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     L'aloe di Lerna   
     Tuesday, 26 November 2019 @ 15:00
     Leggi il profilo di: Kenji
     Visualizzazioni: 112

    Racconti

    Era un martedì grigio, tornavo da lavoro, e la solita signora del bar mi dà il solito buongiorno mentre mi passa il solito al bar (solito: cornetto, a Milano brioche, e cappuccino d'orzo). Apro il portone di casa, salgo le scale e ci entro, in casa; ma nemmeno sto per fare il primo passo ed ecco che sento i versi dei gatti, quel verso grrrr, tipo un ruggito ma più soffiato, tipo un vampiro che vede una croce, non so se ha un nome quel verso felino, ma lo fanno i gatti su zampa di guerra come verso intimidatorio e intimidito al contempo. Apro di corsa la porta e vedo un qualcosa di assurdo. L'aloe vera che stava nel vaso su un tavolino basso vicino la finestra sembrava aver preso vita. Non che la pianta sia qualcosa di morto, ma quell'aloe aveva preso vita vera, le foglie grasse e succose si dibattevano come tentacoli e avevano sbattuto e malmenato tutto ciò che le circondava nel raggio di un metro. Ma che dico, 2-3 metri almeno, si allungavano e si ritraevano, uno spettacolo assurdo, terrificante. Tv caduta col vetro spaccato in un angolo, quel marchingegno fatto per farsi graffiare dai gatti spezzato e ribaltato, probabilmente anche i gatti buttati in aria con 3-4 vite in meno. La situazione era ingestibile. Provai a intimare alla pianta di fermarsi, ma mi è bastato veramente poco per capire che non era la soluzione adatta; non si riesce a fermare con le parole un rumeno ubriaco, figuriamoci una pianta che sperimenta la vita per la prima volta. Corsi in cucina ed afferrai la lama più grossa e tagliente e decisi di affrontare l'aloe, ma con astuzia. Mi studiai la lunghezza, i movimenti dei tentacoli, la capacità di allungamento del singolo e aspettavo il momento giusto per colpire. Era un lavoro lungo e pericoloso, ma giurai a me stesso che l'avrei spuntata, anzi che l'avrei potata quella dannata pianta.
    Così mi avvicino lentamente, attendo il momento propizio e tiro il mio primo fendente. "Perfetto", penso in mente, la pianta mostruosa non ha sviluppato nessuna resistenza, la consistenza è rimasta la stessa. Ciò che vidi due secondi dopo mi fece ingoiare ogni emozione gloriosa appena accennata tra le mie sinapsi. Dalla ferita della foglia/tentacolo è colata quella sostanza collosa e benefica tipica dell'aloe, ma dalla ferita si svilupparono, con una velocità a dir poco incredibile, altre due foglie, altri due tentacoli che cominciarono a muoversi convulsamente. Sono queste le proprietà lenitive dell'aloe vera? E' quindi questo il potere che rende questa pianta così speciale? Non mi arrendo, taglio un altro tentacolo e poi con un altro colpo altri due, ci stavo prendendo la mano, stavo diventando forte, ma come prima, dal pezzo tranciato crebbero nuovi tentacoli vorticanti. La stanza sembrava farsi sempre più piccola dinanzi all'espansione di quell'aloe, financo i gatti rimasero in un angolo della stanza su una piccola radio d'epoca col pelo irto.
    Ma ecco che la cultura classica sembra aver senso una volta nella vita. Pensai ad Ercole che sconfisse l'Idra di Lerna cauterizzando col fuoco le ferite da taglio inflitte alla bestia. Mi feci coraggio, invocai lo spirto erculeo e mi diressi a prendere l'accendigas in cucina. Capii che era una stronzata colossale, Ercole non si scomodò manco a salutarmi. Non venendomi in mente nessuna idea geniale, decisi di fare la cosa più umana da fare, pentendomi per non averla fatta dall'inizio: scappare; magari chiedere aiuto dopo. Ma la pianta, quasi come se m'avesse letto nel pensiero, poggia le sue foglie sul pavimento e si alza con tutto il vaso. Il terrore ebbe la meglio ed urlai come una matta, mentre la pianta iniziò a utilizzare i tentacoli come arti e spostarsi, prima camminando nella mia direzione, poi iniziando a corrermi dietro. Mi tuffai selvaggiamente per le scale urlando e scappando disperato; l'aloe mi correva dietro. I gatti fuggirono con me per le scale, Catullo (un gatto) mi stava avanti, così diedi una taccata e poi un calcio a Romeo (un altro gatto) che mi stava dietro urlando in lacrime "prendi lui,*censurata*, prendi lui".
    D'improvviso sento una sensazione a me familiare. Quella pesantezza alle gambe che ti impedisce i movimenti, una sensazione di goffaggine che ha dell'irreale. Stringo i pugni e afferro un lato del piumone. Mi alzo di colpo sudato, il cuore a mille, il cuscino sudato.
    Quel martedì grigio, quell'aloe mostruosa, era stato tutto un brutto sogno, soltanto un sogno. Eppure avrei giurato che non potesse mai essere un sogno quell'Aloe; ero straconvinto fosse Vera. "Che *censurata*!" penso tra me e me stropicciandomi gli occhi. Avrei dovuto capire subito che si trattava di un maledetto sogno. Avrei dovuto capirlo dall'inizio che non era Vera quella che lavora al bar, ma Anna, la ragazza che ha lasciato il bar cinque anni fa, a darmi quel*censurata* di cornetto. Oh Anna io che subivo il tuo orzo macchiato, sciacquato che pareva fosse macchiato con l'acqua anziché il latte, ma l'acqua non macchia, lava. E non è bastata l'acqua, piccola Anna, a lavarti dai miei ricordi, oh Anna, che ti ho persa senza averti detto, quanto ti amavo, Anna, quanto ti ho amata.
    Oh Anna, che questa pioggia al mattino, mi ha fatto svegliare nel sogno di te; sei tu che hai sconfitto il potere dell'Aloe, innaffiata dal tuo caffè. Oh quanto ti amo Anna, dovevi darmelo tu, proprio tu quel cornetto nel sogno. Ora che non saprei nemmeno dove cercarti, proprio ora che stavo cominciando, pian piano a dimentircare te, Anna, e la mia parte di me migliore.
    Dove sei ora Anna.

     



    L'aloe di Lerna | 4 Commenti | Crea un nuovo Account

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    L'aloe di Lerna
    Contributo di: frame on Thursday, 28 November 2019 @ 16:50
    Che tu scriva in versi o in prosa il tuo dire è sempre un “disperato erotico stomp”. Disperato perché l’erotismo sano in genere, il tuo in particolare, è sempre un po’ così: disgraziato, abbattuto, tanto da suscitare tenerezza, mentre “stomp” è la componente ironica (vedi Lucio Dalla), il sorriso che indulge alla compassione e ispira simpatia. “Seghe mentali?” sarebbe troppo riduttivo definirle così, e non ti renderebbe giustizia, anche perché, sempre secondo il mio modestissimo parere, tu non sei uno sprovveduto, anzi, sei molto cosciente di ciò che scrivi, molto più di quanto tu voglia far credere. Anche questo uso sbarazzino della prosa, un parlato che scimmiotta il meneghino (io sono nato e cresciuto a Milano e conosco bene queste cadenze) buttato giù in qualche modo, con leggerezza, sgrammaticato qb. e con relativa sintassi alla Wiva il parroco, può suscitare simpatia tra gli amici, colleghi e conoscenti, ma sul piano letterario non porta da nessuna parte. Leggendo il tuo pezzo mi è venuto in mente Paolo Nori, l’accostamento forse non è pertinente ma, se hai intenzione di affinare questo stile particolare che francamente non saprei definire, e solo in questo caso, ti consiglio di leggerlo. Ciao e scusa per il pistolotto. --- Frame

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    L'aloe di Lerna
    Contributo di: Armida Bottini on Monday, 02 December 2019 @ 12:02
    Che incubo! Per fortuna era solo un sogno bravissimo amico.
    Ora, per favore, cerca Anna, cercala e trovala. Ciao e
    rinasci anche tu... è Natale!

    ---
    Midri

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    L'aloe di Lerna
    Contributo di: Titta on Tuesday, 03 December 2019 @ 17:43
    Finale inaspettato e bellissimo ! Bravo il nostro versatile autore che ci ha regalato un bravo divertente e scritto egregiamente. --- Titta

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    L'aloe di Lerna
    Contributo di: percefal on Wednesday, 04 December 2019 @ 11:46
    Non tagliare quella vera: sembra il monito dei film horror. Lì l'invitop era : non aprite quella porta. Visto si è dentro, bene la lettura. Romeo e Catullo ringraziano. --- «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

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