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     In un caffè di Belgrado   
     Wednesday, 18 September 2019 @ 15:00
     Leggi il profilo di: Eva-Terzoni
     Visualizzazioni: 314

    Poesie

    Seduti ad un caffè
    ore abbiam trascorso
    a parlare.
    Due estranei
    in terra straniera,
    non già sordi
    a freschi paesaggi,
    non già ciechi
    a poesie dell’altro,
    seduti ad un caffè
    ore abbiam trascorso.

    Abbiam assaporato lentezza,
    tra una tazza e l’altra.
    Lentezza con cui
    dell'ulivo montenegrino il tronco
    si manifesta in ogni suo nodo.
    Guarda come si svolge il discorso
    in un fluire di nodi, vuoti e materia.
    Non è forse questa bellezza?
    Lentezza del momento che si manifesta.

    Per noi che stiamo
    tra il cosmo e il corpuscolo,
    il passar del tempo non è che mezza via.
    Se fossimo cosmo
    la sconfinata quiete,
    se corpuscolo
    l’eterno fluire.

     



    In un caffè di Belgrado | 12 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    In un caffè di Belgrado
    Contributo di: frame on Wednesday, 18 September 2019 @ 19:14
    L’inizio mi aveva fatto pensare a 29 Settembre di
    Battisti, (del resto la mia infarinatura poetica non va
    molto oltre il pop e il vecchio melodico moderno), però mi
    sono dovuto ricredere alla prima tronca che ho incontrato.
    Lo stile è decisamente d’antan, con sfumature nostalgiche
    e riflessioni profonde sul cosmo e la vita, che la
    impreziosiscono o la appesantiscono, dipende dai punti
    vista. Sei appena entrata quindi sei la benvenuta, lascio
    ad altri più esperti di me le considerazioni accademiche
    del caso. In ogni caso, se proprio devo… più che la
    lentezza e l’essenza dei nodi d’ulivo ho notato l’assenza
    ingiustificata, sempre a mio modesto parere, di articoli e
    pronomi. Basta così. Tanti
    saluti

    ---
    Frame

    [ ]

    In un caffè di Belgrado
    Contributo di: Carmen on Wednesday, 18 September 2019 @ 19:19
    L'incipit mi porta a una canzone di
    Maurizio Vandelli:
    "seduto ad un caffè, io non pensavo a te",
    di cui non ricordo il titolo.
    Poesia strana, devo dire, confusa,come la
    steofe finale'

    "noi che stiamo
    tra il cosmo e il corpuscolo,
    il passar del tempo non è che mezza via.
    Se fossimo cosmo
    la sconfinata quiete,
    se corpuscolo
    l’eterno fluire".

    Mi piace, eppure è così strano il senso.
    Il cosmo solo apparentemente, per noi che
    siamo degli atomi insignificanti al suo
    cospetto, è quiete.




    ---
    Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    In un caffè di Belgrado
    Contributo di: gricio on Wednesday, 18 September 2019 @ 21:57
    Il senso non sarebbe malaccio, ma tre "abbiam" nella stessa poesia non si
    può leggere dai.
    Meglio la prossima sicuramente.
    Cordialità.


    ---
    "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa)
    http://gricio-gricio.blogspot.com/

    [ ]

    In un caffè di Belgrado
    Contributo di: vincenzocusimano on Thursday, 19 September 2019 @ 11:52
    Carmen la canzone, a cui tutti noi abbiano pensato immediatamente, è 29 settembre il cui testo è di Mogol e la musica di Battisti. E' un peccato, anche in questa poesia, all'idea interessante, suggestiva (anche soltanto per la località scelta in cui si svolge il quadro, inusuale, che richiama a testi del decadentismo letterario mitteleuropeo), manca quasi del tutto la tecnica. Ebbene sì, io insisterò sempre nell’affermare che pure la poesia ha una sua tecnica (almeno minima), come la pittura o la scultura, per non parlare della musica. Le idee non possono buttarsi giù così: occorre riflettere rileggere, limare. Vi sono infatti, come notato negli interventi precedenti, parole ripetute e mancanza di articoli che, nel caso specifico, irrigidisce la struttura del testo e ne complica la leggibilità. E' la mia opinione of course. Andrà meglio la prossima volta.
    [ ]
    «Hai la debolezza di voler stupire. Cerchi versi splendidi per cose lontane; dovresti trovarli per cose che ti sono vicine» (Basho, dopo aver letto una composizione del discepolo Kikaku)

    ---
    Vincenzo Cusimano

    [ ]

    In un caffè di Belgrado
    Contributo di: jane on Thursday, 19 September 2019 @ 12:09
    Cosa ci regala il tempo? Prendersi tempo, tempo lento per assaporare la vita che scorre e fluisce. Contenere, contenere ogni cosa per raggiungere la quiete equivale ad essere grandi e fermi mentre essere parte del cosmo corpuscoli ci costringe al movimento all'apprendere. Mi stupisco poichè la tua poesia mi porta a pensare! Credo ci siano delle buone intuizioni ed intenzioni. Ma il risultato in termini poetici è scarsino. Si potrebbe migliorare la forma e la musicalità. Tutto qua. BENVENUTA AL CLUB DEI POETI. --- “Due cose ci salvano nella vita: amare e ridere. Se ne avete una va bene. Se le avete tutte e due siete invincibili”

    [ ]

    In un caffè di Belgrado
    Contributo di: trimacassi on Thursday, 19 September 2019 @ 14:48
    Credo che Jane ne abbia dato una spiegazione corretta e
    plausibile, che mi ha portato a capire meglio la poesia,
    concordando con lei.

    ---
    trimacassi



    [ ]

    In un caffè di Belgrado
    Contributo di: Eva-Terzoni on Thursday, 19 September 2019 @ 17:17
    grazie per i vostri commenti! :) apprezzo molto. Se
    qualcuno di voi volesse consigliarmi qualche testo da
    leggere per migliorare la musicalita' e struttura sono
    aperta a nuovi "cominciamenti"!!! :D

    ---
    Eva Giulia Terzoni

    [ ]

    In un caffè di Belgrado
    Contributo di: natacarla on Sunday, 22 September 2019 @ 23:34
    Ciao Eva e benvenuta.
    Concordo con quanto detto da chi mi ha preceduto in
    generale e sulle tronche in particolare. A
    distanza di mesi (o forse anni) di mia latitanza qui
    sulla vetrina, maturando altre convinzioni, ti posso
    consigliare di leggere i poeti italiani. Si, proprio quei
    noiosissimi poeti che ci costringevano a leggere a
    scuola. Ho trovato bellissimo Sereni che non era nella
    mia antologia scolastica come pure Luzi, per averne avuta
    una conoscenza indiretta, il Fortini non dialettale,
    Porta (Antonio, non Carlo) e potrei proseguire con altri
    nomi più recenti con poesie che mi hanno entusiasmato.
    Ho amato e amo ancora nonostante tutto, molti grandi
    autori stranieri, ma sono tradotti/traditi da altri poeti
    (se va bene, altrimenti sono solo addetti alla
    traduzione) e quindi la loro musicalità ne può risentire.
    E con tutti i testi faccio sempre attenzione al modo con
    cui è stato diviso il verso. Andare a capo deve essere
    una scelta ponderata e credo sia quasi più importante
    della musicalità.
    Credo anch'io nella potenzialità del tuo testo.
    Alla prossima.




    ---
    La poesia ha una struttura inamovibile, costruita in modo che nessun elemento possa essere spostato o modificato senza rischiare di alterare il messaggio.

    [ ]

    In un caffè di Belgrado
    Contributo di: LoSpettro on Tuesday, 24 September 2019 @ 07:37
    Zavorrata esageratamente questo tuo lasciarsi trasportare ed estraniarsi. Il lettore si inserisce oltre con tutti i suoi pesi (che spesso sono parecchi) con altri tuoi ulteriori dettati da, un per me esagerato “allentamento” stilistico (i vari “abbiam”, le plurime ripetizioni e le grammaticali mancanze). Ma in ogni modo affascinante il lento valicare attraverso la stretta frontiera del reale che offri (ma forse che era meglio offrire, ho la suggestione di intendere che l’incontro sia svolto ai tavoli sotto l’ulivo ma in effetti poco è dato per chiarire). Nodi, vuoti e materia non confliggono con l’essere vegetale. I percorsi dei rami, le costolature, i profondi solchi, le inesorabili cavità che si formano hanno un fascino segreto ed esatto con le parole, i pensieri ed i vuoti discorsivi fra due avventori. E l’antico rito ottomano nella terra che ha subito per secoli la sottomissione turca diventa il vuoto che permette la potenza, la creatività, la suggestione che porta alla meravigliosa chiusa. Complimenti ma attenta ai carichi!

    [ ]

    In un caffè di Belgrado
    Contributo di: frank69 on Wednesday, 25 September 2019 @ 18:33


    Benvenuta.
    Il contenuto è gradevole. Una per la strofa finale: impeccabile.
    Un piccolo appunto, da evitare il troncamento e le posposizioni oramai desueti.

    [ ]

    In un caffè di Belgrado
    Contributo di: cordaccia on Wednesday, 02 October 2019 @ 19:45
    Seduti ad un caffè
    ore abbiam trascorso
    a parlare. Sembra italiano_pellerossa:
    grande pianura noi andare.

    Abbiamo trascorso ore
    in un caffè a parlare.

    ciao:)

    [ ]

    In un caffè di Belgrado
    Contributo di: Lorens on Tuesday, 15 October 2019 @ 16:57
    ..."In un caffè di Belgrado"... a parte Mogol, Battisti e la
    magistrale interpretazione di Maurizio Vandelli leader
    dell'Equipe 84 gruppo rock di quei tempi, mi sembra una
    lirica dalle descrizioni interessanti in una atmosfera che
    stenta a mostrarsi stimolante seppur di un certo fascino
    creativo.

    Da evitare tronche e ripetizioni (ore abbiam trascorso).

    E' solo il mio modesto parere, condivisibile o meno, a
    rileggerti con vivo interesse.

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

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