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     La panchina vista mare   
     Monday, 07 January 2019 @ 14:30
     Leggi il profilo di: Ottavio Miano
     Visualizzazioni: 120

    Racconti

    “#sorprenditiavivere” fu questa la scritta, che incisa in una delle doghe di legno di quella panchina, mi sorprese più dello stesso meraviglioso posizionamento. Fronte mare, i colori stupendi del tramonto, il vociare delle onde ed uno stato d’animo di assoluta malinconia. Un calderone di emozioni che mi riempiva il cuore ed allo stesso tempo svuotava e lubrificava i miei condotti lacrimali. Non potevo fare a meno di sedermi: il tempo di fumare quelle quattro o forse cinque sigarette per poi non accorgermi che la luna era già alta nel cielo e che il mare era diventato una grande autostrada di luce.
    Estasiato e stanco di versare lacrime mi addormentai in un sonno profondo, fin quando sentii una mano gentile toccarmi la spalla. I contorni sfumati di una folta barba bianca, ingiallita da una pipa fumante. Volto rigato dal passare degli anni, forse un po’ portati male, segno di tante lotte interiori, o lotte sulle onde del mare. La voce rauca ma allo stesso tempo dolce mi svegliò del tutto:
    “Mi scusi se l’ho svegliata, posso sedermi un po’ con lei?” E porgendomi un po’ di tabacco ed una piccola pipa mi invitò a fumare con lui.
    “Sorprenditi a vivere”, esordì lui, dopo qualche attimo di silenzio e con abbozzato sorriso.
    “Ho riflettuto tanto pensando a questa frase”, risposi, guardando il mare.
    "E cosa hai compreso?” “No, aspetta, non dirmelo! Hai pensato a quanto sia meraviglioso il luogo che ci circonda e che se solo ci fermassimo un attimo a guardare attentamente tutto questo, capiremmo che il paradiso è qui. Ma il problema è che noi uomini non riusciamo a viverlo a pieno, sfruttiamo male questa terra, godendo delle inutili cose e tralasciando ciò che è bellezza pura ed autentica”
    “È proprio questo il mio pensiero, siamo troppo impegnati a vivere altro che perdiamo il senso profondo dell’essenziale”.
    “Beh, ti fa onore questo, ti colloca in un punto più alto dell’esistenza, sei riuscito ad andare oltre e probabilmente è questo il motivo per il quale ti trovi qui e per cui quella frase ti ha colpito.
    Ma l’esistenza ha punti ancora più alti: ognuno di noi è chiamato a sorprendersi a vivere, sorprendersi che ci sia una vita che vada oltre la paura delle nostre paure. Aldilà di ogni gesto, di ogni pensiero, di ogni avvenimento buono o cattivo che sia, vi è sempre un motivo per cui valga la pena vivere a pieno l’istante. Ed è proprio questo che devi provare a fare: non guardare al domani”.
    “Del doman non v’é certezza”, cantava Lorenzo il magnifico.
    “Già, ed il passato è ormai passato, aggiungerei io. Ecco, sarà nell’istante in cui il domani non avrà alcun peso nei nostri pensieri ed il passato rappresenterà solo un segno del tempo trascorso e vissuto ricordando le esperienze, cogliendo di fatto il buono che ne deriva, che potremmo davvero sorprenderci della meraviglia della nostra esperienza terrena e capiremo che la nostra esistenza null’altro è che il compito da svolgere per rendere migliore questa nostra terra”.
    “Fosse facile lasciarci tutto alle spalle! Mi è più facile non pensare al domani, rappresenta proprio il mio modo di vivere: domani potrei non esserci più.”
    “Ma? Sento che c’è un ma".
    “Ma è il passato che mi tormenta... È come se fossi assalito da uno stato di malinconia che mi fa profondamente male. A volte sembra così strano, ma ho vergogna a guardare in faccia le persone, coloro che amo, coloro che non conosco. Mi vergogno di sapere ciò che si cela dentro i loro cuori, di percepire la tristezza in quei loro occhi e non poter far nulla per migliorare l’esistenza di queste anime “tristi”, o ancor peggio essere io la causa di quella tristezza”.
    “Ma è proprio questo che ti rende ciò che sei! Prova ad andare oltre la soglia di questa tua paura. La paura della paura è l’ancora che non ci permette di passare al next level. Ancorati a questa paura, all’essere in qualche modo giudicati, etichettati, ci fa restare a questo livello. Sorprenditi a vivere e senza saperlo avrai raggiunto il prossimo stadio della tua esistenza. Nella nostra vita commettiamo tanti errori, e più dei momenti gioiosi, questi ci formano, ci modellano, ci rendono ciò che siamo destinati ad essere. Dall’imperfezione nasce la perfezione. Come delle perle, siamo il frutto di un dolore, di una cicatrizzazione che diviene perfezione con l’aiuto del tempo. È inutile fossilizzarsi su un errore, è questione di tempo. Un giorno, lontano o vicino che sia, scopriremo che quell’errore è stata la nostra salvezza, la svolta per quella strada che porta alla consapevolezza che ogni salita possa portarci in alto quando invece credevamo di scendere negli abissi. Accetta ciò che sei destinato ad essere, accetta di essere un’anima gentile, il braccio che costruisce dopo aver distrutto, accetta di essere te stesso.”
    Mi svegliai alle prime luci dell’alba, stordito e pensieroso per quelle parole, pensai si fosse trattato solo di un sogno, ma mi sentivo più leggero, più fiducioso. Guardai la panchina sul retro, la scritta era lì, accanto a me la piccola pipa ed un po’ di tabacco, così iniziai la mia risalita, una ripida scala da salire ma adesso le mie tasche erano un po’ più vuote, avevo iniziato a svuotarle dei tanti sassi che portavo con me.

     



    La panchina vista mare | 2 Commenti | Crea un nuovo Account

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    La panchina vista mare
    Contributo di: Lorens on Wednesday, 13 November 2019 @ 19:11
    ..."La panchina vista mare"... sicuramente questo è un brano
    dal contenuto interessante e veritiero, a tratti dagli
    aspetti tipici di un sermone recitato dal prete durante
    una messa della domenica innanzi ad una moltitudine di
    fedeli prima del rituale scambio di un segno di pace.

    La scrittura risulta essere limpida e cristallina per una
    penna dal taglio sopraffino che conferma spunti di profonda
    riflessione per un pensiero di fede che contiene spontanea
    umanità ideale per una vita densa di significati autentici.

    La cordialità dei personaggi insita nel breve racconto,
    rende l'argomento trattato di facile lettura con emozionale
    fascino descrittivo in peculiare razionalità riscontrabile.

    Bene così,

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    La panchina vista mare
    Contributo di: frank69 on Monday, 18 November 2019 @ 17:10


    Ovvero il colmo della positività.
    Apprezzata l’idea e la leggerezza della narrazione.
    Avrei lasciato che si trattasse di un sogno,
    forse avrebbe migliorato l’effetto nel lettore
    malgrado l’enfasi che dilaga nella tua poesia.

    [ ]

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