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     Il Ventriloquo   
     Friday, 19 October 2018 @ 10:00
     Leggi il profilo di: LoSpettro
     Visualizzazioni: 956

    Poesie

    Violava, seppur con spurie ingiurie,
    ma solo perché non pronunciate,
    anzi occultate.
    E instillava riso, sì,
    svelava inveendo
    i ruderi delle incurie di quel pensare
    che divenne, cento anni or sono, regnante.
    Ed il pubblico rideva.
    E da quelle idee
    esinaniva la memoria evocando trame
    che al culmine del loro schiudere,
    ordirono il turbine tremendo
    della più ignuda furia mai vista.
    E involveva a sé tutta l'ilarità della sala.
    Ledeva e si soffermava.
    Sorrideva.
    E doveva far tacere per riprende
    le sproporzioni delle sue battute.
    Sproloquiava equivoci,
    offendeva con la parola nuda.
    L'ecchimosi degli improperi che avvertivo,
    non si tumefaceva su quella massa
    di disillusi inebetiti spettatori,
    né il nefasto non si irrobustiva in nessuno.
    Ai galloni, alle cordelle
    agli alamari e ai gambali
    di una divisa di nero aggressivo,
    lui affiancava l'esaltazione
    della truce violenza, dell'omicidio seriale,
    osannava l'ardua rupe da loro ambita,
    la loro musa avvolta da ideali di luce.
    Teatralizzava il fascismo.
    Ed il pubblico applaudiva.
    Entusiasta seguiva il Ventriloquo ed il suo totem,
    ingollando continuamente
    minuti di insulsaggine.
    La sottile ironia che imperversava
    contro quel pupazzo tra le sue mani
    erano scellerati colpi idioti,
    pari ai medesimi colpi che enfiavano
    onorando lo squadrismo.
    Non esiste esagerazione contro il ritorno
    di quelle idee partorite e la loro volontà di non morire.
    Non esiste esagerazione contro gli istrioni del tormento,
    degli istinti bassi, delle qualità elementari della mente:
    non esiste esagerazione contro chi non vede il futuro,
    chi agita perennemente un'idea stabile per lasciarla ferma.
    Afferro il comando della tv.
    L'azione è immediata.
    Troppo ho veduto.
    Ma il Tempo che grava e comanda
    sbeffeggia di nuovo e marca d'impotenza la mia volontà.
    Pure il Ventriloquo aggiunge un basta,
    ma alla sua elementare intellighienzia.
    S'alza dallo sgabello, imbraccia il factotum
    capo milizia e sull'onda di una base musicale
    smuta la parola. Il suo labiale ha voce.
    Canta mentre esce dalle quinte.
    Ringraziamenti. Fragori di scena e lui
    che accenna :
    "Ce ne freghiamo della galera, ..."
    come di consueto, sigillo al suo numero.
    Spengo. Mi sconvolge la massa più di altro.
    "Ce ne freghiamo della galera,
    camicia nera trionferà.
    Se non trionfa
    sarà un macello
    col manganello
    e le bombe a man!"
    La tv è spenta. Il comando è dove l'ho lasciato.
    Mi volto nel terrore:
    mio figlio, entusiasta.

     



    Il Ventriloquo | 24 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Il Ventriloquo
    Contributo di: frame on Friday, 19 October 2018 @ 13:39
    La supposta
    Della “supposta” superiorità morale della sinistra, del
    suo vezzo di farsi beffe del passato, di fare tutto un
    fascio del fascio e di tutto ciò che non sia falce e
    martello, di tutto questo dicevo se ne parla da mezzo
    secolo ormai. E’ un must, un ritornello stantio, insomma
    un argomento che non fa più orrore né a destra né al
    centro e manco a sinistra della sinistra. Talvolta fa
    ridere, se usata bene in certi ambienti diverte ancora,
    strappa la risata. Da quando poi quella frescona con le
    gambe lunghe e i riccioli biondi sula fronte a coprir le
    rughe è entrata in parlamento con una maglietta con la
    scritta “Meglio frocio che fascista” qualcuno ha tirato
    fuori dall’armadio ancora l’argomento e già si parla di
    supposta superiorità semantica della sinistra. Ma sempre
    di supposta in quel posto si tratta. Al di là di come la
    si pensi.
    Comunque… Io ho apprezzato l’ironia sottile del testo,
    non mi convince il terrore e il tono teatrale di qualche
    battuta, ma ci sta. Nel suo genere, mi pare una buona
    poesia. Scritta senza dubbio molto bene.


    ---
    Frame

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: jane on Friday, 19 October 2018 @ 16:03
    Elaborato, interessante, pregiato. Ma
    decisamente inquietante il tuo nick name
    o alias! Ciao Belfagor!

    ---
    Il Poeta assomiglia al principe dei nembi
    Che abita la tempesta e ride dell’arciere;
    Ma esule sulla terra, al centro degli scherni,
    Per le ali di gigante

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: Carmen on Friday, 19 October 2018 @ 17:01
    Non considero poesia questo racconto.
    Ma, al di là di questo aspetto, non mi
    ha lasciata indifferente.
    È un qualcosa che schiaccia, asfissia,
    fa venire voglia di fuggire, mentre ti
    domandi da che parte andare e da che
    parte siano la verità, la giustizia,
    il bene.
    Leggendo ho rivissuto l' atmosfera di
    certe pagine angoscianti de "1984" di
    Orwell.

    ---
    Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: Seeker on Friday, 19 October 2018 @ 21:27
    questa che stiamo vivendo é più sottile, ma sempre di
    dittatura si tratta.
    Un bello scrivere, complimenti.

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: zio-silen on Saturday, 20 October 2018 @ 08:17
    Dopo la cantonata presa (non necessariamente per mio demerito) con l'interpretazione della poesia di Bellinverno,
    penso, a partire da qui, di evitare avventurose esegesi e limitarmi al giudizio estetico secco, tipo: bella - brutta,
    lunga - corta, sovrabbondante - scarna, ecc.

    Giudizio da declinare rigorosamente al maschile (riferito al "componimento")... non si sa mai, in tempi di Me Too.


    Tanto premesso, mi sento di affermare con relativa consapevolezza che il tuo testo è "lungo"... e - azzardo - un tantino "sovrabbondante".



    Un saluto

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: Pale shelter on Saturday, 20 October 2018 @ 16:51
    Un testo interessante. Mi incuriosisce moltissimo l'evento televisivo responsabile dell'ispirazione, dello scatenamento di una reazione così forte – anche se la televisione dei nostri giorni offre programmi che fanno effettivamente accapponare la pelle.
    Ma è quanto intuito dalla descrizione che fai della trasmissione a incuriosirmi: chi mai sarà stato il tuo Ventriloquo. Ricordo che anni fa postai qui sul Club una poesia che pur non essendo così precisamente mirata come la tua, parlava di un illusionista che “confondeva” il malcapitato scelto a caso tra la folla a fargli da assistente, quindi da complice (la poesia si chiamava “Illusionismi”).
    Il lessico usato è quello che mi aspettavo dopo avere letto I tuoi commenti: sai maneggiarlo sicuramente con coerenza e perizia anche se non è esattamente nelle mie corde, anzi. Devo però riconoscerne l'efficacia soprattutto in alcuni buoni passaggi (ha la sua bella potenza il passo con l'anafora "non esiste esagerazione") e in certe scelte (mi piace molto “esinaniva”, ad esempio)
    La poesia, considerata anche la sua lunghezza, direi che tiene molto bene dal punto di vista della tensione dall'inizio alla fine (è il suo maggior pregio, mi sembra). Sono però d'accordo con lo zio che di qualcosa si potrebbe fare a meno e che qualche verso/tratto appare piuttosto opaco (un esempio per tutti: “L'ecchimosi degli improperi che avvertivo, non si tumefaceva su quella massa di disillusi inebetiti spettatori, né il nefasto non si irrobustiva in nessuno.” potevi anche risolverlo in modo più agile) e qualche passaggio mi arriva meno incisivo nel significato (non tutto mi è giunto chiaramente)
    Bello il finale, la visione di terrore, di sgomento, del figlio entusiasta che è un'immagine filmica ben rappresentata.
    Alla fine concordo anche sulla riflessione a latere fatta da Seeker nel suo commento.
    Ti segnalo un paio di refusi: “riprende” al diciassettesimo e “intellighienzia”, più sotto con una “i” di troppo.

    Franco

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: Dema on Saturday, 20 October 2018 @ 19:00
    Bracardi
    gridava In galera ! in galera !
    e io allora solo figlio, non capivo
    Dema

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: Lorens on Saturday, 20 October 2018 @ 19:11
    ... il ventriloquo emette suoni e voci evitando di muovere i
    muscoli facciali, qui nel contenuto "pseudo poetico" di
    questa tua lirica, i versi così come sono scritti
    sequenzialmente dall'autore, cozzano inesorabilmente in
    coatta enfasi e pomposità letteraria in noiosa risultante e
    magniloquente vanagloria prosastica ...

    Peccato perché l'idea era apprezzabile, la cui chiusa mi è
    parsa apprezzabile per originalità e riscontrabile nei tempi
    d'oggi quando ancora spesso si rischia di seguire modelli
    imprudenti senza rendersi conto della loro pericolosità.

    Questo è solo il mio modesto pensiero, condivisibile o meno,
    a rileggerti con vivo interesse.

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: Mecroarco on Sunday, 21 October 2018 @ 01:07
    Innanzitutto, benvenuto nel Club! O meglio, benvenuto nelClub come autore e non solo come commentatore. Allora, per iniziare devo dire che la tua poesia, stilisticamente parlando, non mi dispiace affatto, anzi la trovo molto potente e pregnante per via di tutti quei termini aulici e ricercati che, nel 80-90% dei casi, riescono a convivere fra loro e a non cozzare troppo evitando di creare il rischioso "effetto supercazzola". Come mi è stato fatto notare riguardo alla mia ultima pubblicazione (per altro giustamente), l'utilizzo di termini così elevati, sebbene renda la poesia più solenne, ha l'effetto collaterale di ridurne la scorrevolezza e l'immediatezza dell'impatto col messaggio veicolato. Per dirla con un paragone sulla natura, è come se tu avessi rinunciato ad uno tsunami che travolge a gran velocità tutto ciò che incontra sul suo percorso per preferigli un imponente ghiacciaio che avanza lento ma maestoso. Considerando l'argomento trattato, devo dire che la tua scelta è stata azzeccata sia poiché in questo modo il tuo messaggio resta scolpito nella mente del lettore (per lo meno il concetto) come una sorta di monito (sul quale però, come vedrai fra poco, ho un po' da ridire) sia perché si ha come l'impressione che tu stia combattendo il fascismo con la sua arma propagandistica preferita, ossia la potenza espressiva propria di ogni arte del Ventennio (dai kolossal cinematografici a firma D'Annunzio ai monumentali edifici eretti nel periodo passando per i discorsi del Duce). Venendo ora all'argomento su cui verte la tua opera, devo dire che la penso un po' come frame, ovvero che questo testo sia quasi una versione molto più curata studiata nella forma di quei "discorsoni" dei sinistri che ogni due per tre ci tengono a ricordarci che gli italiani sono un popolo di "razzifascionazixenofobisti" e che dovremmo tutti riscoprire il mito del buon selvaggio che viene dal mare (di tutte le cose possibili che si potevano prendere dall'Illuminismo, l'unica che considero completamente campata in aria). Posso capire la tua preoccupazione, specialmente verso le generazioni che verranno (a tal proposito, molto bella la chiusa della poesia, inquietante al punto giusto), ma credo che sia un allarmismo molto esagerato, allarmismo che è una della cause per cui la retorica antifascista perde sempre più risonanza, oltre ovviamente alla suppostissima superiorità etico-morale-culturale di una sinistra che non è molto diversa dalla destra (ehm Renzi e PD ehm) o che è l'altro lato della nera medaglia (vero, kompagni?!). Insomma, al termine del mio immensamente prolisso commento, posso dire che stilisticamente il componimento mi pare solido e funzionale al messaggio, ma quest'ultimo mi prende poco. Tuttavia, visto comunque il grande lavoro da te messo in atto e considerata la sincera convinzione di ciò che affermi, eccoti una mezza stella di stima. 1/2 Mecroarco

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: joshua on Sunday, 21 October 2018 @ 16:59
    Un polpettone che mischia tritato di retorica, pangrattato di sciattezza e ampollosità linguistica e stilistica, prezzemolo ingiallito di antifascismo (mi viene in mente la definizione di Eco del fascismo come tentazione perenne dello spirito, Pound docet!, e dunque in agguato, neanche tanto paradossalmente, perfino nell’antifascismo, almeno in quello di maniera), con qualche ovetto sbattuto dall’ansia per le tendenze neosquadriste di un figlio, che, se vi tende, forse potrebbe essere colpa di un padre che la storia, patria o espatriata che sia, gliela lascia parodiare da un ventriloquo. j

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: bellinverno on Sunday, 21 October 2018 @ 18:57
    Io sapendo scrivere come te, l'avrei comunque fatta un pò più corta. E' ridondante, ed a causa di questo il messaggio si perde un pò e si edulcora. Al di là di questo mi è piaciuta, sei stato bravo.

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    Il Ventriloquo
    Contributo di: Sandro Moscardi on Monday, 22 October 2018 @ 05:44
    L'argomento è maltrattato da un fai da te con acquisti impropri ( picchetti, filo di ferro, chiodi, tenaglie, mazzette, ecc.) ed un campo di lavoro altrettanto limitato, non per creare argini, ma pollai, chiusure e cinte di tifoserie di appartenenza. Le parole sguazzano nel recinto delle oche mentre il gallo si illude di dominare confini violandoli volando. Ma è la terra che nasconde cunicoli, tane e gallerie che aprendosi danno luce al buio celato, ed infatti le volpi scavano, non volano.
    Insomma sono i mavimenti di terra che garantiscono fertilità, fatti con ruspe o aratri, le strutture soprasuolo sono difese alla tre porcellini, inadatte alla potenza dell'attacco, o prigione dove sopravvivere.
    Ciao Sandro

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: Armida Bottini on Monday, 22 October 2018 @ 06:58
    Ti dirò carissimo LoSpretto che ti ho letto appena hai postato, ma ho aspettato a commentarti, per vedere cosa dicevano gli altri. Non ho capito se inneggi o no, però credo che le tue parole siano attualissime e che descrivano abilmente e perfettamente la situazione politica italiana. Cosa succederà, sarà meglio un pugno di ferro in un guanto di velluto, morire con un fiore in bocca, o fare finta di niente e continuare ad aspettare che gli amici al bar finiscano la loro partita? Giocano con carte truccate, tu che fai il loro mestiere ne sei ben edotto. Tanto sappiamo tutti che finirà con una presa in giro generale, i pochissimi burattinai mafiosi sorrideranno della massa imbelle che combatte contro i mulini a vento, mentre i nostri ragazzi reagiranno stordendosi con la musica e la droga. Non ci sarà più il Balilla. Sei molto sarcastico ed intelligente grand'uomo. Trenta e lode e stretta di mano accademica. Là fuori ti metteranno in testa l'alloro e domani andrai ad elemosinare un lavoro. Ciao LoSpretto. Tutto come prima. --- Midri

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: dario moletti on Monday, 22 October 2018 @ 11:33
    d'accordo con Midri è una tempesta perfetta e mi ci ritrovo/ come direbbe Carmen sono uscito di nuovo dal "sarcofago" ma ne valeva le pena per applaudire questa tua poesia

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: percefal on Tuesday, 23 October 2018 @ 18:49
    Versi assai articolati, fosse altro per issonante distopia: Segni dei tempi, fuori pentagramma, s’intenta il suono di un altro vent’ennio. Flaiano-no, il ventriloquo e il suo doppio in do contralto…. filava d’archetto e Viola, anzi, sviolin- a-vi. In metafora “The Great Gabbo che non è il Gasby di Fitzgerald ” permette la comprensione di alcune psicologie. Esso è persona reale che sdrammatizza proprio su i canoni della realtà, realtà presente nel proprio dire, voce pupa, pupillo, delfino. Strana crisalide la pupa che opera in qualità di portavoce: vale chi parla, in vece o per conto di altra persona, di un gruppo et similia. capire in cosa consiste quest’attività e in che misura essa sia possibile … «Come fa il portavoce a essere investito dal pieno potere di agire e parlare in nome del gruppo che egli produce attraverso la magia dello slogan, del motto o del comando … chi ha i “titoli” per farlo, ossia chi possiede i pieni poteri di portavoce. Mistero del ministero o forse dei ministri… Siamo davanti a un caso esemplare di «ventriloquia lirica usurpatrice “Il suo labiale ha voce” non più mimica ma verso, il gesto fragore da applausi. --- «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: trimacassi on Tuesday, 23 October 2018 @ 19:50
    Potrebbe anche essere scritta bene, ma come poesia non convince, né è auspicabile che ci imbrattiamo di politica, che già il Club di suo non gira per il meglio, e ci mancherebbe solo quella! Qui non ci vogliono né stelle né margheritoni, ci vogliono solo argomenti più sani e più puliti, che non dividano il popolo della poetica. --- trimacassi

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: Anais on Wednesday, 24 October 2018 @ 00:00
    Per scrivere sai scrivere non ci piove, purtroppo mi trovo d'accordo con chi la
    definisce un polpettone, è troppo...non so...altisonante...quasi noiosa anche se
    il finale mi ha fatto più che inorridire, sorridere e lo trovo positivo, a effetto
    (tragi)comico.
    Ciao.

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: LoSpettro on Wednesday, 24 October 2018 @ 00:14
    Ringrazio tutti per l'interesse. Una breve risposta ai vari
    frames, Mecroarco, trimacassi: in questa poesia non parlo di
    politica, parlo di antifascismo. Non è importante mettersi da
    qualche parte delle fazioni odierne. Qualsiasi dibattito
    sinistra, destra Renzi e altri è fuorviante. Hanno
    perfettamente ragione affermare Seeker, Pale shelter, la
    gentilissima Armida Bottini. E' necessario parlarne di
    antifascismo, e se volete parlare in modo netto di fascismo
    senza pregiudizi con la cronaca dei fatti, degli eventi, non
    dimenticando mai la Memoria. Non deve rimanere un inconscio
    della storia d'Italia. E la cultura italiana non deve privarsi,
    badate bene, dall'essere stata fascista. Oggi le grandi
    idealità che hanno formentato il dopoguerra stanno andando
    tutte a farsi benedire. Bisogna mantenere viva la Memoria.
    Analogie agghiaccianti si ripropongono ogni giorno. Una mia
    considerazione (che può essere anche l'esegesi de Il
    Ventriloquo): è da stupidi pensare che la politica possa
    assumere ancora una forma netta, simile, estrema, sfacciata
    come fu per quel ventennio fascista. Sottile, camuffato,
    vigliacco, forte, è possibile invece che ritorni sulla
    scena, su di un palco coinvolgendo nuovamente. E l'emozionalità
    coinvolgerà nuovamente tutti. Bisogna parlarne, sapendo che
    "non esiste esagerazione". Una saluto. Ci si vede nei commenti.

    NB: L'altisonanza che mi si imputa l'ha perfettamente decifrata
    Mecroarco nel suo commento.

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: 3306byron on Wednesday, 24 October 2018 @ 11:32
    ciao spettro, cominciamo col mettere in chiaro che mi trovi antifascista quanto basta, insomma dai proprio di una di quelle generazioni in cui non potevi esimerti di stare o di qua o di la, a meno di non finire democristiano (e ci si chiedeva cosa fosse peggio da ambo i lati). ma forse proprio per questo, consentimi una critica da "insider" (si' proprio tipo una di quelle estenuanti "autocritiche" in cui la sinistra si contorceva a molla tra anni sessanta e ottanta, prodotto di quello che gia' in nuce era uno scollamento radicale tra ragion d'intelletto e ragion di stato). io ho apprezzato la tua poesia per un paio di riguardi. primo, la cifra stilistica. il registro lessicale altissimo. ne sono venuto fuori dicendomi: ma servono tutti e tali paroloni? allora ho riletto cercando l'intruso... eh beh, provided la cifra stilistica che hai voluto spendere e il resto, insomma non mi sono sentito di mettere all'indice molte parole (forse, su tutte, "enfiavano", assieme a un paio d'altre stravaganze, ma piu' lievi). insomma come a dire che tutto sommato: non male, nel senso dei danni contenuti visto che hai praticamente sparato con un AK47 in una cristalleria. un altro punto che ho apprezzato e' stato in chiusa il contestualizzare e rendere il plot piu' personale... gia' qualcuno lo ha detto "forse colpa del padre": si ma grazie alca! qui c'e' consapevolezza, e questo e' un merito della tua poesia che' essa porge il fianco e non affoga in quello che altrimenti sarebbe potuto essere un mare di stilemi inutili e pompo-filosofici. ti riconosco uno stile interessante e un certo potere evocativo (tanto che resto curioso della perdita di punti: sei lo stesso quando commenti?). ma insomma, decisamente questo taglio di antifascismo chianino e' effettivamente un po' stagionato. voglio dire, va bene se vuoi imbracciare l'arma del pathos, ma poi devi fare i conti coi pizzi e merletti che vengon fuori. l'evocazione qui si perde nella semplicioneria delle immagini (prendi ad esempio i gambali di mussoliniana memoria), che veramente stridono per anacronismo e centrancazzismo. insomma come inveire contro il mafioso di oggi parlando di cavalleria rusticana. se vuoi fare le catilinarie adesso che catilina c'e' non da ieri, dovresti curarti meglio di sapere come egli appaia oggi. mi pare che il tuo ritratto, a parte la super-inflazionata lezioncina su tv et similia, dia veramente troppo poco in tal senso, vanificando tutta la costruzione d'insieme che quindialla sommatoria finale scivola nel ridicolo. peccato, va tuttavia rionosciuto che ti sei cimentato in un esercizio ginnico ai limiti dell'impossibile, specialmente se fatto usando lo specifico muscolo "lingua e cultura italiana".

    ---
    Poetry should make the visible a little hard to see.

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: PattiS. on Friday, 26 October 2018 @ 13:38
    da come commenti mi sembri una persona sufficientemente matura per poter
    affrontare qualche critica senza mettere in crisi la totale esistenza (propria e anche
    altrui). Per cui, con
    serenità, ti dirò quello che penso del tuo testo.
    Comincio con il dire che essendo la tua prima poesia postata qui (se non sei un
    riciclato), è difficile capire se questo tipo di linguaggio appartenga al tuo modo di
    vedere e scrivere poesia oppure parodia di una retorica tipica di quel periodo.
    Spero la seconda ipotesi, anche perché il desueto più che altro crea un effetto
    comico (spesso anche involontario). In ogni caso pensavo se non fosse stato
    molto più geniale usare il linguaggio futurista (da parodiare anche quello,
    certamente) vista la stretta vicinanza del movimento con il fascismo.
    Così, un'idea.
    Veniamo al contenuto. Personalmente sono abbastanza d'accordo con Fortini
    quando diceva che una poesia troppo inclusiva, ansiosa di dire troppo alla fine
    rimane per essere un "fotogramma cieco. Dice tutto, ossia nulla." Da qui l'"effetto
    polpettone" notato già da altri. Inoltre sono immagini molto stereotipate.
    Un'angolatura classica, usuale, quindi potenzialmente inutile. Resta il guizzo finale
    di buono, a mio avviso, e alla prossima lettura.

    ---
    ...playing a game of worlds...V. Nabokov

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: Elysa on Tuesday, 13 November 2018 @ 06:56
    una gran bella poesia dove trovo notevole padronanza della parola e ironia sottile e tagliente, me l'ero persa e mi dispiace...molto bravo/brava --- Elysa

    [ ]

    Il Ventriloquo
    Contributo di: telemaco on Friday, 16 November 2018 @ 23:17
    Di positivo c'è il fatto che si tratta di una poesia civile, oggi inattuale. Penso che l'eccessivo affastellarsi di oggetti e considerazioni verbali possano mascherare un po' il senso. Però questo affastellarsi è funzionale alla costruzione dell'ansia, che alla fine si trasforma in angoscia. Io cercherei di togliere tutto il superfluo per rendere più incisivo il messaggio.

    ---
    telemaco

    [ ]

    Il Ventriloquo Sinistro
    Contributo di: ablablabla on Sunday, 25 November 2018 @ 18:17

    La tv è spenta.
    Mi rivolto nel terrore
    Il comando dove l'ho lasciato?

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    Il Ventriloquo
    Contributo di: Odranoel&Franka on Tuesday, 11 December 2018 @ 23:34
    Contributo di: LoSpettro on Tuesday, 11 December 2018 @ 02:20 Questo tuo "caso" poetico è totalmente ombrato dal tuo "caso" umano. Viene a meno qualsiasi discussione letterale, lascia il tempo che trova. E' perentoriamente inutile che tu dia libertà al tuo pensiero se non accetti una contrapposta libertà di parola. Il peso nevralgico che dai a questo crocefisso - sia nella poesia che nei commenti vari - eleva la tua persona ad un agnosticismo assoluto. Il tuo controbattere, come sottolinea lo zio, in modo seriale par voglia diffondere un meme religioso. Pare. In verità assurge a forma di comunicazione a vanvera.

      Non si tratta di me. Non sono io a darvi fastidio.

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      LeoNico

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