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     Una storia come tante o come poche   
     Monday, 18 February 2019 @ 13:30
     Leggi il profilo di: tendre
     Visualizzazioni: 284

    Racconti

    Una storia come tante o come poche


    Eri arrivata prima che scoppiasse l’azzurro, prima che l’oscurità si ritirasse per far posto alla pienezza del giorno.
    In quell’incavo di tempo sospeso ed indefinito – nell’istante perfetto – eri scivolata tra gambe madide di ansia, di sudore, di perduta innocenza.
    Senza pianto.
    Un ragnetto di carne sporco eppure affacciato al mondo, lasciando ammutolita tua madre che si preparata a spingerti con dolore.
    Un atto urgente il tuo – disse l’ostetrica. Dopo – Una che non sapeva aspettare.
    No, non è una fiaba, né un gioco.
    E’ una nascita simile a mille altre.
    L’espulsione da un grembo protetto ad un luogo, forse, meno sicuro.
    E Giacomo lo sapeva quando disperava in biblioteca di riuscire a trasferire sull’inchiostro il terrore e lo stupore di una nascita.
    Adesso ti stringi addosso la vestaglia. Fa male anche toccare il tessuto. Le dita non hanno più la presa facile di un tempo. Sembrano non ubbidire ai comandi.
    Li guardi alla luce fredda attraverso la vetrata. L’anulare di un colore smorto si è come rimpicciolito e fatica a trattenere la vera. La spingi in su mentre la luna si affaccia.
    Non ti riconosci. Il vetro rimanda un’immagine che non ti appartiene.
    Da quando ti sei curvata? Cerchi di raddrizzare la schiena e una fitta ti trapana le costole.
    Spesso galleggi in un sogno finché cerchi a ritroso gli anni vissuti nei visi nebulosi di chi hai amato.
    Perdi lucidità e non distingui più se è il cuscino di casa a sostenere il tuo capo avvizzito o è invece, quello di un luogo estraneo di un altro odore.
    Temi la memoria come temeresti uno sconosciuto perché è labile, misteriosa e incontrollabile.
    Le ginocchia cedono, Scivoli. Qualcuno pietosamente ti solleva, adagia quel che resta del tuo corpo su lenzuola fresche.
    Vorresti respingere gli sguardi degli altri, sottrarti ad essi. La compassione proprio non ti piace: è davvero un vecchio cliché.
    La camera si affolla di gente. Chi sono quelle persone? Ti sforzi di ricordare.
    Ma il passato è più forte del presente.
    Tua madre ha una risata argentina che senti spesso ultimamente, ti porta indietro e indietro…
    Una lacrima scorre lungo il naso e pensi che Lei sia più libera di te.
    In un brivido di freddo rivedi la neve sui ciliegi in fiore: un biancore accecante tra punte rosee.
    Gemme smarrite nelle asprezze del gelo.
    Niente frutti quest’anno – avevi pensato.
    E ti vien voglia di tornare. Ma dove? Sulla soglia di un uscio? Tra il tepore di braccia conosciute?
    Scuoti appena la testa. Tante immagini ti confondono. Così prima di cedere, improvvisamente, al sonno un pensiero ti cattura, più vero di tutto: “felice è il passo di colui che sa tornare a casa!”.

     



    Una storia come tante o come poche | 8 Commenti | Crea un nuovo Account

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    Una storia come tante o come poche
    Contributo di: Armida Bottini on Tuesday, 19 February 2019 @ 09:02
    Felice è il passo di colui che sa di tornare a casa. Sei bravo Tendre, mi hai toccato il cuore. Penso tanto, forse troppo. Comunque ti dico che invidio coloro che sono andati via, che sono riusciti a compiere quello che io chiamo il Grande Passo. Da sciocca mi sembra che non ne sarò capace, poi mi dico: -dai, hai partorito tante volte, pensando che non ce l'avresti fatta, farai anche questo passo. Ti dirò che lo temo, mi angoscia, ma, nello stesso tempo, mi attira, così come da piccola mi attiravano i lunghi corridoi bui delle camerate. Mi fai pensare anche tu, perciò me ne vado a fumare una sigaretta, di quelle leggere. (Fanno male lo stesso) Ciao. --- Midri

    [ ]

    Una storia come tante o come poche
    Contributo di: zio-silen on Tuesday, 19 February 2019 @ 14:49
    Alcuni tratti del tuo toccante racconto si illuminano di poesia al passaggio del puntatore-mouse:


    "Eri arrivata prima che scoppiasse l’azzurro
    in quell’incavo di tempo sospeso
    – nell’istante perfetto –
    eri scivolata tra gambe madide
    di ansia, di sudore, di perduta innocenza.
    Senza pianto.
    Un atto urgente il tuo,
    di una che non sapeva aspettare.

    Adesso non ti riconosci.
    Da quando ti sei curvata?

    Spesso galleggi in un sogno
    finché cerchi a ritroso
    nei visi nebulosi di chi hai amato.
    Temi la memoria come uno sconosciuto
    perché è labile, misteriosa, incontrollabile.

    Le ginocchia cedono, scivoli.
    Vorresti respingere gli sguardi
    sottrarti ad essi. La compassione
    proprio non ti piace.

    Tua madre ha una risata argentina
    la senti spesso ultimamente,
    ti porta indietro e indietro.
    Una lacrima scorre lungo il naso
    pensi che Lei sia più libera di te.

    In un brivido di freddo
    rivedi la neve sui ciliegi:
    un biancore accecante tra punte rosee.
    Gemme smarrite nelle asprezze del gelo.
    Niente frutti quest’anno – avevi pensato.
    E ti vien voglia di tornare
    a casa".


    Stelle e un saluto

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Una storia come tante o come poche
    Contributo di: Empatia on Tuesday, 19 February 2019 @ 15:25
    Il cerchio della vita è sempre affascinante. In questo
    racconto ti soffermi di più sul periodo che si
    affaccia alla soglia nel verso dell'uscita e chissà
    se dall'altra parte ci sarà un nuovo giro.
    Descrivi bene le sensazioni degli anziani e
    trovo ben congeniato il fatto che il tuo protagonista
    non abbia paura. Nelle case di riposo trovi spesso
    gente che attende il proprio destino quasi con
    sollievo. Penso sia una specie di anestesia naturale,
    siamo noi che restiamo ad aver paura della morte...
    Bel testo, fa pensare.
    Empatia

    [ ]

    Una storia come tante o come poche
    Contributo di: Lorens on Tuesday, 19 February 2019 @ 16:55
    ... direi una prosa quasi poetica, a fatto bene "zio"a
    rivisitarla in toni lirici ...

    Un brano che viaggia dalla nascita alla vecchiaia della
    carne laddove ricordi ed emozioni si alternano con garbo e
    struggente rappresentazione vitale.

    Bene così, un racconto d'immagini vere di umana toccante
    autenticità.

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    Una storia come tante o come poche
    Contributo di: Elysa on Tuesday, 19 February 2019 @ 21:34
    una prosa poetica veramente ben riuscita...splendido il finale, brava Tendre --- Elysa

    [ ]

    Una storia come tante o come poche
    Contributo di: frank69 on Thursday, 21 February 2019 @ 18:36


    E’ vero, un racconto a tratti poetico.
    Io condivido in particolare la frase
    “L’espulsione da un grembo protetto ad un luogo, forse, meno sicuro.”
    che più collima con il mio pensiero e che profetizza
    quanto è ben descritto successivamente.

    [ ]

    Una storia come tante o come poche
    Contributo di: Lucilla on Friday, 08 March 2019 @ 23:35
    Una storia come poche o come tante, una storia che mi fa male,
    eppure è la vita. Non so se è una fortuna o una disgrazia
    essere tanto longevi, dipende da come ci si arriva ad età
    molto avanzata. Hai descritto questo soffio circolare che è,
    appunto, la vita, dal terrore e dallo stupore della nascita
    che Leopardi disperava, in biblioteca, di riuscire a
    trasferire sull’inchiostro alla fine che si avvicina. La
    figura materna è il nostro specchio. Una scrittura impeccabile
    per una prosa poetica.

    ---
    Nel passaggio stretto della vita c’è una possibilità: la bellezza che va oltre il male, oltre la fine - ingiusta - della vita stessa.
    ( Wislawa Szymborska )

    [ ]

    Una storia come tante o come poche
    Contributo di: Titta on Thursday, 11 April 2019 @ 16:41
    "Una lacrima scorre lungo il naso e pensi che Lei sia più libera di te." Questo è un pensiero che conosco bene. Tutto il brano ci prende il cuore e non solo quello: un brivido e poi un calore pazzesco perchè non deve essere semplice lasciare andare via la vita. Malgrado tutto. Bellissimo, Tendre. --- Titta

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