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     Raspberry   
     Monday, 05 August 2019 @ 11:30
     Leggi il profilo di: ablablabla
     Visualizzazioni: 301

    Poesie


    Raspberry



    La forma sconfina rivendica il punto di vista.
    Dal tratto al ratto con grande tristezza.
    Proiezione ricamata sulla parete grande
    dove il vezzo sacro apparecchia le necessità impellenti.
    Dulcis in fundo nel retrobottega si infrange l’onda
    tutti quelli che stanno intorno (copia incolla)
    indicano lo squalo all’orizzonte (penso d’andarMenne).
    [Commettendo certamente inequivocabilmente un errore
    ma che volete mi muovo al meglio in
    una dimensione mono dimensionale on-of]
    Non mi viene comunque il temine ma mi fanno
    tanto ridere e così vado a scovare la prossima
    estate scorsa dove l’uccello non muore subito
    resta per un infinito istante sospeso tra la vita e la morte
    poi piomba ancora più in alto sparendo del tutto alla vista.
    Oggi ho fatto una bella chiacchierata usando un telefono
    in bachelite la voce devo dire sembrava proprio la mia.



     



    Raspberry | 6 Commenti | Crea un nuovo Account

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    Raspberry
    Contributo di: vincenzocusimano on Monday, 05 August 2019 @ 15:44
    Odio il modernismo imperante nella poesia contemporanea. L'ho già scritto e probabilmente mi ripeterò in futuro. Tuttavia questo componimento secondo me è piacevole (ebbene sì, piacevole) e azzeccato perché pur nel solco della lirica moderna possiede una sua originale musicalità e scorrevolezza. Un pochino lascia insoddisfatti alla fine per un senso di incompiutezza, Ma è una mia impressione ovviamente. Hai la debolezza di voler stupire. Cerchi versi splendidi per cose lontane; dovresti trovarli per cose che ti sono vicine (Basho, dopo aver letto una composizione del discepolo Kikaku) --- Vincenzo Cusimano

    [ ]

    Raspberry
    Contributo di: Carmen on Monday, 05 August 2019 @ 17:57
    No, pietà.

    ---
    Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    Raspberry
    Contributo di: joshua on Wednesday, 07 August 2019 @ 17:55
    
    Suppongo, anche essendone provvisoriamente
    certo, che il lampoon di questa poesia
     sia più comprensibile, per chi non è
     domestico con la lingua inglese, se si
     spiega che il raspberry, oltre che un
     delicato frutto di bosco, il lampone
     nella fattispecie, è anche ‘o pernacchio
     anglosassone (che credevate che lo 
    facessero solo quelli del Bronx 
    ed i mr. Sweeney no?). 
    
    Da questa precisazione partendo,
     vorrei fare ciò che non ritengo 
    si debba mai fare (no, non mandare
     qualcuno a caLare...), ovvero fare
     l’esegeta puntiglioso di una poesia
     (come si fa quando si legge la Divina
     Commedia e si va ad adocchiare le note
     a piè di pagina per entrare nel contesto).
    
    La forma. Di che forma si tratta? 
    Diciamo la forma-poesia per prima,
     ma anche qualunque formalità applicata
     all’informalità selvaggia, al caos
     che sembra dominare dove nessuna
     legge o ordine sembra, almeno
     apparentemente, arrivare. 
    Domanda: che problema c’è con
     la forma? Rispondo. Nessun problema
     se uno non se lo pone. Obiezione:
     e perché uno, anzi che starsene
     tranquillizzato, se lo dovrebbe
     porre? Risposta (potenzialmente ovvia):
     perché qualcuno, in un tempo andato,
     ha inventato, il pernacchio (o ha
     visto il re nudo dove i sudditi
     tranquillizzati lo riverivano vestito
     di tutto punto coi regali abiti o si 
    è mostrato/a lui/lei stesso/a nudo/a
     o almeno ha scoperto ciò che doveva
     restare coperto). 
    
    Si capisce allora che se ci si pone
     il problema della forma, si accetta
     anche il rischio di mandare all’aria
     ogni contenuto che sotto quella forma
     latita. Sì, cimentarsi con la forma,
     o le forme, ripropone, in fondo, il 
    problema di come ci si dovrebbe 
    confrontare con qualsiasi mafia,
     se farla noi saltare per aria o
     aspettare che lei faccia lo stesso a noi.
    
    Fatto questo (ma solo dopo il salto
     per aria e il non sempre morbidoso
     atterraggio) diventa chiarissimo come
     il ratto non sia altro che l’aferesi
     del tratto, uno slittamento leggero
     nel DNA o nel gene del vezzo (mi
     intristisco sempre, per i quasiumani
     dico, tutte le volte che scopro
     ritualità quasiumane nel regno
     quasiumanistico, specialmente quando
     non leggo ancora che Salvini ha
     marcato,  urinandovi solennemente,
     il Canale di Sicilia, pur sostenendo
     che è Mare Nostrum e non della Libia,
     e si è limitato a simularlo su
     una consolle di Milano Marittima).
    
    Dovrebbe andare così: nella caverna
     (plateale, o - per i non addetti
     alla filosofia - co[S]mica) c’è,
     come in ogni casa popolare, la parete
     grande, quella dove ci sta il divano
     a dieci piazze con l’isola e il poggiapiedi,
     e lo sgabuzzino o retrobottega. 
    A un certo momento, come in 
    un’installazione di Bill Viola,
     ti arriva, simile ad uno schiaffo
     improvviso, un’onda spazzina e ti
     entra in casa uno squalo. Что делать?
     (niente paura, si legge Čto delat?
     ed è la più sinistrata delle domande.
     In italiano: che fare?).
    
    Soluzione A: è difficile da superare, ma
     non inspiegabile perfino al reverendo
     Edwin Abbott Abbott. A dimensione
     zero devo riuscire a immaginarmi in
     un punto, punto abla chiamiamolo
     per comodità matematica. A dimensione uno,
     io e una retta godiamo, invano, della
     stessa esigenza di stiracchiarci alla
     dimensione due (quella della piattezza),
     ma il il tentativo non riesce, perché
     dalla forma non si esce, anche se 
    tanto in forma non si è. 
    Il pescecane, come naturale, in ogni 
    caso prevale, essendo meno lineare.
     Da qui sempre le stesse DOMANDE: achevaleesserelinareachevaleesserelinareachevaleesserelinareachevaleesserelinareachevaleesserelinareachevaleesserelinare achevaleesserelinare…?etcetcetc... 
    RISPOSTE: abattereil pescecaneabattereil pescecaneabattereil pescecaneabattereil pescecane...etcetcetc... 
    
    Soluzione B: lo squalo si allontana e da
     lontano si risente di una sonora 
    pernacchia (per cui torna indietro,
     e anche svelto, trascurando, 
    come sempre ha fatto, le forme, 
    ma prestando molta attrazione all’odore).
    
     
    
    jabl’ssst
    

    [ ]

    Raspberry
    Contributo di: Riflessi on Wednesday, 07 August 2019 @ 19:34
    Punti di vista, forme multidimensionali che non possono essere osservate nella propria interezza ma solo parzialmente, quindi l'errore è sempre in agguato. Così il tratto si riduce a un ratto come l'assoluto pare soluto non per comprensione ma per mancanza di visione o incapacità di uscire dalla proiezione dell'ombra bidimensionale che si proietta nella nostra mente. Vista la asta, asta l'ha vista :) ciao

    [ ]

    Raspberry
    Contributo di: Anais on Sunday, 11 August 2019 @ 11:10
    Dopo il dotto commento di j. non so proprio cosa dire, non ho
    trovato i versi geniali che trovo sempre nelle tue, di solito.
    Forse quel "ratto", certo...evocativo.
    Ciao.

    [ ]

    Raspberry
    Contributo di: area dei davidi on Friday, 16 August 2019 @ 07:00
    Ci sono certe coppie che insieme potrebbero creare più lune, nel sogno beato di una luna di miele così dolce che come zucchero si sciolgono al fuoco di alcune parole e mi riscaldano come un mio amico ubriaco caduto su un tavolino di vetro devo raccogliere i cocci di questa poesia, che adduce a un romanticismo pride! Sotto cieli piovosi o righe di felicità a solcare la finestra che li ostacola dall'uscire fuori, dove siamo? Perduti, latino ebraico e il canto di un uccello in off disturbato dal nulla, ma ormai cantano prima dell'alba prima del frastuono dei clacson, vorrei la patente, solo per dire oggi non uscirò a disturbarti oh mio angelo, mio delirio delirante, mio usignolo aitante, più poetico sei tu, ma nessuno ti ascolta più, perché? Siamo una cricca disturbante, disturbiamo, mi scusi, narciso per addormentarti non per rispecchiarti, e scendi giù mio Orfeo per rimanere lì senza commuovere Caronte che ti affoghi nell'acqua, per nostra buona sorte, il telefono non squilla son contento di non risentirti più, i love you ma che casso sono a Berlino Io danzo il vodoo con sconosciuti e minorenni con l'identità falsa e veneziani e chicche per dimenticare la schiavitù. Non voglio più il nulla ma ci affogo, quindi il tuo componimento è per surfer scafati, io mi scavo il mio non luogo nella sabbia, il mio forte al primo vento esplode fuochi d'artificio intellegibili solo per chi ha il caz*o forte, per chi non va a migno.tte nudi al kit kat e voglio bere il tuo pisci.o di poesia per sentirne l'odore la forma?boh non ne ha e chi la vuole? poesianonpoesia nessunessunesso oh yeah teledisco barbiere girl.. nessuno vuole sposare la tua anima, ah non esiste più? Eh tu lo sapevi quando giri per i centri di provincia? Chi siamo consumatori o consumati dai nostri finti desideri? Io voglio ma non esiste neanche nel giardino del re perché? Non voglio e vado in off no cell no computer tele sigarette e alcol e chi sono senza? Mr Nobody, farfalla sbatti le ali cambia il mio destino,se ce l'ho... non devo costruire più niente, già i nazi combattemmo e ci rubarono tutto ma adesso appartamenti da vendere a go go non più riunioni in un albergo ora sede di un comune, per salvare degli ingrati. Addio Aedo Eunuco Simulacro Filantropo

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