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     Pulviscolo   
     Thursday, 11 April 2019 @ 11:15
     Leggi il profilo di: LoSpettro
     Visualizzazioni: 740

    Poesie

    Quell’insofferenza d’esserci,
    nei tuoi occhi,
    che l’ampiezza di un desiderio pone
    e la casualità,
    che rastrema il pilastro dell’universale,
    sono dei vuoti che colmano la capienza
    del mio stesso luogo di poeta.
    Cerco di risolvere l’importanza 
    della privazione all’esattezza,
    ma tutto scivola dalle pareti
    di un ipotetico declino
    che pare tanto non esistere
    quanto il perpetuare 
    che esso fa in un nulla
    privo d’orientamento. 
    Hai mai osservato il pulviscolo? 
    Non ti capita che quella luce camerale 
    riporti ogni improvvisa dinamica
    ad una conseguenza del sonno?
    Sai, non è casuale. 
    Risolve l’essere mutilato
    che noi siamo costretti
    a chiamare corpo
    e lo pone
    inequivocabilmente
    nel medesimo posto
    in cui si era in precedenza messo,
    prima di un desiderio. 
    Lascia altrove
    la bulimia del sogno
    e quell'invasivo dominare
    quella sofferenza d’esserci.
    

     



    Pulviscolo | 21 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Pulviscolo
    Contributo di: gricio on Thursday, 11 April 2019 @ 14:40
    La prima parte mi sembra parecchio pesante e non incoraggia ad un proseguimento.

    Tuttavia, dopo “Hai mai osservato il pulviscolo?” il componimento si fa più gradevole, per quanto ancora abbastanza oscuro(a mio avviso) il significato.

    In definitiva non male, un ci sta dài…

    ---
    "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa)
    http://gricio-gricio.blogspot.com/

    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: indio on Thursday, 11 April 2019 @ 15:43
    ...sì la prima parte è un po' "spezzettata" da tutte quelle virgole... troppe direi.

    poi la lettura si fa più fluida ma non il concetto di fondo che, al pari di gricio, non ho colto in pieno.

    alla prossima.

    ---
    mitakuye oyasin

    indio

    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: Carmen on Thursday, 11 April 2019 @ 16:50
    Non so, ci sono certe espressioni
    originali, estranianti che mi attraggono.

    Mi piace:

    "Quell’insofferenza d’esserci,
    nei tuoi OCCHI"

    "Che rastrema il pilastro
    DELL’UNIVERSALE",

    Però scusa,

    "Della privazione ALL’ESATTEZZA" ,
    Che caxxo significa?
    Dell'esattezza, magari!!!!!

    Hai mai osservato il pulviscolo?
    Non ti capita che quella luce
    camerale......

    QUESTA PARTE MI PIACE, PERCHÉ ESTRANIANTE,
    COME DICEVO SOPRA.

    "Ogni improvvisa dinamica
    ad una conseguenza del sonno?"
    STA PARTE È ASSURDA, PERTURBANTE, DIREI.


    la bulimia del sogno....

    ANCHE QUESTA PARTE MI SUONA DISTURBANTE.
    LA BULIMIA DEL SOGNO NON LA CONCEPISCO.

    TUTTO SOMMATO, DEVO DIRE CHE HO LA
    PERCEZIONE CHE HAI STUDIATO A TAVOLINO
    CERTI" Effetti speciali", di cui necessita
    una poesia non estemporanea, sia pure con
    alcune frasi azzeccate.

    È una voragine che inghiotte, come inizia
    così termina, ma in mezzo c'è un mare
    agitato e agitate, affascinante di Nulla.


    ---
    Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: PattiS. on Thursday, 11 April 2019 @ 21:47
    molti i rimandi alti in quella bella poesia. Se pur il titolo è decisamente un topos della letteratura novecentesca (mi viene in mente Sereni) ma se spesso il pulviscolo fa da tramite tra il mondo dei vivi e dei morti (quel non vedere che fa vedere), qui il pulviscolo serve il segnale tra l'essere e l'esistere (o il non esistere o l'essere e il nulla) il contattato (contratto?) con il nostro desiderio (del desiderio dell'Altro, del riconoscersi come in uno specchio). Sarebbe interessante valutare anche la differenza tra insofferenza e sofferenza (primo e ultimo verso). Il corpo vissuto con tutti i suoi limiti e forse nel sogno il vero corpo del poeta e il suo desiderio. Bah tra Lacan e Sartre qui le riflessioni sono affascinanti (non nuovissime, certo) eh... il primo verso fa molto De Angelis "quell'andare nei cortili del buio" (De Angelis NON è uno dei Cugini di Campagna, lo dico ai miei amati lettori nonché fans che mi seguono sempre, tra cui uno che mi cita sino allo sfinimento - e prenditi 'na pausetta ah... vabbè, ho detto tutto? ah no.."Hai mai osservato il pulviscolo? " brutta scivolata...i lettori di poesia sono intelligentissimi... (sennò ascolterebbero canzonette, e farebbero poesia per finta).

    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: Lucilla on Friday, 12 April 2019 @ 00:00
    Poesia con l'iniziale maiuscola. Non trovo affatto oscuro il significato, in fondo è della vita che parla, quando si affronta il declino inevitabile. " Quella insofferenza d'esserci " " quella sofferenza d’esserci "..." vuoti che colmano la capienza del mio stesso luogo di poeta "... --- Nel passaggio stretto della vita c’è una possibilità: la bellezza che va oltre il male, oltre la fine - ingiusta - della vita stessa. ( Wislawa Szymborska )

    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: A.Sal.One on Friday, 12 April 2019 @ 01:15

    Componimento

    prosastico-filosofico

    ma sempre

    Pulviscolo

    ---
    Chi la vuole cotta
    chi la vuole cruda
    ma solo pochi la
    sanno fare al dente.

    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: trimacassi on Friday, 12 April 2019 @ 08:31
    Tra la "insofferenza" iniziale , e la "sofferenza" d'esserci,
    finale, credo ci sia un testo abbastanza pesantuccio. Sembra
    costruito a tavolino, e manca, a mio parere di spontaneità e
    scioltezza. Ma, ripeto, è solo un mio parere.

    ---
    trimacassi



    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: frank69 on Friday, 12 April 2019 @ 09:19


    Pulviscolo come insofferenza d’esserci o meno.
    Quando la poesia fa filosofia …
    Non c’è che dire …

    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: percefal on Friday, 12 April 2019 @ 18:43
    Una poesia, stante al titolo, dinamica che non si grava di memorie. Prima agitiamo tutto “insofferenti” e poi non riusciamo a vedere .. “la sofferenza” presente comunque in un pulviscolo di suggestioni, fluttuanti tra il sensualismo onirico e le taciute mutilazioni del corpo solidale … qui circoscritti “vuoti che colmano… la bulimia del sogno”. Molto altro ancora in questa splendida poesia. --- «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: cordaccia on Friday, 12 April 2019 @ 19:39
    Troppi pronomi,dai. Checchè ne dicano, tutti questi che che hai usato ridondano che è un piacere. Trovo la lettura molto macchinosa, anche a causa delle reiterazioni dell'unico concetto : on/off . Non mi piace.____________________ Nel medesimo posto https://www.youtube.com/watch?v=z0pnVOugnBI minuto 2:40____________ ciao :) alla prossima

    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: Anais on Friday, 12 April 2019 @ 22:16
    Caspita, cordaccia mi ha prevenuto, volevo proprio usare anch’io la stessa parola,
    la trovo “macchinosa”, e quel definirsi poeta da sé, anche se indirettamente, non mi trova d’accordo. E il rivolgersi a un tu, in generale e con il “sai” che mi sembra un filino supponente… ecco, ho elencato i motivi del mio mancato gradimento fino almeno al verso “sai, non è casuale” compreso, la parte successiva contiene comunque il porsi domande e intime riflessioni (cosa apprezzabile) ma risolto in modo più snello, anche se non del tutto.
    Ciao

    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: joshua on Saturday, 13 April 2019 @ 01:23
    Non mi comunica, né scomunica, nulla di poeticamente o artisticamente o ideologicamente sufficiente a farmi dire che è un componimento meritevole di apocastasi (più che l’astralità, mi pare tocchi l’astrusità della confusione). Ha una sua fattura, o struttura, continua (che tuttavia rasenta, se proprio non tocca a fondo, la monotonia), solitamente deficiente nei componimenti quivi esposti. E questo potrebbe essere ritenuto meritevole, se solo il testo fosse sufficientemente depurato dai tanti altri vizi di scrittura anch’essi qui continuamente esibiti: le metafore approssimate per eccesso [leggasi enfasi: dalla sofferenza all’insofferenza d’esserci, fino alla bulimia del sogno] o per difetto [perché proprio non ci sono, a risollevare a poesia il mono tono da compendio, bignamino direi meglio, del discorso]; le deissi ridondanti (QUELL’insofferenza; QUELL’invasivo dominare), le troppe esplicazioni ultronee e soprattutto, nel testo in esame, l’ingerenza, o continua in(ter)ferenza di congiunzioni relative, a divorare anche le migliori e più oneste intenzioni liriche; infine , solo per non finire, esausti, ma l’elenco dei demeriti potrebbe essere ancor più esaustivo, la violazione dolosa, se non di altre, almeno delle regole 13 e 22 dei 38 Consigli di Buona Scrittura, proposti in Sator Arepo Eccetera da Umberto Eco (violabili o sconsigliabili, ritengo, ma per il bene, mai per il peggio).
    j

    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: zio-silen on Saturday, 13 April 2019 @ 08:04
    Trovo interessanti le osservazioni degli inquilini dei piani superiori e, da discente volenteroso quale sono e fui, tento di metterle a profitto (mio, ovviamente) - nella certezza che l'insigne autore non si indispettrirà - con un esercizio applicativo e... probabilmente insufficiente.


    L’insofferenza d’esserci,
    nei tuoi occhi.
    L’ampiezza di un desiderio pone
    e la casualità rastrema
    il pilastro dell’universale:
    sono vuoti, colmano la capienza
    del mio stesso luogo di poeta.
    Cerco di risolvere l’importanza
    della privazione all’esattezza,
    ma tutto scivola dalle pareti.
    Un ipotetico declino,
    pare tanto non esistere
    quanto il perpetuare
    fa in un nulla
    privo d’orientamento.
    Il pulviscolo?
    Capita che la luce camerale
    riporti ogni improvvisa dinamica
    ad una conseguenza del sonno.
    Non è casuale.
    Risolve l’essere mutilato
    chiamato corpo e lo pone
    inequivocabilmente
    nel medesimo posto
    in cui si era messo
    prima di un desiderio.
    Lascia altrove
    la bulimia del sogno
    e l'invasivo dominare
    la sofferenza d’esserci.



    Evito di avventurarmi nell'interpretazione di contenuti, alquanto criptici, perchè
    - come chiunque altro nel Club - finirei, inconsciamente, per raccontare me stesso.


    Stelle per la fascinosità del testo e un saluto

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: Pale shelter on Saturday, 13 April 2019 @ 11:34
    è la tua terza che leggo, a mio parere la migliore: ne apprezzo la ricerca di profondità e di sensibilità fine, la coerenza strutturale.
    Il tutto tenendo sempre conto, però, del fatto che è un modo di scrivere molto lontano dai miei modi. Le tue caratteristiche mi sembrano delineate e i gusti sono naturalmente qualcosa di personale.
    Sono sostanzialmente d'accordo con quanto ti hanno detto sopra Anais e Joshua, con chiarezza.

    Franco

    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: javizan on Monday, 15 April 2019 @ 10:50
    Per i miei gusti, un po' troppo "costruita", di lettura poco scorrevole. Forse volutamente, hai utilizzato strutture e termini fin troppo classici, un poco desueti.
    A rileggerti!

    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: Riflessi on Monday, 15 April 2019 @ 12:16
    La mia mancanza di cultura filosofica e dei classici non mi permette nè di vantare, nè criticare o tantomeno argomentare su questo poema che pare comunque scritto da una mano esperta.
    Ti prego dunque di perdonarmi se azzardo una mia personalissima interpretazione, questa è quella che piu' o meno potrebbe saltare in mente a chi non ha capito il vero senso delle tue parole:
    Il mio desiderio di essere oggetto di riflessione nella tua anima e la ridotta possibilità che ciò accada, fa di me un poeta. Quale poeta, cerco di capire la logica e la bellezza dell'imperfezione dell'uomo anche se trovo solo spiegazioni nella corruzione della bellezza a cui vorrei tendere.
    Ti capita mai di guardare nel vuoto, osservare l'ipnotico pulviscolo e perderti nei tuoi pensieri? Questo è il momento in cui ci dimentichiamo di avere un corpo, in cui puoi esistere anche se non sei qui fisicamente. Lascia perdere l'ossessione di ciò che non siamo e la sofferenza di ciò che sentiamo di essere.
    Ciao

    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: Armida Bottini on Monday, 15 April 2019 @ 14:20
    Sto con Lucilla, ciao. --- Midri

    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: Lorens on Monday, 15 April 2019 @ 19:04
    ..."Pulviscolo"... come insieme di tante microscopiche
    particelle in genere di finissima polvere sospesa in un gas,
    una definizione interessante ed autentica ma non
    paragonabile alla soluzione di un corpo mutilato nella luce
    camerale come riporto ad una conseguenza del sonno? ... de
    che stamo a parlà?

    Lirica che tutto sommato era cominciata "benino" con
    "l'insofferenza" della prima strofa per poi perdersi
    "supercazzolando" qui e là con termini dal significato
    estremo non collegabile al senso della poetica dal contenuto
    così descritto a riferimento versatile.

    ...“LoSpettro Trailers Film Fest” è lieta di presentare :

    "Puliviscolo”


    Lingua originale = spettrale impolverato (lessico
    sofferente)
    Paese di produzione = Italia
    Anno = 2019
    Durata = media (tempo di una spolverata alla stanza)
    Colore = grigio fumo (caos dinamico da ripulire)
    Audio = lamenti insofferenti
    Rapporto = 2,35 : 1
    Genere = bulimia del sogno (dieta o abbuffata?)
    Regia = LoSpettro
    Soggetto = polvere e sofferenza (zia Pina e piumino)
    Sceneggiatura = LoSpettro (corpi mutilati)
    Produttore = LoSpettro (soldi suoi spesi casualmente)
    Casa di produzione = LoSpettro Trailers Film Fest
    Distribuzione (Italia)= solo locali puliti (polvere bandita)
    Fotografia = di Felice Impolverato (scatti sporchi)
    Montaggio = di Donata Insofferenza (rastrema il pilastro)
    Musiche = di Lieta Sofferenza (musica masochista)
    Scenografia = LoSpettro (nel vuoto universale)
    Costumi = tute impolverate (spazzacamini in sciopero)

    Voti da (1 : 10)
    incipit = impicciato nel pulviscolo poetico (?)
    musicalità = "Polvere di stelle" Natalino Otto (6)
    fantasia = tra luce camerale ed improvvisa dinamica (?)
    verso = libero da ripulire (3)
    contenuto = sofferenza o insofferenza (?) (5)
    messaggio = mente impolverata (4)
    scrittura =
    narrativa =
    emozionalità = paura di mutilazioni (thriller) (3)
    interesse = personale (stile impolverato) (4)

    Un imponente personaggio di spessore del teatro e dello
    schermo nonché uomo nobile e di grande spirito umoristico
    oltre che principe conosciuto con il nome di Antonio De
    Curtis e ancor più famoso con il nome d'arte "Totò", egli
    sicuramente avrebbe così esclamato:

    "Alla faccia del bicarbonato di sodio!?!
    Quisquilie, bazzecole, pinzillacchere, sciocchezzuole!
    Ma mi faccia il piacere!"


    "Inviate un SMS al 55568 donando due euro al PICC (poeti
    incomprensibili cultura coatta) così potrete aiutare questi
    autori nel tornare a scrivere poesie donatrici di umane
    emozioni”

    ciao
    Lorens







    ---
    Lorens

    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: Titta on Wednesday, 17 April 2019 @ 13:32
    "Hai mai osservato il pulviscolo? Non ti capita che quella luce camerale riporti ogni improvvisa dinamica ad una conseguenza del sonno? Sai, non è casuale." Mi ha molto colpita questa strofa. A parer mio, contiene una verità scomoda ma attuale. Non sono versi semplici da commentare, almeno per me ma volevo superare l'alone di mistero e penso di esserci riuscita almeno in parte. --- Titta

    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: Empatia on Thursday, 18 April 2019 @ 09:07
    Sognare un amore non corrisposto? Perché no? Io sono una bulimica dei sogni anche se non mi portano da nessuna parte. Preferisco soffrire per un desiderio non soddisfatto piuttosto che non desiderare. Non so se ti ho capito bene, ma la tua mi ha fatto sognare. Perciò Empatia

    [ ]

    Pulviscolo
    Contributo di: frame on Thursday, 18 April 2019 @ 15:14
    Se uno legge questi versi come parte di un discorso compiuto finirà per pensare di essere alle prese con un mucchio di ciance prive di senso. Non si tratta di essere stupidi o primitivi, semplicemente quelle parole che possono sembrare assurde e fuori luogo hanno come fine quello di indurre il lettore a uno stato emotivo-partecipativo. Quanto all’opportunità di essere poco comprensibili io credo che l’autore l’abbia messa in conto, quindi inutile parlarne. Del resto, la poesia ha tutto il diritto di essere del tutto o quasi incomprensibile. Avrebbe anche il diritto di essere altro, ma lasciamo stare… Non voglio rovinare il clima Pasquale con polemiche inutili. Ti invito però a riflettere sul commento di Carmen che con molta semplicità e forse poco tatto ti invita ad essere meno celebrale.
    Personalmente, alla poesia “colta”, quella che quasi inevitabilmente utilizza un linguaggio troppo difficile, complesso, complicato, contorto, criptico eccetera eccetera… preferisco qualcosa di più semplice e di facile impatto, anche a costo di sembrare ottuso. Inoltre, amo le forme chiuse che sembrano gabbie inutili ma sono ancora utilissime per selezionare le parole e più che altro servono a dare un ritmo alla poesia e a conferire un minimo di musicalità al testo. Detto questo, soltanto la difficoltà di interpretazione mi impedisce di stellare la tua pur pregevole poesia. E d’altro canto - come qualcuno prima di me ha già fatto notare - ci sono elementi sufficienti per riflessioni non scontate, come la sottile differenza tra sofferenza e insofferenza e, più in generale, trovo genuino quel senso di angoscia e strazio per una presenza femminile impalpabile ma ovunque presente, anche in quel pulviscolo camerale che svela la sua presenza in controluce e si nasconde dietro un muro di parole.



    ---
    Frame

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