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     Relazioni tra Pittura e Poesia   
     Monday, 10 September 2018 @ 10:50
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     Visualizzazioni: 274

    Saggi

    RELAZIONI TRA PITTURA E POESIA
    di Antonio Sacco


    INTRODUZIONE

    Scopo di questo articolo è quello di prendere in esame le relazioni esistenti tra poesia e pittura. Analizzeremo, quindi, non solo le analogie ma anche le differenze sussistenti fra queste due arti così intimamente connesse. Passeremo poi a descrivere brevemente la natura dei calligrammi, ossia le poesie “disegnate” con le parole che compongono la lirica stessa, e delle poesie così dette visive in cui l’immagine proposta diviene scrittura. Inoltre faremo dei cenni sul genere dello haiga, genere d’origine giapponese in cui si associa ad un dipinto o un disegno uno haiku.


    ANALOGIE E DIFFERENZE TRA POESIA E PITTURA

    Iniziamo considerando il fatto che sia la pittura che la poesia si esprimono attraverso immagini con una differenza fra esse però: le immagini della pittura si manifestano innanzi ai nostri occhi, mentre quelle che ci dà una poesia si trovano all’interno della nostra mente. Questo è già un punto importante perché alcune poesie danno una serie di immagini in sequenza, spesso, senza alcuna pretesa di spiegarle, esse non hanno come scopo quello di raccontare una storia: è proprio nella natura della poesia parlare per immagini al fine di comunicare e di esprimere qualcosa. Le immagini sono lì e di frequente costituiscono la poesia stessa. Prendiamo come esempio una poesia di Attilio Bertolucci (1911-2000):

    UNA CAVALLA

    Una cavalla sola

    Pascola

    In una radura

    Si fa notte

    La luna brilla

    Nell’aria serena

    Vagamente splende

    Respira con il muso alto

    I profumati effluvi

    Della notte che viene

    Comincia un piccolo trotto

    Grazioso e musicale

    Già è notte

    E nulla più si vede

    Intorno.

    (da Sirio, Minardi, Parma, 1929)



    Come possiamo notare questa poesia ci fornisce varie immagini: è notte, la luna splende, c’è una cavalla che pascola da sola e che inizia poi a trottare fin a scomparire. Le immagini che questa poesia ci dà si formano nella nostra mente grazie all’immaginazione, non si tratta però di immagini statiche e fisse, come possono essere quelle di un quadro ma, piuttosto, esse sono dinamiche, mutevoli e le riusciamo a rappresentare grazie alle esperienze che abbiamo vissuto.

    È innegabile che molte poesie sono nate da un quadro ed è vero anche il contrario, cioè che molti dipinti o disegni hanno ispirato parecchie poesie. Ma attenzione però: trasformare un quadro in poesia non è semplicemente descrivere quel quadro in forma di versi, questo implica il passaggio attraverso l’emozione. L’emozione suscitata nel pittore da un particolare, da un paesaggio o da una precisa scena viene rappresentata nel dipinto, questa, agli occhi di chi lo guarderà, genererà altre emozioni dalle quali, e solo da esse, potrà nascere una poesia. Il pittore, come il poeta, crea spinto da un’emozione e sia un dipinto sia una poesia tentano di trasmetterci quella stessa emozione. In questo modo i versi che si originano dal dipinto non saranno una semplice imitazione di esso ma conterranno qualcosa in più di molto importante: la nostra emozione e la nostra fantasia. Un’altra differenza importante fra l’immagine proposta da un dipinto e quelle fornite da una poesia è che quelle di un quadro sono nello spazio, mentre quelle di una lirica sono nel tempo. La poesia riguarda il tempo perché essa è movimento, progressione, passaggio.



    I CALLIGRAMMI

    Esistono anche poesie che diventano esse stesse disegni: è il caso dei calligrammi. I calligrammi sono poesie “disegnate” in cui le parole della poesia vengono disposte in maniera tale da creare un disegno e il disegno che viene generato rende la metafora, alla quale può alludere la poesia stessa, ancora più completa. In questo tipo molto particolare di poesia si esalta soprattutto l’aspetto “fisico” delle parole: esse vengono viste non più solo e soltanto come suoni ma anche come segni. Esempi famosi di calligrammi li possiamo trovare in Apollinaire ma anche più indietro nel tempo, già nell’antica Grecia. Teocrito, ad esempio, compose un poemetto intitolato “La siringa” i cui versi componevano il disegno di questo antico strumento musicale simile al flauto e ottenuto da tante canne di misura decrescente unite insieme.


    POESIA VISIVA

    Per poesia visiva si intende una specie di fusione fra pittura e poesia, talvolta viene anche chiamata “pittura verbale”. Rispetto al calligramma, la poesia visiva compie un percorso opposto: non è più, come nel caso dei calligrammi, la scrittura che diviene immagine ma è l’immagine che diventa poesia. Abbiamo quindi un percorso a senso inverso fra queste due diverse modalità di far poesia attraverso le immagini:

    Calligramma = scrittura à immagine

    Poesia visiva = immagine à scrittura



    LO HAIGA

    Per haiga (i. e. disegno haikai) si intende un’immagine (dipinto, disegno o una foto) accompagnata/giustapposta ad un componimento di poesia haiku. Lo haiga, quindi, abbina una poesia di 17 sillabe con un disegno, usando testo e immagini per creare un unico insieme integrato. Come il componimento poetico che lo accompagna, l’immagine dello haiga si basa su osservazioni semplici ma spesso profonde del mondo di tutti i giorni. Le composizioni haiga si basano sul presupposto che espressione verbale e espressione visiva siano essenzialmente equivalenti e, come lo haiku, l’immagine di uno haiga deve suggerire piuttosto che dire esplicitamente lasciando una sensazione di incompiuto al lettore / osservatore: i tratti del pennello, le scale dei grigi, la posizione spaziale, tutto tende a suggerire l’immagine senza molti dettagli.

    CONCLUSIONI

    È dunque fuor di dubbio lo stretto connubio tra poesia e pittura come, del resto, già evidenziato fin da tempi antichissimi. Ricordiamo, in tal senso, la celebre frase del poeta greco Simonide (556-468 a.C.): «La pittura è poesia silenziosa, la poesia è pittura che parla». Questa massima allude al fatto che, in sostanza, queste due arti presentano, come abbiamo visto, molti punti di contatto e, per certi versi, coincidono anche se con qualche importante differenza. Resta il fatto che una poesia o un dipinto possono elevarsi ad opera d’arte ed entrambe queste arti spesso si compenetrano e completano a vicenda non solo perché da un quadro può nascere una poesia (o viceversa) ma anche nel caso più evidente dello haiga. “Ut pictura poesis” scrisse Orazio, la poesia è come la pittura, esse sono, quindi, due facce della stessa medaglia e rappresentano entrambe il bisogno ancestrale, innato e primario dell’Uomo di esprimere se stesso attraverso l’arte.



    Bibliografia:

    Alberto Bertoni, La poesia. Come si legge e come si scrive, Ed. Il Mulino.
    Vincenzo Luise, Poesia e pittura, Ed. Valtrend.
    Donatella Bisutti, La poesia salva la vita, Ed. Feltrinelli.


    (Antonio Sacco)


    Articolo pubblicato su “Frequenze poetiche” il 17/05/2018

     



    Relazioni tra Pittura e Poesia | 3 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Relazioni tra Pittura e Poesia
    Contributo di: Mecroarco on Monday, 10 September 2018 @ 21:13
    Saggio interessante e che offre molti spunti di riflessione. Devo dire che, nel limite
    della brevità del tuo saggio, sei riuscito a fornirci un'analisi molto concisa ma
    comunque abbastanza consistente sulla vicinanza della poesia e della pittura,
    vicinanza non subito percepibile ma comunque veritiera, soprattutto considerando
    che entrambe le forma d'arte fanno riferimento allo stesso medium: l'occhio. Per
    essere ancora più specifici, la pittura si concentra più sull' "occhio fisico", mentre
    la poesia, sebbene sia il più delle volte acquisita tramite la vista, fa affidamento
    agli "occhi mentali" che ci permettono di osservare e vivere le immagini che i
    componimenti ci veicolano. Inoltre, sono rimasto piacevolmente colpito dallo
    scoprire l'esistenza della poesia visiva dell'haiga, il che è senza dubbio è positivo
    poiché qualunque cosa che mi insegni ciò che non so è buona cosa ai miei occhi
    (mentali o fisici fa poca differenza). Per concludere, questo tuo pezzo mi fa venire
    in mente la mia prima poesia, la quale mi fu ispirata non da un quadro ma da una
    statua, in particolare dal Laocoonte di Polidoro. Te la lascio qui in calce, nel caso ti
    possa essere utile per lavori futuri.

    Mecroarco

    Laocoonte

    O Laocoonte dalle serpi stretto,
    grande dolore ti cresce in petto.
    Dannato sia chi calmo ti impresse
    e l’om che disse:”Lo strazio represse.”!

    Come fa un uomo a non soffrire
    nel vedere i suoi figli morire?
    Lor, non sfuggiron ad Aten superba,
    lor, ch’eran ancora in età acerba.

    La quietezza d’animo è falsità:
    lui pativa, questa è la verità!
    Sia maldetto il neoclassico rigore

    che non vuol si palesi il dolore,
    lodato sia chi mostra il sentimento
    e non crede nel cuor s’abbia cemento!



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    Relazioni tra Pittura e Poesia
    Contributo di: Elysa on Wednesday, 12 September 2018 @ 07:07
    è stato interessante e utile leggere la tua disamina sulla correlazione tra pittura e poesia. Molto bravo, nella mia piccolezza di tentata poetessa anche io ho scritto una poesia ispirata da un quadro che adoro (la ragazza con l'orecchino di perla) la mia poesia si intitolava A Griet serva d''amore. Nel leggere la poesia di Bertolucci (che tra l'altro mi piace come autore) non ho potuto fare a meno di pensare che se l'avessi scritta io (magari!) o altri, saremmo stati tacciati di infantilismo, di mera didascalia, di assenza di poesia...ne sono quasi certa, ma questa è un'altra storia ed esula dal tuo ottimo lavoro grazie --- Elysa

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    Relazioni tra Pittura e Poesia
    Contributo di: telemaco on Thursday, 27 September 2018 @ 22:26
    Molto interessante il tema del rapporto tra parola e figura, che ha radici antiche anche nella classicità. Segnalo il volume "La parola disegnata" di Giovanni pozzi - ed Adelphi, dove analizza compitamente oltre ai calligrammi, anche i technopaeignon (parole disposte a formare una figura architettonica) e i carmi permutazionali barocchi.

    ---
    telemaco

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