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     La legge del pensiero   
     Thursday, 18 October 2018 @ 11:00
     Leggi il profilo di: bellinverno
     Visualizzazioni: 523

    Poesie

    Chi non ha nulla offre i propri capelli
    te lo leggo a fior di labbra mentre prepari il silenzio a cui ora mi affidi
    D’altronde nel gioco delle cose
    ci si nasconde anche per essere presenti
    Per arrivare fino a sera e dirsi in qualche modo
    che i giorni sono così come li ricordiamo
    Del mio cuore salveresti la mia buona fede
    il mio senso degli avvenimenti che ti mostrava l’altro lato delle cose
    Proprio a te, che hai occhi solo per veder bellezza
    ma non l’indiscutibile causa dei miei fantasmi
    Forse tu Fiorfuoco, non hai bisogno di buone ragioni
    per fermarti nel mezzo di una replica
    e ad onor del vero all’ombra che ti tiene la mano
    e che ti sposa ogni sera
    non è mai servita la parola che s’incarna per assistere alle vicende
    ai tuoi secolo feriti
    al tuo vagare di bestia in bestia
    Entrambi fedeli alla legge del pensiero
    che ci corregge senza parlare


     



    La legge del pensiero | 18 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    La legge del pensiero
    Contributo di: Mecroarco on Thursday, 18 October 2018 @ 18:08
    Uhm, una poesia alquanto ermetica che mi pare priva di un vero filo conduttore se
    non il rivolgersi a questa (o questo?) fantomatica FiorFuoco. Allora, diciamo che
    alcune delle immagini che compongono questa concatenazione di idee non mi
    dispiacciono, anzi le trovo davvero interessanti come ad esempio la "legge del
    pensiero" e "la parola che s'incarna per assistere alle vicende" poiché il primo mi
    ricorda il fatto che noi abbiamo la capacità di cambiare le nostre idee e opinioni
    tramite l'automatismo del pensiero e la seconda perché effettivamente le parole
    sono di supporto agli accadimento, in quanto altrimenti essi non potrebbero essere
    descritti o tramandati all'infinito. Tuttavia, altri versi non li capisco molto (e quindi li
    apprezzo meno) come "fermarti nel mezzo di una replica" (replica di cosa?), "offre
    i propri capelli" (anche se fosse un riferimento a Berenice, come mai proprio qui?)
    e "a fior di labbra mentre prepari il silenzio" (lo trovo una specie di ossimoro un po'
    forzato). In conclusione, c'è da dire che questa poesia può offrire degli spunti di
    riflessione interessanti, ma la sua non irrilevante carica ermetica non mi permette
    di apprezzarla appieno.

    Mecroarco

    [ ]

    La legge del pensiero
    Contributo di: Lorens on Thursday, 18 October 2018 @ 19:22
    ... a riferimento del titolo "la legge del pensiero" hai ben
    pensato a quello che hai scritto? Non mi sembra ...

    Il contenuto si sconvolge in un caos di considerazioni
    proprie di carattere riflessivo nell'inquieta osservazione
    di un pensiero fine a se stesso senza alcun valore aggiunto
    che possa illuminare i versi.

    Parto subito con la locandina film:

    ... “La Bellinverno Film International“ è lieta di
    presentare:

    "La legge del pensiero”

    Lingua originale = Antipoetico Saccente
    Paese di produzione = Italia
    Anno = 2018
    Durata = media (quanto basta per demoralizzarsi)
    Colore = (guano di piccione in verde bottiglia)
    Audio = schiamazzo cianciante
    Rapporto = 2,35 : 1
    Genere = litania arrogante boriosa
    Regia = Bellinverno
    Soggetto = rompicapo a supercazzola
    Sceneggiatura = pomposamente ridotta a stupire
    Produttore = Bellinverno
    Casa di produzione = La Bellinverno Film International
    Distribuzione (Italia)= presso gli eremi di solitudine ed
    emarginazione
    Fotografia = visione fuori fuoco (impressive look)
    Montaggio = schizoide concatenazione versi e scene a caso
    Musiche = Paranoid (Black Sabbath)
    Scenografia = allestimento demenziale (cast alienato)
    Costumi = adamitici in folk atipico e psicopatico uso

    Voti?
    Non sparo sulla croce rossa ...

    Un imponente personaggio di spessore del teatro e dello
    schermo nonché uomo nobile e di grande spirito umoristico
    oltre che principe conosciuto con il nome di Antonio De
    Curtis e ancor più famoso con il nome d'arte "Totò", egli
    sicuramente avrebbe così esclamato:

    "Alla faccia del bicarbonato di sodio!?!"
    "Quisquilie, bazzecole, pinzillacchere, sciocchezzuole!".

    "Inviate un SMS al 55568 donando due euro al PICC (poeti
    incomprensibili cultura coatta) così potrete aiutare questi
    autori nel tornare a scrivere poesie donatrici di umane
    emozioni”

    Pss. innamorati di meno ...

    ciao
    Lorens



    ---
    Lorens

    [ ]

    La legge del pensiero
    Contributo di: zio-silen on Thursday, 18 October 2018 @ 19:37
    Poesia ermetica, per Mecroarco. Concordo. Ne consegue che potrei aver capito nulla di questo testo o potresti aver lesinato gli elementi per comprendere.

    Vediamo un po'...

    I primi due versi fanno pensare alla clausura monacale:

    "Chi non ha nulla offre i propri capelli
    te lo leggo a fior di labbra mentre prepari il silenzio a cui ora mi affidi"

    Idem nel prosieguo:

    "Del mio cuore salveresti la mia buona fede
    il mio senso degli avvenimenti che ti mostrava l’altro lato delle cose
    Proprio a te, che hai occhi solo per veder bellezza"

    Il resto (nonostante l'uso della minuscola per la "parola"...) potrebbe indirizzare ad altri cenobi...
    con il rischio di indurre il lettore al possibile malinteso e di urtare qualche sensibilità:

    "Forse tu Fiorfuoco, non hai bisogno di buone ragioni
    per fermarti nel mezzo di una replica
    e ad onor del vero all’ombra che ti tiene la mano
    e che ti sposa ogni sera
    non è mai servita la parola che s’incarna per assistere
    ai tuoi secolo feriti
    al tuo vagare di bestia in bestia"


    Nell'auspicare autocommento chiarificatore porgo distinti saluti.


    ---
    zio-silen

    [ ]

    La legge del pensiero
    Contributo di: Dema on Thursday, 18 October 2018 @ 19:42
    Sinceramnete ho difficoltà a leggerla come una poesia. Però devo dire che ci sono molti spunti sui quali soffermarsi. Sembrano quasi citazioni filosofiche. "D’altronde nel gioco delle cose ci si nasconde anche per essere presenti" Come dice Mecroarco è una poesia che non avendo un preciso filo conduttore crea difficoltà nella comprensione del pensiero del poeta ma è di piacevole e interessante lettura. Dema Paolo De Martini

    [ ]

    La legge del pensiero
    Contributo di: cordaccia on Thursday, 18 October 2018 @ 23:22
    Ok fino a "ricordiamo", poi tutto il resto è
    superfluo perché ripetitivo.
    Il verso sciolto è funzionale in questo
    "dialogo" fra occhi e cuore ,fra chi assiste
    e chi non può parlare.
    C'è sofferenza,la sofferenza di una malattia
    ,quei capelli ...
    Solo una mia interpretazione.

    Bene.
    ciao :)

    [ ]

    La legge del pensiero
    Contributo di: A.Sal.One on Thursday, 18 October 2018 @ 23:43

    La legge del pensiero

    che ci corregge senza parlare

    come il pensiero della legge.

    ---
    Come il coniglio anche
    il poeta può uscire da
    un cappello.

    [ ]

    La legge del pensiero
    Contributo di: Armida Bottini on Friday, 19 October 2018 @ 08:14
    Seguo Silenzio. Commento di pelle: questo succede quando non ci si capisce. Ciao. --- Midri

    [ ]

    La legge del pensiero
    Contributo di: Carmen on Friday, 19 October 2018 @ 09:07
    Che vuol dire: "...ai tuoi secolo feriti"? È un errore? È un componimento incomprensibile, ma talmente armonioso e fluido, così fascinosamente criptico, che quasi passa in subordine il desiderio di afferrarne il senso. A talune immagini ho dato la mia interpretazione, a seconda dei ricordi che esse ridestano in me. In fondo, non è per non averci capito un'acca che una poesia ci preclude l' accostamento al suo "mistero". --- Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    La legge del pensiero
    Contributo di: LoSpettro on Friday, 19 October 2018 @ 12:48
    Effettivamente giunge anche a me confusa dopo il verso "che i giorni sono così come li ricordiamo". Par che tu voglia affascinare (ed in un certo modo ci riesci) ma perdendo il nesso del discorso. Diventa assai futile l'argomento, ombrato dai versi che hanno tendenza ad esimersi dall'abbacinare sul contenuto. Mi giunge poi assai discordante quel verso finale "al tuo vagare di bestia in bestia" con l'intero componimento. E' un tono forte, una considerazione che toglie identità umana e tratteggia in maniera particolare un'indole, esaltando la confusione descritta fin lì, di una persona vicina al cuore ma pare, pare, distante perchè non realmente innamorata. Mi precede Carmen nel commento, sono d'accordo con lei.

    [ ]

    La legge del pensiero
    Contributo di: bellinverno on Friday, 19 October 2018 @ 13:12
    Ringrazio Carmen per avermi fatto notare il mio refuso, in effetti è "secoli" e non "secolo" errori di distrazione che in un componimento sono quasi imperdonabili.
    Molto raramente sono disposto a parlare dei miei versi, un pò per modestia, un pò perchè preferisco che ognuno ci trovi il bello o il brutto che sente. Ma nei vostri commenti siete stati tutti, e dico tutti, così gentili che mi è risultato difficile astenermene.
    Ho scritto le righe di cui sopra pensando ad un filo conduttore, il minimo comune denominatore di questi versi è il silenzio, la necessità e la bellezza di non "incarnare" necessariamente un rapporto soprattutto di vicinanza amorosa nella parola, ma nel pensiero.
    Amore che si contempla nel bene, nel male, nella fedeltà, nell'interdipendenza, nelle incomprensioni,nella necessità di una vicinanza imprescindibile, nell'accettazione dell'Altro, nel porre il proprio sguardo sull'Altro.
    L'idea era quella di rendere la preponderanza del pensiero e quindi l'assenza della parola, sulla parola. Il non detto che inquina ma che allo stesso tempo sappiamo che c'è, ineliminabile, e che sua maggiore virtù è quella di rendere complici. Da questo lato della visione ecco che questi pochi versi sembrano meno "ermetici". La considero personalmente come un accostamento di colori, prendendo a prestito dalla pittura, come un quadro di Mirò. Quello che ho cercato di rendere è "l'eco" del pensiero, la Poesia in fondo non la si può prendere in parola...
    Spero comunque che ogni lettore seppur di passaggio, abbia potuto trovare un momento di bellezza o di riflessione.
    Leggendo altri commenti in altri componimenti voglio dire la mia sul modo di intendere la poesia citando uno degli autori da me preferiti, Franco Fortini:

    "Qualcuno alla fine del Settecento, scrisse che la poesia era un sogno fatto in presenza della ragione; forse sarebbe più esatto dire invece che la poesia è un ragionamento fatto in presenza di un sogno, cioè un discorso che in apparenza è un discorso come un altro, cioè un discorso di amore, di dolore, di descrizione, di esortazione, di sapere, di sapienza che è fatto sotto lo sguardo di un fantasma sotto uno sguardo che tutto tramuta, apparentemente lasciando tutto intatto come accade appunto nei sogni."
    Buona poesia a tutti.
    iomarcello72@gmail.com

    [ ]

    La legge del pensiero
    Contributo di: ~Vanja~ on Saturday, 20 October 2018 @ 11:29
    A mio avviso è un po' acerba, ma ci sono i margini per un
    interessante sviluppo espressivo. Alla prossima :)

    [ ]

    La legge del pensiero
    Contributo di: franca canapini on Saturday, 20 October 2018 @ 17:00
    Ha qualcosa di “fatato” questa suggestiva, emozionante lirica d’amore lasciata
    da “bellinverno” ( non so neppure se è un poeta o una poetessa) nella Vetrina
    del club dei Poeti, nel lontano novembre 2012.

    Il cammino delle fate

    Non è alla meraviglia che devi chiedere
    se a te che abiti l'ultimo stupore
    canto la mia indolenza
    Potresti dirmi che non esisterai prima di domani
    e che nessun giorno mi è dovuto
    senza una spiegazione ragionevole
    a questa veglia che non ammette repliche.
    Ciò che mi sale in cuore
    già da qualche tempo
    è il timore di un sogno che mi colga da sveglio
    Magari in tarda primavera
    quando le cose accadono senza più scuse
    "Ma la realtà è il credito
    che un sogno si guadagna"
    Questo mi dicevi Solfiore
    Fata dalle viscere di selce
    e dalla luna buona che ti risponde
    Però,a cosa serve la verità
    se è l'opinione a governare il mondo
    Sarebbe come scusarsi per il vento
    o per la luce che disturba il giorno.
    Forse è per questo che in fondo
    nella veglia non si muore
    Finalmente salva
    perchè non posso più chiarirti.

    "bellinverno" del Club dei Poeti

    Bentornato Bellinverno! Il tuo cammino delle fate mi piacque così tanto che la
    postai nel mio blog. Quest'ultima mi coinvolge meno, ma sono contentissima
    che tu sia ritornato su questi lidi.
    Ciao
    Franca

    E' bravo, ragazzi, è bravo!

    [ ]

    La legge del pensiero
    Contributo di: joshua on Saturday, 20 October 2018 @ 19:58
    Cosa trovo non di mio gusto (partendo dalla cornice strenuamente lirica, ma non è questo il difetto in cui la poesia si autodelimita):

    gli avverbi che, nel detto contesto lirico, ma anche in poesia più in generale, cercherei in ogni modo di evitare: i d’altronde, gli in qualche modo, gli ad onor del vero;

    in generale (ma soprattutto in particolare, proprio perché credo che in poesia conti particolarmente il particolare linguistico) l’uso di COSI, COSE,TIZI, TIZIE, TIPI, TIPE, usati in modo indefinito o cumulativo o fin troppo vago per una vera poetica del vago;

    non amo poi i TU, ma non in quanto non ci si possa, in poesia, rivolgere a qualche interlocutore, ma perché, troppo spesso, altro non mi sembrano che un raddoppiamento forzato dell’io, una specie di alternativa più moderna al paesaggio accordato alle intime turbolenze del personaggio romantico o uno specchietto a cui rivolgere una lezioncina o un discorsetto sulla scissione di se stesso, ma che, rivolti a se stesso, farebbero troppa autoreferenza (la funzione didattica o emblematica del poeta è ridimensionata da tempo e dal Tempo e solo pochi stuntmen o mandriani di Beozia non l’avvertirebbero anche solo mettendo la punta del naso all’esterno).

    Tolto questo, mi piace anche con le sue montalate (la parola che s’incarna o i secoli feriti fanno molto Befera ed altro), ma mi piace di più il testo scovato da frankuzza, perché più compatto e fresco.

    p.s. : ah, dimenticavo, ci sono anche troppi mio, tuo, te, tuoi, ti, che, omessi o ristretti, darebbero una ventata di air fresh al testo, che, alla fin fine, vuol dirci che, si sia pessimisti o ottimisti, tutti sbattiamo la testa contro il mondo che costruiamo per come lo costruiamo.
    j

    [ ]

    La legge del pensiero
    Contributo di: percefal on Tuesday, 23 October 2018 @ 19:01
    La legge elegge l'errare ... di bestia in fieri non ultima fiera. --- «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

    [ ]

    La legge del pensiero
    Contributo di: Anais on Tuesday, 23 October 2018 @ 23:51
    È uno scritto attraente ma eliminerei i versi 3, 4, 5 e 6, perché non dicono
    niente, è un girare a vuoto.
    A dire il vero la parte più bella è proprio l'incipit, andando avanti indugia e si
    dilunga per poi chiudere di nuovo in un bel modo. Mi piace il vagare di bestia
    in bestia che mi ricorda qlc di mio.
    Ciao

    [ ]

    La legge del pensiero
    Contributo di: Titta on Wednesday, 24 October 2018 @ 14:34
    Incipit clamoroso. --- Titta

    [ ]

    La legge del pensiero
    Contributo di: PattiS. on Thursday, 01 November 2018 @ 16:22
    È suggestiva, molto astratta. Ossimorica Fiordifuoco.

    ---
    ...playing a game of worlds...V. Nabokov

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    La legge del pensiero
    Contributo di: telemaco on Friday, 16 November 2018 @ 22:58
    Buona poesia in generale, ci sono dei versi che sono notevoli, altri che semplicemente eliminerei perché diluiscono il senso. Condivido anche le considerazioni acute di Jhoshua. Il senso mi sembra quello di un disamore che con l'inesorabilità di una legge fisica si trasfigura in una evoluzione meccanica "di bestia in bestia":la corsa della natura.

    ---
    telemaco

    [ ]

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