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     Straniero   
     Thursday, 03 January 2019 @ 11:15
     Leggi il profilo di: Guido Anselmi
     Visualizzazioni: 528

    Poesie

    In una camera d'hotel
    il mobile che manca
    è il ricordo di un giorno
    di prima media
    il pigiama blu di stoffa
    che ho messo per disegnare
    forzieri della mia mente
    forzati con un pastello
    di cera.
    Mia madre diceva 'È ora'
    quando il bagno era pronto
    una bianca collina di schiuma
    e qui in questa porcellana
    pulita da cento mani
    ho solo uno spazzolino
    che sappia qualcosa di me.
    E mi devo aggrappare a tutto
    come se il mio cuore fosse
    un corrimano.

    A mettere piede in strada
    mi inietto la libertà
    nelle vene degli occhi
    nessuna città è mai stata
    un grembo con il mio nome
    tantomeno questo nuovo
    groviglio di luci
    questa tavola che incrocia
    più lingue che parole
    più ostacoli da scavalcare
    che amici in una piazza.

    Eppure giù nelle vene
    la sento la libertà;
    la scelta di un ristorante
    è un canto d'indipendenza:
    mi sto proclamando vivo,
    so prendermi cura di me.

    Qualunque quartiere al mondo
    ha il suono di una conchiglia
    sei tu che devi ondeggiare
    il mare dentro l'orecchio
    ed oggi dovrai aprirti
    la testa col cacciavite
    estrarre e poi seminare
    sul suolo la tua città
    radici che fanno spiccare
    il volo.


     



    Straniero | 16 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Straniero
    Contributo di: dario moletti on Thursday, 03 January 2019 @ 12:01
    bravo

    [ ]

    Straniero
    Contributo di: Carmen on Thursday, 03 January 2019 @ 13:07
    Anselmi è una garanzia, di come il quotidiano nostro vivere possa elevarsi in una dimensione di bellezza universale, senza incappare nell' usuale e senza lanciarsi in vuoti sperimentalismi. Devo stamparmi tutte le poesie di Anselmi, di kenji, di Desiderat e di tutti coloro che mi hanno dato un' emozione, leggendo i loro testi, resuscitando quelle parti sopite, dimenticatem vivendo. --- Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    Straniero
    Contributo di: epitteto on Thursday, 03 January 2019 @ 15:03
    Metafore à gogo per abbellire un testo altrimenti scialbo.
    Orrendo il < forzieri > < forzati >, meraviglioso < ho solo uno spazzolino ( da denti ) che sappia di me >.
    Ancor più la terzina < E mi devo aggrappare a tutto / come se il mio cuore fosse / un corrimano >.
    Tutto il resto da respingere al mittente.
    Imparare ad essere concisi dicendo assai è senz'altro un'arte.
    Pollicino

    [ ]

    Straniero
    Contributo di: Titta on Thursday, 03 January 2019 @ 15:17
    "Eppure giù nelle vene la sento la libertà; la scelta di un ristorante è un canto d'indipendenza: mi sto proclamando vivo, so prendermi cura di me." Questa strofa è stupenda per me: tangibile il viaggio travagliato, mai vano di chi non cerca solo un riscatto. C'è ben altro. Un ritmo asciutto che si pone sulla pelle di chi legge. --- Titta

    [ ]

    Straniero
    Contributo di: Lorens on Thursday, 03 January 2019 @ 17:30
    ... mi ricorda questa lirica la famosa canzone di Georges
    Moustaki "Lo Straniero" in un contesto di alcune somiglianze
    ed incertezze vitali che hanno il sapore di libertà, come
    quella sensazione da conquistare continuamente senza
    fermarsi alla prima oasi di felicità quando si può trovare
    beatitudine sempre ed ovunque ...

    Bene così ... lirica apprezzata anche a tratti nella sua
    prolissa descrizione ad effetto.

    Auguri ...

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    Straniero
    Contributo di: Odranoel&Franka on Thursday, 03 January 2019 @ 18:12

    Quando l’acqua si trasforma in vino per prendere posto alla solitudine.

    C'è un'inquietudine santa dentro il cuore mio e tuo. Ti ama perché ti ha creato Lui e senza di Te non si può fare.

    —-LeoNico

    [ ]

    Straniero
    Contributo di: zio-silen on Friday, 04 January 2019 @ 08:31
    Al netto delle espressioni di approvazione secche e stellate (denotano gusto per la sintesi estrema o difficoltà comunicative),
    sottoscrivo l'elogio di quanti mi precedono. Anche se, per mio limite, non comprendo perchè il nostro esimio poeta
    - pure valente commentatore, purtroppo da tempo latitante - abbia scelto il verso breve, interrotto da una miriade di pause
    di fine verso che inevitabilmente rendono singhiozzante il fluire della poesia. Certi manicaretti introspettivi,
    conditi di spolverate di memoria, io li gusterei lentamente... magari così:

    "In una camera d'hotel, il mobile che manca
    è il ricordo di un giorno di prima media
    il pigiama blu di stoffa che ho messo per disegnare
    forzieri della mia mente forzati con un pastello di cera.
    Mia madre diceva 'È ora' quando il bagno era pronto
    una bianca collina di schiuma e qui
    in questa porcellana pulita da cento mani
    ho solo uno spazzolino che sappia qualcosa di me.
    E mi devo aggrappare a tutto
    come se il mio cuore fosse un corrimano.

    A mettere piede in strada
    mi inietto la libertà nelle vene degli occhi
    nessuna città è mai stata un grembo con il mio nome
    tantomeno questo nuovo groviglio di luci
    questa tavola che incrocia più lingue che parole
    più ostacoli da scavalcare che amici in una piazza.

    Eppure giù nelle vene la sento la libertà;
    la scelta di un ristorante è un canto d'indipendenza:
    mi sto proclamando vivo, so prendermi cura di me.

    Qualunque quartiere al mondo ha il suono di una conchiglia
    sei tu che devi ondeggiare il mare dentro l'orecchio
    ed oggi dovrai aprirti la testa col cacciavite
    estrarre e poi seminare sul suolo la tua città
    radici che fanno spiccare il volo.


    Un saluto

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Straniero
    Contributo di: A.Sal.One on Friday, 04 January 2019 @ 12:05

    Questo e` un testo

    Italiano

    tanto quanto

    Straniero

    ---
    Io faccio poesia,
    la letteratura
    la lascio fare ai
    critici.

    [ ]

    Straniero
    Contributo di: Pale shelter on Saturday, 05 January 2019 @ 09:35
    Leggendo la tua bella poesia mi è venuto automatico , anzi obbligatorio digitare e risentire questa meraviglia:
    https://www.youtube.com/watch?v=-XoM17k-BIU.
    Restando sul testo, tu sei uno che ha passione e scrive tanto. Qui si legge tutto molto volentieri e forse è solo di qualche immagine che si potrebbe fare a meno per concentrare il senso per l'incisività, ma pochissima roba (la prima strofa fino a "madre" è quella che per me fa più fatica e la ripetizione delle "vene" in due strofe consecutive che mi suona non bene).
    Bravo. Un saluto

    Franco

    [ ]

    Straniero
    Contributo di: frame on Saturday, 05 January 2019 @ 11:11
    Sembra scritta di getto, e quando la poesia esce così
    straripante, il risultato non è mai perfetto, c’è sempre
    qualche capello fuori posto. Però anch'io non la toccherei,
    va bene così, spettinata e genuina. Per me molto bravo

    ---
    Frame

    [ ]

    Straniero
    Contributo di: cordaccia on Sunday, 06 January 2019 @ 19:19
    Va bene fino a "forzieri della mia mente"
    come estraniamento nel ricordo, poi diventa
    un' elucubrazione sulla ricerca della
    libertà(finta o reale) piuttosto pesante.
    Libertà anni 70 ma bistrattata.
    Cuore corrimano ,vene iniettate..
    accostamenti poco felici .
    L'ultima strofa la eliminerei del
    tutto,troppi "muscoli "in un componimento
    che parla di libertà.
    ciao :)

    [ ]

    Straniero
    Contributo di: Empatia on Monday, 07 January 2019 @ 09:21
    Ho cambiato città otto volte e non sono sicura di volermi fermare. Comprendo il senso di non appartenenza a nessun luogo e la necessità di legarsi ad una nuova realtà. Per quanto mi riguarda io non riesco a posizionare quel primo ricordo al quale il tuo personaggio si aggrappa...forse è per questo che non ho ancora imparato a seminare. Mi piace perché avverto la solitudine di chi è costretto a cambiare. È un punto di vista che non ho mai voluto valutare. Un saluto Empatia

    [ ]

    Straniero
    Contributo di: sghemba on Monday, 07 January 2019 @ 16:12
    Non è male ma è prolissa e con qualche effetto speciale un po’ abusato.
    Mio opinabile sentire.

    [ ]

    Straniero
    Contributo di: LoSpettro on Wednesday, 09 January 2019 @ 13:07
    L'ultima strofa offre considerazioni del tutto personali anziché palesare un riscontro oggettivamente comune. Il qualsiasi quartiere paragonato ad una conchiglia e il paragonare l'esperienza dello straniero che ci abita all'ondeggiare del mare non tiene poi più di tanto e considerando che nella stessa strofa il concetto si estende passando da un ambiente marino ad un "seminare sul suolo la tua città radici che fanno spiccare il volo" mi par che si salti di palo in frasca. Il passaggio del sentire la libertà in corpo grazie al poter scegliere un ristorante, seppur valido, riduce secondo me considerevolmente l'universalità del concetto, ma credo che la libertà non sia la giusta connotazione del tuo componimento (nella prima strofa non compare ma poi sale in cattedra nelle strofe centrali della poesia) A rigor di logica mi appare che la solitudine a volte s'afferma sull'elemento peculiare di ogni tuo verso: la constatazione dell'essere solo in camera d'hotel con il ricordo del richiamo della madre, la constatazione del sapere prendersi cura di sé come se una compagnia mancasse, il groviglio di luci della città che sostituiscono il nostalgico groviglio di voci e chiacchere con gli amici in piazza etc. ed in conclusione quel sperare di piantar radici in una città che ancora non si conosce per poi spiccare è la conferma alla conclusione di un desiderare l'essere compreso ed annientare l'angoscia dell'essere solo. Lasci sicuramente dei versi degni di nota ma la mistura libertà/solitudine o meglio il desiderio di libertà/l'annientamento della solitudine va meglio esposta. Se hai cercato di fare dell' antitesi ai due concetti credo che risulti invece un generalizzare e un produrre confusione.

    [ ]

    Straniero
    Contributo di: Armida Bottini on Friday, 11 January 2019 @ 11:34
    Ciao Straniero. --- Midri

    [ ]

    Straniero
    Contributo di: giovanni67 on Tuesday, 15 January 2019 @ 00:02
    Forse troppo prostatica questa tua
    composizione
    Piacevole lettura

    ---
    GIOVANNI67

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