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     Smesso   
     Monday, 20 January 2020 @ 15:00
     Leggi il profilo di: dario moletti
     Visualizzazioni: 284

    Poesie

    Forse parole e magari opere,
    ma mai ammissioni/
    Carissima,
    so come spulci
    con le dita spicce
    fino oltre quel esile torace
    che ripara il ritmo dell’ardore,
    così villanamente celato al mio aspetto,
    a cui nobilmente son regalati versi.
    Già ora dopo l’introduzione
    leggo a chiare lettere
    come abortisci Sparta
    per un imbonitore.
    Razza meschina,
    di lui solo peggio i coriandoli
    rincorsi dalla scopa.

    Marzo cresce nelle sferzate d’aria
    desertificando la campagna
    adagiata tra cimiteri industriali,
    qualche ritocco favorevole alla tua epidemia.
    Posseggo un ragno su viottoli rurali
    dove il fango annerisce i calzari,
    la decomposizione è chiara nei fili d’acqua,
    troppi rovi e scarichi indegni.
    Non eri alla fermata
    e ti fai attendere per due chiacchere tra sordi,
    io sono stanco della malinconia
    sui tuoi zigomi,
    nella mia 426esima domanda
    espongo un monologo a gola profonda
    che, rapita, mangia il pane senza imburrarlo.

    Da sempre vengo pestato nel profondo,
    nel mezzo di una piazza,
    tra gente troppo assente
    per l’aggressore.
    Io mi trascino
    con un naso così tumefatto
    da lasciare una scia da cometa
    su un sacco di patate che mi somiglia
    O trottolo a spirale,
    attorno a tutto un possibile ingurgitabile,
    morsicandomi fin dentro le guance
    soprattutto sui piatti numero 6 e 20.
    Sinceramente, da certe partenze
    s’impara la scrittura che più punge
    e mai capibile.
    Ma da un giorno incolore
    sono segnato di rosso
    sotto il disagio,
    la maggior parte mi evita muta
    e, se fa una domanda,
    è la più sbagliata
    a cui tento di non allestire un frastuono.

    Ora sposto l’inquadratura
    tentando di perforare la tua maschera facciale,
    hai un drappello di brufoli
    tra mento e labbra
    e un alito da digestione ansiosa:
    sotto la crosta chissà quale larva insorge…
    Poche righe e poi vado,
    sensazionale sarebbe partire per Marte,
    perdere quelle tue ciglia da puledro
    coi piedi nudi su fieno secco,
    ma sono nato mortale,
    neanche gioco a scacchi
    e a poker bleffo finché dura.
    La mia piccola vita si estende su un tavolo
    con fogli cesellati dal lapis,
    con la gomma cancello quel che posso
    dove mi fa più male,
    un arrivederci che rimane un addio.



    Ore 12,25 di sabato 4 gennaio 2020 Dario Moletti



     



    Smesso | 8 Commenti | Crea un nuovo Account

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    Smesso
    Contributo di: Carmen on Monday, 20 January 2020 @ 16:42
    Mi domando ancora una volta come sia possibile che uno fuori di testa come te ma che è capace di architettare un testo come questo appena letto, mi cada su: "quel esile torace". Meriteresti una botta in testa. Ennesimo tuo componimento cerebrale e di difficile digestione. Tuttavia, devo dire che possiede il suo fascino, il quale prescinde ovviamente dal significato più immediato. È pieno di immagini vitali, sempre nuove, di vissuto, incalzante di ansia e di timore che il tempo da vivere non sia mai abbastanza. Non manca nemmeno in questo componimento la figura di una donna, stranamente descritta che quasi pare uno spettro. Ma non si sente amore né altro sentimento per lei. Prevale invece distacco e attenzione essenzialmente per sé stessi in un mondo vorticoso e inarrestabile di immagini reali e irreali. --- Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    Smesso
    Contributo di: indio on Thursday, 23 January 2020 @ 13:04
    ...di difficile digestione dice Carmen (che mena di brutto)
    ma non perché indigesto ma per via delle numerosissime "portate" che riempiono questo bel componimento...

    bravo mio caro


    ---
    mitakuye oyasin

    indio

    [ ]

    Smesso
    Contributo di: Elysa on Friday, 24 January 2020 @ 22:45
    è talmente complessa e con così tanta carne al fuoco che faccio fatica ad assorbirla, hai una scrittura che ricorda un fiume in piena, arrabbiato che scaraventa parole come sassi. Taluni versi davvero belli. --- Elysa

    [ ]

    Smesso
    Contributo di: Lorens on Tuesday, 28 January 2020 @ 16:57
    ..."Smesso"... come demodè da una vacua esistenza, ove a
    tratti si tentenna, ci si rialza in piedi con fierezza e si
    rincomincia, poi spesso si ricade nei soliti crucci
    d'inquieta provenienza.

    Poi, ancora, ritorna la tua presenza con le solite
    sfaccettature d'ignota origine inconscia, e qui mi adagio e
    non trovo via di fuga se non quella per un addio.

    Sintetizzo così questa tua lirica d'intensa emozionalità nel
    tuo stile da "maledetto" patriota dell'anima.

    Bene così,

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    Smesso
    Contributo di: marco cinque on Tuesday, 28 January 2020 @ 19:28
    Poesia che suona come una lettera di congedo, a volte
    caustico, a qualcuna, qualcuno o forse a tutto il mondo.
    Le immagini sono ricche, dense e spesso hanno bisogno di
    più d’un passaggio per essere assaporate come meritano.
    Direi proprio colpito e affondato da questa tua, grazie.

    ---
    marco cinque

    [ ]

    Smesso
    Contributo di: federicosecondo on Wednesday, 29 January 2020 @ 17:10
    Ti confesso che ho dovuto leggerla più volte per poi affidarmi anche ai commenti.
    Apprezzo sempre il tuo modo di esprimerti in poesia, ma non sempre ne comprendo a pieno le emozioni.
    Questa volta mi rifaccio un po' alle conclusioni di Lorens e di Carmen.

    Un saluto e alla prossima.

    ---
    Niente è più facile dello scrivere difficile - KARL POPPER -

    federicosecondo

    [ ]

    Smesso
    Contributo di: frank69 on Sunday, 09 February 2020 @ 12:00


    Dovrei ripetermi. Hai contattato un editore?

    [ ]

    Smesso
    Contributo di: nino vicidomini on Sunday, 09 February 2020 @ 23:39

    Lunghetta, ma l'ho letta

    Ciao_________________nivi

    ---
    nino vicidomini

    [ ]

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