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     La conchiglia   
     Thursday, 13 September 2018 @ 18:00
     Leggi il profilo di: HouseOfSleep
     Visualizzazioni: 395

    Poesie

    Oggi l'ho capito cosa intendevi
    Quando mi dicevi " lascia stare "
    Quando svuotando l'armadio da tutto il ciarpame
    Mi sentivo una
    conchiglia sputata dal mare..

    Raccolta, osservata ed incompresa
    In fondo le rughe rimangono rughe
    Agli occhi di chi non le ha condivise
    Di chi non le ha da dentro vissute.

    Lo ricordi il regalo che non ti ho mai dato?
    Quello avvolto nella gabbia toracica?
    Quello che volevi con tutta la rabbia
    E infine è finito in una discarica?
    Be' l'ho trovato e riportato a casa
    Ora ci gioca scodinzolando il mio cane
    L'ha morso e sbavato, ridotto a brandelli
    Come un tocco di pane, il postino o il giornale..

    Ed io me me frego, lo lascio stare,
    Il regalo è vuoto come il tuo armadio
    Come una conchiglia senza respiro
    Nemmeno quello profondo del mare..




     



    La conchiglia | 10 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    La conchiglia
    Contributo di: Lorens on Thursday, 13 September 2018 @ 20:12
    ... una conchiglia fa pensare al mare, al suono delle onde
    che infrangono l'arenile, al profumo della spiaggia ...

    Niente di tutto ciò in fase di trita poesia, ma un forte e
    vivace risentimento di amaro rancore, laddove l'acrimonia si
    evince con astio e sdegno.

    Bando a cuori rinfranti, i capoversi in lettere maiuscole
    appesantiscono non poco l'energia del livore contenuto nella
    lirica.

    E' solo il mio modesto parere, condivisibile o meno, a
    rileggerti con vivo interesse.

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    La conchiglia
    Contributo di: A.Sal.One on Friday, 14 September 2018 @ 01:10

    La conchiglia

    senza respiro.

    ---
    Come il coniglio anche
    il poeta può uscire da
    un cappello.

    [ ]

    La conchiglia
    Contributo di: Carmen on Friday, 14 September 2018 @ 08:47
    Un componimento che mi ha risvegliato quella malinconia uggiosa di Prévert. --- Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    La conchiglia
    Contributo di: Elysa on Friday, 14 September 2018 @ 11:07
    maiuscole a capoverso a parte , che anche io non apprezzo, per il resto la trovo una gran bella poesia, in particolare questi versi: In fondo le rughe rimangono rughe Agli occhi di chi non le ha condivise Di chi non le ha da dentro vissute. bravo/a --- Elysa

    [ ]

    La conchiglia
    Contributo di: Titta on Friday, 14 September 2018 @ 15:24
    Mi piace molto l'immagine di questa conchiglia sputata dal mare. Rende l'idea del suo nuovo faticoso vivere....

    ---
    Titta

    [ ]

    La conchiglia
    Contributo di: cordaccia on Friday, 14 September 2018 @ 20:06
    Salvo la prima strofa e l'uso congruo del verbo sputare. Il resto è poetichese da ,,,ciao:)

    [ ]

    La conchiglia
    Contributo di: ~*Maurizio*~ on Monday, 17 September 2018 @ 16:15
    Una qualche aggiustatina qua e là
    vedi: "oggi l'ho capito" preferirei
    "ho capito", suona meglio.
    Oppure quei: "infine è finito" che
    litiga parecchio...
    Insomma, con una aggiustatina e quel
    minimo di asciugatura, non sarebbe
    affato male; la trovo davvero -
    vissuta-

    ---
    Qualsiasi cosa che sia un qualcosa di qualcos'altro
    in realtà è niente di niente.

    (Marge Simpson)

    [ ]

    La conchiglia
    Contributo di: scoriaindustrial on Wednesday, 19 September 2018 @ 10:40
    Vedi mi commento alla poesia di M.A.N --- “Ora anche la parete si sbriciola sul viso e all’affondare d’unghie sanguina e l’inarcarsi delle schiene graffia come se ci conoscessimo da sempre.” - scor

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    La conchiglia
    Contributo di: Armida Bottini on Friday, 21 September 2018 @ 06:30
    il regalo era il tuo amore inutile?

    ---
    Midri

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    La conchiglia
    Contributo di: LoSpettro on Monday, 01 October 2018 @ 00:18
    Rifarei senza dubbio la prima strofa. Quella conclusione in rima che hai fatto strabordare ha, a parer mio, un aspetto puerile. Non che in altri parti non ve ne siano, si accenna ad una rima e si fa un costrutto un po' bislacco, ma quella partenza, dovrebbe saltar all'occhio anche ai fautori delle baciate, alternate, incrociate eccetera: scegliere di farne e con incostanza arrivare fin alla conclusione , vestono l'abito della poesia in maniera disordinata e, a parer mio, par di trovarsi al cospetto di un caciarone più che ad un raffinato rappresentante di parole. Il contenuto della poesia sfiora cosa di senz'altro valore. C'è una sospensione di un antefatto che, come parecchio d'altro, fatico a prefigurare. Scelta sicuramente voluta ma anche discutibile. La tua poesia sembra voler innoltrarsi in un groviglio e rimanerci pure. Alla fine mi chiedo, "che diamine vuole raccontare" se non si delinea neanche cosa il tuo cuore abbia vissuto. Rimane tutto sul vago. La fai del tuo cuore, la solitudine che vien innescata dal gioco del cane regge senz'altro. Ma ripeto, è un gran vociare questa poesia ("Ed io me ne frego, lo lascio stare", poteva anche essere sostituito da "Io me ne fotto..." dando ulteriore accentuazione di rumorosità da post amore, premettendo sia nel tema), poco vien all'occhio, tutto annaspa, salvo poco.

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