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     Mil-ano (ovvero la faccia della terra)   
     Monday, 09 September 2019 @ 16:45
     Leggi il profilo di: Matilde Rotter
     Visualizzazioni: 521

    Poesie

    Perdita,
    secrezione,
    fuoriuscita
    di materiale organico,
    dal cuoio capelluto,
    dagli sfinteri,
    dalla pelle
    di un corpo flaccido,
    villoso,
    abbandonato alla ginecomastia,
    dall’odore acre
    e le piante dei piedi dello stesso colore sporco degli occhi.

    Dice che è già morto da un pezzo,
    ma in realtà ha l’orologio biologico sballato
    e divora incessantemente cibi precotti a basso costo,
    tra sorsi di bubble tea ai mirtilli e liquore Takara Plum.

    A giorni alterni,
    vaga in pigiama
    tra l’Odeon in centro
    e l’Asian fusion in corso XXII maggio,
    asciugandosi ossessivamente gocce di sudore
    impregnate di noia
    e di rancore
    per una madre che crede non l’abbia mai amato.

    Dice che a dieci anni ha letto Dostoevskij,
    poi Tolstoj,
    e che da adolescente cominciò a studiare il russo
    con una biondina madrelingua niente male,
    per cogliere meglio le sfumature.

    Gli fanno schifo l’estetismo di Sorrentino
    e le commedie romantiche francesi,
    perché il vero genio sarebbe Kubrik,
    ma dopo Arancia Meccanica,
    o Lars von Trier in Dogville.

    Scrive storielle d’amore e recensioni da due soldi
    per tutta la notte,
    e forse si tocca ancora quando passa in cucina
    e mi vede dormire in mutande
    per il caldo.

    Al calare del sole,
    si aggira pigro e scalzo in terrazza
    a dare da mangiare ai piccioni,
    e, mentre cosparge il pavimento di semi,
    mi confessa che scoperebbe volentieri qualcuna,
    se la trovasse,
    oppure anche un uomo,
    però intelligente e fuori dagli schemi.

    Adesso porta i capelli con delle sfumature leggermente sul rosso,
    ma non li lava
    e neanche li pettina.
    Si è tatuato addosso che anche Dio è morto
    ed altra impronunciabile roba giapponese,
    neologismi, dice, esistenziali.

    All'aperitivo mi confida che è irrimediabilmente solo
    e che è diventato davvero crudele,
    una persona tremenda,
    ma che, detto fra noi, ci gode ad essere spietato.

    Io però non parlo molto,
    e, tra uno shampoo veloce ed un discorso sulle infinite possibilità imprenditoriali di Instagram,
    ripenso ai padri del deserto
    e all’enorme voglia che mi viene di togliermi dalla faccia della terra.


     



    Mil-ano (ovvero la faccia della terra) | 12 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Mil-ano (ovvero la faccia della terra)
    Contributo di: Carmen on Tuesday, 10 September 2019 @ 17:45
    Sei un universo terribile --- Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    Mil-ano (ovvero la faccia della terra)
    Contributo di: zio-silen on Tuesday, 10 September 2019 @ 21:11
    Non male questa proesia. Meno analitica (il titolo è fin
    troppo esaustivo) e meno raccontata sarebbe perfino da
    stellare.
    Esemplifico:

    Perdita
    di materiale organico
    dal cuoio capelluto
    di un corpo flaccido
    villoso
    dall’odore acre.
    Le piante dei piedi dello stesso colore sporco degli
    occhi.

    Ha l'orologio biologico sballato
    vaga in pigiama
    tra l’Odeon e l’Asian fusion
    asciugandosi gocce di sudore
    impregnate di noia
    e di rancore.

    Al calare del sole
    si aggira scalzo in terrazza
    a dare da mangiare ai piccioni
    e, mentre cosparge il pavimento di semi,
    mi confessa che scoperebbe volentieri qualcuno.

    Porta i capelli con delle sfumature sul rosso
    non li lava
    neanche li pettina.
    Si è tatuato "Dio è morto"
    ed altra impronunciabile roba giapponese.

    M confida la sua crudeltà
    di persona sola.
    Gode ad essere spietato.

    Io non parlo molto.
    Ripenso ai padri del deserto
    e all'enorme voglia che mi viene
    di togliermi dalla faccia della terra.




    ---
    zio-silen

    [ ]

    Mil-ano (ovvero la faccia della terra)
    Contributo di: Francob on Tuesday, 10 September 2019 @ 22:29
    Titolo a parte la trovo interessante. Mi porta alla mente Bukowski. *****

    [ ]

    Mil-ano (ovvero la faccia della terra)
    Contributo di: Titta on Wednesday, 11 September 2019 @ 10:39
    Con questa scrittura straordinaria, che esalta le immagini crude di una vita che non si risparmia, la bocca si asciuga. Solo il cuore continua il suo corso. --- Titta

    [ ]

    Mil-ano (ovvero la faccia della terra)
    Contributo di: vincenzocusimano on Wednesday, 11 September 2019 @ 12:45
    Quale sarebbe la poesia? --- «Hai la debolezza di voler stupire. Cerchi versi splendidi per cose lontane; dovresti trovarli per cose che ti sono vicine» (Basho, dopo aver letto una --- Vincenzo Cusimano

    [ ]

    Mil-ano (ovvero la faccia della terra)
    Contributo di: jane on Thursday, 12 September 2019 @ 07:37
    Un personaggio abominevole, una descrizione esatta ed
    accurata deve essere triste stargli vicino o essere lui. Ma
    possiamo cambiare il destino se lo vogliamo intensamente e
    ci attiviamo di conseguenza. Ma occorre un cambiamento
    innanzitutto spirituale per rimettersi sul retto cammino.

    Nam(u) myōhō renge kyō
    (南無妙法蓮華経)


    ---
    “Due cose ci salvano nella vita: amare e ridere. Se ne avete una va bene. Se le avete tutte e due siete invincibili”

    [ ]

    Mil-ano (ovvero la faccia della terra)
    Contributo di: nat on Friday, 13 September 2019 @ 13:01
    Epperò --- nat

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    Mil-ano (ovvero la faccia della terra)
    Contributo di: frame on Tuesday, 17 September 2019 @ 11:03

    Se è vero sei in un bel casino. Hai una bella mano. Bella prosa. Complimenti. Con un soggetto così ci potresti scrivere un romanzo, una commedia, la scenografia di un film, una telenovela...qualunque cosa prima di... Pensaci.

    ---
    Frame

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    Mil-ano (ovvero la faccia della terra)
    Contributo di: gricio on Tuesday, 17 September 2019 @ 12:18
    Notevole, complimenti. --- "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa) http://gricio-gricio.blogspot.com/

    [ ]

    Mil-ano (ovvero la faccia della terra)
    Contributo di: LoSpettro on Thursday, 19 September 2019 @ 07:24
    Io credo che Matilde Rotter si diverta da matti e credo all’esistenza di molti "ovvero" intorno a lei. Complice anche di una affermazione nei commenti di Jane: “Un personaggio abominevole, una descrizione esatta ed accurata deve essere triste stargli vicino o essere lui.” Complice pure un cantautore di Milano, nel quartiere della Stazione Centrale dove vive: Vinicio Capossela e la sua “La faccia della terra”. E’ uno a cui le idee non mancano e di storie ne inventa tante. In una intervista a Lifegate alla domanda su cos’è la reale faccia della terra (La faccia della terra è un suo brano cui ha anche originato un libro edito da Feltrinelli) egli ha risposto:" La Terra è quella che ci cresce e che ci mangia. Per cui siamo tutto quello che mangiamo e che buttiamo fuori. A volte la Terra ha la faccia di chi conosciamo, dei volti amati…però il problema è sempre la faccia… avercela una faccia. E la faccia è sempre qualcosa come un sipario che divide quello che c’è davanti da quello che c’è dietro. E quindi la faccia della Terra è un po’ il sipario puntato sull’esterno e dall’altra parte c’è l’interno che siamo noi. Non posso dire che faccia abbia la Terra ma quella che ci vedo di volta in volta.” Ecco il mio interrogativo. Colui che perde, secreta, fa fuoriuscire materiale organico dal cuoio capelluto, insomma, quell’abominevole individuo che legge gli autori russi, gli fa schifo Sorrentino, ama non tutto Kubic e non sempre Lars Von Tier non può essere la stessa esagerazione di quell’io finale, che rivolto allo specchio si dice: “Io però non parlo molto, e, tra uno shampoo veloce ed un discorso sulle infinite possibilità imprenditoriali di Instagram, ripenso ai padri del deserto e all’enorme voglia che mi viene di togliermi dalla faccia della terra.” Una precisazione. L’espressione “La faccia della Terra” (come suggerisce il saggio su Caposella di G.Firriolo) è anche della Bibbia. Non è a caso che Matilde cita “i padri del deserto”, eremiti che su tutto ricercavano la loro vera identità. La vedevano in Cristo e rifiutavano la falsa e formale identità costruita sotto la spinta delle convenzioni sociali nel mondo. La faccia della terra nella Bibbia, secondo il saggio, è il bordo della Terra. E’ il bilico, dove l’umanità intreccia la vita e consuma passioni. Quella volontà di togliersi dalla faccia della terra come per i padri del deserto è smettere di essere inerme ed intraprendere la propria pace interiore. Grande poesia. Tante fascinazioni allegoriche che plasmano l'attualità, il male di vivere, ogni cosa ai nostri occhi. Complimenti.

    [ ]

    Mil-ano (ovvero la faccia della terra)
    Contributo di: frank69 on Wednesday, 25 September 2019 @ 18:29


    Una ricca e interessante prosa in versi
    piena di sentimenti, arricchita da esperienze che dicono tanto
    contrastando visibilmente con chi non parla molto…
    Già. Alla fine cosa siamo?

    [ ]

    Mil-ano (ovvero la faccia della terra)
    Contributo di: Matilde Rotter on Wednesday, 13 November 2019 @ 11:45
    Che cos'è la Poesia? Come si scrive la Poesia?

    [Per rispondere a vincenzocusimano (scrittotuttoattaccato)], più che sulla pagina, cartacea o informatica, a me è sempre parso che la Poesia risieda negli occhi, o, meglio, dietro agli occhi, e che lì divampi, corrodendo la logica, le funzioni, il metodo, ed offuscando la vista delle cose, fino a chiarificarle nella loro miseria o eroicità, oppure fino a tenderle in un disperato senso estetico, l'agognata salvezza, prima di arrivare invece al punto di rottura...

    Insomma, vincenzocusimano, la Poesia sarebbe la Vita, e sta di fatto che le si buca lo stomaco, o la placenta, che le si friggono insieme l'anima e le tempie, che le ginocchia smettono di sorreggerla a puntino e che non ne esce mai troppo arzillo, per riuscire a chiedersi cosa si debba poi scrivere (nella Poesia).

    Da qui la proepotente analisi del corpo del soggetto del componimento, della materia che si sfalda male e brutta, e l'indugiare sugli altri innumerevoli dettagli, alcuni certamente, e volutamente, insulsi, ma che ricompongono il quadro della narrazione, restituendo il fastidio, che poi (e si ritorna al punto di partenza) è tutto dentro, cioè dietro agli occhi di chi guarda ...

    Ciò nonostante, ho letto e riletto la sintesi proposta da Zio-silen, ma non mi ci ritrovo: manca qualcosa, quasi tutto, in primis l'ossessività nel ricercare un certo valore etico nella sconfitta sociale del ritrattato ...

    Ed, in effetti, proprio di questo si parla, di un ritratto, rubato, impietoso ma dolcissimo al tempo stesso ...

    [ ]

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