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     Lettera aperta   
     Friday, 08 March 2019 @ 16:00
     Leggi il profilo di: Odranoel&Franka
     Visualizzazioni: 191

    Racconti

    Cosa stiamo attaccando. Chi è il nostro immaginario avversario? È il nostro delirio autonomo, il sogno di essere autosufficienti di potere fare le cose bene senza uscire dall’isolamento. Fare le cose per le cose e non farle per le relazioni. Se non portiamo dal mettere in discussione il nostro delirio autonomo, la nostra tendenza a fare le cose iniziando e finendo con noi stessi ma potremmo parlare di amore? Potremmo per caso parlare di carità. Di qualche cosa che parte da me e va all’altro? Io potrei fare le cose belle solo per estetica solamente perché sono belle. La realtà è che l’amore ha un fine, non può essere l’estetica e dev’essere l’altro. È interessante però focalizzare anche una cosa questo fatto di passare dall’isolamento alla comunione cioè l’amore è una questione di felice abbondanza o di necessità? Questa non è una legge morale o spirituale che ci impone di farci questo problema né un moralismo di qualche genere. È necessario per vivere cioè senza amore non si vive proprio, senza amore non si può crescere, cioè senza amore tutto i doni spirituali che possiamo avere se non vengono versati dentro i contenitori o meglio contenuti veramente guidati dall’amore muoiono. Non possono resistere. Se io ho dei doni meravigliosi di predicazione ma l’amore si spegne nel mio cuore io perderò la predicazione sicuramente. Se io ho dei doni di servizio ma questo diventa efficientismo io non sarò manco più efficiente, non sarò nemmeno in grado di andare avanti. Allora qui c’è un problema di necessità, non possiamo fare almeno dell’amore. Noi abbiamo necessità di stare nell’amore perché quello di cui viviamo come cristiani certamente ma anche come uomini, come donne, come persone umane non si vive senza una prospettiva d’amore. Tutto diventa orribile. Non possiamo vivere senza relazioni altrimenti entriamo nell’autodistruzione cioè non è auto conservazione. Questo è l’incanno dell’individualismo che sfocia nel nulla. Ecco. Allora noi siamo a fronte di una realtà. L’inno alla carità (Corinzi 13) di San Paolo parte da questa sostanza la necessità perché se noi parliamo le lingue degli uomini e degli angeli ma non abbiamo la carità siamo come bronzo che rimbomba o cimbalo che strepita cioè non siamo vivi, siamo inerti che vuole dire estraneo a qualsiasi partecipazione attiva o impegnativa, cioè avere una lingua inerte sapere parlare come un angelo ma questo non ha vita dentro. Terrificante, agghiacciante. E se avessi anche il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e anche possedessi tutta la fede dà trasportare le montagne ma non avessi la carità non sarei nulla. Dio non lo possiamo usare e metterlo dentro le nostre opere, o è da Dio che nascono le nostre opere o le nostre opere resteranno solamente movimento molecolare di questo mondo ma non apparizioni dell’amore di Dio. L’amore non si inventa, non si scimiotta, non si surroga. L’amore anche se ucciso esiste non può tacere, essere morto non fa parte della sua natura. L’amore è ciò che da l’essere. Amore è Dio. Avere, possedere ma non essere è non esistere.

    Secondo il filosofo George Santayana:

    «Il fanatismo consiste nel raddoppiare i tuoi sforzi quando hai dimenticato lo scopo ultimo del tuo impegno»


    FraLeonico

     



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    Lettera aperta
    Contributo di: Armida Bottini on Saturday, 09 March 2019 @ 06:28
    L'amore è ciò che dà "l'essere", è ciò che dà un senso alla
    nostra
    esistenza. L'amore è l'altro nome di carità. DIFFICILE è
    DISSERTARE
    CON TE DI PRIMA MATTINA. CIAO.


























    ---
    Midri

    [ ]

    Lettera aperta
    Contributo di: Peanpavito on Saturday, 09 March 2019 @ 07:51
    Forse ho sbagliato sito.
    Scusate, siamo nel CdP o nel sito di C&L ?
    Anaissicamente neh!!

    ---
    ~*PeanMauri*~

    [ ]

    Lettera aperta
    Contributo di: zio-silen on Saturday, 09 March 2019 @ 09:26
    Caro Fra Leonico, da citazione a citazione:

    Fanatico è colui che non può cambiare idea e non vuole cambiare argomento.
    (Winston Churchill)


    Un saluto

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Lettera aperta
    Contributo di: Lorens on Thursday, 14 March 2019 @ 19:19
    Dopo questo sermone sull'amore quale intenso monologo
    filosofico sul significato profondo dello stesso così
    proiettato nell'umana realtà spesso in credito di carità
    importante per chiunque ne abbia necessità, l'unica cosa che
    mi viene spontanea di dire é: "scambiatevi un segno di pace,
    la messa è finita, andate in pace".

    Concludo, osservando un contenuto scritto con qualche
    refuso, per una grammatica ed analisi logica spesso
    imbarazzante, oltre alla punteggiatura inadeguata.

    E' solo il mio modesto parere, condivisibile o meno, a
    rileggerti con vivo interesse.

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    Lettera aperta
    Contributo di: Carmen on Thursday, 21 March 2019 @ 16:46
    Dunque, questa apologia dell'amore è da me
    accolta con entusiasmo (quel po'che mi
    rimane), a cuore aperto.

    Quando si menziona S.Paolo (l'ex pagano
    Saulo di Tarso), non posso fare a meno di
    incazzarmi, perché ho letto parecchi
    scritti suoi in cui viene fuori una
    mostruosa misoginia.
    Lasciamo stare va.

    Allo stesso modo mi incaxxo quando,
    proprio in nome dell'amore di cui ci
    riempiamo la bocca, sbattiamo il mostro
    assassino in prima pagina senza
    minimamente considerare le attenuanti,cioè
    la tragedia umana e disperata che sta
    dietro a ogni uomo "perduto".

    Infine, ho da rimproverarti l'ignoranza
    sintattica e grammaticale per la quale il
    testo che ho letto si traduce in una
    fiumana di parole accostate spesso in modo
    obbrobrioso (per la nostra lingua), come
    fossero vomitate in un flusso logorroico.

    Quando si scrive bisogna rileggere il
    testo, ma comprendo che se non si hanno
    gli strumenti adatti, non c'è nulla da
    fare.

    Arrivederci.

    ---
    Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

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