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     Sargassi   
     Wednesday, 10 July 2019 @ 13:30
     Leggi il profilo di: dario moletti
     Visualizzazioni: 435

    Poesie

    Così procedo
    e fingo
    pur di non mangiare cinese,
    fingo
    sprecando battute,
    fingo
    di fidarmi approssimativamente del prossimo
    come di me stesso,
    per davvero,
    però niente altra guancia
    e se trovo qualche parola magica
    è solo per il dessert.
    Non ho amato essere oracolo,
    salire sul pulpito e tollerare Serse,
    ma nemmeno essere ilota.
    Ricucio le ali della folla
    che sa eleggere un principe oggi
    e spolparlo l’indomani.
    Scrivo sempre un filo del discorso
    anche fingendomi tonto,
    mentre introduco l’appuntamento:
    sarai davvero al mio fianco,
    così non sguscio dall’equilibrio?
    Fingo
    che so contare oltre le mani,
    per questo vivo,
    anche se la matematica m’arrugginisce.
    La mia città ha superato 7 assedi
    usando kilometri di cunicoli:
    gente cieca li faceva,
    gente muta li tramandava,
    gente sorda a guardarti.
    Appena posso mastico liquirizia,
    fingo
    di non aver fame,
    ti dono una carezza e mendico tutt’altro,
    contropartite d’amore
    Facciamo una serie di fotocopie,
    un sole pallido rimbalza,
    nella fretta dell’eros mi spogli a metà
    quasi a strappare.
    Spero di essere per te
    più di un fiammifero sfregato,
    vuoi dolcezza, non solo spinte,
    sento vento forza tre,
    magari mi smarrisco su qualche cresta.
    L’orizzonte? Un blu notte.



    Abbasso il finestrino appannato
    fino a metà,
    nel circumnavigare il vicinato
    evito vicoli ciechi
    e attacchi di hezbollah
    coi razzi perforanti a sfiorarci la testa,
    meno ancora la gente non commestibile
    di legno levigato
    che sogghignando finge,
    ma è nervosa
    per questo mio aspetto infarinato.
    Rispondo
    e mi fingo educato
    intrufolando domande provocatorie,
    non tocco mai chi non so incontrare,
    il bagagliaio è vuoto,
    fingo,
    niente fiocine stavolta,
    meno ancora armi pronte all’uso,
    la vita ha già troppo da piangere.

    È già la terza volta che incontro nei fari
    un branco di randagi,
    sono controfigure di un film surrealista
    o per davvero stanno aumentando?
    Oltre il finto muro
    hanno ripreso a bruciare copertoni,
    il puzzo infradicia la striscia di Gaza:
    si parla di accordi,
    ma non per questo.
    Per davvero
    ti racconto un sogno ricorrente
    dove sto in mezzo a un mare piatto
    coi piedi a mollo,
    le alghe fosforescenti la notte,
    tu lentamente ti volti,
    le mani raccolte a nido,
    le labbra si allargano
    e dici “Sargassi, il mar dei Sargassi hai sognato”.


    DARIO MOLETTI giovedì 23 maggio 2019


     



    Sargassi | 8 Commenti | Crea un nuovo Account

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    Sargassi
    Contributo di: Carmen on Wednesday, 10 July 2019 @ 22:45
    Non capisco se c'è nesso tra la prima e la seconda parte o se sono due componimenti distinti. L'atmosfera è varia, surreale, onirica, che ne resto perplessa ma stupìta --- Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    Sargassi
    Contributo di: A.Sal.One on Thursday, 11 July 2019 @ 01:37

    Tutto tranquillo

    sul mare dei

    Sargassi

    e la poesia rivela

    il suo poeta.

    ---
    La poesia e` come il mosto,
    ha bisogno di essere decantata.

    [ ]

    Sargassi
    Contributo di: frank69 on Thursday, 11 July 2019 @ 14:00


    La fantasia non ti manca per navigare intorno a un mare senza confini di_versi…
    Complimenti!

    [ ]

    Sargassi
    Contributo di: Armida Bottini on Friday, 12 July 2019 @ 08:09
    Caro Dario, ho letto, riletto e ragionato molto su questa poesia da quando l'hai postata. Sei una persona indubbiamente colta e perciò è molto scabroso interpretare il tuo scritto, non possedendo nessuna chiave di lettura. Anche il mare dei Sargassi è difficile e misterioso da navigare, ma molti ce l'hanno fatta ad attraversare quella spessa e giallognola prateria di alghe. Perché i sargassi vanno a deporre le uova proprio lì, per poi morire? Perché gli uccelli migratori compiono da sempre lo stesso percorso? Chissà se proprio in quel luogo non si trovasse la misteriosa Atlantide? Bisognerebbe cercare nel D.N. A. degli uccelli, per avere una certezza a questi interrogativi. Vedi come divago? Certo tu non porgi l'altra guancia, ma dai tanto amore a chi te lo dà. Mi piace quel nido fatto con il cavo delle mani, lo trovo accogliente, sereno e lì mi coccolo e resto. Non voglio più pormi domande, voglio solo dormire e sognare gli stessi geroglifici antichi e uguali per ogni continente della terra. Buon sonno a me, a te un grande ciao. --- Midri

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    Sargassi
    Contributo di: Elysa on Friday, 12 July 2019 @ 14:10
    è davvero una poesia ricca e complessa che mi incanta in taluni passaggi e che, anche se non ho le chiavi per districarmi, mi è piaciuta davvero molto, non mi ha stancata leggerla fino in fondo perchè fluisce da sè senza appesantire, bravo, buona estate --- Elysa

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    Sargassi
    Contributo di: PattiS. on Sunday, 14 July 2019 @ 13:31
    Altro bateau ivre per questa altra splendida poesia (in due tempi passato e presente, ma il medio-oriente sempre al centro dell'umanità) complimenti anche a te, che bello!

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    Sargassi
    Contributo di: Francob on Monday, 15 July 2019 @ 20:48
    Magnifico reportage d'amore di guerra e di pace. ***** Grazie.

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    Sargassi
    Contributo di: cordaccia on Wednesday, 17 July 2019 @ 20:29
    Poesia in due atti, diretta,sempre sul filo
    del rasoio.Mi piace questa figura femminile
    ,consolatoria e complice in questo caso,che
    fa sempre da ago della bilancia nelle tue
    poesie.Bellissimo l'ultimo verso. Ciao:)

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