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     Indesiderati   
     Monday, 25 November 2019 @ 12:00
     Leggi il profilo di: Empatia
     Visualizzazioni: 326

    Poesie

    Sbuffi di calore ammorbante, confortante
    la cuccia sulla griglia della metro puzza di vita
    di opportunità di valicare la nottata.

    Il gelo precipita dal cielo
    penetra gli stracci legati alla carne
    si insinua nelle rapazzole di cartone
    riempie di lacrime inanimate
    gli occhi gonfi di sonno
    a perlustrare cassonetti dorati
    a salvaguardare tesori celati morbosamente.

    Occhi che non sanno più piangere
    Occhi insudiciati da indelebili macchie
    stupri, furti, bravate innocenti
    che appiccano fuoco a corpi silenti.

    Quotidiane violenze comuni
    espletate nei vicoli bui
    eclissate dalle ombre perenni
    dei palazzi benestanti, incuranti
    dei propri figli caduti.
    Figli scomodi, figli molesti
    da trasformare all’evenienza
    In romantici eroi di una fiaba mai raccontata…

    Pubblicizzata!

    Cittadini del mondo
    con tetti di nuvole e stelle
    cantastorie di meandri nascosti
    protagonisti, documenti viventi
    di una lacrima ipocrita.

    Ma poi, di nuovo…

    Figli dei marciapiedi di città
    Figli invisibili, scartati, abbandonati

    Clochard.

     



    Indesiderati | 14 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Indesiderati
    Contributo di: Carmen on Monday, 25 November 2019 @ 16:57
    Che parlasse di clochard era chiarissimo fin dall'inizio. Un componimento troppo prosaico e troppo "spiegato", del tutto privo di quello stupore estraniante che la vera poesia provoca. È come un temino, il solito punto di vista del borghese strafottente che con 4 versi crede di scrollarsi l'apatia torpida che vede e condanna negli altri, eccettuato se stesso. Ma c'è l'avete uno straccio di senso critico? Assolutamente banale, inutile, retorico e finto come una patacca-gioiello di bigiotteria. --- Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    Indesiderati
    Contributo di: Empatia on Monday, 25 November 2019 @ 18:02
    Cara Carmen, la sezione indovinelli la postiamo
    un'altra volta. Chi ti ha detto che la poesia deve
    essere un arcano? Vorrei suggerirti di leggere con più
    attenzione ciò che viene proposto dai tuoi colleghi in
    vetrina perché trovo che tu sia spesso un po'
    superficiale e troppo propensa a regalare fiorellacci.
    Comunque Indesiderati è una denuncia sullo
    sfruttamento dell'immagine poetica dei barboni e non
    sulla loro situazione. Pensa un po' ho un amico
    clochard che fa il mangiafuoco ad Antibes e non gli
    direi mai come vivere! Per me la poesia è altro:

    Sono un poeta
    ma non avere paura non mordo
    Magari solo un accenno
    giusto per intrufolarmi nella tua mente
    penetrati dolcemente o con veemenza
    ma sempre e solo come tu mi vorrai
    Mi muovo tra le tue pulsioni nascoste
    ti sfioro nel profondo
    affondo nel caldo dei tuoi desideri
    scavo nel baratro dei tuoi eccessi
    Ti amo
    come un virus ama il suo ospite
    perché mi nutro del tuo patire
    ma sarò sempre pronta a regalarti
    l'essenza della vita
    godere...

    Buona serata
    Empatia

    [ ]

    Indesiderati
    Contributo di: marco cinque on Monday, 25 November 2019 @ 20:38
    Provo una certa empatia per gli “ultimi” e, in ogni caso, che il testo funzioni o meno, non voglio arrogarmi la pretesa di giudicarlo. Dico che personalmente non ha colpito la mia sfera emotiva, sebbene abbia gradito molto l'impegno e le intenzioni dell'autore. Sul tema dei senzatetto, il mio caro amico Jack Hirschman scrisse un testo grandioso, intitolato “Home”. Ancor più grandioso il reading che organizzò diversi anni addietro a San Francisco, con un pubblico di 700 senzatetto. Lo stesso Hirchman, per il suo attivismo in favore dei senzatetto, è finito per quattro volte in prigione. Quindi mi sento vicino a chiunque provi a dire qualcosa su questo tema e non posso che ringraziarlo.

    Detto questo, mi sembra serpeggi un'acida e spocchiosa prosopopea, tipica dei piccoli critici falliti, che fanno la voce grossa perché in fondo, molto probabilmente, non capiscono un tubo di poesia, soprattutto quando trasformano l'esercizio critico in un'insalata mista di allusioni offensive, che non fa di certo onore né al livello letterario di codesta vetrina, né aiuta in alcun modo coloro che restano vittime di questo misero bullismo da tastiera. Un bullismo che di costruttivo ha ben poco, ma trasforma gli spazi dei commenti in una sorta di sfogatoio per frustrati che si divertono a usar la frusta sugli altri, dimenticando di farlo sulle pochezze che riguardano se stessi e sulla cerchia di “colleghi” adulanti e adulati. Stenderei un velo pietoso quando l'esercizio critico, fingendo di rivolgersi al testo preso di mira, sbanda sul piano personale delle persone, cosa che trovo scorretta, stupida e infantile.
    Infine, non è che scomodando citazioni di autori e autrici eminenti si faccia una bella figura quando si opera in questo modo, anche perché, ne sono certo, quegli autori e autrici non vorrebbero aver nulla a che fare con gente così squalificata e squalificante.

    PS
    Generalmente mi rivolgo alle persone dando del “tu” quando le conosco e, soprattutto, quando non si nascondono dietro uno pseudonimo. Trovo quindi ipocrita e insopportabile questa finta confidenza, quando invece la distanza reciproca che separa le parti, sia poeticamente che umanamente, è abissale.


    ---
    marco cinque

    [ ]

    Indesiderati
    Contributo di: Paolo_C on Monday, 25 November 2019 @ 23:18
    Ciao, a me non è piaciuta particolarmente, sia per come è
    stato affrontato il tema sia per il verso che troppo
    concede alla prosa.
    Comunque tutto si può dire ma non che Carmen sia
    superficiale.









    ---
    Paolo C.

    [ ]

    Indesiderati
    Contributo di: Elysa on Monday, 25 November 2019 @ 23:26
    Le prime tue inserite sul club mi erano
    piaciute molto molto di più...questa mi
    pare buttata giù un po' così senza cura,
    ne apprezzo però il tema. Alla prossima

    ---
    Elysa

    [ ]

    Indesiderati
    Contributo di: joshua on Tuesday, 26 November 2019 @ 01:27
    Mi sembra molto da rifare, rifinire, ripensare, se non vuol essere un cumulo di luoghi comuni sui barboni (li chiamerei con il nome italiano ritagliato per loro). E poi credo che ogni poeta sia già un vagabondo dello Spirito, almeno quello del Tempo, e perciò non ritengo abbia bisogno di farsi perdonare né di sentirsi colpevole, se può contare su un tetto e qualche affetto. Non proverei dunque commiserazione per chi non li ha, visto che nessuna poesia potrà mai offrirglieli o rifonderglieli ed un poeta solo poesie può elemosinare, a parte studiarsi bene il Capitale. Mi proverei piuttosto a indagare (poeticamente) ciò che sta dietro i fenomeni di reiezione o marginalizzazione. C’è sempre una corrente della Storia principale e, in generale, come pure nel nostro tempo accade, non è mai quella che attraversano masse umane di diseredati, ma piuttosto quella che trasporta pochi privilegiati in una lussuosa crociera. Paradossalmente, quindi, credo che trattare dei barboni significhi affrontare i meccanismi del privilegio, specie se si pensa che per pareggiare la ricchezza della metà più povera del pianeta basterebbero le cento persone più ricche al mondo*. È un contrasto che vedo e sento fisicamente, quando, ad esempio, vado a Rio, tra Barra da Tijuca e Maré. Voglio dire che sui grandi problemi occorre avere grandi, e contrastanti, panoramiche d’insieme e non. Non si può cavarsela con una semplice istantanea o momentanea, anche se capisco che non è mai facile tradurre in poesia la profondità della realtà, specialmente nella sua superficiale irrealtà o irrisorietà o perfino cenciosità.

    Ciao (se posso darTi del Tu alla seconda persona plurale, altrimenti Vi direi Statti Buono).

    À la prochaine
    j

    * https://www.washingtonpost.com/news/wonk/wp/2016/03/28/what-rich-countries-get-wrong-about-poverty/

    [ ]

    Indesiderati
    Contributo di: indio on Tuesday, 26 November 2019 @ 15:16
    bisogna stare attenti
    nel senso che basta pochissimo per sconfinare in figure retoriche e ovvietà che sminuiscono l'enormità del dramma sociale... purtroppo su un argomento difficilissimo che ovvietà non dovrebbe averne ...(vedi sto cadendo anch'io nella retorica)
    ad ogni modo, io la quarta la rivedrei un po'
    sfoltendo qualcosa
    per il resto come sempre acuta e incisiva.
    ciao

    ---
    mitakuye oyasin

    indio

    [ ]

    Indesiderati
    Contributo di: vincenzocusimano on Tuesday, 26 November 2019 @ 16:57
    Empatia predilige la poesia civile di impegno ma non solo. Scelta espressiva irta di pericoli. Infatti descrivere in versi i disagi di chi è scartato dalla società, degli ultimi, dei disperati, senza cadere nel banale e nei luoghi comuni, non è impresa facile, ma certamente va fatto perché la poesia non è soltanto lirica o struggimento interiore o descrizione della natura. La poesia può essere realismo critico alla Raboni o alla Soffici o denuncia sferzante dell’usura capitalistica alla Pound. Ma si tratta di argomenti complessi già di per sé, poi figuriamoci riportarli in versi. Io penso che Empatia ci sia riuscita e che debba essere apprezzata sia per aver affrontato un tema coraggioso sia per la ricerca stilistica intelligente di poesia prosastica. Si nota, rispetto ai componimenti precedenti una certa ricercatezza nel metro ed inoltre ad una lettura a voce alta con intonazione recitativa risulta buona la prosodia. Un piccolo appunto, io non avrei scritto quei tre versi isolati ed in particolare l’ultimo, lasciando al lettore l’emozione di capire chi siano questi indesiderati, ma non sarebbe stato difficile. Continua così Empatia. Una piccola chiosa sulla polemica sui commenti di cui sopra. Io ritengo che i commenti e le critiche siano e debbano essere sempre ben accetti perché fonte di accrescimento e miglioramento (io ne sto facendo tesoro), purché sostenute da (almeno minime) argomentazioni. E ci sta pure un tono leggermente sarcastico. Finora più o meno è sempre stato così. Non è necessario giustificarsi. Eventualmente ci si può chiarire per mail. Non capisco quindi perché si debbano commentare i commenti. Un caro saluto a tutti. --- Vincenzo Cusimano --- «Hai la debolezza di voler stupire. Cerchi versi splendidi per cose lontane; dovresti trovarli per cose che ti sono vicine» (Basho)

    [ ]

    Indesiderati
    Contributo di: frank69 on Tuesday, 26 November 2019 @ 18:30

    Parlare di chi ha bisogno non scrolla apatie e non condanna alcuno.
    Condivido naturalmente quanto di positivo ho letto sulla tua poe
    e resto sorpreso in questo caso dal saggio e positivo argomentare di joshua.
    Solitamente c’è qualcuno che usa un tono particolare per esprimere le sue opinioni,
    come un po’ dappertutto.
    Tutoyer penso sia lecito e permesso in questo Cdp
    dove una volta anche dietro un nick
    si riusciva a commentare un po’ più pacificamente.

    [ ]

    Indesiderati
    Contributo di: malcolm on Wednesday, 27 November 2019 @ 12:08
    Solidarietà per i "barboni"

    ---
    malcolm

    [ ]

    Indesiderati
    Contributo di: Lorens on Wednesday, 27 November 2019 @ 19:10
    ..."Indesiderati"... un saluto al tuo amico clochard di
    Antibes. Sai quasi ogni anno sono da quelle parti nel
    periodo di Maggio in occasione del festival di Cannes,
    solitamente alloggio in un residence a Cagnes sur mere, e mi
    trovo benissimo per una vacanza sempre da sogno.

    Devo dirti che la tua poesia è molto descrittiva e tocca
    verità in assoluto, naturalmente penso che tu non abbia
    voluto sfruttarne l'immagine ma soltanto denunciarne la
    facciata laddove dietro di essa pulsa un cuore di umanità e
    sofferenza.

    Pss.
    Si dice che da quelle parti quando "Antibes dorme Juan les
    Pins" vive ... è così anche per te?

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    Indesiderati
    Contributo di: federicosecondo on Sunday, 01 December 2019 @ 13:23
    Poesia di denuncia e di "protesta"
    indubbiamente.
    Ho apprezzato particolarmente le prime due
    Brava a cimentarti su un tema così tanto
    difficile.



    ---
    Niente è più facile dello scrivere difficile - KARL POPPER -

    federicosecondo

    [ ]

    Indesiderati
    Contributo di: frame on Wednesday, 04 December 2019 @ 13:31
    In un altro posto ti avrebbero fatto i complimenti per il
    tuo scritto, per i tuoi sentimenti, avrebbero espresso
    solidarietà nei confronti dei barboni e sarebbe finita lì.
    Qui è diverso, lo sai, e del resto questo è un tema che se
    trattato in modo convenzionale e con tutte le buone
    intenzioni di questo mondo, solleva sempre qualche
    perplessità. La bontà d'animo diventa buonismo, la
    solidarietà nei confronti delle persone bisognose si
    trasforma in perbenismo, la carità, sotto Natale
    soprattutto, è indigesta e persino pelosetta. Quindi
    conviene stare zitti o trattare il tema con un po' più di
    cinismo e tirare fuori dal cappello qualcosa di nuovo e
    originale, ma, ma... non è facile. Sull'argomento si è
    detto di tutto e di più. In ogni caso, scelta generosa e
    coraggiosa la tua, non c'è che dire.
    Ciao ciao

    ---
    Frame

    [ ]

    Indesiderati
    Contributo di: Titta on Wednesday, 04 December 2019 @ 15:21
    Una poesia che racchiude diverse contraddizioni che mi garbano quanto basta per ritrovare chi ci vive accanto un giorno dopo l'altro e che ci rimanda troppo spesso a qualcosa di imbarazzante. Eppure il mondo civilizzato è proprio questo: crudele e poco propenso all'accoglienza.



    "Cittadini del mondo con tetti di nuvole e stelle".

    ---
    Titta

    [ ]

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