Seduto a metà

Monday, 08 July 2019 @ 14:00

Leggi il profilo di: Stan

Ero seduto già da un po’, quando mi accorsi di stare pensando a una finale di coppa, un’azione saliente, un boato dagli spalti, una pioggia di coriandoli, un fischio solenne portato in cielo da cori soprannaturali e immortali. Quale catena di pensieri mi avesse condotto a quelle immagini e a quelle emozioni era impossibile ormai ricostruire. Non mi intendo per niente di calcio, non sono mai stato un vero tifoso. Da ragazzo simpatizzavo per una squadra con la maglia a righe, ma dopo aver io perso in ogni disputa verbale con qualunque tifoso di qualunque squadra avversaria, qualunque fosse il tema in discussione, lasciai perdere il calcio, ammettendo, senza dichiararlo ad altri fuorché me stesso, di essere un uomo a metà.
Anni dopo mi appassionai al tiro alla fune, girai per sagre, feste parrocchiali, colonie estive. Scommettevo, mi appassionavo, alzavo la posta ogni volta. Arrivai a organizzare incontri clandestini, giri di scommesse. Qualche volta vincevo, più spesso perdevo, ma mi sentivo competente, ero forte, fiero, non soccombevo più negli scontri verbali, sapevo di cosa stavo parlando, era il mio sport, la mia passione.
Fino a quando non tagliai la corda per via di una somma che dovevo. Una forte somma, non c’era la possibilità di rimandare il pagamento. E così a metà mattinata, nel mezzo di un’estate tagliai corto, tagliai la corda e tagliai col tiro alla fune.
Ecco la seconda metà dell’uomo che sono. Seduto sulla seggiola lascio che i pensieri costruiscano le catene che mi legano, anello dopo anello, da quanto sono qui?
Ma ecco che mi alzo. Mi sono stancato di vedermi seduto, di vedermi da fuori, di vedermi dall’alto, di vedermi da dietro un vetro.
Ora mi telefono. Mi dico come va. Mi dico bene. Mi dico ci vediamo? Mi dico sì. Mi dico ti passo a prendere. Mi dico perfetto.
Allora a tra poco.

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