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     Abitanti del mio paese   
     Monday, 09 September 2019 @ 16:30
     Leggi il profilo di: kokiss
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    Racconti

    Gli abitanti erano rudi, provati dalle fatiche, poco istruiti e burberi. Spiccava la loro intelligenza quando si trattava di lavorare i campi, governare il bestiame, confezionare gl’insaccati, produrre abbigliamento con la lana delle pecore, calzature in legno o utensili per il lavoro dei campi.
    Gente consapevole del presente senza fantasticherie, lavoratori instancabili e pieni di acciacchi a causa del freddo invernale e degli infortuni sul lavoro che non venivano adeguatamente curati soprattutto a causa del costo, per loro molto alto, del dottore e delle medicine che in quel periodo non erano né gratuite né agevolate. Tanti morivano e il prete li benediva: “E’ andato in un mondo migliore”. Al funerale era sempre presente, ma non interveniva in loro aiuto quando erano in vita. I più ricchi del comune erano: il parroco, il farmacista e il dottore e tuttora è così, chi deve aiutare e curare la popolazione ne approfitta miseramente ed io li ripudio meschini, approfittatori e bramosi di potere e denaro.Forse taluni non gradiscono queste mie parole. Sono troppo sincero o troppo severo, ma è la verità. Troppo bello illudere e ipocritamente passare per buon pastore o colto guaritore. Guardati e giudicati e vedrai quanto di marcio hai fatto al tuo simile per arricchirti: non vi siete mai chiesti perché questa popolazione andava vestita miseramente, curva dagli anni, malaticcia, bestemmiando contro Dio e tutti i Santi? La scusante era che erano ignoranti oppure comunisti. Non è così, era gente disperata, non credevano più in nulla perché la miseria e i malanni gravavano nelle loro teste. Pregare e scongiurare non valsero a nulla, erano abbandonati da tutti e il prete del paese dal pulpito diceva solo “Peccatori, pregate per i vostri peccati”. Il loro comportamento era semplice e genuino e con enorme sacrificio vivevano onestamente, così, sentendosi sempre dileggiati dicevano: “Tanto siamo peccatori allora dimostriamolo” .Non so chi fosse più saggio.
    Questa gente non era però santa, come tutta la gente di paese era pettegola, si trasmetteva ogni avvenimento piccolo o grande in pochissimo tempo, tutti sapevano quello che faceva l’altro, si gonfiavano le notizie col passaparola, una semplice palpatina nel sedere di una donna diventava una storia d’amore o un tradimento, per loro e per i propri cari. Gli adulti del paese covavano vendetta per futili motivi o per una frase mal interpretata. Il rancore poteva durare degli anni e quando si incrociavano ognuno filava dritto per non ricominciare a litigare. Le donne (le comari) erano la gazzetta del paese e le loro chiacchiere talvolta erano peggio delle fucilate. Maldicenti e nessuna faceva i fatti suoi. Non vi era la televisione ai quei tempi. Sarebbe stata utile per distrarle un poco.
    Vi erano diversi spostati mentali che con il vino in rinforzo urlavano ai quattro venti contro quel o quell’altro fantasma che vedevano minaccioso.



     



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    Abitanti del mio paese
    Contributo di: Armida Bottini on Wednesday, 11 September 2019 @ 15:28
    Così era e così è ancora. Bravo, un racconto ben scritto. Ciao --- Midri

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