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     In sala d'attesa   
     Thursday, 24 January 2019 @ 16:20
     Leggi il profilo di: Riflessi
     Visualizzazioni: 310

    Racconti

    Quando entra l'informatore farmaceutico lo capisci subito. Col suo ingresso ti accorgi dell'improvviso silenzio come quello che segue l'esplosione di un colpo di pistola. Il brusio si interrompe e i pazienti aprono una muta comunicazione fatta di rapidi sguardi e espressioni di empatico sconforto. Il nuovo arrivato, il "senza cuore", è abituato a questa forma non violenta di protesta collettiva. Si siede con noncuranza e inizia a controllare l'agenda.
    Ora tutti guardano l'orologio appeso in fondo alla stanza, mentre il suo ticchettio rallenta e rimbomba. Il condizionatore va in pausa accompagnato da un leggero sbuffo d'aria. Anche la connessione wi-fi sembra andare a singhiozzi. In pochi secondi il cielo da azzurro vira al grigio scuro. Un clima di blanda depressione contagia i presenti. Passano lunghi minuti scanditi da sospiri, colpi di tosse, dal suono del frusciante sfogliare della propria documentazione medica o di passate dimissioni ospedaliere.
    Una voce roca e con tono ironico rompe la noia e l'imbarazzo: "Meno male che stasera inizia Sanremo !" Tutti si voltano verso il signore attempato che fa cenno di sistemarsi il cappello. Non è l'apertura di un nuovo discorso, ma la fine di una frase che ha il suo inizio in uno dei tanti telepatici scambi che diventano suono e parola. "Eh già!!!" "Ha proprio ragione, stasera ci rilassiamo davvero!" "Chissà che divertimento!". Tutti si avvinghiano disperatamente a quello spunto di discussione e provano a non farlo morire in nessun modo, fino a che il frammentato interloquire si compone organicamente anche se andrà presto alla deriva. Si comincia a ragionare su mezze stagioni, fatti e misfatti della politica, sulla perdita di valori nello sport, su luoghi comuni triti e ritriti in tutte le salse. Le stesse solite inutili opinioni che nel corso della stessa discussione cambiano due o tre volte di senso per non contraddire i partecipanti più battaglieri sulle proprie convinzioni, inneggiando qua e là sull'importanza del buon senso e della verità tra gli estremi. Ti appigli a tutto pur di dimenticare il lento passare del tempo.
    Ora e' il turno dell'informatore e, mentre svanisce dentro la stanza del medico con la sua valigetta piena di quarti d'ora persi, tutti volgono automaticamente lo sguardo all'orologio nemico. Ora ha la funzione di un cronometro: "Ehhh ma chissà quanto ci starà dentro!" "E però! non è giusto che si presentino all'orario delle visite". Il gruppo sempre più unito si sfoga contro lo spietato mangiatempo con un altrettanto spietato processo per direttissima, fino a pontificare sui massimi sistemi e all'inevitabile, plaudita, scontata conclusione: "Non è l'Italia che non va, ma quelle persone che la rovinano!".
    Passano altri dieci minuti : "Eh ma allora poteva anche portarci la cena". Tutti ridono e sogghignano, ormai il clima è amichevole e sereno. Quel casuale e temporaneo insieme di corpi bisognosi di cure e attenzioni mediche si rivela un'occasione di ritrovata vicinanza consolatoria da mal comuni e sfortunati eventi che la vita gli riserva. Il bene sembra trionfare ancora sul destino e trova nuova luce nei buoni rapporti umani di una volta.
    L'informatore se ne va. Il peggio è passato. Appena arriva il proprio turno, ognuno si alza come avesse visto una divina luce blu dal fondo dell'ambulatorio: gli altri spariscono nella nebbia, qualsiasi discussione è sabbia al vento, ogni discrepanza di opinione perde di significato. Il passato paziente incrocia il prossimo entrante e in pochi lunghi passi raggiunge gongolante la porta di uscita senza guardare nessuno. Con uno spietato tono allegro e senza rispetto per i sopravvissuti ancora in attesa, accompagna un sonoro "arrivederci !" con un vigliacco e meschino sorriso colmo di soddisfazione.
    E' quasi il mio turno. Mi sento toccare la spalla da una manina ossuta e fredda. E' un'anziana signora che con un espressione negli occhi vista solo nel cartone animato il "il gatto con gli stivali" mi prega sottovoce: "Scusi mi fa passare? tanto devo chiedere - solo - una cosa". Trattengo il respiro per due secondi. "Ma certo, ci mancherebbe." Tanto ormai a me il Festival non piace più così tanto...

     



    In sala d'attesa | 10 Commenti | Crea un nuovo Account

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    In sala d'attesa
    Contributo di: Viridis on Friday, 25 January 2019 @ 16:22

    Intanto benvenuto (o benvenuta)!
    Mi è piaciuto il tuo racconto.
    E' ben scritto e coglie perfettamente
    l'humus mefitico di una sala d'attesa,
    con tutte le banalità, i silenzi, le reazioni
    dei pazienti. Bello l'esordio con l'informatore
    medico, bella quella frase su San Remo a cui
    tutti s'aggrappano per sciorinare i più triti
    luoghi comuni che, chissà perché, circolano
    davvero in quel microcosmo d'attesa. Complimenti!


    ---
    viridis

    [ ]

    In sala d'attesa
    Contributo di: zio-silen on Wednesday, 30 January 2019 @ 15:13
    Permettimi di tentare la versificazione di alcuni tratti
    del tuo pregevole racconto, così colorato di realismo.


    "Entra l'informatore. Te ne accorgi dal silenzio
    come quello che segue l'esplosione
    di un colpo di pistola. Rapidi sguardi
    empatico sconforto. Lui siede
    noncurante, controlla l'agenda.
    Tutti guardano l'orologio appeso, il ticchettio
    rallenta, rimbomba. Il condizionatore va
    in pausa accompagnato da uno sbuffo d'aria.
    La connessione wi-fi singhiozza. Il cielo
    da azzurro vira al grigio. Il clima
    di blanda depressione contagia. I minuti
    scanditi da sospiri, colpi di tosse, frusciante
    sfogliare. Una voce rompe l'imbarazzo: "Meno male
    che stasera inizia Sanremo! Lui svanisce
    dentro la stanza del medico. La sua
    valigetta piena di quarti d'ora persi".


    Stelle e un saluto

    ---
    zio-silen

    [ ]

    In sala d'attesa
    Contributo di: Armida Bottini on Wednesday, 30 January 2019 @ 16:06
    L'atmosfera è proprio questa, anche la vicenda è raccontata ottimamente per me che la vivo spesso, anche alla Supermercato. Ciao. --- Midri

    [ ]

    In sala d'attesa
    Contributo di: Lucilla on Wednesday, 30 January 2019 @ 16:58
    Concordo con chi mi ha preceduto; ben scritta rende
    perfettamente la situazione.

    ---
    Nel passaggio stretto della vita c’è una possibilità: la bellezza che va oltre il male, oltre la fine - ingiusta - della vita stessa.
    ( Wislawa Szymborska )

    [ ]

    In sala d'attesa
    Contributo di: Lorens on Friday, 01 February 2019 @ 18:08
    ... complimenti per questo brano di autentica visione
    riscontrabile durante l'inquieta sosta dal medico della
    mutua, laddove i personaggi narrati con le loro
    conversazioni che spesso hanno il sapore di quella solita
    umanità, essi cercano così di porre rimedio al disagio con
    quattro chiacchiere e battute scontate ...

    Scrittura limpida e cristallina per una narrazione che
    scorre felicemente, si annota una penna che in maniera
    opportuna sa cogliere la cronaca descrittiva fedelmente e
    con garbo empatico.

    A rileggerti con vivo interesse, alla prossima.

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    In sala d'attesa
    Contributo di: percefal on Tuesday, 05 February 2019 @ 19:01
    ... stasera inizia per davvero, ti sei portato avanti, l'atmosfera che aleggia è riportata con dovizia di particolari. La sala meno l'attesa di più ...bene così. --- «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

    [ ]

    In sala d'attesa
    Contributo di: Riflessi on Wednesday, 06 February 2019 @ 10:20
    Grazie a tutti per aver lasciato un
    commento. Mi è piaciuto molto l'intervento
    di zio-silen. Sei riuscito a condensare in
    pochi versi l'atmosfera che volevo
    descrivere!

    [ ]

    In sala d'attesa
    Contributo di: frame on Monday, 11 February 2019 @ 14:39
    Un bel racconto taglio-web. Ottimo soggetto, non facile e per nulla scontato, in bello stile. --- Frame

    [ ]

    In sala d'attesa
    Contributo di: frank69 on Tuesday, 12 February 2019 @ 14:02


    Un bel raccontino che rende interessante
    una parte del quotidiano in genere noiosamente vissuto
    . Complimenti!

    [ ]

    In sala d'attesa
    Contributo di: tendre on Saturday, 16 February 2019 @ 15:49
    Un gran bel racconto preso dalla banalità
    della realtà quotidiana!!!

    ---
    tendre

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