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     Delitto sull'autostrada   
     Monday, 13 May 2019 @ 11:00
     Leggi il profilo di: PattiS.
     Visualizzazioni: 321

    Racconti

    La domenica, il commissario si fermava al ristorante dell’area di sosta autostradale per fare una breve colazione. Con il bel tempo, partiva poi per la montagna. Sua moglie invece amava rimanere in casa e guardare telefilm seriali registrati alla TV.

    Un autobus aveva posteggiato sull’area di soste dell’autostrada. Dei cinesi con vestiti sgargianti erano scesi e scattavano selfie.

    Arrivarono altri due bus. Le porte si aprirono. Scesero solo uomini. A differenza dei cinesi, questi erano molto chiassosi. Tifosi di due squadre avversarie arrivati contemporaneamente. Il commissario cominciò a innervosirsi.
    Si alzò con l’intenzione di pagare e andare via.

    - Commissario Cresta! - Il gestore del ristorante, un giovane magro e nervoso di nome Galli era agitato e correva. - Commissario! La prego di venire subito con me.

    Cresta lo seguì verso uno dei bus dei tifosi. Soliti screzi tra tifosi, pensò. Una folla di curiosi che si era ammucchiata davanti all'entrata. Salirono a fatica.
    Il commissario prese in mano la situazione e rivolgendosi al gestore:
    - Signor Galli, per favore faccia in modo che nessuno si avvicini o entri. Si faccia aiutare da qualcuno se necessario.
    Galli ringraziò il cielo che proprio in quel momento il commissario fosse lì.

    In fondo al bus, un uomo di circa quarantacinque anni sedeva in modo innaturale. La fascia con i colori della sua squadra sulla fronte, gli occhi sbarrati e una smorfia in viso.
    Cresta notò una chiazza di sangue che partiva dalla schiena e si allargava sui sedili.


    - Commissario!
    Il gestore avanzava per corridoio stretto e da dietro spingeva una persona:
    - Ecco “Orso”. - Nel frattempo urlava ai tifosi e curiosi che si ammassavano sugli scalini del mezzo: - State indietro, state indietro! Il commissario deve lavorare!
    - “Orso” è stato visto nei bagni e litigare violentemente con l’uomo. Si chiama, cioè, si chiamava, Dario Moretti –, informò il gestore.
    Cresta stava chiamando la centrale e fece cenno al gestore di avanzare.
    - Hanno avvisato la moglie del morto. Sarà qui a breve – disse.
    “Orso”, di soprannome e di fatto, nonostante il faccione da bambino aveva già dei precedenti penali.

    Una graziosa giovane donna in jeans e maglietta era salita sul bus chiedendo permesso e dopo aver visto il morto, si mise a piangere:
    - Sono la signora Moretti, ero in giardino a potare le mie rose quando ho ricevuto la telefonata dalla polizia. Abito qui vicino e sono arrivata subito. Sono sconvolta! Non riesco a crederci!
    - Capisco. – Il commissario ordinò di aprire le finestre per evitare che la donna svenisse.
    - Chi è stato? Mio povero Sandro!
    - Signora, abbiamo già individuato il colpevole –la tranquillizzò il commissario. Poi, rivolgendosi ai presenti risaliti e alzando la voce: – Ora scendiamo tutti! Arriveranno l’ambulanza e gli uomini della scientifica. Recatevi al ristorante dove sarete interrogati, uno a uno. Nessuno lasci l’area. Mi spiace, niente partita per voi, oggi.

    In coro, il gruppo protestò.

    Seduto al ristorante, il commissario ascoltò la donna delle pulizie addetta ai bagni. Aveva una cosa importante da riferire:

    - Commissario, ho visto i due che litigavano violentemente nella zona bagni. Volevo chiamare il gestore ma poi quello basso è andato via e quello grosso è entrato nel bagno. Dopo qualche minuto mi hanno chiamata perché quello grosso era rimasto chiuso nella toilette. È stato necessario chiamare il ragazzo del negozio e lui, dopo una mezz’ora circa, è riuscito ad aprire!

    Orso, dunque, era innocente.


    Arrivarono altri ispettori di polizia e la scientifica per le indagini. Interrogarono molti e le dinamiche erano state chiarite.
    Il Moretti, nei bagni, aveva litigato con Orso e in seguito, era ritornato sul bus.
    Dopo una ventina di minuti, l’autista, che era stato il primo a risalire sul mezzo, l’aveva trovato morto e dato l’allarme.
    Nessuno aveva visto scendere o salire qualcuno che non fosse l’autista e, più tardi, il commissario.

    - Signora Moretti, gradisce un caffè? – Cresta non riusciva a consolare la vedova e notò che era il tipo di donna che piaceva a lui.


    - Signora! Menomale è ancora qui! L'ha dimenticato sul bancone.

    Era il ragazzo del negozio, quello che aveva liberato “Orso” nei bagni. Da lontano, aveva riconosciuto la signora Moretti. Sbracciandosi e correndo l’aveva raggiunta. Appoggiò un libro sul tavolino e ansimando le disse: - Signora! Menomale è ancora qui! Questo l’ha dimenticato sul bancone davanti alla cassa. - Posò un libro sul tavolo.

    Il commissario Cresta lo girò e lesse il titolo a voce alta: “Come uccidere il marito in venti modi diversi”.
    Guardò la donna. Gli occhi azzurri le brillavano come cristalli.
    - Non vorrà insinuare che io abbia ucciso mio marito solo perché mi piacciono certe letture… Commissario, non sia così ingenuo. Questo libro ha venduto milioni di copie in tutto il mondo. Non ha nessuna relazione con l’omicidio di mio marito!
    - Non è il titolo. È qualcos’altro. – Rivolgendosi poi al ragazzo: - A che ora è venuta la signora per comprare il libro?
    - Alle nove e quindici precise, signor commissario. Lo so perché a quell’ora arrivano sempre uno o due bus con a bordo dei cinesi.

    Era esattamente l’ora del delitto.
    La signora, abitando nelle vicinanze, aveva avuto tutto il tempo compiere il delitto, tornare a casa, fingersi impegnata in giardino con le rose e aspettare la chiamata della polizia.

    - Perché l'ha fatto signora Moretti? – Il commissario era sconsolato.
    - La domenica mi lasciava sempre sola. Io amavo andare in montagna e lui voleva sempre vedere le partite. Ogni maledetta domenica! - La voce della signora Moretti era diventata fredda.
    - Questo non giustifica. – Rispose il commissario e gli venne stranamente in mente sua moglie, in quel momento in pigiama, davanti al televisore.
    “Come sono spesso male assortite le coppie”, pensò.
    - Signora Moretti, la dichiaro in arresto per l’omicidio di suo marito Sandro Moretti – . Sospirò.

     



    Delitto sull'autostrada | 11 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Delitto sull'autostrada
    Contributo di: Lorens on Monday, 13 May 2019 @ 12:37
    ..."Delitto sull'autostrada"... naturalmente i riferimenti
    al titolo del film di Corbucci del 1982 con Tomas Milian e
    Bombolo sono puramente casuali e qui trattasi di un'altra
    storia.

    Il brano scorre benissimo ed è ben ideato tra bus di tifosi,
    quelli cinesi, un commissario, un morto, il barista e la
    donna delle pulizie, naturalmente anche l'assassino/a.

    Mi è piaciuta la sceneggiatura del racconto per una
    scrittura limpida e cristallina che si adatta molto bene ai
    personaggi protagonisti della narrazione.

    Forse dovrò fare maggior attenzione a mia moglie che guarda
    sempre la TV in mia assenza ... ma questa è ancora un'altra
    storia.

    Bene così,

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    Delitto sull'autostrada
    Contributo di: Empatia on Monday, 13 May 2019 @ 13:52
    Hai più estro in poesia, da te mi aspettavo di più,
    quindi aspetto il prossimo racconto. Ricordati di
    osare sempre. Un saluto, Empatia

    [ ]

    Delitto sull'autostrada
    Contributo di: gricio on Monday, 13 May 2019 @ 19:21
    Cara Patti, apprezzo lo sforzo di aver voluto pubblicare un racconto. E’ cosa rischiosa in questi tempi dove leggere qualcosa che superi le 100 parole è cosa rara.
    Ma torniamo a noi. Perdonami se sarò conciso, ma ci sarebbe troppo da dire e il tempo a disposizione è quello che è.
    Il racconto non mi è piaciuto per diversi motivi.
    Prima di tutto la scrittura: periodi brevi, molto spesso slegati (intendo logicamente) gli uni dagli altri creano una confusione che non aiuta (anzi) a definire la situazione che vorresti rappresentare.
    Poi la storia. Ogni racconto “giallo” che si rispetti deve essere a prova di bomba nella sua costruzione e qui ho visto i danni peggiori: In autostrada (dove hai ambientato il racconto) si entra da un casello, lasciando quindi traccia del proprio passaggio, e si esce da uno successivo (idem). La moglie quindi non deve essere una volpe se pensa di farla franca (e voglio tacere dei tempi “tecnici” coi quali lei sarebbe entrata in autostrada, avrebbe raggiunto l’autogrill per poi ripartire, uscire nuovamente, tornare a casa –parecchio distante a questo punto- e poi ecc.ecc. No dài, nunsepò.
    Poi, sempre nell’autogrill dell’autostrada, avviene il litigio con Orso che resta chiuso in bagno per mezz’ora. In mezz’ora due squadre di tifosi “nemici” , (due dei quali hanno appena litigato violentemente) nello stesso posto, fanno una guerra in piena regola altro che …
    Il ragazzo del negozio (autogrill) che riconosce la signora Moretti (ma come, in un autogrill dove passano migliaia di persone? Se anche lei fosse una della zona devi motivare la conoscenza con qualche appiglio, così com’è risulta non credibile.
    Ma torniamo all’inizio: le due tifoserie scendono chiassose dai bus e il commissario Cresta, immaginando “casini” vari decide che è meglio andarsene. Quindi la discesa dei tifosi coincide quasi con il tentato abbandono di Cresta. Ma a questo punto arriva il tipo dell’autogrill che porta il commissario sul bus dove giace GIA’ MORTO il povero Moretti. E’ una costruzione che si sposa secondo te con quanto leggeremo in seguito? (a proposito, come è morto il Moretti, arma da taglio? Pistola? Magari al lettore farebbe piacere saperlo)
    Infine i dialoghi. Come il resto slegati, non credibili (prova a recitarli a voce alta –vecchio suggerimento prezioso di un amico qui nel club- e ti accorgerai quanto siano inverosimili. Ma secondo te, una che sale sull’autobus e si trova davanti il marito morto in un lago di sangue si presenta con un asettico “sono la signora Moretti”? o magari si mette immediatamente a piangere e urlare disperata dicendo “sono sua moglie”….. eh bèh…
    Comunque, mi rendo conto che non c’è modo di indorarti la pillola. Il racconto mi è sembrato scritto male, forse di fretta con la voglia di fermare al più presto un’idea sulla carta, ma non è un buon lavoro, credimi. Mi ha ricordato quelli brevissimi che appaiono sulla Settimana Enigmistica dove, per problemi di spazio, vengono concentrate mille informazioni in poche righe. Ecco, hai usato una scrittura un po’ così.
    Non avertene a male Patti, l’idea del delitto in autostrada può essere valida (e in effetti secondo me il lavoro è ampiamente migliorabile), ma la costruzione (tanto lessicale quanto logica) deve essere inattaccabile.
    Come sempre, nonostante le bacchettate che spero bene accette, cordialità.


    ---
    "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa)
    http://gricio-gricio.blogspot.com/

    [ ]

    Delitto sull'autostrada
    Contributo di: frank69 on Tuesday, 14 May 2019 @ 12:39


    Certo la verve di Empatia è un’altra cosa.
    ,
    non bada a punti e virgole,
    piuttosto al contenuto che qui definirei
    non brutto ma elementare …

    [ ]

    Delitto sull'autostrada
    Contributo di: frame on Tuesday, 14 May 2019 @ 20:42
    Il racconto più breve che io ricordi è di Hemingway:
    “Vendesi scarpe da bambino quasi nuove”. Sei parole in
    tutto. L’ horror più corto mai scritto è attribuito a
    Fredric Brown: “L’ultimo uomo sulla terra sedeva solo
    nella stanza. Qualcuno bussò alla porta”.
    Si possono scrivere noir, fantasy, erotic, gotico e di
    fantascienza in meno di cento parole, ma non ricordo un
    solo giallo, nel senso del termine, di successo al di
    sotto di quota mille. Tanto per fare degli esempi, i
    racconti di Simenon e di A. Christie sono lunghissimi
    rispetto ai canoni attuali. Short stories di un certo
    spessore ricordo “Piccoli Omicidi” di Ed McBein (alias
    Evan Hunter) e il mio amato Renato Olivieri con “ Le
    indagini del Commissario Ambrosio” più che altro bozzetti
    e spunti per racconti molto più lunghi. Poi ce ne saranno
    tanti altri che non conosco, per carità, ma tutto questo
    per dire della difficoltà nello scrivere un giallino di
    due paginette non virtuali, ma cartacee.
    Ho notato anch’io delle piccole incongruenze/ingenuità.
    Per esempio, Patty si è dimenticata di dire che
    l’autogrill in questione probabilmente sta nei pressi di
    Lugano, e comunque non Italia, dove non ci sono caselli
    autostradali ed è molto più facile entrare e uscire in
    incognito. Per l’ossessiva e proverbiale riservatezza
    elvetica ha taciuto dell’incontro galeotto che ha
    trattenuto il commissario al bar oltre il dovuto (per una
    mezzoretta almeno, la brunetta non si decideva a dire sì)
    e non ha sottolineato abbastanza la serietà e il senso del
    dovere dei super-commessi svizzeri, in grado di
    memorizzare la retina e la sagoma di qualunque soggetto
    vivente si avvicini alla cassa. Lo stile è stringatissimo,
    una prosa così essenziale, secondo me, penalizza il
    racconto. Di più non aggiungo anche per non ripetere lo
    spoileraggio di chi mi ha preceduto. Il racconto va
    certamente rivisto, forse è soltanto una prima bozza,
    anche perché l’idea non è malvagia e merita di essere
    sfruttata meglio.



    ---
    Frame

    [ ]

    Delitto sull'autostrada
    Contributo di: PattiS. on Wednesday, 15 May 2019 @ 00:08
    grazie a tutti per la PASSIONE che ci mettete nel commentare...:-) mi piace questa
    caccia al difetto ... (più interessante dell'assassino, a ben vedere....:-) come diceva
    Frame ci sono realtà italofone fuori dall'Italia, ma in
    fondo i Moretti, i Galli potrebbero essere ovunque nel mondo... è un racconto che
    ho inviato a un settimanale per essere pubblicato. Il tema era: delitto all'area di
    sosta di un'autostrada. Ho volutamente scelto un'area di sosta piccola, con un
    ambiente famigliare. Il limite erano 6000 battute. Una vera sfida per una trama che
    per forza ha le sue complessità. Inoltre, doveva essere semplice e comprensibile e
    leggibile per chi tra un articolo e l'altro si sarebbe soffermato sul racconto. La
    pubblicazione finale è caduta su un altro autore ma non importa. Vi
    ringrazio in ogni caso per i passaggi e le critiche, sempre ben accette. Che la
    caccia all'errore continui...

    [ ]

    Delitto sull'autostrada
    Contributo di: dario moletti on Thursday, 16 May 2019 @ 10:22
    i personaggi sono ben descritti il genere non è il mio forte anzi mi correggo non leggo mai i gialli però visto il poco tempo questo mi sembra ben strutturato/ e da un po' che non venivo su questo fronte nonostante abbia ancora qualche racconto da pubblicare e oggi per puro caso ho voltato pagina e chi ci trovo? la Patty che sfoggia un fiore giallo su sfondo nero/ un racconto sulle tifoserie mio esercito anche se io le comitiva da bus le evitavo per la caciara estrema gli asperger rimangono solitari / quindi tornando a te mia cara devo dire che sai stilettare nei dialoghi anche se il commissario mi sembra leggermente sfigato cosa facile da trovarsi in tutte le questure mondiali / purtroppo il racconto a corto raggio deve mettere nel cestino una buona capacità che tu Patty dimostri da sempre e di cui ammiro quindi io da non giallista dico che è buono e gradevole ps il prossimo racconto daiiii esagera rivoluziona un cento pagine????

    [ ]

    Delitto sull'autostrada
    Contributo di: Armida Bottini on Friday, 17 May 2019 @ 07:48
    Sto con Frame. Una per l'impegno, una per l'idea, una d'incoraggiamento, ciao. --- Midri

    [ ]

    Delitto sull'autostrada
    Contributo di: A.Sal.One on Tuesday, 21 May 2019 @ 08:35

    Questo e` poco, ma sicuro

    questo racconto e` un

    Delitto sull'autostrada

    della letteratura.

    ---
    Fai poesia e non fare
    mai l'importanza della
    poesia.

    [ ]

    Delitto sull'autostrada
    Contributo di: Carmen on Thursday, 23 May 2019 @ 09:14
    Patti, ma sei proprio tu? Ammazza e che palle!!!!!! Dov'è finita la tua fantasia, il tuo sperimentalismo che tanto rincorri con tutto lo stuolo dei tuoi amici poeti nuovi? Nella poesia sei ben diversa! Premesso che non sarò mai una tua fan, ma sto racconto che è di una piattezza galattica, di una normalità aberrante, Ma che ti si è atrofizzato il cervello!!! Mi pare uno di quegli sceneggiati trasmessi dalla RAI negli anni 60 in bianco e nero! --- Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    Delitto sull'autostrada
    Contributo di: nino vicidomini on Thursday, 23 May 2019 @ 16:41


    _____________Sono venuto a leggerti e ancora lo farò in prosieguo Intanto Ti saluto.

    ---
    nino vicidomini

    [ ]

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