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     Incipit, apertura di una prosa (?)   
     Thursday, 09 January 2020 @ 13:45
     Leggi il profilo di: Matilde Rotter
     Visualizzazioni: 370

    Poesie

    D'improvviso

    realtà urbana compressa nei timpani,
    mentre annaspo
    nel torpore albino dei soliti sogni sconci dell'ultimo anno.

    Penzolano e sgocciolano dal mio subconscio,
    avviluppati all'idea di gemelli siamesi,
    e di sottomissione volontaria
    come rimedio all'amore
    e alla noia,
    che vesto anche male.

    Non ho ancora finito con la storia dell'occhio ...

    Le illustrazioni di Masson,
    e quelle più tarde di Bellmer,
    tentano insistentemente il mio sguardo,
    trascinandomi nelle loro depravazioni,
    trasfigurandoci,
    mentre allappo e poi inumidisco le labbra,
    facendoci scivolare la lingua
    e incidendole leggermente coi denti davanti.

    Provocata dall'idea di te, delle uova,
    reagisco quasi a singulti,
    alternando conati e disgusto
    a fremiti
    di infimo, inespresso, turgido desiderio.

    Poi mi ritrovo a corrugare la fronte,
    arricciando il corpo intero,
    che scopro bagnato.


    Ho sempre dolore alle ossa.

     



    Incipit, apertura di una prosa (?) | 9 Commenti | Crea un nuovo Account

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    Incipit, apertura di una prosa (?)
    Contributo di: malcolm on Thursday, 09 January 2020 @ 16:55
    Eroticamente bella. Buona la
    chiusa.



    ---
    malcolm

    [ ]

    Incipit, apertura di una prosa (?)
    Contributo di: Elysa on Friday, 10 January 2020 @ 07:06
    in alcuni passaggi rasenta davvero la
    volgarità ma è ben scritta e graffia quel
    tanto da far cercare al di là delle parole
    usate.
    sei brava, questo è fuor di dubbio.

    ---
    Elysa

    [ ]

    Incipit, apertura di una prosa (?)
    Contributo di: zio-silen on Friday, 10 January 2020 @ 07:29
    D'improvviso

    nel torpore albino dei soliti sogni sconci dell'ultimo
    anno.

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Incipit, apertura di una prosa (?)
    Contributo di: Carmen on Friday, 10 January 2020 @ 16:59
    Penzolano e sgocciolano dal mio subconscio, avviluppati all'idea di gemelli siamesi, e di sottomissione volontaria come rimedio all'amore e alla noia... E successivamente, si alternano conati, disgusto, fremiti, desideri depravati e non, la storia dell'occhio (che solo tu sai), il riferimento alle uova ecc... In questo tuo componimento si nota molto più che nei tuoi precedenti la lotta senza pace tra Eros e Thanatos e non ci vedo assolutamente un eros votato alla vita bensì l'istinto di vita sempre mortificato, umiliato dal preponderante istinto di morte, schiacciato dal ricorso all'immagine della sottomissione che significa tantissimo, così tanto che si dovrebbe trattare come tema a parte e nella quale io non vedo altro che un'esistenza poco amata e riconosciuta. E così vita e morte combattono, mai alla pari, perché il male è più forte, distrugge, graffia, mortifica, lascia segni indelebili che l'amore diventa sesso depravato -o vissuto come tale- apparendo come una colpa da scontare (sottomettendosi masochisticamente a qualcuno o a qualcosa, quella colpa pare scontarla, così ci si sente forse più degni, più normali, più leggeri), come la smorfia di un volto allo specchio che vorrebbe sentire amore e bellezza ma altro che non sente che la propria assoluta fragilità (il male d'ossa, il male di vivere). --- Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    Incipit, apertura di una prosa (?)
    Contributo di: ablablabla on Friday, 10 January 2020 @ 19:32
    Gran bella poesia.
    Brava.

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    Incipit, apertura di una prosa (?)
    Contributo di: marco cinque on Saturday, 11 January 2020 @ 19:13
    Il surrealista francese André Masson e il tedesco Hans Bellmer (con le sue “bambole violate”), ci hanno lasciato una rappresentazione dell'erotismo tutta al maschile, dove il corpo della donna diventa la proiezione dei propri conflitti irrisolti.
    In questo testo, la “sottomissione volontaria” da una parte e l'ammissione di un'oscura attrazione verso la depravazione maschile dall'altra, fino a trovarne, tra disgusto e conati, persino godimento, è come arrendersi all'idea che anche le relazioni sessuali siano subordinate a quelle dominanti dell'uomo.
    “Il corpo bagnato” e “il dolore alle ossa” sembrano essere un messaggio contraddittorio e ambiguo: da una parte il dolore è frutto di violenza, dall'altra il corpo bagnato è frutto di piacere. Ecco, questa è un po' l'idea che mi ha dato questo contributo, la sensazione che sia stato scritto da una prospettiva di sguardo maschile e che se a firmarlo fosse stato un uomo, probabilmente molte donne non avrebbero reagito positivamente.
    Mi scuso per aver avuto questa sensazione e per aver dato questa soggettivissima interpretazione, che magari sarà pure del tutto sballata, ma sinceramente è quel che ho percepito e sarei ipocrita a non ammetterlo.
    Un caro saluto.


    ---
    marco cinque

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    Incipit, apertura di una prosa (?)
    Contributo di: LoSpettro on Monday, 13 January 2020 @ 07:04
    Un assaggino. L’ipersessualità a braccetto con disturbi paranoidi che vagano nel nulla omogeneo sta diventando qualcosa di scontato, ma non è proprio il tuo caso. E’ questo tuo ripetersi a gourmet che inizia ad essere insapore, occorre dell’altro a parer mio. Alle “illustrazioni di Masson, e quelle più tarde di Bellmer” che affiancano l’inumidirsi delle labbra, facendovi scivolare una lingua che giochiccia coi denti approdando ad un infimo, inespresso, turgido desiderio vorrei poter leggere qualche elucubrazione (letta grazie a Marco Cinque). Non che io sia perverso, ma mi piacerebbe vedere in che modo questa “ricerca di scrittura” possa diventare enormemente potenziata, se lo può ancora. C’è dell’altro in quella tensione psichica che sente la necessità di liberare accompagnando alla dimensione del desiderio libidinoso il piacere dello scrivere? Vedo mancare un qualcosa a questo tuo scrivere che “è comando interiore più irresistibile che il comando stesso della vita”. C’è chi riaffermerà che la poesia non dev’essere tutta una dichiarazione esplicita, ok, ma quel potere animalesco, quel nudo adombrato, quel punto di partenza, quella tela bianca, quella vita che riafferma dolore e piacere, quell’adescamento che vuole raggiungere un duplice intento erotico, quell’aspirazione tormentata e tormentosa della scrittura che si sostituisce alla sessualità dov’è? E’ un piccolo assaggino questo tuo incipit, non vorrei che assuma la forma di una incapacità di abbandonare una posizione libidica acquisita. Attendo quella “grazia di energie esuberanti” di cui ha parlato un certo Kafka in relazione al dono della sua scrittura.

    “Non riesco mai a capire come a quasi tutti coloro che sanno scrivere sia possibile, nel loro dolore, oggettivare il dolore, di modo che io, per esempio, nella sventura e forse anche con la testa che mi brucia, posso sedermi e per iscritto comunicare ad altri che sono infelice. Anzi posso andare oltre e con diversi svolazzi, secondo il talento che pare non abbia niente a che vedere con l’infelicità, fantasticarne semplicemente o per antitesi o con diverse orchestre di associazioni di pensiero. E non è affatto menzogna né assopisce il dolore, ma è semplicemente la grazia delle energie esuberanti nel momento in cui il dolore ha palesemente consumato tutte le mie forze fino al fondo del mio essere che esso sconvolge. Che specie di esuberanza sarebbe dunque?” (F.Kafka)

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    Incipit, apertura di una prosa (?)
    Contributo di: Lorens on Wednesday, 15 January 2020 @ 18:28
    ... Incipit, apertura di una prosa(?) ... comincio col dire
    che non ho ben capito il titolo e l'attinenza di esso con il
    contenuto versatile se prosa non è, ma di poesia trattasi.

    Mi duole poi dire, che non amo i nomi a riferimento di altri
    poeti o scrittori durante un proprio tentativo di stesura
    poetica (Masson & Bellmer).

    La lirica non mi è piaciuta perché mescola situazioni di
    desiderio in fallace fase onirica senza mai incidere con
    carnale sensualità amorevole ma rimanendo sconnessa dai
    propositi passionali in un erotismo assente e di quasi
    coatta sofferenza.

    E' solo il mio modesto parere, condivisibile o meno, a
    rileggerti con vero interesse.

    ciao
    Lorens



    ---
    Lorens

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    Incipit, apertura di una prosa (?)
    Contributo di: cordaccia on Thursday, 23 January 2020 @ 20:55
    Colpiscono la prospettiva,inusuale e il
    desiderio manifesto di godere.Chi domina?
    Chi si fa dominare?
    Forse troppo carica ma non male.
    p.s. alla faccia del falso femminismo che
    si sente in giro.
    ciao

    [ ]

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