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     se fossi cristiano   
     Friday, 28 December 2018 @ 10:45
     Leggi il profilo di: Sandro Moscardi
     Visualizzazioni: 832

    Poesie

    in giardino taglierei quel maestoso albero
    che svetta verso il cielo e i cui rami
    con rara bellezza si snodano ampliando verso il basso
    la conquista della terra che lo nutre
    zona di proscrizione
    dei competitor e dei suoi figli e campo
    di imperfette crescite
    per poi passare al cespuglio che a sua volta
    inconsapevole ombrebbia semina stenti impedisce
    proroga scadenze inprorogabili
    poi alla foglia che si allarga in visibilità
    il tutto affinchè gli ultimi siano primi
    pronti al taglio di una rotazione quinquennale
    ma non sono cristiano
    sono solo uno dei rami più bassi di quell'albero maestoso


     



    se fossi cristiano | 20 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    se fossi cristiano
    Contributo di: indio on Friday, 28 December 2018 @ 11:34
    bella ...

    toglierei "taglierei" scusa per il gioco di parole.


    ---
    mitakuye oyasin

    indio

    [ ]

    se fossi cristiano
    Contributo di: epitteto on Friday, 28 December 2018 @ 18:41
    Sono troppo vecchio, mi sento " tagliato " fuori.
    Eppure l'Autore avrà ben voluto dire qualcosa...
    Siddharta

    [ ]

    se fossi cristiano
    Contributo di: PattiS. on Saturday, 29 December 2018 @ 16:29
    Sarò un'anima strana visto che sono affascinata da quello che non capisco e
    che tento di capire (usando non solo la ragione ma anche l'immaginazione), però,
    qui mi pare tutto chiaro. Un bel colpo netto d' ascia all'impianto ecclesiastico. Più
    cristiano di così... (sempre bravo anche quando sei didattico perché non sei
    tedioso e del resto, Gesù era un maestro nelle metafore, vedi i vangeli.

    ---
    ...playing a game of worlds...V. Nabokov

    [ ]

    se fossi cristiano
    Contributo di: dario moletti on Sunday, 30 December 2018 @ 10:47
    grande grande grande ormai sei diventato il mio maestro la tua capacità di osare è stupenda credo che farò dei(DEI) segni nel grano pur di farti atterrare e toccare le tue argentee piume

    [ ]

    se fossi cristiano
    Contributo di: Carmen on Sunday, 30 December 2018 @ 12:33
    A me piace chi si professa non
    cristiano, rispetto a ciò che
    realmente il cristiano dovrebbe
    essere. Nietzsche sosteneva che l'
    unico cristiano era stato Cristo e con
    la sua morte il Cristianesimo fosse
    finito.
    Forse Moscardi è più cristiano di
    quello che crede oppure non lo è per
    nulla, forse è più egoista di un
    gatto.
    Boh..., solo lui può saperlo, essendo
    un essere pensante.
    La poesia mi piace solo alla fine.

    Quid est veritas? - Ponzio Pilato
    docet.

    ---
    Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    se fossi cristiano
    Contributo di: Odranoel&Franka on Sunday, 30 December 2018 @ 19:32
    Tue parole scritte: "...Per quello che diceva e faceva, Gesù, non lasciava traccia di colpe valide per farlo tacere e più pace praticava, più violenza innescava,..."

    Lui,Gesù, non che non pratica, Lui è la Pace.

    Lui non innesca violenza.

    Innescare significa: Applicare l'esca a un amo.

    La Pace non incanna.

    E' solo la violenza che può innescare violenza.

    ----LeoNico

    [ ]

    se fossi cristiano
    Contributo di: Sandro Moscardi on Monday, 31 December 2018 @ 00:28
    Rispondo al commento sopra specificando che il termine
    innescare significa più appropriatamente determinare un evento
    che può essere anche il pescare, ma non solo quello
    Ora la morte di Gesù è sicuramente un fatto violento
    e questo evento è sicuramente determinato dalla esistenza
    di Gesù stesso, dal suo agire e dal messaggio educativo
    che esternava, se Gesù non fosse esistito o non avesse
    avuto seguito il suo messaggio, non sarebbe stato crocifisso.
    Ma anche il cattolicesimo sancisce che Gesù è il figlio che
    Dio ha mandato fra gli uomini per redimerli dal peccato con
    la sua morte, dunque Gesù attraverso la sua predicazione di
    pace innesca la violenza degli uomini su di se portandoli a
    compiere un atto insensato che dovrebbe iòòuminarli sulla
    insensatezza del loro agire. Questo è l'unica interpretazione che credo sia
    comprensibile agli uomini.
    Altra cosa è assegnare degli attributi alla divinità, lo trovo riduttivo e banale,
    se Dio è tutto, creatore ed unico referente dell'esistenza, a Lui si riferisce
    la pace, ma anche la guerra, e questo è un problema di non facile soluzione,
    visto che anche il cattolicesimo nella storia, con non poca difficoltà, ha tentennato
    nell'attribuire alla guerra valenze del tipo" santa " "giusta" ecc.
    Poi non credo basti formulare una proposizione per renderla vera, ad esempio
    " Gesù è pace" vale quanto la proposizione " il quadrato è circolare "
    che ne determina la veridicità è la conoscenza del soggetto in modo da
    poter valutare se gli attributi siano paradossali.
    Insomma è un pò più complicato cercare di migliorare o meglio cambiare
    questo universo, che attribuire assolutezza o relatività al chilo o a pacco, forse
    bisognerebbe prima conoscerlo.

    [ ]

    se fossi cristiano
    Contributo di: Armida Bottini on Monday, 31 December 2018 @ 07:12
    Come Patti.S. ciao.

    ---
    Midri

    [ ]

    se fossi cristiano
    Contributo di: joshua on Wednesday, 02 January 2019 @ 02:19
    
    Non credo ci sia bisogno di richiamarsi
     a Matteo, 3, 7-10. Voglio dire che è
     evidente, perfino per l’ipotetico cristiano,
     che, se si pone la scure alle radici, non
     è certo per tagliare un albero che dia
     buoni frutti, sia pure maestoso e di
     rara bellezza, se anche svetta – parrebbe
     upside down, tuttavia, con tutta la
     simbologia del rovescio che l’immagine
     innesca - in una zona di proscrizione
     ed in un campo di imperfetta crescita.
     Sembra piuttosto un albero di finto
     decoro o decorazione, impiantato con
     cespugli e altro verde di riempimento,
     in un terreno altrimenti sterile,
     quasi a fare da copertura all’arido,
     a inscenare uno spettacolo falso di
     fertilità o crescita artificiale e,
     forse, perfino innaturale. Per cui
     sfrondare ed abbattere sembrano gli
     unici modi per riportarci dalle quinte
     allo stato reale, per mostrare il
     suolo deserto che era stato (è)
     posticciamente, e pasticciatamente,
     coperto. 
    
    C’è qualcosa in questi versi (di
     cui consiglierei a Sandro di far
     correggere alcuni, certo involontari,
     refusi ai vv.9,10,12) che mi ricorda
     un famoso passo della Saison en enfer,
     nel primo testo dei Délires, Vierge
     Folle, l’Epoux Enfernal, dove un demone
     – che non credo sia solo o propriamente
     quello platonico dell’amore - muta la
     realtà in mera apparenza o finzione:
     ‘Ses délicatesses mystérieuses m'avaient
     séduite. J'ai oublié tout mon devoir
     humain pour le suivre. Quelle vie!
     La vraie vie est absente. Nous
     ne sommes pas au monde. Je vais
     où il va, il le faut. Et souvent
     il s'emporte contre moi, moi, la
     pauvre âme. Le Démon!... (Le sue
     misteriose dolcezze m’avevano
     sedotto. Seguendolo, ho scordato
     ogni dovere umano. Che vita! La
     vera vita è assente. Noi non siamo
     al mondo. Vado dove va lui, devo
     farlo. E spesso mi si rivolta contro,
     contro me poveretto. Quel Demone...).
    
    Sì, mi piace (, con una
     stella perché una, ma buona,
     può valerne da sola cinque di latta
     discontinua), ne avverto il richiamo
     (im)politicamente spirituale e lustrale
     a liberarci dal male di vivere 
    superficializzati e banalizzati o
     solo apparentemente realizzati.
     In questo senso invito chi non 
    l’abbia letta a leggere la splendida
     intervista a Boris Pahor sull’Espresso
     (pp.88-93) del 30 Dicembre appena
     trascorso. Mi sembra che ci inviti
     a fare lo stesso movimento liberatorio
     (taglio netto) a cui questa poesia
     fa appello, anche Lui facendolo
     da non cristiano, anzi da panteista,
     come si definisce.
    
    Buon 2019 a Te.
    j
    

    [ ]

    se fossi cristiano
    Contributo di: Lindy on Wednesday, 02 January 2019 @ 11:58
    Come joshua, pari pari: fossi Cristiano ronalderei lo mondo.:bello:

    ---
    «Per la poesia, nel vuoto totale, l’unica commozione che traspare è quella cerebrale.»

    [ ]

    se fossi cristiano
    Contributo di: frame on Wednesday, 02 January 2019 @ 16:15
    Lo so che il mio parere conta come il due di picche quando
    la briscola è cuori, e poi sono agnostico e la questione mi
    sfiora appena, però c’è qualcosa che non mi convince in
    questa poesia e te lo volevo dire. Anche se a malincuore,
    con il massimo rispetto per i tuoi sentimenti e con tutte
    le riserve del caso, il testo mi pare un discorsetto a
    tema, moraleggiante e poco convincente, (Se l’albero è la
    chiesa, che ci fai tu su quel ramo? Se invece rappresenta
    l’umanità o l’universo intero, perché mai lo vorresti
    abbattere da cristiano?). Un testo infarcito di vecchie
    metafore riciclate e assemblate in modo strano (tanto da
    lasciare interdetto anche lo stregone del villaggio che per
    non infierire parla di “sviste”) e, ciliegina sulla torta,
    l’invito cristiano per eccellenza: “Gli ultimi saranno i
    primi.” Ci manca solo il ricco incastrato nella cruna
    dell’ago, e l’anatema per eccellenza, non toccate quella
    mela e poi siamo a posto. Insomma, una poesia che dice
    tutto e che dice niente, accontenta il cristiano e pure il
    non credente. Che altro dire se non Buon Anno e tante
    Poesie a tutti.

    ---
    Frame

    [ ]

    se fossi cristiano
    Contributo di: Lorens on Thursday, 03 January 2019 @ 16:44
    ..."se fossi cristiano" ma non lo sono per ipocrisia o
    quant'altro, sagra della retorica laddove gli ultimi saranno
    i primi, tra rami più alti ed altri in basso con qualche
    cespuglio che proroga scadenze, il tutto condito nel solito
    linguaggio complesso "supercazzolato" alla Moscardi &
    company...

    Mi trovo d'accordo con il commento di Frame che precede il
    mio, annotando che siamo in compagnia delle solite zuppe con
    i cereali movimentati da una indubbia provenienza e di
    difficile digestione.

    Che dire di più?
    Augurando un felice 2019 a tutti con testi meno masturbati
    da feroci analisi tipo "mentalist" in avanscoperta.

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    se fossi cristiano
    Contributo di: ablablabla on Friday, 04 January 2019 @ 12:32


    è facile se il tasto della g è vicino a quello della b.
    in quanto poi alla consapevolessa do per scontato che
    ogni atto anche il più incon.sapevole è poesia. Quindi
    questi tre o trentatré Re/fusi
    bastano e avanzano ad avvalorare la tesi secondo cui la
    vera raGione di ogni reliGione sta nell’atavica paura
    dell’uomo superstizioso che ha sempre bisogno di un rito
    purificatore di un D-io clemente è buono che lo risparmi
    ancora una volta.

    Bellissima grandissimo PPPoeta.



    [ ]

    se fossi cristiano
    Contributo di: Titta on Friday, 04 January 2019 @ 12:34
    Una bellissima poesia per me. --- Titta

    [ ]

    se fossi cristiano
    Contributo di: Pale shelter on Saturday, 05 January 2019 @ 09:16
    la prima cosa che salta all'occhio è lo stile, completamente diverso da quello delle tue altre produzioni, non meccanico o martellante per i giochi di assonanze ma, viceversa, piano, discorsivo, prosastico e comunque, come sempre, concettuale.
    Ha il suo maggior pregio (o almeno questo effetto ha prodotto su di me) nella capacità di evocare, di portare in là le interpretazioni, le riflessioni, le immagini che crea e proietta nella mente di chi legge (trovo siano immagini molto concrete e rappresentabili).
    C'è come una gerarchia del potere vegetale: il maestoso albero, una sorta potere assoluto che tutto ingloba e congloba, poi il cespuglio e le foglie, in cui il potere decresce in modo inversamente proporzionalmente con l'attitudine a "chiedere": le foglie sembrano mani di questuanti davanti alla chiesa laddove non possono sperare di più.
    e colpisce l' "inconsapevolezza" del cespuglio nel togliere spazio e vita a quanto sta sotto, come se questa cascata di piccoli grandi soprusi fosse una semplice selezione naturale di stampo darwinistico.
    L'ultimo verso mi ha dato molto da pensare: ci si può leggere, forse, una sorta di rassegnazione, di dolore e altrettanta consapevolezza di fare parte, inevitabilmente di un sistema di cui si (ri)conoscono i meccanismi.
    L'inaspettato "ma non sono un cristiano" (dopo che la cristianità è sintetizzata dagli ultimi che saranno i primi di Matteo), immagino sia non tanto un moto di ribellione quanto un dissociarsi da una struttura complessiva, non necessariamente legata al solo aspetto della cristianità, di cui non è condiviso lo spirito e di cui si è coscienti comunque di far parte.
    Spero di non avere equivocato troppo, ma a tutto questo (e non solo) mi hai portato e credo sia un merito non da poco far riflettere così.
    Stando strettamente sulla poesia in quanto tale, al netto degli ovvi refusi, la trovo buona anche formalmente, forse con piccole limature qua e là, ma non ne sarei nemmeno così certo.

    Un saluto, Sandro.

    Franco

    [ ]

    se fossi cristiano
    Contributo di: LoSpettro on Monday, 07 January 2019 @ 00:59
    Io quel maestoso albero lo vedo invece attualmente come una balaustra che assolutamente è necessaria lasciare. Io e molti credo, nutrono una tendenza che senz'essa si precipiti in atti di perdizione più che morale credo civile. La tua poesia pare ben fatta, ma in verità incespica su più contraddizioni. In primis, vuoi il maestoso albero tagliato essendone tu stesso parte. Il tuo paragone è esageratamente spinto a valori che sono accomunabili alla vita più che al vivere cristiano. E' come se volessi promulgare la validità del suicidio. E in più, eleggendo l'oggetto a "maestoso" è come se dicessi agli altri ma pur a te stesso che la vita è un dono meraviglioso ma è necessario privarsene in quanto si perseguita con essa il male, si preclude ogni istanza di bene. Assurdo. Ma poi sul finale il taglio che pare inizialmente netto al tronco, risulta invece mirato a limitarne la crescita, rivolto ai rami. Ma a questo punto il controsenso è in quel "maestoso" sinonimo di magnifico, unico, immensamente piacevole. Svetta ed è maestoso. Chi troverebbe giusto operare nei confronti della bellezza, riducendola e deturpandola? E a quest'interrogativo si aggiunge la contraddizione ultima, quell'impiantologia totale del tuo componimento: come è possibile procedere al taglio di un maestoso albero i cui rami con rara bellezza si snodano ampliandosi verso il basso. Vuoi elargire empietà per diffondere il valore della bruttezza? Insomma, non sento di bocciare la tua poesia, offre assolutamente motivi di discussione, forse eri consapevole di porre una sorte di enigma, una sorta di scatola con tanto di paradosso del gatto di Schrödinger. Bho! Stella con riserva.

    [ ]

    se fossi cristiano
    Contributo di: giovanni67 on Tuesday, 15 January 2019 @ 00:18
    Originale questa proposta
    di contenuto, concettuale
    Completamente nelle mie corde

    Ti ritrovo piacevolmente


    ---
    GIOVANNI67

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    se fossi cristiano
    Contributo di: Elysa on Tuesday, 15 January 2019 @ 14:02
    credo che sia (a mio parere ovviamente) una delle tue poesie più riuscite e per me più significative. Bravo --- Elysa

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    se fossi cristiano
    Contributo di: federicosecondo on Saturday, 19 January 2019 @ 11:12
    Tagliare quel maestoso albero
    mi sembra contraddittorio rispetto alla chiusa (taglieresti te stesso)
    pertanto farei a meno del verbo.

    in giardino quel maestoso albero
    svetta verso il cielo e i cui rami
    con rara bellezza si snodano ampliando verso il basso
    ...
    sono solo uno dei rami più bassi di quell'albero maestoso




    ---
    Niente è più facile dello scrivere difficile - KARL POPPER -

    federicosecondo

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    se fossi cristiano
    Contributo di: maripiero on Saturday, 19 January 2019 @ 17:41
    E se capovolgessimo il tutto con un colpo di vento si
    potrebbe vedere/capire che gli ultimi sono stati primi.
    Oppure sono virgulti che devono attendere il loro tempo,
    farsi strada e quella foglia che s'allarga prima o poi
    cadrà.
    Ci sono tante cose qui che si lasciano intravedere ma
    l'albero è fitto e vigoroso ed io non amo la scure.
    Un intrigante intrico che pur mi piace. Maripiero

    ---
    Maripiero

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