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     Solidarietà   
     Tuesday, 05 March 2019 @ 18:00
     Leggi il profilo di: Lucilla
     Visualizzazioni: 373

    Racconti

    Silvia, varcando l'ingresso dell'edificio a pian terreno adiacente all'Ospedale, ha il cuore in gola e la testa confusa. Tre giorni d'ansia e una notte insonne, dal venerdì precedente, dall'inatteso arrivo di una telefonata. Una voce femminile a parlarle: "Pronto? Centro di Prevenzione Oncologica. Signora la chiamo per invitarla a ripetere la mammografia, le abbiamo fissato l'appuntamento per lunedì prossimo". Silvia sobbalza, e domanda: "cosa mi succede? Ho noduli o che altro?" La risposta flemmatica:" signora non c'è nessuna diagnosi scritta, lei dovrà ripresentarsi al Centro per la mammografia al seno destro, le verrà praticata anche un'ecografia e una visita." Impossibile sapere altro.
    Il salone d'ingresso è semideserto, ma i due corridoi laterali, dove sono situati gli ambulatori, sono fitti di persone. Silvia siede dove le è stato indicato e inizia l'attesa del primo accertamento. Davanti a lei, una signora di una certa età e una quarantenne dal viso bellissimo che rompe il silenzio raccontando che sua madre ha, da poco, subito l'asportazione radicale dei seni ed ora anche lei....e cala di nuovo il silenzio. Eseguita la mammografia ci si deve spostare nell'altro corridoio dove sono tante le donne ad attendere. C'è tensione nell'aria. Silvia posa il piumino su una sedia e inizia a camminare su e giù per il corridoio attratta da fantasiosi collage appesi alle pareti. La signora di una certa età e la donna dal viso bellissimo sono di nuovo sedute di fronte a lei; lo sguardo scruta il corridoio: solo donne, nessun marito o compagno accanto, non hanno voluto disturbarli perché erano state informate sulla lunghezza dell'attesa. Un'infermiera annuncia qualcosa e, a quel punto, spunta la figura di un ragazzo che se ne esce con una battuta: " io sono già stato visitato ".
    Ridono un po' tutte nervosamente. Il tempo scorre lento e iniziano conversazioni e scambi d'informazioni, piano piano si crea una sorta di alleanza, una sensazione di comune appartenenza a un viaggio verso l'ignoto. Silvia esce, deve fumare una sigaretta e, al diavolo tutto! Fuori, accanto al posacenere, una donna bionda e la ragazza dal viso bellissimo. Nuovi incroci di sguardi e ulteriori discorsi e domande sul come e sul quando, poi Silvia, arrivata per ultima, rimasta sola con la sua sigaretta, vede arrivare un'altra signora che, nel salire le scale, la fissa e le sorride come se la conoscesse, ma non è così, è solo in cerca di conforto e le parla con fare scherzoso. Silvia si avvicina ed è incredibile come due donne che, nemmeno si conoscono, in certi frangenti, possano raccontarsi mezza vita in pochi minuti!
    Parlando scoprono di condividere la stessa patologia cronica ed empatia e simpatia scattano automaticamente. Silvia rientra assieme alla sconosciuta che, inaspettatamente, l'abbraccia e le dà un bacetto su una guancia, come se fosse un'amica di vecchia data.
    Ritornata nel corridoio d'attesa, segue, assieme alle altre, la sorte di chi esce dagli ambulatori; un coro di: " allora com'è andata? " C'è chi ride, c'è chi la prende con filosofia, c'è chi tace.
    Tre ore dopo anche Silvia viene chiamata. Ambulatorio buio, lo strumento per l'ecografia, due dottoresse giovani (anche il personale medico e infermieristico è tutto al femminile). Silenzio e occhi che scrutano lo schermo, infine la diagnosi. "Signora lei non ha niente, per sicurezza, la richiameremo fra sei mesi." Sospira di sollievo, si riveste e ritorna nel corridoio accolta con sorrisi da chi era ancora in attesa, si avvia verso l'uscita ma, accanto alla porta, incontra la donna bionda con la quale si era ritrovata a fumare; ha il viso stravolto. Si blocca davanti a lei che le annuncia: "tre carcinomi." Silvia non sa che dire, balbetta parole d'incoraggiamento e, istintivamente, l'abbraccia. La sfortunata ricambia con forza. Due sconosciute si scambiano un abbraccio nato dalla circostanza, ma sincero, non di circostanza.

     



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    Contributo di: frank69 on Tuesday, 05 March 2019 @ 18:48


    E la vita continua, sembra dire il tuo racconto.
    Purtroppo andando oltre spesso s’interrompe e si tramuta in lacrime.
    Grazie per aver ben presentato un argomento severo ma che invita alla solidarietà e alla speranza.

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    Contributo di: Titta on Wednesday, 06 March 2019 @ 10:22
    Ciao Lu, io stessa sono uscita col cuore in gola da quell'ambulatorio e sono stata fortunata perchè sono ancora qui. Nel tuo breve racconto ho ritrovato i visi di chi attendeva con me: a volte fa bene ripercorrere quegli attimi interminabili, si apprezza maggiormente ciò che si ha. Una scrittura la tua essenziale che non risparmia immagini di quell'atmosfera singolare che nasce nelle sale di aspetto di un ospedale e vien proprio da dire: donne. --- Titta

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    Contributo di: percefal on Wednesday, 06 March 2019 @ 10:56
    Uniti nell'attesa .... Racconti ed emozioni di chi non conosce il tuo nome, ma ti capisce in un istante. Di chi, come Silvia, ha bisogno di raccontare. In attesa che finisca tutto in un attimo. Il nome di chi ce l'ha fatta, il calore in un abbraccio per chi è meno fortunato. Parole semplici finalizzate in un gesto... Catartico. --- «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

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    Contributo di: Armida Bottini on Wednesday, 06 March 2019 @ 14:27
    E mi ritorna in mente la mia croce, la salita al Calvario, la crocefissione evitata all'ultimo istante, per grazia ricevuta. Carissima ragazza, mi colpisce l'assenza degli uomini, come sempre noi donne li proteggiamo, ma è giusto? Mi piace il modo con cui descrivi il senso di alleanza e di condivisione che s'instaura tra donne sconosciute. Grazie Lucilla, per questa testimonianza, ti abbraccio. Ciao, ciao. Coraggio Silvia! --- Midri

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    Contributo di: tendre on Wednesday, 06 March 2019 @ 19:16
    Tristemente reale.
    Chissà quante donne si ritroveranno nel tuo testo!

    Ci sono anch'IO!!!

    ---
    tendre

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    Contributo di: Odranoel&Franka on Saturday, 09 March 2019 @ 18:36
    Quando Dio creò la donna lavorò fino a tardi.
    Un Angelo chiese a Dio:
    -Perché ci stai mettendo così tanto tempo per crearla?
    Dio rispose:
    -Hai visto tutti i requisiti che devo rispettare? Deve essere lavabile, ma non
    fatta di plastica...deve avere più di 200 componenti mobili, ma tutti devono
    essere sostituibili. Deve saper fare ogni tipo di cibo...deve sapere come
    abbracciare contemporaneamente un paio di bambini. I suoi abbracci
    devono curare tutte le malattie, da un ginocchio sbucciato, ad un cuore
    spezzato...e deve fare tutto con un paio di mani. Si cura da sola quando si
    ammala. Può restare sveglia per 18 ore al giorno.
    L’ Angelo gli dice ancora:
    -Sembra che ha una perdita!
    Dio rispose:
    -No...Quella è una lagrima. Usa le lagrime per esprimere il suo dolore,
    dubbio, amore, solitudine, sofferenza e gioia.
    L’Angelo: L’hai fatta così tenera!
    Dio: Si, è tenera. Ma l’ho fatta anche forte. Non puoi neanche immaginare
    cosa riesca a sopportare e superare. Può affrontare ogni dolore e
    sopportare ogni problema della vita. Porta felicità, amore e compassione.
    Sorride quando vorrebbe urlare, canta quando vorrebbe piangere. Piange
    quando è felice e ride quando ha paura. Lotta per ciò in cui crede. Si ribella
    alle ingiustizie. Si sacrifica per la sua famiglia. Il suo amore è assoluto.
    Piange di gioia per i suoi figli. Il suo cuore si spezza di dolore quando i suoi
    cari muoiono. Ma trova la forza per andare avanti. Sa che un bacio o un
    abbraccio possono curare un cuore spezzato. Una donna ha solo un
    DIFETTO: si dimentica delle sue VIRTÙ

    FraLeonico

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    Solidarietà
    Contributo di: zio-silen on Thursday, 14 March 2019 @ 15:42
    Una stella non di circostanza può sostituire un commento circonstanziato. --- zio-silen

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    Solidarietà
    Contributo di: Lorens on Sunday, 17 March 2019 @ 17:13
    ... "Solidarietà" tra donne che si ritrovano in circostanze
    particolari laddove la vita può trovare incertezze per gli
    anni a venire, così, ecco che il conforto reciproco ed
    improvvisato è forse l'unica medicina possibile a lenire
    l'angoscia dell'attesa per la propria sorte ...

    Un brano ben scritto e scorrevole, bene così, alla prossima.

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

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    Solidarietà
    Contributo di: javizan on Tuesday, 09 April 2019 @ 20:47
    Hai raccontato un frammento di vita, un pezzo di giornata che può trasformarsi in "sospiro di sollievo" o in "viso stravolto".
    In entrambi i casi la vita va, in entrambi i casi si combatte, sempre.
    Potresti approfondire questa amicizia per caso, potrebbe nascerne un buon racconto.
    A rileggerti

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    Solidarietà
    Contributo di: Lucilla on Wednesday, 10 April 2019 @ 23:26
    Un ringraziamento a tutti voi che avete avuto la gentilezza di lasciare un commento --- Nel passaggio stretto della vita c’è una possibilità: la bellezza che va oltre il male, oltre la fine - ingiusta - della vita stessa. ( Wislawa Szymborska )

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    Solidarietà
    Contributo di: gianna.curto on Wednesday, 24 April 2019 @ 07:31
    Nella sofferenza la solidarietà si trova molto spesso , ma chi possiede empatia soffre con chi soffre e gioisce con chi vive momenti di felicità. Hai descritto molto bene situazioni che ,purtroppo, conosco e sei stata brava ---** --- Gianna

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    Solidarietà
    Contributo di: indio on Wednesday, 29 May 2019 @ 11:59
    Due
    sconosciuti
    si scambiano un abbraccio nato dalla circostanza, ma sincero, non di circostanza.






    ---
    mitakuye oyasin

    indio

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    Solidarietà
    Contributo di: nino vicidomini on Wednesday, 29 May 2019 @ 16:50



    Ciao Lucilla.


    ---
    nino vicidomini

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