dico che la parola “plaghe” non è un refuso ma è voluta e col senso proprio che lui le ha attribuito.


    ---
    Vincenzo Cusimano ---
    «La terra/La guerra/La sorte/La morte» (Giorgio Caproni - Fatalità della rima)

    [ ]

    Com’è bello pregare
    Contributo di: Lorens on Thursday, 12 March 2020 @ 18:40
    ..."Com'è bello pregare"... senz'altro che pregare è sempre
    bello ma spesso non è risolutivo ma aiuta solo il nostro
    cuore e l'anima nell'appellarci a Dio.

    Io, che sono quasi ateo, devo dire che l'arcano mistero
    della creazione non risolto dalle attuali conoscenze
    scientifiche, ci porta malgrado tutto, a credere in Dio e
    rispettarlo.

    Ma penso che sia un errore rifugiarsi sotto l'ala del
    Signore in un momento come questo del corona virus nella
    speranza di un miracolo.

    Per questa ragione la tua poesia a riferimento non mi è
    piaciuta anche in considerazione di un contenuto piuttosto
    enfatico tracciato nell'unica speranza di una soluzione
    straordinaria percorribile solo pregando l'Onnipotente.

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    Com’è bello pregare
    Contributo di: Elysa on Friday, 13 March 2020 @ 09:34
    sono in accordo con Riflessi, e trovo questa poesia delicata e riflessiva, condivisibile nel pensiero che siamo tutti fragili e che la preghiera aiuta psicologicamente, per chi crede, a superare le difficoltà e ad accettare i momenti bui. BELLA: --- Elysa

    [ ]

    Com’è bello pregare
    Contributo di: Titta on Friday, 13 March 2020 @ 09:47
    Buongiorno Vincenzo. A me ha colpito molto la struttura della tua poesia: incipit e chiusa arricchiti da un tono delicato in contrasto con l' amara durezza dei versi al centro della lirica. Non e' di certo semplice accostare la poesia ad un momento tanto complesso della nostra vita ma credo che ora piu' che mai la liberta' e la speranza siano un salvagente mica da poco. Qui si condanna anche la liberta' di trovare nella preghiera un conforto piu' che lecito ma d' altronde cosa ci si puo' aspettare da anime tanto aride e arrabbiate ? Molto interessante il commento di Marco Cinque. A te, Vincenzo il mio grazie per questo internezzo prezioso. --- Titta

    [ ]

    Com’è bello fregare
    Contributo di: cordaccia on Friday, 13 March 2020 @ 12:12
    Retorica a go go in stile acchiappa
    prefiche.No,dai.

    The great rock and roll swindle

    La grande truffa passa dal Norton
    malware con antenati della DC,
    con cloro o senza si campeggia male
    assai,
    prove Generali di social suicide,
    l'Itaglia l'è mesta.

    ciao

    [ ]

    Com’è bello pregare
    Contributo di: A.Sal.One on Friday, 13 March 2020 @ 13:04

    Aiutati che Dio t'aiuta
    dice il proverbio

    e se preghi ti aiuta di piu`
    dico io

    e tu dici
    Com’è bello pregare

    ---
    Il troppo stroppia
    soprattutto in poesia.

    [ ]

    Com’è bello pregare
    Contributo di: frame on Friday, 13 March 2020 @ 14:25
    In questi giorni tristi del corona virus si sono visti un
    parroco inscenare una processione solitaria per le vie del
    paese e un Monsignore pregare “La mia bella Madonnina” sul
    tetto del Duomo di Milano, anche il Vescovo di Napoli è
    finito sotto i riflettori per una preghiera diretta al
    Padre Nostro, pertanto, non sei il solo a trovare conforto
    nella preghiera. Non ci vedo niente di male in tutto
    questo, piuttosto, e se mi posso permettere, è sulla forma
    di questa poesia che avrei qualche domanda da fare. Ti ho
    sentito parlare tante volte di “metrica” ma onestamente,
    nonostante i miei sforzi, non ho ancora capito il tuo di
    un metro. Forse mi sbaglio ma secondo me il tuo è un verso
    libero, nel senso che vai a capo quando e come ti pare.
    Forse non a rutto, forse segui un codice strano, e magari
    applichi un tuo personalissimo logaritmo nel sillabare.
    Sei liberissimo di fare e scrivere come ti pare, ma senza
    scomodare le sacre scritture, mi piacerebbe sapere come
    schieri la tua squadra in campo: col 4 – 4 - 2, con il 4-
    3-2-1, fai il catenaccio, oppure giochi con il più
    pragmatico e personalissimo dei moduli, e cioè alla viva
    il Parrocco? Boh…
    Un saluto.


    ---
    Frame

    [ ]

    Com’è bello pregare
    Contributo di: percefal on Saturday, 14 March 2020 @ 17:00
    Il titolo unico mantra! -17 le pieghe del cappotto riposto da anni.

    ---
    «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

    [ ]

    Com’è bello pregare
    Contributo di: Carmen on Saturday, 14 March 2020 @ 20:06
    Io non so più pregare.
    Mi sento svuotata.

    Ma la preghiera aiuta.


    ---
    Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    Com’è bello pregare
    Contributo di: joshua on Sunday, 15 March 2020 @ 12:31
    La nostalgica rimozione a cui anche questo testo mi sembra tendenziosamente tendere il suo strale punitore, non è tanto quella del nostro mondo ‘troppo moderno’, quanto, piuttosto, quella di una lingua italiana considerata, probabilmente, troppo ammodernata, perfino rispetto ai bibuli fiori del Ricci (A.M.), fino a ritenere, pertanto, dovere del Vate retrodatarla ad uno straterello più accademico e aulico e perfino pomposamente didattico ed oratorio, sfilandola così dal mondo reale e concreto e (vanamente) credendo di detergerne le improprietà, le scorie e le deiezioni col filtro accademico di paroloni, ri-esumazioni e re-citazioni.

    j

    [ ]

    Com’è bello pregare
    Contributo di: Dema on Sunday, 15 March 2020 @ 19:45
    Ho letto con attenzione la risposta del poeta.
    Devo dire che per chi crede,

    più che bello è necessario pregare.

    Non vi è dubbio che le poesie che narrano di virus
    e dei problemi di questi giorni, sono prese di mira
    da molti commentatori.

    Saranno considerate banali o inopportune in quanto
    ognuno di noi si trasforma in tuttologo.

    Chissà cosa diranno della mia domani sempre che
    venga postata ...

    Comunque condivido il pensiero del poeta, trovo
    solo alcuni versi ridondanti di parole troppo
    ricercate

    Dema Paolo De Martini

    [ ]

    Com’è bello pregare
    Contributo di: frank69 on Friday, 20 March 2020 @ 19:16


    E’ bello pregare, ma non rimuginando sul passato
    per tamponare l’impotenza dell’uomo nel presente e nel futuro.
    Diventa necessario quando più nulla si può,
    e diventa impellente il miracolo.

    [ ]

    Com’è bello pregare
    Contributo di: Armida Bottini on Sunday, 22 March 2020 @ 17:45
    Ciao. --- Midri

    [ ]

    Com’è bello pregare
    Contributo di: minosse on Wednesday, 25 March 2020 @ 04:29
    Stilisticamente la trovo un po' datata nel suo impeto declamatorio. Un moderno Savonarola che bastona il disordine dei tempi e si rifugia in preghiera... e la Bibbia, il Decamerone, i Promessi Sposi, io la sento esagerata, melodrammatica, troppo confusa in eccesso. Non metto la "patacca" perchè riconosco una certa ricerca di termini, una volontà di fare elegante, ma non fa per me...è la mia umile ed onesta opinione. Anzi ti dirò di più: aspetto la prossima perchè sento che la penna è raffinata e vorrei volentieri vederla all'opera su un argomento più disteso e meno apocalittico. Con stima.

    ---
    ***mynosse***

    [ ]

    Com’è bello pregare
    Contributo di: lendam on Wednesday, 25 March 2020 @ 08:55
    Mi piace lo spirito libero del componimento. Se volessimo dare uno stile, una metrica e simili briglie, alla poesia dovremmo aspettare che risusciti Dante Alighieri. Per quanto mi riguarda, tutto sommato, il mio è un giudizio positivo. Se non altro, per l'attualità e il contenuto. Non mi piacciono i giudizi drastici e ammazzapoeti. Se non altro per rispetto dell'impegno profuso dall'autore. Dante, rassegnamoci, è morto.

    ---
    Lendam

    [ ]

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