Avvoltoi

Thursday, 27 September 2018 @ 15:30

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AVVOLTOI

Mi muovo tra le rocce senza lasciare tracce.
Il calore è insopportabile ma questo deserto è la mia casa e ci sono abituato. Alti nel cielo due avvoltoi planano lenti nella calura, vedo le loro ombre scivolarmi accanto sulla sabbia per un secondo. So che mi osservano; mi riparo velocemente in un anfratto e resto immobile nell’ombra dilatando il respiro per renderlo meno violento.
Dormo raggomitolato e immobile come sempre fino all’imbrunire quando lo schiamazzare di alcuni corvi mi sveglia bruscamente. Uscendo dal mio nascondiglio osservo il sole che si annega nella lontananza delle montagne e riprendo la caccia.
Nell’aria avverto presenze troppo lontane per poterle raggiungere e allora ogni tanto mi fermo ad aspettare che qualche incauta preda mi passi accanto.
Sono esausto, e il prolungato digiuno mi rende nervoso, anche se riesco istintivamente dominare l’impazienza. Le lunghe ombre delle pietre mi nascondono e la differenza di temperatura con la giornata di sole comincia a farsi sentire.
Anche stanotte passerà con la mia ricerca sempre un poco più affannosa,
su sentieri battuti da topi e conigli.
Alla luce di luna seguirà l’albeggiare rosazzurro e un nuovo sole da affrontare; tornerà il calore che uccide, l’aria torrida che infiamma i polmoni, ed io avrò ancora la mia fame da portare in giro su questa terra arida.
Mi svolgo lentamente e mi avvio mentre la prima luce dell’alba rischiara il deserto. Avverto in lontananza una vibrazione che scuote il terreno sotto di me. Muovendomi in quella direzione osservo ciò che mi circonda, diffidente come solo uno come me può essere. Dopo un certo tempo una salita improvvisa mi si para davanti. La aggredisco con decisione, mentre dall’aria mi giungono inaspettati sentori sconosciuti, rumori e profumi ignoti. In sommità una immensa distesa nera che si perde in due direzioni mi accoglie; mi sento come disperso da tanta inaspettata linearità, una cosa mai nemmeno immaginata.
Distendo il mio corpo per tutta la sua lunghezza, assaporando con la pelle sotto di me quel fondo liscio che si sta scaldando, così inconsueto nella sua piatta regolarità; e così facendo non mi accorgo del mostro, quell’enorme mostro rombante che con violenza mi assale…

Ehi John, ne ho messo sotto un altro di quei *censurata*, a quanto siamo arrivati questa settimana..?
Beh, -rispose l’altro scendendo dal camion - questo dovrebbe essere il sesto…
Poi si avvicinò alla carcassa maciullata posta qualche metro prima sull’asfalto e con un coltello affilato tagliò la parte finale della coda. Con fare trionfante risalì in cabina facendo tintinnare i sonagli.
Vomitando fumo il camion ripartì verso l’orizzonte, mentre dall’alto due avvoltoi iniziarono a volteggiare in ampi cerchi.





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