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     Bodymarket   
     Monday, 15 April 2019 @ 17:00
     Leggi il profilo di: Empatia
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    Racconti

    C’è una strada ferrata che circumnaviga il pianeta. La carovana di camion sta procedendo incanalata tra scintille e bestemmie, l’aria è fetida, calda ed opprimente, niente di realmente respirabile. Malia ha un’atmosfera estrema e non rappresenta di sicuro uno dei pianeti più ospitali del sistema; è un ammasso di rocce e sabbia, arido, privo di rilievi e corsi d’acqua di superficie. È diviso in due zone ben delimitate, due emisferi gemelli. Il suo clima passa da una moda positiva di 40 gradi ad una negativa di – 80. Solo poche oasi possono realmente ospitare la vita sul pianeta, il quale viene colonizzato solo per brevi periodi a cicli alterni. In considerazione di ciò, le istituzioni interplanetarie hanno deciso di non insediare alcun centro di sorveglianza e di gestire l'ordine pubblico su Malia con sporadiche incursioni programmate. In poche parole i COPP (Controllori dell’Ordine Pubblico Planetario) passano ogni quindici lune per riscuotere l'indennizzo per la visita effettuata.
    Un paradiso dell’eccesso incontrollato, che nelle sue oasi brulica di vita parassitaria proveniente da altri sistemi. Per questo motivo il pianeta viene scelto dai peggiori Zbiry della galassia: spacciatori, assassini, maniaci e reietti vari ed è per questi che è tristemente noto.
    Nonostante non sia affatto pudica, Malia non esibisce mai il suo lato B, non possedendo moto di rotazione mostra sempre la stessa faccia alla sua stella principale: una gigante rossa che le regala una tinta da bordello di terz’ordine.
    Le due semisfere, una sempre in luce, l’altra perennemente avvolta dal buio, sono divise da una linea di demarcazione netta. Questa zona è il “Muro”. Nell’area diurna, ricettacolo di mercanti con pochi scrupoli, ci si può trovare di tutto: cibo esotico illegale, droghe di ogni tipo e naturalmente sesso. La zona Oscura, che ad un primo sguardo può sembrare meno attraente a causa del clima e dell’assenza totale di vita in superficie, in realtà nelle sue viscere offre la possibilità ai malcapitati avventori di sperimentare i piaceri più trasgressivi dell’universo… ma non conviene addentrarcisi troppo se ci si tiene alla vita. Il Muro è una via di mezzo, tra illegale “light” e decisamente proibito ed è perennemente piantonato dagli Spazzini, esseri rivoltanti e sadici alla ricerca ossessiva di fuggitivi che hanno osato sfidare la zona d’ombra.
    Doe sta viaggiando su una carovana di camion legato, bendato, ignaro del proprio destino, adagiato su un bel carico di guai.
    Porco sballo! Il mezzo sta rallentando, devo aver quasi raggiunto la mia destinazione. Che odore putrido. Appena recuperate le forze dovrò cercare di capire che ci faccio in questa discarica dell’universo. All’inizio mi sembrava di non ricordare nulla. Avevo la testa in frantumi e in bocca un sapore troppo acido, per essere “roba” naturale. Mi hanno shakerato per bene il cervello. Su questo lurido mezzo la puzza di decomposizione penetra le narici come un geyser sparato in faccia. C’é proprio un casino infernale, sembrava di stare su una betoniera piena di roccia di Diamante, un minerale sopravvalutato per troppo tempo. Non riesco nemmeno a pensare. Non so quanto tempo ho passato in bilico tra realtà ed incubo, ma finalmente cosciente, mi sono ritrovato legato e bendato su un camion da bestiame. Devo assolutamente riuscire a ricordare.
    Ero insieme ad una donna. È l’ultima cosa che ho impressa nel cervello. Ci siamo incontrati nel suo appartamento ad Ares. Ares un tempo era un covo di reietti, che in seguito fu colonizzato da un’orda di creativi squattrinati. La concentrazione di menti illuminate aveva reso il quartiere un posto allettante e col tempo erano arrivati i “Gonfi”, gente senza problemi di soldi che aveva cominciato ad acquistare proprietà e terreni. La donna di Ares, la ricordo bene certo… Leda. L’avevo agganciata anni fa all'Operà di Ciliegia, uno spettacolino semi-osé abborracciato da poveri cristi pescati dalle fogne della città; una performance d'improvvisazione nella quale agli attori venivano dati due Crediti per essere sbattuti su un palco attaccati a dei cavi elettrificati. Delle fottute marionette viventi. Ricchi, tsé, non hanno rispetto, è questo il vero senso del potere!
    Molti ad Ares pensano che le persone meno abbienti debbano sottostare ai capricci dei ricchi ed essere a loro completa disposizione. Altri invece si battono per i diritti dei più deboli, in parte per cercare di dare una bella ripulita all’anima incrostata da anni di soprusi.
    Leda assisteva e fremeva dal suo posto un po’ defilato in balconata. Attendeva il momento giusto per liberare gli sprovveduti attori che, nel migliore dei casi, finivano lo spettacolo con una lobotomia a chiazze.
    La mia paladina della giustizia lanciata nella sua crociata contro il “Male”, una donna facoltosa: Leda si allenava otto ore al giorno, con pesi e sessioni di karate per essere pronta ad ogni evenienza; in realtà l'allenamento le serviva per sfoggiare ai Galà il suo fisico da sballo. Ovviamente quella sera mi ero prestato al suo gioco è l’avevo aiutata a far scappare gli idioti del palco; avevamo subito trovato un’intesa. Diciamo che Leda era stata il mio passe-partout per farmi un giretto ai piani alti, mai oziato meglio ed il sesso una favola. Siamo restati insieme per sei lune. A Leda piaceva sfoggiarmi per le vie del centro e nelle riunioni dei circoli che frequentava; ma le feste, il teatro, gli spettacoli… una lagna! Devo ammettere che all’inizio era stato divertente avevo avuto modo di conoscere un sacco di gente facoltosa. Per lo più mi consideravano alla stregua di un animaletto da compagnia, ma in certe circostanze ero riuscito a piazzare qualche truffa ben congeniata. A lungo andare però, scodinzolare a comando aveva cominciato a darmi sui nervi e non ero di certo portato per la monogamia. Ero stufo di seguirla in tutte le sue pseudo battaglie: troppe menate post-dèmos, pippe new politically correct, marce ant-nazi e collette pro-femmes. No, grazie! Possibile che a quella donna non potesse bastare il sesso? E poi, io e Leda avevamo un concetto del “Male” che non sempre coincideva.
    Così, deciso a lasciare il paradiso dorato di Ares per tornare nelle desolate lande dei peccatori, avevo chiesto un passaggio ad un branco di artisti nomadi incontrati ad una serata di presentazione del CCCP “Circolo Contro la Coercizione dei Produttori d'arte”. Avevo concesso un ultimo giretto a Leda e me l’ero svignata dal suo letto senza farmi beccare.
    I miei amici artisti mi avevano scaricato su Evol, un pianeta artificiale della stella gialla Aurea. Il pianeta era abitato, in maggioranza, dai tecnici ingegneri che avevano contribuito alla sua creazione. Primo prototipo nell’universo, Evol non sembrava affatto artificiale: era pieno di montagne, fiumi, laghi ed aveva anche un bellissimo mare interno salato. Mi ricordava le vecchie storie che raccontavano del mio pianeta: la Terra, dovrò visitarla prima o poi. Evol era famoso in tutto l’universo anche per il suo spettacolare mercato di veicoli usati, il più fornito che io abbia mai visto. Sfortunatamente, dopo diversi giri, mi ero reso conto di non avere abbastanza Crediti per acquistare alcun tipo di veicolo spaziale.
    Lì però avevo incontrato Nex, una creatura deliziosa, era venuta con i suoi amici per acquistare il suo primo airspeeder ed io ovviamente mi ero offerto di aiutarla nella scelta. Quella sera ero stato invitato alla festa di fine anno del suo liceo ed in seguito a restare a dormire nel Campus. La proposta mi aveva allettato parecchio, il Campus era promiscuo e per i corridoi sgambettava ogni genere di ben di Dio. Quando avevo incontrato Nex, mancavano solo poche settimane alla sua partenza per la Mnemonic School: una delle università più prestigiose di Oxxi, sede della conoscenza intergalattica e bla, bla, bla... un mucchio di secchioni! Nex si era messa in testa di erudirmi ed io, dal canto mio, le avevo insegnato tutti i giochetti più divertenti che conoscevo. Anche se non eravamo molto distanti d’età le mie esperienze pregresse mi rendevano decisamente più scafato. Nex mi veniva dietro, ubbidiente come un cagnolino; mi sussurrava quanto ero importante per lei, mi diceva che ero l’amore della sua vita, mi assicurava che ero stato il suo primo ragazzo. Chissà come mi sarà grato il secondo!
    Comunque, non mi sarei mai messo tra lei e la nuova scuola e suo padre: il Presidente della Società Scientifica Evolutiana. Neanche a dirlo il padre di Nex non vedeva di buon occhio le nostre uscite, sperava che sua figlia volesse solo divertirsi un po’ prima di cominciare con l’intenso impegno che l’aspettava nella facoltà di Oxxi. Inoltre il Presidente, uomo molto perspicace, mi aveva già offerto 50 Crediti per uscire dalle loro vite. Così due giorni prima del suo richiamo universitario avevo fatto le valigie e salutato Nex in lacrime, mentre mi guardava calarmi dal balcone della sua amica, nel dormitorio affianco. “Porco sballo”, che cosa se ne sarebbe potuta fare una secchiona di un tipo come me?
    Per lasciare il pianeta avevo accettato un passaggio da Eva, splendida trafficante Ancoriana. Le Ancoriane sono donne pericolose e indipendenti, se gli fai un torto possono diventare davvero subdole. Eva avrebbe dovuto scaricarmi sul primo pianeta disponibile, ma non avendo crediti per pagarle il viaggio avevo pensato di fare alla solita maniera e alla fine avevamo deciso di farci compagnia per un po’ di tempo. Con Eva era stato uno sballo in tutti i sensi. Il suo migliore cliente era un certo ammasso di fango putrido e maleodorante che si faceva chiamare Ades; un tipo un po’ paranoico, che passava la maggior parte del suo tempo a decapitare chi andava oltre la scadenza nei pagamenti. Ades commerciava in resina Ancoriana: ottimo combustibile ma ancora meglio quando hai bisogno di sniffare.
    I miei ricordi di quel periodo sono parecchio confusi, ognuno pensava ai fatti propri e la resina Ancoriana non aiutava la comunicazione. Ma ricordo che ad un certo punto Eva aveva cominciato a parlare di restare assieme a sballarsi “per sempre”; quella parola aveva funzionato meglio di qualsiasi cura al metadone, organizzati i pensieri me l’ero svignata all’istante. Mi ero nascosto in un carico di frutta esotica che Eva doveva consegnare sul pianeta Angor e mi ero fatto depositare all’ingresso del ristorante Mamas. In effetti, era stata lei a scaricarmi!
    E così ho conosciuto Freja, la mia cuoca maledetta. Mi aveva letteralmente preso per la gola. Freja era la Chef più famosa del pianeta i suoi intingoli arrivavano diritti al cervello ed era difficile resisterle quando scivolava in camera da letto con il suo completino da cameriera sexy. Freja era vorace come un lupo Luxoriano ed era quasi riuscita a farmi il lavaggio del cervello, comunque dubito fosse tutto lecito ciò che le bolliva in pentola. Non era stato facile sfuggirle avevo dovuto concentrarmi parecchio, soprattutto sulla nuova aiuto cuoca: Moe. Quando Freja ci aveva beccati nel caveaux, assieme ai suoi preziosi ingredienti segreti, aveva fatto una scenata, dopotutto volevamo solo trovare un posticino un po’ appartato. Era rimasta quasi sei ore a controllare che fosse tutto in ordine, dandoci la possibilità di fuggire e di non finire sul menù della sera.
    Però, ero da Leda l’ultima volta. Ma ancora non so, cosa c'ero andato a fare. Mi aveva chiamato lei, ne sono quasi certo, per scusarsi delle sfuriate alla mia segreteria. Manco le ricordo. Però, adesso che ci penso... Nell’appartamento di Leda c'erano anche Nex, Eva e Freja. Avevano parlato di perdono, dicevano che gli mancavo da morire, che volevano fare pace e che erano disposte a dividermi fra loro, avevano parlato di sesso. Di questo ne sono certo! Nex si era versata del liquido arancione sul corpo ed io l'avevo succhiato dal suo ventre. Comincio a ricordare meglio.
    Mi sa che non siamo andati molto oltre. Sono stato un vero idiota, sicuramente il piano l’ha escogitato Eva e Freja deve aver pensato alla “pozione”. Dovrei smetterla di ragionare con le parti basse e cominciare ad usare anche il cervello.
    Il mezzo si sta’ fermando. Non ho la più pallida idea di dove mi abbiano portato, ho sentito qualcuno che diceva che siamo su Malia, che schifo! Sento che stanno salendo sui cassoni, meglio, cominciavo a perdere sensibilità agli arti. Qualcuno mi afferra per i polsi legati dietro alla schiena, fa un male cane ma finalmente vedo un po’ di luce, anche se poca è meglio che trovarsi nella zona Oscura. Mi sa che mi hanno scaricato al Muro. La zona Oscura comprende 40 distretti e nonostante io mi faccia pochi problemi, non andrei mai oltre il ventunesimo.
    Quando siamo scesi ho intravisto un'insegna: BODYMARKET. Cosa? Mi hanno venduto ad una stramaledetta asta alimentare? E brave le mie signorine da lavoretti bassi, vi ho insegnato proprio bene a fottere il prossimo. Volete farmi fare la fine del porco, ma io ho mille risorse, riuscirò a scappare e a farvela pagare.
    Un gigante maleodorante annuncia che l’asta si svolgerà tra dieci minuti. Non mi resta davvero molto tempo. Prendono un tipo tutto nervi ed ossa e lo espongono senza troppe cerimonie sul palco del locale: più simile ad un bordello che ad una vera casa d’asta; i muri sono completamente rivestiti di piastrelle bordeaux e il pavimento sembra di un qualche materiale plastico appiccicaticcio. Il tizio in prima fila opziona il malaugurato scheletro, il quale si ritrova in men che non si dica con un arpione nello stomaco. Sembra serva per il trasporto. Ora l’arredamento ha un senso.
    Ovviamente il meglio si lascia per ultimo… invece mi prendono e mi sbattono immediatamente e mezzo nudo sulle assi del palco. Il pubblico sembra più interessato alla mia percentuale di grasso che al colore dei miei occhi. Però noto una donzella, peserà centocinquanta chili, ma mi guarda in modo diverso rispetto agli altri avventori. Devo approfittarne ed esporre bene la merce, devo catturare il suo sguardo. Ammicca la famelica, tutto sommato credo che potrei ancora cavarmela:
    «500 Crediti e uno! 500 Crediti e due! 500 Crediti e tre! Venduto come Sex-Toy alla gentilissima Contessa De Shade della Zona Oscura 36. Buon divertimento!»


     



    Bodymarket | 10 Commenti | Crea un nuovo Account

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    Bodymarket
    Contributo di: Armida Bottini on Tuesday, 16 April 2019 @ 07:30
    O bon Dieu, merci! Ce l'ho fatta! Sono riuscita a compiere la mia prima opera buona della giornata e a fumare almeno due sigarette. Mia cara Empatia di fantasia ne hai da vendere, anche se mi hai lasciato cecata e perplessa. Se questo è l'avvenire che ci aspetta, preferisco senza dubbio la morte e sia come sia. W la terra dove sono nata. Ma cosa ti è saltato in mente, per partorire un simile incubo? Empatia mi sei simpatica e ti amo, devo aggiungere che meriti il Nobel della scrittura, ti darò i miei ultimi Crediti, ma lasciami andare a fare un caffè fortissimo nella vecchia napoletana. Prima di congedarmi ti dico sinceramente Brava, t'incorono d'alloro, ti stello, ciao col cuore. --- Midri

    [ ]

    Bodymarket
    Contributo di: frame on Tuesday, 16 April 2019 @ 15:14
    Un racconto di fantascienza sul club è una vera rarità;
    meriteresti una stella soltanto per il coraggio avuto a
    postarlo. Non sono un vero esperto del genere, amo
    soprattutto i racconti di Ray Bradbury, Philip Dick,
    Fredric Brown e pochi altri scrittori di successo del
    Novecento. Racconti a sfondo sessuale non sono una novità
    in questo campo, a dire il vero, dopo gli anni trenta,
    cioè l’età dell’oro per la SF, non è rimasto più niente di
    veramente originale da scrivere e da inventare. In ogni
    caso questo racconto dimostra perlomeno che non sei una
    neofita del settore, sicuramente hai letto i classici e
    conosci i rudimenti della fantascienza. Se proprio devo
    fare un appunto, ma giusto per dimostrarti che ti ho letto
    con attenzione direi che la premessa è troppo lunga
    rispetto al nocciolo della storia. La parte finale, forse,
    e ribadisco il forse, forse è stata risolta in modo troppo
    sbrigativo rispetto all’inizio. In ogni caso trovo il tuo
    lavoro molto soddisfacente. Brava.

    ---
    Frame

    [ ]

    Bodymarket
    Contributo di: gricio on Tuesday, 16 April 2019 @ 15:35
    Buono scritto, e poi di fantascienza.....bene, molto bene. Nessuna osservazione degna di nota se non, come già ti hanno fatto notare, che la premessa è appena un po' lunga rispetto al finale (che personalmente avrei allungato un po' creando magari quella suspence.....). Ma si tratta di peccatuccio veniale, quindi una ci sta proprio. --- "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa) http://gricio-gricio.blogspot.com/

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    Bodymarket
    Contributo di: indio on Tuesday, 16 April 2019 @ 15:50
    ...un racconto di fantascienza che tanta fantascienza non è!
    al di là di nomi improbabili e ambienti impossibili (fantastici) ho trovato una cruda vera affinità al reale...
    a tratti ironico (Chissà come mi sarà grato il secondo!)
    e con un pizzico di "melinconia"
    Brava... letto molto volentieri.

    rivedrei nell'ordine:
    un po' la punteggiatura nella parte iniziale;
    una é da cambiare con una e congiunzione (.Ovviamente quella sera mi ero prestato al suo gioco è l’avevo aiutata a far scappare... );
    restati - Siamo restati insieme per sei lune. - che muterei in rimasti.

    mi ha ricordato piacevolmente un piccolo-breve racconto di C. Bukowski
    dove, nel suo solito contesto narrativo, racconta che un tizio cerca di commissionargli una pista speciale, di svariati km quadrati, per far atterrare i dischi volanti...

    ...alla prossima
    buona lettura e buona Pasqua

    ---
    mitakuye oyasin

    indio

    [ ]

    Bodymarket
    Contributo di: Riflessi on Wednesday, 17 April 2019 @ 16:54
    Ciao Empatia, complimenti! Mi è sembrato di rivivere un mix dei miei telefilm e film preferiti di fantascienza visti da giovane, da spazio 1999 in poi, ma con in piu' molti spunti originali. A quando la seconda parte? Una vera chicca, bravissima!

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    Bodymarket
    Contributo di: vincent on Thursday, 18 April 2019 @ 16:55
    Il racconto "mi ha preso".
    Non c'è che dire.

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    Bodymarket
    Contributo di: Lorens on Saturday, 11 May 2019 @ 17:27
    ..."Bodymarket"... e poi ancora qualcuno vorrebbe farmi
    intendere che la "passerina" non tira o "schiacciare" bene
    non sia importante!?!

    Questo tuo racconto sarà pure di fantascienza tra pianeti
    particolari, muraglie divisorie, sballi, situazioni
    condivise tra allarmanti inquietudini e cucine da incubo con
    cuoche bipolari, eppure non è poi così lontano da un reale
    onirico, il cui unico "leitmotiv" è proprio il sesso.
    Quasi una presenza costante per tutto il brano, un'icona
    molto ben perseguita dal protagonista, come un "Rocco
    Siffredi" stellare, pronto a soddisfare tutte le
    aliene di turno incontrate.

    Una penna fantasiosa la "tua", con scrittura limpida e
    cristallina che attraversa con maestria descrizioni e
    personaggi con un linguaggio sempre affascinante e di
    sorpresa, dove s'inseriscono nuovi attori e comparse con
    sete da attore principale o antagonista.

    Bene così,

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    Bodymarket
    Contributo di: frank69 on Tuesday, 14 May 2019 @ 12:52


    Bella fantasia.
    (Mi permetto di suggerirti di migliorare la stesura del testo,
    evidenziando il discorso diretto e staccando ogni tanto i periodi,
    in modo da renderlo più leggibile.(vedi “delitto in autostrada”)
    , Ciao.

    [ ]

    Bodymarket
    Contributo di: PattiS. on Wednesday, 15 May 2019 @ 09:51
    beh..scrivi bene. poi Dick (in tutti i sensi) mischiato a un De Sade epurato, ci può
    anche stare bene. La trama però è troppo fitta, risulta alla fine più elencatoria che
    altro. Purtroppo la grafica del sito non permette molto a parte dare aria al racconto
    con degli accapo. Però poi mi devi spiegare questo, caro empy:

    Parte per gioco
    un refolo di vita
    sento il tuo calore
    il tuo amore
    il tuo dolore
    Ti sento vicina
    troppo vicina:
    bambina!
    Annego
    nelle tue lacrime
    ti vedrò presto
    troppo presto
    hai scelto Tu
    Noi, era il mio sogno
    non ero tua
    appartenevo al mondo
    vorrei solo
    sapere perché
    non hai pensato
    a Me
    domani…

    ahh.....furbacchioni!!!!


    [ ]

    Bodymarket
    Contributo di: Empatia on Wednesday, 15 May 2019 @ 12:42
    Grazie a tutti per i complimenti e soprattutto per i
    suggerimenti. Ho dovuto ridurre il racconto perché era
    di 3000 parole e non sapevo se me lo avrebbero
    pubblicato in vetrina,(anch'io l'avevo inviato ad un
    concorso, per Short Urania) forse ho tagliato troppo
    nella seconda parte. Non sono andata a capo perché
    non sapevo di dover curare la stesura del testo. Ho
    iniziato ora a scrivere racconti.
    In poesia mi viene naturale per via del ritmo. (È
    questo che ti dovevo spiegare PattiS?)
    Ho scritto il seguito per Riflessi, spero di aver
    utilizzato bene tutti i vostri suggerimenti. Mi
    saprete dire. Un saluto,
    Empatia
    Ps. PattiS. Cara, cara non caro. Sono una femmina!

    [ ]

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