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     Memoria migrante   
     Monday, 23 September 2019 @ 12:45
     Leggi il profilo di: frank69
     Visualizzazioni: 276

    Poesie



    Tuonava il cielo al rombo dei motori
    esplosioni caramellate di liberazione
    bambini folla delle strade
    calciavano pallottole di carta
    puntando l’indice e cliccando il pollice
    contro il nemico
    emulavano i vincitori
    al gioco della guerra in voga.
    Ero sempre io a perdere
    non parlando americano
    in quei giardini di periferia
    opulenti di sudore.

    Allora Lampedusa
    era solo un promontorio
    per altre terre e sottosuoli
    partivano vagoni e bastimenti
    e al suono della fanfara
    i fazzoletti si allontanavano
    sventolando lacrime.

    Da emozioni dispersi tra le righe
    sbocciarono rime adolescenti
    conditi d’amore a prima vista.
    Costruivo sonetti alla beltà
    mentre declinavo la lingua estinta
    presto morta anche per me
    perché vivessi io
    deviando dalle intenzioni
    imparassi del punto di sella
    e migrassi come allodola di primavera
    in cerca.

    La solitudine non fa compagnia
    spesso crea rimpianti e compassione
    e la scighera non fu tanto allegra
    trasferendo
    con le grinfie del tempo nell’oblio
    le nostalgie.

    (Scighera = nebbia)

     



    Memoria migrante | 10 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Memoria migrante
    Contributo di: A.Sal.One on Monday, 23 September 2019 @ 13:38

    Memoria migrante

    di ampio respiro.

    Da leggere piu` volte.

    ---
    L'intelligenza poetica non e`
    ne` di tutti ne` da tutti.

    [ ]

    Memoria migrante
    Contributo di: epitteto on Monday, 23 September 2019 @ 19:37
    Il nostro Autore deve averci la sua bella età se ricorda
    vividamente lo sbarco degli Alleati in Sicilia, ai tempi
    dell'ultima guerra mondiale.
    Quand'io al Nord giocavo a fare il partigiano nel pieno
    della bufera salodiana.
    Quivi nell'isola anche arrivi e partenze allorché anche noi
    eravamo migranti.
    E la povertà relegava i piccini , prole in vendita, nelle
    miniere di zolfo.
    La lirica può essere assaporata appieno solo da chi ha
    vissuto quei tempi, quando ancora gli adolescenti credevano
    alla donna angelicata nelle loro goffe dediche d'amore.
    Messaggio potente, quello in lettura, a suggello e memoria
    di tempi incredibili all'oggi.
    L'attacco della terza strofa soffre di una concordanza al
    maschile.
    Ottima prova, non c'è che dire.
    Hal, il chatbot.

    [ ]

    Memoria migrante
    Contributo di: vincenzocusimano on Monday, 23 September 2019 @ 21:51
    Ondata di belle poesie oggi. Leggendo questo componimento, mi par di vedere la scena come in un documentario in bianco e nero dell'Istituto Luce. Le scene scorrono fluide, emerge la melancolia (sic) di noi siculi e la "stranizza d'amuri" sbocciato malgrado "cca fora si mori" e sublimato nella scrittura di sonetti. Piacevole e lieve. [] "Hai la debolezza di voler stupire Cerchi versi splendidi per cose lontane; dovresti trovarli per cose che ti sono vicine" (Basho, dopo aver letto una composizione del discepolo Kikaku) --- Vincenzo Cusimano

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    Memoria migrante
    Contributo di: Carmen on Wednesday, 25 September 2019 @ 21:17
    Esplosioni caramellate?

    Ma dai!

    Così così tutto il componimento.


    ---
    Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

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    Memoria migrante
    Contributo di: dario moletti on Wednesday, 25 September 2019 @ 21:35
    ritorno da un viaggio e una tempesta/ il viaggio mi è servito per riappacificarmi con mio fratello la tempesta lo presa di striscio e questa volta non sono colato a picco e... trovo la tua bella critica che mi rialza da terra ed è giusto m'affaccio sulla tua sono rintronato leggendola mangio una fetta di torta e bevo caffè poi il caffè diventano due e per non arrivare a tre rileggo il tuo testo ma respirando con nelle orecchie i Doors bellissima forte ma bellissima

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    Memoria migrante
    Contributo di: joshua on Wednesday, 25 September 2019 @ 21:43
    L’unico elemento linguisticamente interessante in un raccontino d’infanzia piuttosto banalotto mi pare la scighera. Il resto più che da uno tsunami poetico, mi sembra venire da un cicchetto già libato (evito di sottolineare quanto siano ancor meno illibate, concordanze palesemente sballate – emozioni dispersi [!?], rime conditi[??]; sintassi a scasso [vv. 23-30] e altre retoriche che taccio, tipo le esplosioni caramellate o la solitudine che non fa compagnia, tanto per fare due esempi incalzanti e svestiti di tutto punto di domanda).
    j

    [ ]

    Memoria migrante
    Contributo di: Titta on Friday, 04 October 2019 @ 16:04
    "esplosioni caramellate di liberazione" pure io trovo eccessiva questa strofa per il contesto in bianco e nero. Tuttavia riconosco all'autore una singolare capacità di rendere più leggera (per quanto possibile) l'atmosfera di quel tempo così grave. La poesia è superba, comunque. --- Titta

    [ ]

    Memoria migrante
    Contributo di: Lorens on Sunday, 06 October 2019 @ 21:18
    ..."Memoria migrante"... il tempo non cancellerà mai quei
    ricordi drammatici ancora oggi vicini a noi specialmente
    quando la stessa storia continua nell'emigrazione di altre
    genti causa di nuovo per la guerra.

    La lirica anche se un po' macchinosa specialmente nella
    penultima strofa (forse qualche errore di sintassi),
    riprende momenti importanti che devono far riflettere
    sempre.

    E' solo il mio modesto parere, condivisibile o meno, a
    rileggerti con vivo interesse.

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    Memoria migrante
    Contributo di: LoSpettro on Thursday, 17 October 2019 @ 07:23
    Macchinosa dissoluzione del tempo che fu, condito ogni tanto da qualche disattenzione grammaticale. Alle prime battute segnate da parecchi vocaboli come il verbo tuonare, rombo, motori, esplosioni, pallottole, guerra, vincitori sembra di essere precipitati (con mia appassionata ammirazione) in un futurismo alla Marinetti. Peccato non tenga fino alla fine. Ma ci vedo comunque un tuo indirizzamento poetico a questa avanguardia per molti non ancora rivalutata. Sarebbe stato un bello spolvero a braccetto col ricordo. La Lampedusa di cui parli non riesco ad inquadrarla bene. D’accordo che era un promontorio ed una base strategica, ma allacciarci la partenza di bastimenti (ma non vagoni) e fazzoletti agitati mi pare esagerato. L’isola fu una roccaforte occupata da munizioni e militari. La gente del posto era sopraffatta dalle operazioni belliche; addirittura veniva esortata ad abbandonare l’isola. Forse tu sei lampedusano, ne sai più di me ed io sono in errore? Forse l’errore è una male interpretazione del testo? Perché “periferie” in un luogo come Lampedusa, lontana da qualsiasi stereotipo urbanistico e perché il vocabolo “periferie” che mi sa di post-bellico, di agglomerato nel boom economico? Il riferimento finale al settentrione, alla Milano, alla terra della scighera non riesco poi temporalmente a collocarlo: l’uso verbale non aiuta ad indirizzarsi con logica. Si distacca dal ricordo? E’ una affermazione più vicina all’attuale? Confusione, parecchia confusione.

    [ ]

    Memoria migrante
    Contributo di: federicosecondo on Tuesday, 22 October 2019 @ 16:50
    La solitudine non fa compagnia --- Niente è più facile dello scrivere difficile - KARL POPPER - federicosecondo

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