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     Aperto   
     Monday, 05 November 2018 @ 15:30
     Leggi il profilo di: ablablabla
     Visualizzazioni: 475

    Poesie

    “ Un fuoco divino ci trascina di notte e di giorno ad aprici la via.
    Guardiamo nell'aperto, cerchiamo ciò che è nostro,
    per quanto lontano.”
    (F. Holderlin)


    Aperto



    Il vuoto abbatte nel pieno
    puntiglioso fino allo sfinimento
    prosciugato goccia a goccia.
    L’ape pensò subito al melograno
    rispose Il vento ancora più forte.
    E’ l’ora nona del cubito a
    un passo dal compasso.
    Solingo Il Penitente impaglia
    ad arte ogni tentazione.
    I morti parlano per i vivi
    l’organo scopre la collezione di farfalle.
    Si compie l’atto eroico senza uguali
    al netto della tenebra incombente.
    La nuvola pecorella non lascia tregua
    cancrena pedale origine del mondo
    conta punto punto ogni autentica
    scintilla pantoclastica.
    Così lasciarono scorrere le Immagini ben
    oltre i limiti fisici della narrazione
    oltre la verità del dettaglio. Amen.


     



    Aperto | 12 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Aperto
    Contributo di: percefal on Monday, 05 November 2018 @ 19:32
    Dramma illirico atto unico: goccia a goccia, punto punto, l’organo penitente s’impaglia e scocca la scintilla, Amen! Visto l’assunto, prologo citazione, ci s’interroga sui grandi temi esistenziali, punti si insinuano come combustibile in accumulo e fanno da comburente per l’innesco pantoclastico. Solo riflessioni all’aperto, evitare luoghi chiusi. --- «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

    [ ]

    Aperto
    Contributo di: Lorens on Monday, 05 November 2018 @ 21:47
    ... cominciamo con il refuso "aprici" anziché "aprirci"
    nella frase di Holderlin fino a giungere in chiusura di
    "Aperto" con un "Amen" che è come dire: "scambiatevi un
    segno di pace, la messa è finita andate in pace" ...
    Sì, va beh ... ma la poesia dov'è?

    Diciamo che qui il senso poetico non si è proprio "Aperto"
    ma ha chiuso i battenti, per ora, sperando non in maniera
    definitiva e "pantoclastica" a sfascia tutto.

    Devo comunque osservare che i tre versi dell'ultima strofa
    finale di chiusa, davvero mi sono piaciuti, sia per il senso
    compiuto che per logica, fascino, fantasia ed enfasi
    conclusiva baluginante misticismo creativo.

    ... “La Abla Warner Bros Pictures“ è lieta di presentare:

    "Aperto”

    Lingua originale = Ablante pantoclastico (no traduzione)
    Paese di produzione = Italia
    Anno = 2018
    Durata = media (il tempo di una messa ai defunti)
    Colore = melograno maturo (tutti a magnà e stipsi acuta poi
    cristeri a rotta de collo)
    Audio = morti parlanti (zombi in chiesa)
    Rapporto = 2,35 : 1
    Genere = drammatico in pantoplastica (pellicole strappate)
    Regia = ablablabla
    Soggetto = Aperto (passo compasso penitente impaglia)
    Sceneggiatura = alla nona del cubito in pantoplastica
    Produttore = ablablabla (sì, ma chi paga?)
    Casa di produzione = La Abla Warner Bros Pictures
    Distribuzione (Italia)= tra i loculi dei defunti parlanti
    Fotografia = nuvole a pecorella e cancrena pedala (help)
    Montaggio = schizoide concatenazione versi e scene a caso
    Musiche = di Addolorata Pantoclastica (trombe rotte)
    Scenografia = di Felice Apecorella (ogni riferimento a
    persone ed avvenimenti è puramente casuale)
    Costumi = adamitici in folk atipico e psicopatico uso

    Voti da (1 : 10)
    incipit = distruttivo in pantoplastica (4)
    musicalità = "Aprite la finestra" Franca Raimondi (6)
    fantasia = a cancrena pedale origine del mondo (2)
    verso = libero liberato da carcerare (3)
    contenuto = Solingo Il Penitente impaglia (2)
    messaggio = morti che parlano ai vivi (4)
    scrittura =
    narrativa =
    emozionalità = solo in chiusura (8)
    interesse = aperto in pantoplastica (3)

    Un imponente personaggio di spessore del teatro e dello
    schermo nonché uomo nobile e di grande spirito umoristico
    oltre che principe conosciuto con il nome di Antonio De
    Curtis e ancor più famoso con il nome d'arte "Totò", egli
    sicuramente avrebbe così esclamato:

    "Ma mi faccia il piacere!
    Quisquilie, bazzecole, pinzillacchere, sciocchezzuole!
    Alla faccia del bicarbonato di sodio!?!"

    "Inviate un SMS al 55568 donando due euro al PICC (poeti
    incomprensibili cultura coatta) così potrete aiutare questi
    autori nel tornare a scrivere poesie donatrici di umane
    emozioni”

    ciao
    Lorens









    ---
    Lorens

    [ ]

    Aperto
    Contributo di: Armida Bottini on Tuesday, 06 November 2018 @ 09:47
    Prosciugata totalmente. Ciao --- Midri

    [ ]

    Aperto
    Contributo di: jane on Tuesday, 06 November 2018 @ 13:54
    “ Un fuoco divino ci trascina di notte e di giorno ad
    aprici la via.
    Guardiamo nell'aperto, cerchiamo ciò che è nostro,
    per quanto lontano.”
    (F. Holderlin)



    «Essere uno con il tutto, questo è il vivere degli dei;
    questo è il cielo per l'uomo […] Essere uno con tutto ciò
    che vive! Con queste parole la virtù depone la sua austera
    corazza, lo spirito umano lo scettro e tutti i pensieri si
    disperdono innanzi all'immagine del mondo eternamente uno
    […] e la ferrea fatalità rinuncia al suo potere e la morte
    scompare dalla società delle creature e l'indissolubilità
    e l'eterna giovinezza rendono felice e bello il mondo […]
    un dio è l'uomo quando sogna, un mendicante quando
    riflette » F Holderling. (il poeta morto parla)

    ---
    Il Poeta assomiglia al principe dei nembi
    Che abita la tempesta e ride dell’arciere;
    Ma esule sulla terra, al centro degli scherni,
    Per le ali di gigante

    [ ]

    Aperto
    Contributo di: Sandro Moscardi on Wednesday, 07 November 2018 @ 22:16
    In questo bellissimo testo la fiammata o il pungolo che ci introduce nello scorrere espansivo della spazio temporalità, detta anche realtà, ci vede come sabotatori, con l'intento di diventare creatori utilizzando le macerie di risulta della demolizione. Gli opposti esistono bilanciando in modo simmetrico un fulcro vuoto, nel quqle cadrebbe ogni cosa con la scomparsa di una opposizione che gli resiste, come la materia non saprebbe sopravvivere al superamento in negatovo allo zero assoluto. Così se trionfasse il bene, esso non esisterebbe più, così il bello, ecc. Straordinariamente bello il veso dove il penitente impaglia le tentazioni. Ma Tu straordinario Poeta ogni volta ci incanti rarefando la parola in Poesia sublime. Ciao Sandro

    [ ]

    Aperto
    Contributo di: LoSpettro on Thursday, 08 November 2018 @ 12:32
    Vengono a meno i presupposti per un commento in questa poesia. Si fà dell'impermeabilità la massima eleganza! Cosa poter dire. Che il poemetto gira su sè stesso, senza motivo alcuno, giocando con la sua coda? Io lo vedo troppo imperniato su significati esclusivamente comprensibili al solo autore. O meglio, davo ragione a Lorens : "Inviate un SMS al 55568 donando due euro al PICC (poeti incomprensibili cultura coatta) così potrete aiutare questi autori nel tornare a scrivere poesie donatrici di umane emozioni" fino a ieri, fin alla comparsa del commento del Moscardi. Mi pareva che l'equazione contemporaneità e incomprensibilità fosse ancora una volta soddisfatta. Invece...a quanto pare soddisfatta è solo la mia ignoranza. Sarà perchè non conosco Holderlin. Sarà perchè sto ancora all'ingresso di una contemporaneità e perchè la contemporaneità ha una lunga scalinata che la precede. Mah! Mi domando quanti lettori provano il mio stesso smarrimento. C'è da dire che, in ogni caso, il testo successivo di Elysa, pur postato nella contemporaneità e pur evocando una altrettanto illustre anima poetica è di tutt'altra comprensione. Differenti modi di far poesia! Imparerò a conoscerla Sir Ablablabla. Gradisca i miei ossequi.

    [ ]

    Aperto
    Contributo di: Elysa on Friday, 09 November 2018 @ 12:29
    bè quando si legge Abla lo smarrimento è concetto inseparabile dal suo modo di far poesia, per alcuni affascinante per altri difficile...io sono tra i secondi...quasi sempre --- Elysa

    [ ]

    Aperto
    Contributo di: joshua on Friday, 09 November 2018 @ 12:57
    Quando dico che la poesia è (per me) nella sintassi, abla in questo componimento lo esemplifica in modo splendido, (s)muovendo il pensiero da un punto punto a un punto punto, non restando fermo punto, ma piuttosto (neanche tanto bizzarramente) prillando secondo un moto browniano (penso sia lo stesso delle molecole che nel cervello neurotrasmettono tutto quello che ci abbiamo messo dentro, che più è meglio è, anche se più è, più difficile viene, a chi meno ce ne ha messo, mettersi ad inseguire quel movimento stesso).
    Potrei dire che l’acetilcolina sia il neuromediatore chimico del presente mai fermo, il GABA, o la glicina, essendo quelli del passato oramai inibito, cristallizzato, metabolizzato. Di qui il salto da una fessura sinaptica spalancata sull’attimo, a un’altra fissata in una posa statuaria, quasi da icona sacra (o profanata), di qui la sfilata (carrellata) delle immagini in andirivieni tra time present and time past perhaps present in time future (ben oltre i limiti della narrazione, perché ciò che possiamo raccontare è solo impressione o alone o lascito mentalmente – perciò realmente - dalla realtà esiliato).

    Che Tu mi piaccia da matti non è mai inutile ribadirTelo (ma Te lo reimbandisco, anche perché a reimbandire non si rimbambisce, magari ci si imbambola solo sublimemente dopati. E adesso torno al mio swappo alla banana e Black Cavendish. Vuoi un tiro o preferisci un succhino?).
    nab

    [ ]

    Aperto
    Contributo di: PattiS. on Saturday, 10 November 2018 @ 22:01
    fortemente drammatica, quasi metafisica, il poeta-penitente si fa leggere i tarocchi
    da madame Sosostris (dico io). La scena alla nona ora, l'ora dell'espiazione, dal
    passo al com-passo, il simbolo dell'amore perfetto che disegna un cerchio, che
    anche si conchiude come muore l'ape o la farfalla. Unico peccato, vedere il mondo
    esattamente com'è. Splendido poeta anche quando sei triste (non do stelle, sono
    in ritiro spirituale)

    ---
    ...playing a game of worlds...V. Nabokov

    [ ]

    Aperto
    Contributo di: trimacassi on Tuesday, 13 November 2018 @ 11:53
    Il merito credo stia nell'avere riproposto i versi di tale
    F.Holdering. Stelle e piacere della lettura vanno a lui, come
    pure gli aggettivi gratificanti sparsi qui sopra.
    Il resto è 'parragia'-per dirla col mio dialetto- ignota, e
    susseguirsi di panegirici e attivismi dei colleghi più intimi
    Ciao ablino, ti lascio il mio commento disinteressato.

    ---
    trimacassi



    [ ]

    Aperto
    Contributo di: Anais on Tuesday, 13 November 2018 @ 21:57
    Aperto come "tenere la mente aperta", bisogna sempre vigilare, la mente si
    restringe se non la si alimenta di continuo.
    Un po ' forse x questo vengo a commentare anche se non inserisco più niente
    da più di due anni ormai.
    In realtà credo di essere affezionata a questo club, per questo torno.
    Con le tue poesie non riesco a fare analisi, prendere o lasciare, ma
    rimango sempre colpita dalla genialità di alcuni versi: ne trovo sempre,
    in ogni tua poesia. È una cosa che denota un'istintiva intelligenza e intuizione
    poetica, certo se tu fossi più comprensibile sarebbe un bene credo
    x tutti. qui sembra si sia arrivati ormai a un punto che se si capisce vale un
    tubo, se è incomprensibile vale molto, boh ho letto diversi poeti, anche non
    facili, ma l'ho detto un sacco di altre volte, ma in qualche modo li ho capiti, si
    fanno capire

    [ ]

    Aperto
    Contributo di: Mecroarco on Saturday, 17 November 2018 @ 18:02
    Meh, originale finché vuoi, ma per trovare la sostanza c'è bisogno di essere
    l'autore o qualcuno con una forma mentis davvero molto simile. Quando mi ritrovo
    davanti a poesie così volutamente complesse, il più delle volte passo oltre non
    tanto perché siano brutte, quanto piuttosto poiché non comprendo la ragione per
    cui si debba portare così all'estremo la rarefazione e l'inaccessibilità del messaggio
    contenuto nell'opera (sempre ammesso che esista). Pertanto, tutto quello che
    posso dire riguarda solo la parte formale, il che però implica che la poesia mi si
    presenti come un collage di immagini particolari il cui senso globale mi sfugge. Per
    dirla breve, è come essere di fronte ad un quadro manierista: tecnicamente ben
    costruito, ma il tutto si ferma lì perché non c'è un oltre, un significato sotterraneo
    che, anche se ci fosse, è così nascosto da renderlo in pratica insondabile.

    Mecroarco

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