club.it
clubpoeti.it
club.it
 Benvenuto su ..::Il Club dei Poeti::.. Saturday, 20 October 2018 @ 06:06 
Invia il tuo racconto | Invia la tua poesia | Faq | Contatti
Argomenti  
Home
Poesie (2672/0)
Racconti (1019/0)
Saggi (12/0)

Clubpoeti.it sostiene la coscienza degli animali  

Eventi  
Eventi nel sito

Monday 12-Mar -
Tuesday 30-Oct
  • Premio di Poesia Ottavio Nipoti - Ferrera Erbognone 2018

  • Wednesday 28-Mar -
    Friday 30-Nov
  • Premio Il Club degli autori 2018-2019 Trofeo Umberto Montefameglio

  • Sunday 01-Apr -
    Sunday 30-Dec
  • Premio Jacques Prèvert 2019

  • Wednesday 03-Oct -
    Wednesday 30-Jan
  • Premio Il Club dei Poeti 2019
  • Ultime novità  
    CONTRIBUTI
    1 Contributo nelle ultime 24 ore

    COMMENTI
    nelle ultime 48 ore

  • Hic Sunt Leones
  • Gradite nu cafe'
  • Alla mia ragazza ... [+2]
  • Il Ventriloquo [+4]
  • La legge del pens... [+10]
  • È facile smettere...
  • Maniman ciuvesse,...
  • Avvoltoi
  • Metamorfosi
  • il resto manca

  • LINKS
    nelle ultime 2 settimane

    Nessun nuovo link


     Maniman ciuvesse, piggete u paracqua.   
     Tuesday, 09 October 2018 @ 11:30
     Leggi il profilo di: Armida Bottini
     Visualizzazioni: 174

    Racconti

    Il titolo (se dovesse mai piovere, pigliati l'ombrello) non centra per niente con la vicenda che sto per raccontare. L'ho messo lì, perché sono le ultime parole che ho detto a mio figlio, prima che uscisse. Ma torniamo a noi. Dovete sapere che sono nata in un paese in provincia di Parma confinante con la Liguria, perciò conosco entrambi i dialetti. A dir la verità, li conosco tutti, dal nord al sud, sono arrivata al punto che penso in dialetto e traduco in italiano. (Non giudicatemi pazza, anche se in famiglia sono convinti che lo sia). Dovete sapere che i miei avi avevano un piccolo podere, una " pussion " a Castel'Arquato, nella pianura padana. Il terreno confinava con la grande, immensa tenuta dei Guareschi, sì, gli antenati del celebre Giovannino, e scommetto che, neanche gli eredi conoscono ciò che sto per dire e che sentivo raccontare, da piccola, nei lunghi filossi invernali in casa mia . (Anzi se qualcuno di voi li conoscesse e glielo riferisse...). Ebbene, a quei tempi il grande vecchio Guareschi aveva una torma di figli, di ogni età. Al mattino, dopo una copiosa colazione, i ragazzi venivano lasciati liberi di uscire nella tenuta, ognuno aveva il suo "mandillo" ergo fazzolettone colmo di cibarie. Il minore aveva da poco incominciato a camminare. Tornavano al calar del sole, stanchi morti, proprio all'ora di cena, dopo averne combinato di tutti i colori. Infatti, sebbene la tenuta fosse enorme, riuscivano spesso ad infastidire i vicini. Dopo un po' accadde che a casa Guareschi incominciarono ad arrivare lamentele, spesso giungevano massaie infuriate con in mano pollame, specialmente grossi piti (tacchini) morti. Tutte dicevano che l'assassino era stato il figlio più piccolo. Il patron ritirava il corpo del delitto, pagava in silenzio, rimuginando tra sè e sè. Un giorno, incuriosito e non riuscendo a farsi capace che il suo piccolo potesse fare una simile combina, decise di pedinarli. Zitto, zitto, senza fare alcun rumore, li seguì. Il tempo passava, i ragazzi giocavano, sostavano per mangiare, correvano, ridevano, ma, improvvisamente al calar della sera, si avvicinarono al pollaio di un mai identificato confinante, proprio, quando gli animali si dirigevano al pollaio per dormire. Allora uno dei figli maggiori acchiappò il più piccolo assonnato e lo lanciò con forza oltre il recinto, i bambino cadde sopra il malcapitato che passava proprio in quell'istante schiacciandolo. Il piccino piangendo spaventato, tra gli schiamazzi dei polli e delle donne, riuscì gattonando e strisciando ad entrare nel suo territorio mentre i fratelli si allontanarono ridendo soddisfatti. Il patron lo raccolse con le sue enormi mani, stringendoselo al petto. Cosa successe dopo non è dato sapere. L'unica cosa che posso aggiungere è che chi è nato in queste zone è diverso, conosce l'arte dell'autoironia, quella di comunicare, di ospitare, di mettersi in discussione, insomma ha una marcia in più o forse in meno.

     



    Maniman ciuvesse, piggete u paracqua. | 7 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Maniman ciuvesse, piggete u paracqua.
    Contributo di: Lucilla on Tuesday, 09 October 2018 @ 17:28
    Intanto per incominciare ti dico che, essendo emiliana- romagnola con un amore particolare per Genova, ci possiamo intendere benissimo, anche in dialetto...simpatico amarcord delle tue origini. Ciao! --- Nel passaggio stretto della vita c’è una possibilità: la bellezza che va oltre il male, oltre la fine - ingiusta - della vita stessa. ( Wislawa Szymborska )

    [ ]

    Maniman ciuvesse, piggete u paracqua.
    Contributo di: ~*Maurizio*~ on Wednesday, 10 October 2018 @ 07:20
    In più, cara Armida. Nel tuo caso si tratta di -marcia in più. Quella marcia che ti rende merav.o.gliosa/mente folle. --- Qualsiasi cosa che sia un qualcosa di qualcos'altro in realtà è niente di niente. (Marge Simpson)

    [ ]

    Maniman ciuvesse, piggete u paracqua.
    Contributo di: Titta on Wednesday, 10 October 2018 @ 10:55
    Ciao Midri che bella questa tua short-story :-) Come sai io sono nata e cresciuta a Genova e anche se sono in esilio da ormai trent'anni, ogni volta mi basta davvero poco per emozionarmi. Sono stralci di vita preziosi questi, così come è prezioso condividerli. Io credo che il mondo stia cambiando davvero troppo e non in meglio, per questo diviene importante a parer mio fissare certi vissuti. --- Titta

    [ ]

    Maniman ciuvesse, piggete u paracqua.
    Contributo di: frame on Friday, 12 October 2018 @ 18:34
    Alla fine anche il Giovannino, quando abitava dalle
    parti di viale Romagna a Milano, era riuscito a comprarsi
    il classico fazzoletto di terra. Ce l’aveva nel sangue di
    fare il contadino e l’amore per la sua terra d’origine è
    palpabile in tutti i suoi racconti. A dimostrazione di
    quanto affermi, cara Midrina, la gente di quelle parti ha
    proprio qualcosa di speciale. A coloro che ancora
    dubitano e avessero voglia e tempo di leggere, mi
    permetto di indicare un racconto pubblicato su
    letteralmentebook.
    “Gerda” fa parte di una raccolta dal
    titolo “Noi del Boscaccio” e non rientra nel genere Don
    Camillo e Peppone.
    https://letteralmentebook.blogspot.com/2018/05/gerda-
    giovannino-guareschi.html

    PS: Il consiglio è rivolto ai “ventitré” lettori di
    Guareschi, molti dei quali saranno anche già defunti,
    insomma, a quei pochi ancora rimasti.

    Tante stelline di stima.


    ---
    Frame

    [ ]

    Maniman ciuvesse, piggete u paracqua.
    Contributo di: Carmen on Wednesday, 17 October 2018 @ 17:02
    Cara signora,
    devo correggerti quel "c'entra" che
    hai scritto senza apostrofo.
    Il racconto ha il sapore di cose d'
    altri tempi, che si ricordano con un
    certo rimpianto. Ma, a dire il vero,
    non mi ha detto granché.
    Mentre tu, anziana signora,quando
    scrivi, una cosa sola mi fai
    rimpiangere:
    di non essere stata amata abbastanza e
    di insorgere rabbiosamente, più che
    placarmi, ad ogni parola o
    comportamento che nasca da un'
    amorevole madre.



    ---
    Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    Maniman ciuvesse, piggete u paracqua.
    Contributo di: A.Sal.One on Thursday, 18 October 2018 @ 00:43

    Armida bottini dice

    Maniman ciuvesse, piggete u paracqua.

    E non scordarti il "mandillo"

    Aggiungo io.

    ---
    Come il coniglio anche
    il poeta può uscire da
    un cappello.

    [ ]

    Maniman ciuvesse, piggete u paracqua.
    Contributo di: Elysa on Friday, 19 October 2018 @ 10:22
    sai la mia nonna paterna era di origine emiliana ma vissuta a genova...quindi capirai l'emozione e il piacere che mi ha fatto leggere questo mini racconto fatto di un'ironia speciale e buona, brava! --- Elysa

    [ ]

    Opzioni  
  • Invia il Contributo a un amico
  • Contributo in Formato Stampa

  •  Copyright © 1999-2018 ..::Il Club dei Poeti::..
     Associazione Culturale Il Club degli autori Partita Iva e Codice Fiscale 11888170153
    Tutti i marchi e copyrights su questa pagina appartengono ai rispettivi proprietari.