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     La risposta.   
     Thursday, 21 February 2019 @ 10:45
     Leggi il profilo di: Armida Bottini
     Visualizzazioni: 537

    Poesie

    Con un piccolo squillo di riso
    - No - risposi all'amore
    quando venne a bussare
    alla mia porta.
    Se ne andava dolente
    ma ogni stagione tornava
    e sempre il diniego suonò
    con piccolo squillo di riso.
    Vennero giorni senza fine
    di crudo dolore di lacrime amare.
    E non udii che ancora
    timidamente veniva a bussare.
    Non tornò più.
    Ad ogni stagione l'attendo
    ad ogni istante un sussulto un grido.
    Amore, se ancora sei lì
    e non hai cuore di chiamarmi
    ti prego non farti sentire.
    Allontanati piano
    prima che erompa
    non da me, non da me
    - da dove?... da chi?... -
    appena più alto più lungo
    un piccolo squillo di riso.


     



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    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    La risposta.
    Contributo di: Titta on Thursday, 21 February 2019 @ 11:13
    Una poesia dettata dal cuore e dalla limpidezza. Cara Midri, un bel ritorno a parole gentili ma essenziali. E poi quella nota pacata di nostalgia che conosco anche io. --- Titta

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: Empatia on Thursday, 21 February 2019 @ 13:23
    Armida sei dolcissima. Però non si può continuare a
    giocare con l'amore, e se poi si stufa e non torna
    più davvero? Farsi desiderare va bene (è una virtù
    delle donne) ma secondo me prima o poi è meglio
    lasciarsi andare, fosse anche solo per provare.
    Molto bella. Stelle e un saluto,
    Empatia

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: gricio on Thursday, 21 February 2019 @ 14:26
    Carina. Ma mi chiedo, invece degli squilli di riso, non era meglio dirgli direttamente che non era nelle tue grazie? perchè illudere un poverino in tal modo. Io dopo i primi due o tre squilli di riso te c'avrei mannato.....ma no a squilli... :) :)
    Cordialità


    ---
    "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa)
    http://gricio-gricio.blogspot.com/

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: Carmen on Thursday, 21 February 2019 @ 16:39
    Il solito errore che centinaia di
    migliaia di bigotte hanno commesso da
    giovani per pentirsene amaramente poi.

    Tacciono gli squilli di riso
    Tacciono gli usignoli
    E tacciono pure le "trombe".

    ---
    Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: PattiS. on Thursday, 21 February 2019 @ 17:09
    Eppure ne ho sentite tante di storie come queste, di donne sui 70-80? Anche più
    giovani...pure e caste e sottomesse ai genitori ( quello era troppo povero,
    quell'altro troppo ricco, la famiglia poco per bene), come se il '68 non avesse
    nemmeno sfiorato certe regioni e nazioni. La poesia è in stile decadente
    crepuscolare, un arretratismo che non auguro alla poesia (stimando sempre
    naturalmente la signora Bottini)

    ---
    ...playing a game of worlds...V. Nabokov

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: dario moletti on Thursday, 21 February 2019 @ 17:28
    BELLA

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: Lucilla on Thursday, 21 February 2019 @ 17:37
    Mi hai fatto pensare a una canzone del tuo amato concittadino,
    Fabrizio De André, ma spero che non sia autobiografica...
    https://www.youtube.com/watch?v=5vUx9xudqp0

    ---
    Nel passaggio stretto della vita c’è una possibilità: la bellezza che va oltre il male, oltre la fine - ingiusta - della vita stessa.
    ( Wislawa Szymborska )

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: Lorens on Thursday, 21 February 2019 @ 18:02
    ..."La risposta" seppur sempre negativa può ritornare nella
    mente col tempo ed insinuarsi come un rimpianto di diniego
    che avrebbe potuto avere un diverso responso positivo
    cambiando radicalmente il corso degli eventi futuri ...
    chissà, mai dire mai al corso del destino, ma le scelte
    fatte a volte risultano essere determinanti ...

    Una poesia dal "piccolo squillo di riso" che non tornerà
    più, come un pensiero malinconico misto a nostalgia e
    rammarico che rimarrà per sempre sospeso senza un oggettivo
    riscontro.

    Ottima proposta in stile "Armida" con quei versi d'istinto
    ma che parlano sempre col cuore.

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: zio-silen on Thursday, 21 February 2019 @ 18:32
    Il cerchio strutturale si chiude ad arginare l'esondazione del rimpianto.


    Stelle e un saluto

    ---
    zio-silen

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: frank69 on Thursday, 21 February 2019 @ 19:00


    Uno squillo di riso che dà nostalgiche speranze nel tempo
    malgrado tutto, e rivela la tua grande sensibilità

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: Anais on Thursday, 21 February 2019 @ 22:53
    La risposta è no!
    La Patti ha centrato:
    tu avresti voluto...ma...
    Una schietta poesia
    all'Armida.
    Ciao.

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: Riflessi on Friday, 22 February 2019 @ 17:13
    Anch'io ho avuto la sensazione volessi descrivere il rimpianto di aver rifiutato a piu' riprese l'amore della vita a causa di una influenza esterna

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: tendre on Saturday, 23 February 2019 @ 12:37
    Ciao Armida,
    ammiro la freschezza e l'ingenuità che
    traspare nel tuo modo di essere e anche
    nei tuoi testi poetici.
    Questa tua semplicità ti rende "speciale"
    e ti consente di trovare qualcosa di bello
    in ogni pubblicazione di questo club. Hai
    sempre un pensiero gentile per tutti e per
    questo ti ringraziamo.Trovo splendido il
    verso:uno squillo di riso

    ---
    tendre

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: A.Sal.One on Sunday, 24 February 2019 @ 13:32

    La chiave di lettura

    della poesia si deve
    ricercare negli ultimi
    sei versi.

    Cola` si nasconde

    La risposta.

    ---
    In poesia non si esagera.

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: gianna.curto on Sunday, 24 February 2019 @ 20:21
    Qualche volta i rimpianti fanno più male dei rimorsi . ---- --- Gianna

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: joshua on Sunday, 24 February 2019 @ 22:05
     
    Può una pecorella corrIggere
     il Pastore o un discente correggere
     la Docente (che non scrive, oltretutto,
     mai tanto indecente da dover essere
     corretta)? No, non licet. La prima
     quartina devo dire che ricorda troppo
     certe strofe di FINCHÈ LA BARCA VA,
     perché l’allievo non si ponga il 
    problema di come il nobile  παρακλαυσίθυρον
     di tanta elegia greca e latina, sia
     finito nelle more di un motivetto
     da Italietta di Arrigoni, Panzeri, Pilat.
     
    Discola la domanda svetta: 
    la Magistra sta a Catullo, Properzio
     e Ovidio come l’Orietta
    a una porta già aperta (anzi,
     sfrondata in precedenza) o
     è l’allievo impertinente
     a suonare il campanello
    e nascondersi dietro la siepe?
    
    Insomma, io una  
    per il topos letterario evocato
     ce la metterei, ma Callimaco,
     Ovidio, Catullo, Properzio e financo
     il Bob Dylan di ‘Temporary
     Like Achilles’, l’accenderebbero
     con la stessa luminanza (voglio
     dire senza un qualche mal di panza)?
    
    Con inaffettato affetto
    nicky
    
    
    listen to this: 
    https://www.youtube.com/watch?v=KCpLEP7PdNw
    
    Standing on your window, honey
    Yes, I’ve been here before
    Feeling so harmless, I’m looking at your second door
    How come you don’t send me no regards?
    You know I want your lovin’
    Honey, why are you so hard?
    
    Kneeling ’neath your ceiling
    Yes, I guess I’ll be here for a while
    I’m tryin’ to read your portrait
    But i’m helpless, like a rich man’s child
    How come you send someone out to have me barred?
    You know I want your lovin’
    Honey, why are you so hard?
    
    Like a poor fool in his prime
    Yes, I know you can hear me walk
    But is your heart made out of stone, or is it lime
    Or is it just solid rock?
    
    Well, I lean into your hallway
    Lean against your velvet door
    I watch upon your scorpion
    Who crawls across your circus floor
    Just what do you think you have to guard?
    You know I want your lovin’
    Honey, but you’re so hard
    
    Achilles is in your alleyway
    He don’t want me here, he does brag
    He’s pointing to the sky
    And he’s hungry, like a man in drag
    How come you get someone like him to be your guard?
    You know I want your lovin’
    Honey, but you’re so hard
     
    (questo non significa che al Nobel
    donato non si debba guardare in bocca, ovviamente)

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: cordaccia on Monday, 25 February 2019 @ 21:52
    Quando serve,l'ombrello rimane in macchina o
    sul pianerottolo.
    Ciao Armida :)

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: frame on Wednesday, 27 February 2019 @ 15:29
    Sei rimasta attaccata al "melodico moderno", fedele allo
    stile che ti è più congeniale, non ti sei fatta influenzare
    dal criptico, dal surreale, dal nonsense, dallo stile senza
    stile, dal rutto libero che avanza e se hai fatto bene o hai
    fatto male lo diranno i posteri. Io sono la
    persona meno indicata per darti un consiglio. A me non
    spiace, non te lo nascondo. Un saluto
    cordiale e ti auguro ogni bene.

    ---
    Frame

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: giovanni67 on Sunday, 03 March 2019 @ 09:59
    Una poesia che si fa leggere piacevolmente
    Versi gentili
    Alla prossima

    ---

    GIOVANNI67

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: LoSpettro on Monday, 04 March 2019 @ 18:35
    Un'onesta e sana consapevole poesia. Nulla di artificioso, nè allucinatorio, ma qualcosa di conclamato. Non ci sono forme strambe, le figure retoriche sono minime, il tema è pienamente celato. Non ci vedo nulla del decadentismo, nè del crepuscolarismo. Si racconta del personale e lo si fa nella maniera più determinata possibile. Probabilmente dietro c'è una gran voglia di raccontarsi. Il finale è da decifrare ma viene steso nel modo più efficiente possibile, è appunto un finale. Oggi molte teenagers scarabocchiano credendo di concepire poesia. In verità riversano a cascata i loro sentimenti. Questa onesta e sana consapevole poesia può essere per loro un esempio di come non scarabocchiare.

    [ ]

    La risposta.
    Contributo di: ~*Maurizio*~ on Thursday, 14 March 2019 @ 10:06
    La paura dell'amore
    col suo carico di:
    gioie e dolori,
    felicità e disperazione.
    Lo voglio o non lo voglio?
    Mah, si uccide, per amore; si
    impazzisce, per amore; si piange, per
    amore e, nel migliore dei casi, si
    diventa dipendenti.
    Io non lo so se lo voglio...

    Bella poesia
    Stelle a iosa e abbracci.

    ---
    Qualsiasi cosa che sia un qualcosa di qualcos'altro
    in realtà è niente di niente.

    (Marge Simpson)

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