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     Avvoltoi   
     Thursday, 27 September 2018 @ 15:30
     Leggi il profilo di: gricio
     Visualizzazioni: 194

    Racconti

    AVVOLTOI

    Mi muovo tra le rocce senza lasciare tracce.
    Il calore è insopportabile ma questo deserto è la mia casa e ci sono abituato. Alti nel cielo due avvoltoi planano lenti nella calura, vedo le loro ombre scivolarmi accanto sulla sabbia per un secondo. So che mi osservano; mi riparo velocemente in un anfratto e resto immobile nell’ombra dilatando il respiro per renderlo meno violento.
    Dormo raggomitolato e immobile come sempre fino all’imbrunire quando lo schiamazzare di alcuni corvi mi sveglia bruscamente. Uscendo dal mio nascondiglio osservo il sole che si annega nella lontananza delle montagne e riprendo la caccia.
    Nell’aria avverto presenze troppo lontane per poterle raggiungere e allora ogni tanto mi fermo ad aspettare che qualche incauta preda mi passi accanto.
    Sono esausto, e il prolungato digiuno mi rende nervoso, anche se riesco istintivamente dominare l’impazienza. Le lunghe ombre delle pietre mi nascondono e la differenza di temperatura con la giornata di sole comincia a farsi sentire.
    Anche stanotte passerà con la mia ricerca sempre un poco più affannosa,
    su sentieri battuti da topi e conigli.
    Alla luce di luna seguirà l’albeggiare rosazzurro e un nuovo sole da affrontare; tornerà il calore che uccide, l’aria torrida che infiamma i polmoni, ed io avrò ancora la mia fame da portare in giro su questa terra arida.
    Mi svolgo lentamente e mi avvio mentre la prima luce dell’alba rischiara il deserto. Avverto in lontananza una vibrazione che scuote il terreno sotto di me. Muovendomi in quella direzione osservo ciò che mi circonda, diffidente come solo uno come me può essere. Dopo un certo tempo una salita improvvisa mi si para davanti. La aggredisco con decisione, mentre dall’aria mi giungono inaspettati sentori sconosciuti, rumori e profumi ignoti. In sommità una immensa distesa nera che si perde in due direzioni mi accoglie; mi sento come disperso da tanta inaspettata linearità, una cosa mai nemmeno immaginata.
    Distendo il mio corpo per tutta la sua lunghezza, assaporando con la pelle sotto di me quel fondo liscio che si sta scaldando, così inconsueto nella sua piatta regolarità; e così facendo non mi accorgo del mostro, quell’enorme mostro rombante che con violenza mi assale…

    Ehi John, ne ho messo sotto un altro di quei *censurata*, a quanto siamo arrivati questa settimana..?
    Beh, -rispose l’altro scendendo dal camion - questo dovrebbe essere il sesto…
    Poi si avvicinò alla carcassa maciullata posta qualche metro prima sull’asfalto e con un coltello affilato tagliò la parte finale della coda. Con fare trionfante risalì in cabina facendo tintinnare i sonagli.
    Vomitando fumo il camion ripartì verso l’orizzonte, mentre dall’alto due avvoltoi iniziarono a volteggiare in ampi cerchi.





     



    Avvoltoi | 8 Commenti | Crea un nuovo Account

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    Avvoltoi
    Contributo di: frame on Thursday, 27 September 2018 @ 18:33
    Vorrei partecipare di più, entrare nel merito, ma nel commentare questo genere di racconti c'è sempre il pericolo di fare dello spoileraggio, dannoso anche quando è involontario, pertanto dico solo che il racconto mi è piaciuto assai Spero che basti. --- Frame

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    Avvoltoi
    Contributo di: Armida Bottini on Sunday, 30 September 2018 @ 06:35
    mi hai sgommato, ciao.

    ---
    Midri

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    Avvoltoi
    Contributo di: Mecroarco on Thursday, 04 October 2018 @ 18:17
    Bel racconto, fluido e interessante. Formalmente non credo ci sia molto da dire, in sostanza mi pare che sia tutto corretto (salvo una "a" che manca dopo "istintivamente", ma non stiamo qui a contare gli errori di battitura). Per quanto riguarda la trama, l'ho trovato sì semplice ma comunque efficace, un racconto molto breve che però presenta interessanti aspetti naturalistici (il deserto e tutta la sua popolazione) in contrasto con la mano dell'uomo (o del suo piede pesante, in questo caso). L'unico appunto che mi sento di farti è che il protagonista, per sua natura, non potrebbe vedere i colori con la nitidezza con cui li descrive in questo testo, ma questi sono cavilli che non ti sottraggono certo una meritata stella Mecroarco

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    Avvoltoi
    Contributo di: Elysa on Friday, 05 October 2018 @ 17:47
    la vita e la morte vista dalla parte di un felino (l'ho inteso così)...mi piace --- Elysa

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    Avvoltoi
    Contributo di: ~*Maurizio*~ on Wednesday, 10 October 2018 @ 16:26
    Letto qualche giorno fa, probabilmente un po' distratto (ho troppe sillabe nel cervello) e, per questo, probabilmente non colsi ma, dalla tua penna mi aspetto di più; ricordo cose tue da 5 Sincera/mente. Ciao. --- Qualsiasi cosa che sia un qualcosa di qualcos'altro in realtà è niente di niente. (Marge Simpson)

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    Avvoltoi
    Contributo di: Carmen on Wednesday, 17 October 2018 @ 17:06
    Un racconto inutile e mal scritto.
    Consecutio temporum alla malora:
    presente e passato si alternano senza
    disciplina.

    :brutto:

    ---
    Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

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    Avvoltoi
    Contributo di: gricio on Wednesday, 17 October 2018 @ 22:05
    Elysa ma un felino coi sonagli a che razza appartiene?? Quanto alla buona
    Carmen ho l’impressione che abbia letto un racconto e ne abbia
    commentato un altro (presente/passato ????) mah,.... che il racconto
    possa non piacere ci sta, ovviamente, ma che almeno i commenti siano
    pertinenti. Vabbè andrà meglio col prossimo. Cordialità a tutti.

    ---
    "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa)
    http://gricio-gricio.blogspot.com/

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    Avvoltoi
    Contributo di: Pale shelter on Thursday, 18 October 2018 @ 22:19
    la personificazione del serpente, anzi direi l'umanizzazione, e l'uomo dall'altra parte - niente affatto male. Un corto scritto (naturalmente) bene, che scorre come deve, non ricerca chissà quali profondità ma fa egregiamente il suo dovere. Tu, come di consueto, bravo.
    Un saluto.

    Franco

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