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     Vespasiano   
     Friday, 10 May 2019 @ 10:15
     Leggi il profilo di: dario moletti
     Visualizzazioni: 335

    Poesie

    Tregua sul lancio delle pietre
    Carissima, al secondo scatto il nottolino sforza
    piegando la chiave made in Taiwan:
    le do di Svitol
    come sulla mia sporca lingua,
    o alla carta da zucchero che trattieni
    sotto i tuoi vestiti
    fin dove firmo con le fiamme
    tacendo sui cucchiai sporchi di burro d’arachidi.
    .Sorgenti luminose sul soffitto
    e donne ottuse a gridare dabbasso
    in un tosto mal di testa,
    ho ancora dei coriandoli nelle tasche
    insieme alle mentine.
    Dal belvedere le dune sembrano più sporgenti:
    le conosco e le temo,
    qualcuno non è tornato,
    le ossa sbiancate da qualche parte
    ora raccontano alle intemperie
    della iella in un giorno assassino.

    Cinque secondi per girarmi
    dieci per fuggire,
    surrogati di caffè e Coca-Cola,
    Depalgos per alleviare il dolore,
    così discendo dalla grondaia fino in strada
    e raggiungo la tua mano
    per baciarti da ventenne.
    Oggi non scriverò niente di buono,
    me lo sento,
    anche scandagliando qualsiasi immensità
    che m’invita,
    ti siedo accanto e sbircio il seno
    e chissà perché mi viene in mente lo sciroppo di ciliegie
    spremendo le tue labbra che circondano la voce.

    A volte sento d’essere un materassino sgonfiato
    sul fondo della piscina,
    ma ti girerò come un vortice del vento
    afferrandoti dal trapezio.
    In fondo la vita è una bilia che rotola:
    tutto dipende
    dallo spazio che si prende.
    La serratura solletica i miei occhi
    cosa scelgo,
    d’essere un cane che azzanna,
    o il pesce che abbocca?


    Sono avanzato fino nel giorno
    che mi hai rapito
    camminando all’indietro,
    ti ho salutato sulla maiolica.
    A volte ritorno ad anni prima
    e li limo per non trasformarmi in iena.
    1600 anni di ripetizioni permalose,
    di pire perennemente accese,
    di felini gettati insieme a un ballo
    invocando il nulla
    per uccidere il garbo.
    Intingo il pane vicino a una grotta,
    Gerusalemme mi guarda,
    i soldati pretendono,
    gli ortodossi m’offendono,
    un giorno prego, l’altro saccheggio…
    Ho abbandonato i discorsi eroici,
    i cibi precotti,
    posteggio nei posti bui
    anche se mai sono a mio agio
    nei territori arabi
    ma non do nessune colpe,
    suono da te e salgo
    per un budino al caramello.


    DARIO MOLETTI domenica 13 gennaio 2019

     



    Vespasiano | 12 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    VESPASIANO
    Contributo di: Empatia on Friday, 10 May 2019 @ 12:21
    Bella, molto bella. Se è personale spero che tu abbia abboccato. Mi piace sia lo Svitol per la lingua sporca che quando scrivi: Sono avanzato fino nel giorno che mi hai rapito. Un bel caleidoscopio di espressioni. Empatia

    [ ]

    VESPASIANO
    Contributo di: trimacassi on Friday, 10 May 2019 @ 16:12
    Sei andato a briglia sciolta in quella domenica di gennaio,
    scrivendo senza fermarti, dando sfogo alla tua vena, senza
    pensare a quei poveretti che poi ti avrebbero letto.
    E dentro ci sono parecchi tratti divertenti, in questi
    corridoi di scrittura, che vagano dallo Svitol iniziale, ai
    coriandoli, al Depalgos, alle sbirciatine al seno, fino a
    quel budino al caramello che spero ti abbia fatto buon
    pro...
    Se non fosse che m'è sembrata troppo lunga e stancante,
    stringata a metà sarebbe stata, a mio parere, alquanto più
    gradevole.
    Il mio saluto.

    ---
    trimacassi



    [ ]

    VESPASIANO
    Contributo di: Carmen on Friday, 10 May 2019 @ 17:08
    Quella domenica di gennaio è stata di sicuro trasfigurata da qualche sostanza psicotropa che ha partorito un testo lungo, un po' pesante (l'ho letto giusto perché sei tu) ma non privo di poche note di autentica bellezza (Sono avanzato fino nel giorno che mi hai rapito camminando all’indietro, ti ho salutato sulla maiolica ). Credo anche che la donna di cui parli sia edulcorata nella sua immagine, la maggior parte degli uomini non capisce un tubo di ciò che voglia dire trovarsi davanti una donna bella, dentro e fuori, che poi è quel "dentro" che costruisce la luce del "fuori". Ma non capisci nulla di donne manco tu. Tornando al componimento, aggiungo che è abbastanza gradevole, fluido e creativo, ma mi domando ancora una volta se tutto questo non sia il parto di una mente alterata, in positivo, certo, da certe sostanze che comunque ampliano un sostrato di estro e bravura che o si ha o non si ha. E tu lo possiedi e lo armeggi bene. Infine, che sostanza prendi? Così la piglio anch'io e scrivo il mio osceno capolavoro. --- Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    VESPASIANO
    Contributo di: Lorens on Friday, 10 May 2019 @ 17:51
    ..."Vespasiano"... come non ricordare quegli orinatoi
    "imperiali" sulle strade di Roma aperti al passaggio di
    tutti, e principalmente di coloro che si avventuravano
    dentro di essi per una evacuazione alla turca in un tanfo
    epocale, ma questa è tutta un'altra storia.

    Parlando della tua poesia, devo dirti che lo stile è sempre
    più rigenerativo nel tuo linguaggio originale che viaggia
    per molteplici contenuti e descrizioni senza sosta di
    sensazioni in minuziosa umanità sensoriale.

    La fantasia si estrinseca volando e fotografando condizioni
    diverse, facilmente si passa "dal belvedere delle dune più
    sporgenti" fino a "ti siedo accanto e sbircio il seno"
    chiudendo con "intingo il pane vicino a una grotta", oltre a
    numerosi altri versi della tua lirica che incuriosiscono non
    poco per la peculiarità dell'assemblaggio versatile.

    Bene così,

    ciao
    Lorens

    Pss.
    Se parli con Carmen, rivela anche a me quale sostanza
    usi così anch'io ne farò uso e potrò scrivere un mio
    capolavoro ... tvb



    ---
    Lorens

    [ ]

    VESPASIANO
    Contributo di: natacarla on Sunday, 12 May 2019 @ 13:22
    Non particolarmente colpita.

    ---
    La poesia ha una struttura inamovibile, costruita in modo che nessun elemento possa essere spostato o modificato senza rischiare di alterare il messaggio.

    [ ]

    Vespasiano
    Contributo di: LoSpettro on Tuesday, 14 May 2019 @ 07:29
    Una bella poesia, non eccessiva come ho sentito dire: ogni verso è una discesa ad un limbo grandioso di articolate preziosità a parer mio (io che non ho ancora al bersaglio il tuo modo di poetare). Il testo si gonfia e si esalta. Mi piace molto l'ambientazione medio orientale, l'immagino sprofondato in partenza in quella "caldera" che è la Spianata delle Moschee. Poi vi è il tuo cogitare solito tra lo sballato ed il sessuale, che diventa allusione senza certezze. Il tuo pare un muoversi in incognito sulla scena e la scena ha tutti gli aspetti di una malefatta. E' imminente in questi giorni l'uscita al cinema della pellicola "Alladin" e mi pare a tratti, il tuo l'incarnato poetico. Si discende come dicevo all'inizo in un limbo, a cui rimane soltanto l'accettazione della propria situazione. Peccatore, rimarrai privo di una condanna ma pure da una spanna dall'appagata beatificazione.

    [ ]

    Vespasiano
    Contributo di: frame on Tuesday, 14 May 2019 @ 12:13
    Non so perché ma ho sempre delle riserve nei confronti di
    questi monologhi interiori, questi sbocchi di coscienza
    senza controllo, questo flusso di parole senza un ordine
    preciso; è un po’ come guardare i pezzi di un puzzle nel
    sacchetto di cellofane prima di decidere che fare. Se uno
    ha la pazienza di ricomporre i pezzi, se uno ha tempo,
    voglia e passione, alla fine dopo tanta fatica, quando va
    bene, ci ricava anche un bel quadro
    da appendere al muro della cameretta in soffitta. Infatti,
    non tutti gli esperti attribuiscono dignità artistica a
    questa disciplina non più nuova e con precedenti illustri,
    un esempio su tutti l’Ulisse di Joyce. Insomma è un po’
    come trovarsi davanti ad un quadro astratto che non sai da
    che verso lo devi appendere, e non hai idea di chi sia
    l’autore e siccome sei cosciente di non essere un esperto,
    un intenditore, ti affidi al sesto senso, o alla buona
    sorte. Io per prudenza e siccome sono pigro di natura,
    anche intellettualmente, mi astengo dal giudizio… metti
    che un giorno si scopre che sei un genio… no, non le
    voglio fare queste figure di emme. Meglio che sto zitto.

    ---
    Frame

    [ ]

    Vespasiano
    Contributo di: PattiS. on Wednesday, 15 May 2019 @ 00:16
    Che dire...scrittura da autentico visionario. E visionari ci si nasce...eh sarebbe bello se bastasse un po' di erba, o alcool per scrivere bene...

    [ ]

    Vespasiano
    Contributo di: cordaccia on Thursday, 16 May 2019 @ 23:04
    Anche qui autobiografia in versi,fra pugni
    e carezze.
    Molto belle le paure dell'ultima stanza.
    ciao :)

    [ ]

    Vespasiano
    Contributo di: Armida Bottini on Friday, 17 May 2019 @ 12:57
    Triste, amara, senza speranza alcuna. Ciao. --- Midri

    [ ]

    Vespasiano
    Contributo di: A.Sal.One on Friday, 24 May 2019 @ 00:42

    Sembrerebbe dunque che

    questi siano i tempi del

    Vespasiano.

    ---
    Fai poesia e non fare
    mai l'importanza della
    poesia.

    [ ]

    Vespasiano
    Contributo di: franca canapini on Friday, 24 May 2019 @ 01:50
    Leggo, ci capisco poco, a volte trovo qualche genialata di verso. E' un flusso di
    pensiero?
    Ciao
    Franca

    [ ]

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