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     Familiari della Trinità nell’iride di Chagall   
     Monday, 25 March 2019 @ 12:15
     Leggi il profilo di: percefal
     Visualizzazioni: 565

    Poesie




        Familiari della Trinità nell’iride di Chagall
        Tutta Colpa del fuso, 
        ore preda di scene comiche,  
        viva retorica antica se 
        adesso dico di essere qui…
        un fatto insolito, quasi magico
        in piena libertà il cielo sa, 
        scrosciante, cosa scende giù 
        con il sole in fronte finisce sempre in
        combinazioni di elementi. 
        Le  venti in punto,
        colpa della cicogna,
        meteo mamma romantica
        ride ora il pianto solidale
        scena  legale per la nostra favola 
        circonfusa 
        I geni a tavola tutti al loro posto 
        fra ingenuità e stupore
        a spasso o al cinema 
        tra una battuta e la mimica un trailer d’eccezione
        di chi non so se sogna ancora 
        l'arte scenica è visione migliore.
        
        La luna prossima fine dalle parodie il destino.


        Trame di stanza
        Sale, la distanza dal mare. Quando suona nella stanza il pianoforte, la passione esce allo scoperto, accorda sentimenti alla carriera fa più camera con vista su binari morti gli spartiti ospiti squisiti per cena a casa tua tracce di sé Amnesia di verbi passati, perfume l’aroma, bevuta Milano, vedi Napoli … Nel fondo del caffè la grande mela, poi stasera Broadway. Tutto può accadere Ora. Divide et impera!




     



    Familiari della Trinità nell’iride di Chagall | 17 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Familiari della Trinità nell’iride di Chagall
    Contributo di: tendre on Monday, 25 March 2019 @ 20:54
    Caro Percefal,
    sarà un mio limite, probabilmente, se la
    prima non l'ho compresa. Come non ho
    compreso se la seconda sia conseguenza
    diretta di ciò che la precede.
    In ogni caso posso sinceramente dirti che
    il secondo componimento mi colpisce e mi
    piace molto.

    Rispettosamente,

    ---
    tendre

    [ ]

    Familiari della Trinità nell’iride di Chagall
    Contributo di: Carmen on Monday, 25 March 2019 @ 21:33
    Ma scusa, basta giustapporre parole a
    casaccio, giocando magari alla libera
    associazione di idee, e siamo tutti poeti.
    Il primo componimento é una boiata
    galattica.
    Il secondo più "umano".

    ---
    Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    Familiari della Trinità nell’iride di Chagall
    Contributo di: Armida Bottini on Tuesday, 26 March 2019 @ 18:31
    Ciao. --- Midri

    [ ]

    Familiari della Trinità nell’iride di Chagall
    Contributo di: Lucilla on Tuesday, 26 March 2019 @ 18:42
    Leggo molta amarezza mista ad un certo sarcasmo. Difficile,
    per me, aggiungere altro se non che non mi è chiaro il
    riferimento all'iride di Chagall.

    ---
    Nel passaggio stretto della vita c’è una possibilità: la bellezza che va oltre il male, oltre la fine - ingiusta - della vita stessa.
    ( Wislawa Szymborska )

    [ ]

    Familiari della Trinità nell’iride di Chagall
    Contributo di: PattiS. on Tuesday, 26 March 2019 @ 22:59
    fraumünster windows widows. Il mondo è vedovo, la famiglia? Sempre il colpo d'occhio (di Percivhall) sull'attualità. E se questa passa, passa anche la poesia?

    [ ]

    Familiari della Trinità nell’iride di Chagall
    Contributo di: trimacassi on Wednesday, 27 March 2019 @ 11:39
    Ecco dove lo trova il CAPOLAVOLO la patti, è qui che trova
    dove mettere le stelle, anche se anche a me non dispiace la
    seconda parte. Lei sa dove sprizza la poesia , quella vera.
    Evviva la patti...

    ---
    trimacassi



    [ ]

    Familiari della Trinità nell’iride di Chagall
    Contributo di: Bosio on Wednesday, 27 March 2019 @ 14:31
    Non trovo verbo che mi entusiasmi comunque la seconda
    scrittura trasuda quotidianità reale non più accettata
    leggo tanta voglia di cambiamento in chi scrive.
    Non male secondo il mio parere.

    Alla prossima.

    Bosio


    ---
    Bosio

    [ ]

    Familiari della Trinità nell’iride di Chagall
    Contributo di: joshua on Wednesday, 27 March 2019 @ 20:04
    La prima offre l’impressione (ipostatica? Ipotetica? Prostetica?) di una scena dove Lari e Penati la fanno da padrone, quasi in opposizione a tutto quando vorrebbe strapparcene (strapparsene). È come se, a distanza, si sentisse il bisogno improvviso di essere a casa (nella Casa heideggeriana dell’Essere? Potrebbe essere una domanda altra, ma anche Oltre, come non ancora inoltrata), ben sapendo che Casa è solo una scena prefabbricata, troppo spesso meno naturale di quanto i più pensino. Credo che sia Chagall (che prima di lui l’ispiratore delle Trinità a tavola, ed in tavola, il gigantesco monacello Rublëv), vogliano proprio dire questo, mettendoci con l’Altro a banchetto, dall’uno immersi nel rosso della dissacrazione – a me ricorda tanto il color sterminio –, dall’altro nell’oro assolutista dell’Apparenza Perfetta, del sole in fronte che, allo stesso tempo, rivela e nasconde o acceca la Verità in offerta.

    La seconda è meno carica di rimandi, come se la distanza tra significante e significanza (o tra presenza ed assenza, che, in fondo, potrebbe denotare la stessa irriducibilità) fosse stata di già accettata, se non proprio abolita, e per un momento si credesse di sapere di cosa si parla (e perfino di cosa non si parla). E mi viene in mente, leggendo tra i versi finali, che troppo spesso noi separiamo, parlando o agendo, e finanche scrivendo, ciò che un dio o un caso potrebbero aver unito, anche se non lo avvertiamo.

    Sono due poesie che si richiamano e che finalmente riconciliano con la Poesia, in un momento che per il Club mi sembra abbastanza desolato.

    j

    [ ]

    Familiari della Trinità nell’iride di Chagall
    Contributo di: ablablabla on Thursday, 28 March 2019 @ 11:09
    Bellissima poesia CirConcisa. Annunciazione in piena
    regola dove la nonna e il nonno diventano finalmente
    genitori. Come per dire qui l’unico regista sono io
    la canto e la suono come voglio D-io. Tu Abramovic devi
    solo obbedire. D'altronde dovrebbe esserci familiare lo
    stile Divino. Certo rimane “ingenuità e stupore” di un
    perché che proprio ci sfugge.
    Ao!!!pero visto che “adesso dico di essere qui…
    ” meglio un bel
    “pianto solidale”
    consolatorio e liberatorio con infinita
    preghiera annessa e connessa.
    “Tutta Colpa del fuso”?
    “Colpa della cicogna”?
    Boh!
    Una cosa è certa quando
    “Sale, la distanza dal mare.
    Quando suona
    nella stanza il pianoforte,

    la passione esce
    allo scoperto,”
    e “Tutto può accadere
    Ora.”
    [Unisci e godi.]


    Grandissimo PPPoeta

    [ ]

    Familiari della Trinità nell’iride di Chagall
    Contributo di: frame on Thursday, 28 March 2019 @ 13:41
    Trame di stanza

    Sale, la distanza dal mare.
    Quando suona
    nella stanza il pianoforte,
    la passione esce
    allo scoperto,

    accorda sentimenti
    alla carriera
    fa più camera con vista
    su binari morti gli spartiti
    ospiti squisiti
    per cena a casa tu

    Questi sono i versi che più mi piacciono. Sul resto non mi
    pronuncio, tanto sai già come la penso. Ciao

    ---
    Frame

    [ ]

    Familiari della Trinità nell’iride di Chagall
    Contributo di: cordaccia on Friday, 29 March 2019 @ 13:24
    Famiglia prima e fa-mi-glia- dopo.
    Piacevole la sciarada DISTANZA TRA ME ;lo stile assertivo in questo caso non mi entusiasma.
    ciao:)

    [ ]

    Familiari della Trinità nell’iride di Chagall
    Contributo di: ~*Maurizio*~ on Saturday, 30 March 2019 @ 13:23
    Ci entro
    Ma poi ci esco
    E poi rientro, ma per riuscire ancora.
    Di nuovo riesco a entrarci e,
    nuova/mente, ci riesco e mi perdo.

    Ciò vuol dire che trattasi in.dubbia-
    mente(la mia), di due ottime proposte.

    ...e non scherzo.

    Saluti cari

    ---
    Qualsiasi cosa che sia un qualcosa di qualcos'altro
    in realtà è niente di niente.

    (Marge Simpson)

    [ ]

    Familiari della Trinità nell’iride di Chagall
    Contributo di: Riflessi on Saturday, 30 March 2019 @ 19:47
    Scusa non le capisco, neanche leggendo gli altri commenti. Ho solo la sensazione ci sia qualcosa di molto profondo e molto intenso ma non riesco a provare le sensazioni che vuoi trasmettere.

    [ ]

    Familiari della Trinità nell’iride di Chagall
    Contributo di: Pale shelter on Saturday, 06 April 2019 @ 18:16
    Esemplare la scrittura, in entrambe le parti. Più ardua l'interpretazione anche se le immagini si susseguono malinconiche e sarcastiche e l'eco amara di rovina giunge nitida all'orecchio di chi legge.
    La seconda mi colpisce, in particolar modo.

    Franco

    [ ]

    Familiari della Trinità nell’iride di Chagall
    Contributo di: Serenella on Saturday, 06 April 2019 @ 19:53
    Credo che tu ti capisca da solo.
    Ciao.
    Serenella

    [ ]

    Familiari della Trinità nell’iride di Chagall
    Contributo di: Lorens on Sunday, 07 April 2019 @ 18:23
    ..."Familiari della Trinità nell’iride di Chagall / Trame di
    stanza"... ecco due "contenuti" in tendenza tipo
    "supercazzol modernistico" laddove l'autore ama esprimersi
    con disinvoltura nel suo linguaggio personale prettamente
    individuabile in facondia loquace avveniristica traducibile
    solo dai "diversamente poeti" del nostro club ...

    Complimenti a "percefal"...appuntamento alla futura
    prolissità in versi coincidente sintetizzata come verbosa
    parlantina idiomatica dialettica no slang (mah ... che
    ca.zzo ho scritto anch'io? me so' fatto pià a mano ...)

    ... La “Percefal Metro Goldwyn Mayer” sarà lieta di
    presentare:

    "Familiari della Trinità nell’iride di Chagall /Trame di
    stanza"


    Lingua originale = percefal poetico (lessico argot)
    Paese di produzione = Italia
    Anno = 2019
    Durata = media (il tempo del lattuccio ai marroni)
    Colore = nero sfumato (fondi di caffè)
    Audio = azzurro cielo scrosciante
    Rapporto = 2,35 : 1
    Genere = argutezza di tendenza
    Regia = percefal
    Soggetto = pittura russa (stanze affrescate)
    Sceneggiatura = PattiS. (fraumünster windows windows)
    Produttore = joshua (soldi casa heideggeriana dell’Essere)
    Casa di produzione = Percefal Metro Goldwyn Mayer
    Distribuzione (Italia)= solo locali presso igiene mentale
    Fotografia = ablablabla (poesie circoncise no papilloma
    virus)
    Montaggio = di Donata Acasatua (forse me la dà)
    Musiche = di Lieta Amnesia (spartiti smarriti)
    Scenografia = percefal (luna e destino in parodia)
    Costumi = tipo mostra a Pietrasanta (Chagall campano)

    ciao
    Lorens


    ---
    Lorens

    [ ]

    Familiari della Trinità nell’iride di Chagall
    Contributo di: percefal on Friday, 12 April 2019 @ 18:50
    Dopo la locandina lorenziana non rimane che ringraziare, tutti, per la loro attenzione.
    Ci sono! Parte da lontano la genesi comune, connotazione che investe i sensi tutti, visus in primis, di questo dittico in versi anomali. Alla gravità dell’anteriore subentra la leggerezza del quotidiano, l’oggi …
    “È tutta colpa della luna” direbbe Shakespeare che aggiunge “ quando si avvicina troppo alla terra fa impazzire tutti”. L’ottusità è sana e si potrebbe collegare ad uno stato di letargia, a differenza dell’intelligenza che implica la volontà di migliorare continuamente se stessi.
    Non è facile circoscrivere un concetto che investe la sfera soggettiva di ognuno di noi. La stupidità, oltre ad essere soggettiva, è intuibile. La percepisci, ma non riesci a sintetizzarla in poche parole e le percezioni soggettive non possono considerarsi un valore assoluto.
    Discutere dell’ottusità può implicare il rischio di inoltrarsi in un sentiero oscuro che in pochi hanno percorso, anche perché, essendo una caratteristica insita nella natura umana il rischio non si può eludere.
    Qualcuno avrebbe chiuso un occhio volentieri se la sua professione avesse avuto sviluppi meno gravi. questi è il cecchino discorde. l'invito al lettore più che de-clamare era e resta quello di esprimere il proprio punto di vista al limite di una, non ancora attestata, focalizzazione monoculare. Così Joshua, attestato di stima, alzo zero, ha bene inteso. A tutti voi un grazie.



    ---
    «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

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