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     In viaggio con la memoria   
     Thursday, 06 December 2018 @ 09:45
     Leggi il profilo di: mariapia
     Visualizzazioni: 76

    Racconti

    ...Come in sogno cammino.
    Barche dalla vernice scrostata, appoggiate riverse sull’arenile, raccontano alla memoria vite di uomini a cui il vento ed il sole hanno scolpito i volti rendendo i loro gesti asciutti, misurati, veri.
    L’odore del mare mi avvolge e mi respira.
    Mi accolgono vicoli ripidi e stretti.
    Lontana, sento un’eco di nenia.
    La voce è di una donna che abbraccia, cullando, una bambina.

    …Elisabetta, ventisei anni, stringe al seno, amorosamente, la sua Maria.
    Nell’attimo che precede il sonno il viso della madre e quello della bambina, appoggiati l’uno all’altro, si offrono strani alla vista: il corruccio della donna si specchia gemello con quello della piccola, ormai addormentata ed infastidita dal calore umido della notte estiva.
    I capelli della madre, ricci e di color tiziano antico, creano un curioso contrasto con quelli della bimba, neri, lisci, lucenti, un po’ appiccicati sulla fronte accaldata.
    Elisabetta abbraccia sua figlia e con lei tiene stretto a sé tutto il suo modo di cose, affetti, speranze.
    Gaetano, il suo uomo, stanotte ha attraversato il mare per un viaggio che non evoca emozioni, ma un tonfo sordo nel fondo dell’anima.
    Da oggi, nel quartiere antico nella sua casa, nella sua vita, è sola.
    Tra qualche mese qualcuno le dirà che Gaetano è morto e con lui tutti i loro sogni ed il suo futuro ma Elisabetta, abbracciando la figlia in questa notte di agosto, sente in sé, soltanto, incolmabile, il vuoto della solitudine, la perdita insanabile della sua appartenenza.
    Domani, ritornando per il vicolo ripido verso la sua casa, ancora tra le braccia, porterà Maria.
    Insieme si siederanno a quella tavola che dista solo un passo dall'enorme letto di ferro battuto.
    Elisabetta, col pane ed i pomodori avuti dal padrone dove è andata a s’abbuscà a’jurnata, prepara il pranzo per entrambe.
    Per Maria bagna il pane facendone zuppetta.
    E’ uno strano quadro: le mani di Elisabetta, giovani e nervose, ossute e dure, portano lentamente alla bocca il cibo.
    Maria con le sue, piccole e paffute, cerca goffamente di imitare i gesti della madre.
    Ci sarebbe da ridere se solo la donna guardasse. Ma Elisabetta non guarda: dagli occhi acuti ed azzurri, che ostinatamente fissano il piatto, scivolano silenziose le lacrime.
    Sono lacrime senza singhiozzi, severe, schive, essenziali.
    Negli occhi di Maria, neri, grandi, attoniti, resta muta una domanda.


    ...E’ in una Dublino brumosa che ora guardo persone e cose.
    Il legno liscio, consumato dai corpi e dal tempo nei pub fumosi e nelle panche delle chiese mi riporta, con meraviglia, alla nostra storia di donne.
    Vecchi corpi di madri dal capo coperto, chiusi in preghiera, sono l’epilogo di vite pregne di sorrisi, amplessi, grida, parti.
    La mutevolezza del clima, le giornate folli tra estate ed inverno, sferzano nella brughiera il mio corpo stanco: il gusto sapido del mare mi pervade.

    ..Ricordi, madre, quando correvo, nel profumo del mare, con te nel giardino della mia e della tua infanzia?
    Ricordi quando, stanche ed accaldate, sedute, mi insegnavi giocando a cercare, nel verde carnale di una foglia, il mio futuro, il destino della mia vita?
    Non più in foglie di arancio ma di erica cerco il mio destino, eppure sono ancora qui, urlando e bestemmiando per quello che l’esistenza non mi ha mai regalato, inorridendo per quello che mi ha rubato, rabbiosa per tutto ciò di cui, scientemente, ho lasciato mi depredassero.
    Ti ho appena cercata di nuovo, madre mia bambina.
    La stessa domanda è ancora nei tuoi occhi.
    Ancora cerchi, con tutta la paura dell’infanzia, chi possa risponderti.
    E la stessa domanda, silente e gridata, disperata ed umile, è viva nei miei occhi e nella mia vita.
    Dov'è, madre, la mia vita?
    Dov'è la tua?
    La stessa domanda resterà anche negli occhi di mia figlia?



    ...Come in sogno, ritorno per gli stessi vicoli antichi.
    Io e mia figlia camminiamo.
    I colori cupi, gli odori, le stesse voci di donne e uomini senza tempo ci accolgono.
    Nella terra della memoria, nella storia di donne antiche nel tempo e nell'anima, si insinua un raggio di sole.
    Impertinente, impudico, spudoratamente vitale, illumina i colori scuri dando loro nuova vita.
    Risveglia, riscaldandoli, gli umori dei corpi e delle cose.
    Amplifica i suoni.
    Le domande trovano le loro parole e la cortesia di un popolo saggio risponde con amore all'amore… vivendo.


     



    In viaggio con la memoria | 4 Commenti | Crea un nuovo Account

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    In viaggio con la memoria
    Contributo di: frame on Thursday, 06 December 2018 @ 15:36
    Non so, sono un inguaribile minimalista e non riesco ad
    apprezzare fino in fondo questo stile: forse sono versi
    in prosa, oppure trattasi di poesia prosastica, forse sono
    frammenti, prove tecniche per qualcosa di più corposo,
    lascio a quelli più esperti di me giudicare, ma sarei uno
    sciocco se negassi le tue evidenti e indubbie capacità
    espressive.
    Complimenti per il saggio di scrittura. Il racconto, cioè
    la storia latita, la trama è fragile ma non dispero… alla
    prossima volta con piacere.

    ---
    Frame

    [ ]

    In viaggio con la memoria
    Contributo di: Lorens on Thursday, 06 December 2018 @ 18:32
    ... "In viaggio con la memoria":

    "E' in una Dublino brumosa che ora guardo persone e cose"

    Proprio qui con questa frase del tuo racconto che mi
    soffermerei un attimo per proseguire con il pensiero quel
    cammino in un sogno che continua ...

    Un linguaggio con stile giornalistico assoluto, in forma
    cadenzata quasi un listato semi poetico di pregevole
    originalità in suggestive descrizioni compensate da
    minuziose sfaccettature dei protagonisti.

    Bene così ...

    ciao
    Lorens



    ---
    Lorens

    [ ]

    In viaggio con la memoria
    Contributo di: Armida Bottini on Friday, 07 December 2018 @ 05:34
    Per me sei molto brava e le tue parole risvegliano i miei ricordi sopiti, soltanto i nomi dei protagonisti sono diversi, ma il nome Elisabetta rimane vivo nel mio cuore. Anche lei è volata via nel tempo, lasciandosi alle spalle una bimba di diciotto mesi e un marito smarrito. Ciao. --- Midri

    [ ]

    In viaggio con la memoria
    Contributo di: zio-silen on Friday, 07 December 2018 @ 10:29
    Spero di non infastidirti se, qui di seguito, mi cimento
    nell'assemblaggio dei tratti (per me) poetici colti
    nel tuo racconto:


    "Dublino brumosa. Legno liscio, consumato
    dai corpi e dal tempo nei pub fumosi e
    nelle panche delle chiese, mi riporta
    alla nostra storia di donne.

    Giornate folli tra estate ed inverno,
    sferzano nella brughiera il mio corpo stanco:
    il gusto sapido del mare mi pervade.

    Ricordi, madre, quando, mi insegnavi a cercare,
    nel verde carnale di una foglia, il destino?

    Non più in foglie di arancio ma di erica cerco
    urlando. Dov'è, madre, la mia vita? Dov'è la tua?

    Come in sogno, ritorno per gli stessi vicoli antichi.
    I colori cupi, gli odori, le stesse voci senza tempo.
    Nella terra della memoria, nella storia di donne
    si insinua un raggio di sole".


    Stelle e un saluto

    ---
    zio-silen

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