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     Avanguardie pedagogiche   
     Thursday, 07 November 2019 @ 15:00
     Leggi il profilo di: vincent
     Visualizzazioni: 190

    Racconti

    La scuola era al pianterreno di un condominio privato di sette piani. I ragazzi della terza stavano facendo un laboratorio di storia su "La rinascita dell'Anno Mille". Io camminavo fra i banchi e, mentre davo suggerimenti a chi me li chiedeva, si sentì un tonfo. Proveniva dalla finestra. Una donna sulla cinquantina si era buttata giù dal terrazzo dell'ultimo piano. I ragazzi, soprattutto le ragazze, gridarono. Ordinai a tutta la classe di lasciare immediatamente l'aula. Gli alunni obbedirono, li portai nell'aula di informatica e li chiusi dentro. Tornai in classe e mi affacciai dalla finestra per guardare di nuovo la tipa precipitata.
    Era riversa a terra con la pancia in sù, aveva la bocca semi-aperta, le gambe divaricate, un braccio sotto la schiena e l'altro steso intorno alla testa. Era in pigiama e sembrava una barbona che dormiva dopo una sbronza. Ma era morta, stecchita. Le feci un paio di foto col telefonino e chiamai il 118: "Salve, sono un insegnante del Liceo Pedagogico, quì su via A. Manzoni, durante la lezione, abbiamo visto cadere sulla strada una donna dai piani superiori. Mi sembra esanime ma venite lo stesso". Poi chiamai la polizia e dissi le stesse cose.
    Pensai che i miei allievi sedicenni avessero il diritto di vedere il morto, quindi andai a chiamarli prima che il corpo venisse prelevato. Li lasciai osservare il cadavere spiegando loro che così avrebbero temprato il loro carattere. Mentre loro guardavano la suicida, io gli parlavo di Leopardi, Epicuro, Lucrezio, Montaigne, Sartre e dei Kamikaze giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale.
    Un maschietto era molto incuriosito e faceva commenti da adulto, un altro mi chiese se si trattasse di suicidio, io non risposi ma lui insistette con la stessa domanda ed io allora gli spiegai che, se la morta non aveva urlato durante il volo, o era stata tramortita già prima di schiantarsi oppure si era uccisa da sola.
    Due alunne si toccavano la pancia, guardavano a terra e mi chiesero di poter andare in bagno. Acconsentii.
    Quando giunsero la polizia, l'autoambulanza e il Dirigente Scolastico, avevo già chiuso la finestra e ripreso la lezione laddove era stata interrotta al momento del botto.

     



    Avanguardie pedagogiche | 4 Commenti | Crea un nuovo Account

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    Avanguardie pedagogiche
    Contributo di: frame on Tuesday, 12 November 2019 @ 13:25
    Molto interessante il soggetto, scritto benissimo, in perfetto taglio web. La scelta di raccontare la storia in prima persona mi ha procurato qualche dubbio, e ancora adesso non sono sicuro che sia quella giusta, tuttavia, il titolo così categorico, il comportamento asettico, completamente privo di umanità e anche di buon gusto da parte dell'insegnante, di fronte a un fatto così tragico, mi fanno capire (spero di non sbagliare) la tua posizione rispetto a queste cosiddette "avanguardie pedagogiche". Insomma, la critica è sottile, ma arriva ed è di sicuro effetto. Complimenti. --- Frame

    [ ]

    Avanguardie pedagogiche
    Contributo di: Armida Bottini on Saturday, 16 November 2019 @ 08:37
    Con Frame, ciao.

    ---
    Midri

    [ ]

    Avanguardie pedagogiche
    Contributo di: federicosecondo on Saturday, 16 November 2019 @ 12:03
    Solo un appunto: il 118 o 112 che sia, si chiama subito non certo dopo aver accompagnato i ragazzi nell'aula informatica etc etc ...

    ---
    Niente è più facile dello scrivere difficile - KARL POPPER -

    federicosecondo

    [ ]

    Avanguardie pedagogiche
    Contributo di: vincent on Sunday, 01 December 2019 @ 21:49
    Grazie per i commenti.

    @Federicosecondo: nel dubbio circa la
    presenza o
    meno di uno squilibrato che avesse spinto
    la cinquantenne, in quel frangente ho
    preferito mettere al sicuro 18 esseri
    umani in
    salute invece che chiamare i soccorsi per
    uno già compromesso.

    ---
    Vincent Darlovsky

    [ ]

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