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     Sull’uscio evanescente della notte   
     Monday, 11 March 2019 @ 16:30
     Leggi il profilo di: nino vicidomini
     Visualizzazioni: 368

    Poesie





    Infilavamo grani di rosario
    con soffici spirali di speranze
    e a tocchi di pastelli
    stemperavamo grumi di silenzi
    caduti su di noi.

    Quando un transito quieto
    cominciava a menarsi a levante
    serravamo le nostre pupille
    per scrutare al di là delle cose
    e carezze di tiepido sole
    ci baciavano gli occhi
    in un magico gioco di luce.
    E vincevamo endemiche stanchezze.

    Sapeva l’aria d’orzo abbrustolito
    nell’agitato volo di farfalle
    delle “controre” estive
    e di umidore il tufo del cortile
    con viscide lumache.

    Dicevano la vita di ogni giorno,
    “ignuda e senza veli”,
    le ore consumate nei quartiere.

    La nostra smoderata ambizione
    messaggi di segnali digitava
    per altri mondi
    e innocenti graffiti lasciava
    sopra al muro del tempo.

    Eravamo possenti.
    Eravamo soltanto noi stessi.

    Con il fiato dei vecchi
    ritornano adesso a trovarci le sere.

    E scioglieranno nodi d’incertezza
    questi ultimi bagliori ai limitari.

    Più tardi abbuia ai piedi del Vesuvio.

    Più tardi cercheremo le risposte.
    quando improvvisi affanni appanneranno
    sull’uscio evanescente della notte
    residui specchi di perduto cielo.

    Ci troverà consunti di carezze
    lo scialle trasparente della luna.


     



    Sull’uscio evanescente della notte | 15 Commenti | Crea un nuovo Account

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    Sull’uscio evanescente della notte
    Contributo di: Carmen on Monday, 11 March 2019 @ 16:58
    Con il fiato dei vecchi ritornano adesso a trovarci le sere. E scioglieranno nodi d’incertezza questi ultimi bagliori ai limitari. Più tardi abbuia ai piedi del Vesuvio. Più tardi cercheremo le risposte. quando improvvisi affanni appanneranno sull’uscio evanescente della notte residui specchi di perduto cielo. Ci troverà consunti di carezze lo scialle trasparente della luna. Questa parte del tuo componimento la trovo STRA-STRA-STRA BELLA. TUTTA LA PRECEDENTE POSSIEDE IMMAGINI ACCATTIVANTI E PARTICOLARI (mi piace l' attenzione ai particolari, l' odore umido dei muri, delle viscide lumache ecc..ecc..). Sei del mio Sud e non posso non sentire quello che senti. Però devo dire che la parte che precede quella che ho definito strabrlla è non poco pesante: grani di rosario, grumi e altre forzature. In altri termini il componimento inizia pesantemente e migliora verso la strofe finale. --- Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

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    Sull’uscio evanescente della notte
    Contributo di: Armida Bottini on Monday, 11 March 2019 @ 17:11
    Sto con Carmen,ma a dire il vero, mi piace tutta. Mio Dio se mi piace! Ciao, ciao. --- Midri

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    Sull’uscio evanescente della notte
    Contributo di: frame on Monday, 11 March 2019 @ 17:32
    In bello stile, un po’ aulico e d’antan, ma molto musicale, ispirata, evocativa. Endecasillabi intercalati da settenari, attento alla forma. Molto piaciuta. Complimenti. --- Frame

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    Sull’uscio evanescente della notte
    Contributo di: zio-silen on Monday, 11 March 2019 @ 20:37
    Poesia non elitaria, quindi accessibile ai più.
    Aconcettuale nell'intreccio del linguaggio che si
    discosta da sperimentalismi e ricerca.
    I versi finali (citati da Carmen), grazie a una buona
    spinta estetica e sonora, s'involano verso
    traguardi lirici. Il resto procede con passo ridotto
    su tornanti di tutto riposo.



    Un saluto

    ---
    zio-silen

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    Sull’uscio evanescente della notte
    Contributo di: Anais on Monday, 11 March 2019 @ 20:51
    Non me ne voglia, ma la trovo noiosa.
    Non basta saper scrivere, scusate...
    Serve qualcos'altro, non provo curiosità, è questo che secondo
    me fa la differenza: mi chiedo: stuzzicano la mia
    immaginazione, o la mia creatività, o la mia voglia di poesia
    queste belle, armoniose e gentili parole?
    Purtroppo no. Peccato.

    Perché mi viene da pensare a Trimacassi?
    Cosa gli è successo? A.Sal.One ne sa qualcosa?

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    Sull’uscio evanescente della notte
    Contributo di: LoSpettro on Tuesday, 12 March 2019 @ 00:53
    Concordo con zio con la sua espressione "aconcettuale". Manca di intuizione, istintività. Troppo costruita su un'idea di perfezione espositiva. Ma il fatto che quel che vuol proporre abbia un no so che dell'afrore della vita, la rende a mio parere affascinante.

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    Sull’uscio evanescente della notte
    Contributo di: Lorens on Tuesday, 12 March 2019 @ 16:00
    ..."Sull'uscio evanescente della notte"... si ritrovano
    descrizioni e pensieri di forte liricità mai compromessa dai
    toni di emozionale sonorità che carezzano i versi con
    maestria.

    Da brivido per me il verso:
    "Con il fiato dei vecchi ritornano adesso a trovarci le
    sere."

    Bene così, alla prossima.

    ciao
    Lorens


    ---
    Lorens

    [ ]

    Sull’uscio evanescente della notte
    Contributo di: tendre on Tuesday, 12 March 2019 @ 20:57
    Ciao nino,
    bentornato. È sempre un piacere leggerti.
    Questa lirica è di grande intensità, ogni
    verso possiede una gran classe!
    Stelle per te,

    ---
    tendre

    [ ]

    Sull’uscio evanescente della notte
    Contributo di: A.Sal.One on Wednesday, 13 March 2019 @ 11:42

    Sull’uscio evanescente della notte

    c'e` troppo fumo e

    poco arrosto.

    ---
    In poesia non si esagera.

    [ ]

    Sull’uscio evanescente della notte
    Contributo di: Riflessi on Wednesday, 13 March 2019 @ 22:51
    "rimpianto nostalgico della giovinezza". Non è dato aver coscienza della bellezza dell'esistenza quando in tenera età i sensi la percepiscono in tutta la sua pienezza.

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    Sull’uscio evanescente della notte
    Contributo di: Alessio Peracchi on Thursday, 14 March 2019 @ 03:21
    L'atmosfera è convincente, e in generale non esiterei ad assegnarti una stella.

    Però devo anche segnalare certe cose che non mi convincono, in particolare la posizione innaturale di tanti aggettivi (come nelle espressioni "tiepido sole", "viscide lumache", " perduto cielo") e verbi (tipo "messaggi di segnali digitava") che a me danno l'idea di un (verso) italiano arcaico e fuori moda. Il culmine si raggiunge con "La nostra smoderata ambizione" dove il prezzo per raggiungere la misura dell'endecasillabo consiste nell'usare l'aggettivo "smoderata" al posto del ben più comune "smodata", e nell'introdurre uno iato violento tra aggettivo e sostantivo - uno iato che solo un'orecchio allenato al dialetto campano può trovare accettabile.
    Insomma, mi pare che spesso l'apprezzabile ricerca della musicalità dei tuoi versi traligni verso forme macchinose. Il troppo stroppia. Ad esempio, nonostante io sia un fan delle allitterazioni, quella nel tuo titolo (uscio evasnescente) ricorda troppo un biascicare di vecchi.

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    Sull’uscio evanescente della notte
    Contributo di: trimacassi on Thursday, 14 March 2019 @ 17:06
    Una gran bella poesia,Nino, che mi sembra di aver letto in
    anni precedenti, o mi sbaglio ? Un saluto

    ---
    trimacassi



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    Sull’uscio evanescente della notte
    Contributo di: PattiS. on Friday, 15 March 2019 @ 21:28
    a parte il delirio e l'esaltazione generale, non è nemmeno scritta in metrica. brutta proprio...

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    Sull’uscio evanescente della notte
    Contributo di: cordaccia on Saturday, 16 March 2019 @ 20:23
    Eravamo possenti?No,dai. Queste poesiole aggettivate basate sulla nostalgia lasciano il tempo che trovano.

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    Sull’uscio evanescente della notte
    Contributo di: nino vicidomini on Friday, 22 March 2019 @ 20:23


    Un grazie a tutti

    ---
    nino vicidomini

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