Ciclisti

Thursday, 11 April 2019 @ 10:45

Leggi il profilo di: federicosecondo

Mi trovo su una strada a me sconosciuta, impervia, faticosa e piena di curve. Con dirupi spruzzati di ginestra.
I miei simili, automobilisti, dall’altra parte della corsia, corrono veloci e li immagino sciolti e disinvolti, mentre, davanti a me, un gruppo di ciclisti un po’ sgranati che - mannaggia a loro - non tengono la destra manco per il caz.zo, rallentano la mia salita.
In un gioco bellissimo di luci e ombre, in questa verde naturale galleria - dove i rami si incontrano verso il cielo - li vedo a tratti.
Il mio compito, dice l’istruttore, è superarli in sicurezza.
Riesco con il primo gruppetto di cinque, dopodiché le curve si fanno sempre più brutte. Cieche!
Tocca al secondo gruppo che continua, alto sui pedali, a zigzagare. Bestemmie silenziose!
Come se non bastasse un’ape attratta o distratta dai miei colori, si poggia sulla mia spalla destra. Terrore!
Sento che si incastra tra i fiocchi della maglietta e il rasta dei miei capelli.
Terrore e bestemmie cieche, come le curve!
Un tipo, nell’altra corsia, prende la curva male e invade la mia mentre io tento il sorpasso del secondo drappello. Schiacciato tra tre ciclisti e la macchina, mi contraggo, stringo d’istinto le spalle e l’ape si infastidisce, forse avverte anche lei la tensione dell’esame; i ciclisti, concentrati nello sforzo, ancora ritti sui pedali non si spostano nemmeno di un millimetro.
Nella frazione di un secondo tutto finisce, supero i ciclisti, la macchina non mi viene addosso e l’ape se ne va a impollinare qualche fiore.
Finisco la mia guida, sudato come se avessi fatto la maratona di New York, incolume e …promosso.


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