club.it
clubpoeti.it
club.it
 Benvenuto su ..::Il Club dei Poeti::.. Thursday, 14 November 2019 @ 12:09 
Invia il tuo racconto | Invia la tua poesia | Faq | Contatti
Argomenti  
Home
Poesie (2684/0)
Racconti (1021/0)
Saggi (15/0)

Eventi  
Eventi nel sito

Friday 11-Jan -
Saturday 30-Nov
  • Premio Il Club degli autori 2019-2020 Trofeo Umberto Montefameglio

  • Sunday 20-Jan -
    Monday 30-Dec
  • Premio Jacques Prèvert 2020
  • Ultime novità  
    CONTRIBUTI
    1 Contributo nelle ultime 24 ore

    COMMENTI
    nelle ultime 48 ore

  • Oggi sui giornali [+2]
  • Atteso amore [+4]
  • Conchiglia [+4]
  • Monochrome
  • La panchina vista...
  • Una pallottola la...
  • Incontrovertibile...
  • xxx
  • Ti racconto, Luna
  • Tre stelle (A Raf... [+4]
  • Mil-ano (ovvero l...
  • I Murticeddi (Dop...
  • Halloween [+2]
  • Nomi nuovi sul muro [+2]
  • Avanguardie pedag...

  • LINKS
    nelle ultime 2 settimane

    Nessun nuovo link


     Quando l'acqua non bagna più   
     Monday, 09 September 2019 @ 17:00
     Leggi il profilo di: Kenji
     Visualizzazioni: 326

    Poesie

    uscì di casa urlando disperato

    DEVO AGGRAPPARMI!
    HO BISOGNO DI AGGRAPPARMI!

    piangeva disperata
    gridava

    NON HO SESSO, NON HO UN PARTITO, NON HO DIO

    stava per svenire
    finire di esistere
    e non sapeva da dove era nata la razza umana
    dove sarebbe capitata
    non trovava senso nel mare, nelle zanzare
    nella rugiada

    NON HO L'ETERNO urlava disperato
    NON HO TEMPO
    E L'ATTIMO NON LO AFFERRO

    si inginocchiò singhiozzante
    sapeva che il suo tempo era giunto

    avrebbe voluto mangiarsi un ultimo boccone
    ma non ha mai capito se fosse la carne, la frutta
    o la monsanto
    a fargli male

    avrebbe voluto scappare sulla luna
    per ottenere una risposta
    un sapere che fosse vero
    su cui aggrapparsi
    ma avanti gli occhi
    la bandiera a sventolare

    si guardò attorno e c'erano tutti a guardarlo
    guardò in alto ed era solo
    guardò in basso e c'era il mondo
    guardò dentro e scovò l'universo
    penetrò l'universo
    e non c'era più lui

    cercava un esempio nella storia
    e ci inciampò dentro
    cercava un martire, un profeta, un eroe, un poeta
    e urlava intanto

    DEVO AGGRAPPARMI
    FORZA TIRATEMI SU
    FATEMI AGGRAPPARE

    aveva una svastica del novecento sulla guancia
    una greca sull'altra
    aveva una croce al collo
    una di Nicea
    aveva gli occhi di Greta
    i tatuaggi di Carola
    un libro di economia della Bocconi
    un tascabile di Rimbaud

    stava per finire
    aveva un tumore
    un cuore d'amianto
    un bicchiere di limone
    tanto zenzero

    andò a medjugorje
    per digerire il sessantotto
    comprò su amazon
    acqua di Lourdes in plastica
    per struccarsi l'Anarchica

    tentava di restare fermo
    per non cadere
    tentava di piangere con delicatezza
    come se non vedesse
    cercava di aprire e chiudere le mani nell'aria

    per APPENDERSI, PER AGGRAPPARSI
    per chiudere l'ozono

    a una certa scomparve
    fu inghiottita dalla terra
    qualcuno disse che salì, ascese
    c'è chi la vide cadere volando
    fluttuare verso il basso come
    un fiocco di neve

    ritrovammo una impronta, forse due
    poi il niente

    mi strappai il cotone della maglietta
    all'altezza della spalla sinistra
    la conficcai nella terra con un'asta di una bandiera
    dove lo vidi l'ultima volta
    misi il dito nella polvere
    della spiaggia
    del deserto
    dei suoi resti
    del pulviscolo atmosferico
    nella polvere della spiaggia del deserto dei suoi resti del pulviscolo atmosferico
    e scrissi

    piccola, piangi pure qui
    tutte le volte che vorrai

    la mattina dopo
    un bambino rubò l'asta
    uno spazzino raccolse lo straccio
    e ci fu un'esile pioggia leggera
    di quelle che non bagnano
    non rinfrescano
    ma alzano la polvere

     



    Quando l'acqua non bagna più | 7 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Quando l'acqua non bagna più
    Contributo di: Carmen on Tuesday, 10 September 2019 @ 18:12
    Testo (anche questo lunghissimo) ma, a
    differenza di quelli di Dario e di Matilde
    Rotter, è scritto senza nessuna cura:
    non esistono i tempi verbali, si procede
    in avanti e si torna indietro, mentre si
    parla al presente, in una confusione
    mentale da uso di stupefacenti.

    Come si fa a scrivere così fottendosene
    altamente?
    Per dimostrare cosa? Che sei al passo con
    i nostri terribili tempi di vuoto
    imperante, che si riflettono
    inevitabilmente anche nella lingua
    scritta?

    Detto questo, percepisco tutta la
    disperazione che grida nel testo, che è
    una forte consapevolezza (da parte tua,
    che la esprimi in modo originale) del
    vuoto che ci attanaglia, di cui parlavo, e
    della mancanza di appigli validi.




    ---
    Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    Quando l'acqua non bagna più
    Contributo di: vincenzocusimano on Wednesday, 11 September 2019 @ 12:26
    Kenji ha sicuramente molto da dire, emerge anche dai suo aforismi nella scheda di presentazione. Ma perché farlo con il mezzo "poesia" che poesia non è? La poesia non è dare consigli di vita o cronaca. Il testo è interessante e in qualche modo intrigante ma, ripeto, non è poesia. Probabilmente la prosa è più confacente alla vena creativa dell’autore. --- Vincenzo Cusimano

    [ ]

    Quando l'acqua non bagna più
    Contributo di: nat on Friday, 13 September 2019 @ 12:05
    Magnifica ! --- nat

    [ ]

    Quando l'acqua non bagna più
    Contributo di: LoSpettro on Wednesday, 18 September 2019 @ 13:07
    Fluviale. L’ennesima prova che si ha a che fare con uno autore che vuole descrivere il mondo attuale attraverso sue gerarchie di pensiero. Per me questa prova è poco riuscita. Scegliendo cose tutte sue, sempre e solo sue (“[…]andò a medjugorje/per digerire il sessantotto/comprò su amazon /acqua di Lourdes in plastica/per struccarsi l'Anarchica”), Kenji, vuole presentare profondità di sguardo e attenzioni umane. Narcisistico, ma non esibizionistico, spesso, le sue poesie nascono da una necessità maniacale di raccontarsi. Assai diverso dalla necessità di spiegarsi. Quando non vì è solo l’Io protagonista, c’è una terza persona o come in questa, più terze persone ma con le stesse caratteristiche intrinseche del suo stesso alter ego nel far vita pratica o presunta. Questa volta, a parer mio, la poesia è scritta male. Le due "terze persone" presenti paiono errori grammaticali date le apparizioni momentanee di una di esse (quella femminile). Pare si nomini una lei, ma finisce negli inghiottitoi di quelle scomposizioni descrittive che tentano di presentare il tutto ma non offrono niente. La terza persona maschile pare messa per nascondere o non mostrare che esiste un suo stesso omologo d’altro sesso e l’io appare nel finale come testimone. Il tutto vien reso come una parabola se nonché la lunghezza estenuante non la rende una parabola. Eppure vi è l’acqua, si parla di ascensioni, di cadute, di polvere e dal vuoto dell’anima iniziale sino al termine della lettura, credo che l’autore abbia prefigurato la comprensione di una morale. Questa fluidità ansiosa, ennesima sperimentazione, non è appannaggio della comprensione di questa morale a parer mio. Probabilmente dietro questa scrittura c’è un elaborato. Si può accettare. Come si può passare oltre. Questi continui costrutti creativi, ahimè, li associo – e forse non dovrei – a sali e scendi dell’autore Kenji. Me lo fanno figurare come un pischello. Dal Rimbaud accostato l’ultima volta lo sfioro al D.F.Wallace. Ma solo di striscio. E forse perché sono immerso solo nel “Il Re Pallido”. Non conosco l’uno, sto faticosamente apprezzando l’altro. E devo smettere di propormi modelli e azzardare accostamenti. Bho?

    [ ]

    Quando l'acqua non bagna più
    Contributo di: gricio on Wednesday, 18 September 2019 @ 22:01
    Bello e confuso (come logico) questo caos dei nostri malaugurati tempi.
    Apprezzo, potrebbe essere una blanda composizione Zappiana.


    ---
    "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa)
    http://gricio-gricio.blogspot.com/

    [ ]

    Quando l'acqua non bagna più
    Contributo di: frank69 on Wednesday, 25 September 2019 @ 18:51


    Interessante ma enigmatica per quanto conscio delle tue capacità.

    [ ]

    Quando l'acqua non bagna più
    Contributo di: cordaccia on Thursday, 03 October 2019 @ 21:47
    Apparentemente meno auto_biografica,qui c'è
    la consapevolezza della fine di certi
    valori difesi da una vita.iL tourbillon di
    voci e l'azione che alterna alto e basso
    rendono bene questa angoscia.Splendida la
    chiusa col bambino che raccoglie il
    testimone (l'asta)a simboleggiare il
    futuro.
    Non c'entra niente,ma alcune cose mi hanno
    ricordato il film Gravity. :)
    Mi piace questo Kenji "gnostico".
    Ciao e complimenti.

    [ ]

    Opzioni  
  • Invia il Contributo a un amico
  • Contributo in Formato Stampa

  •  Copyright © 1999-2019 ..::Il Club dei Poeti::..
     Associazione Culturale Il Club degli autori Partita Iva e Codice Fiscale 11888170153
    Tutti i marchi e copyrights su questa pagina appartengono ai rispettivi proprietari.