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     Libere concatenazioni   
     Tuesday, 04 September 2018 @ 19:30
     Leggi il profilo di: Viridis
     Visualizzazioni: 242

    Racconti

    “Intanto mi presento: sono un ragno di medie dimensioni. Appartengo alla famiglia degli Aracna santissima e vivo
    in quest’hotel a cinque stelle da più di dieci anni.”
    “Quanto può vivere un ragno?” si chiese nello stesso istante Zito figlio di Zerbio, pelando l’ultimo chilo di patate nell’ampia cucina dell’hotel Mamma mia. Che poi Mamma mia era il nome scelto dal nuovo proprietario, dopo aver visto il musical di Phyllida Lloyd ed essersi invaghito di Meryl Streep.
    “Però, alla sua età balla ancora come una ragazzina!” esclamò l’anziana contessa Matilde, facendosi vento con un ventaglio acquistato a Malaga.
    “Sì, ma fa fatica e si vede!”, le fece eco la badante alto-atesina, entrambe sedute nel bovindo del primo piano, con vista
    sul parco.
    “La fatica rafforza il corpo – citò la contessa - Guardi il giardiniere laggiù, che si ostina a tagliar l’erba con la falce, con tutte
    le macchine che ci sono al giorno d’oggi!”
    “Le macchine stanno sostituendo l’uomo alla velocità della luce – diceva intanto il giovane imprenditore, sorseggiando un Margarita a bordo piscina – Secondo il rapporto McKinsey il 78% dei lavoratori del pianeta sarà presto sostituito da robot
    o da intelligenze artificiali.”
    “Un robot non riuscirà mai a progettare gli affreschi della Cappella Sistina – ribatté il vecchio imprenditore, facendo tintinnare
    il ghiaccio nel suo bicchiere di bourbon - Io, mio caro credo nell’uomo, nonostante tutto.”
    “Nonostante tutto, il sole tramonta ogni giorno”, sospirò Linda, seduta accanto a Manfredi sul dondolo sotto il portico.
    “Già - le rispose Manfredi – ma io sono d’accordo con Proust: ho orrore dei tramonti di sole, sono romantici, fanno troppo melodramma. A proposito: ricordami di prendere la pastiglia per la pressione tra mezz’ora”.
    S’erano fidanzati nove anni prima e ancora nessuno dei due parlava di matrimonio.
    Il matrimonio degli Sforza-Ripossi, invece, che si era svolto in gran segreto nella cappella interna inglobata dall’hotel era avvenuto all’oscuro del cardinal Ceriani e della chiesa tutta che li aveva, quei giovani, espulsi dalla comunità e dai sacramenti.

    Nel frattempo a Sacramento stava tirando le cuoia un anziano jankee, noto per essere capace di tracannare dieci birre di seguito in meno di cinque minuti. Cinque minuti dopo, all’altro capo del mondo una Papilio-thoas sbatteva le ali succhiando
    il nettare di un fiore di boungaville, mentre uno tsunami investiva le coste del Tamil Nadu e a Los Angeles Bukowski
    si scopava una bionda con una gamba sola.
    Una sola gamba, come lo sgabello usato dai bergamini per mungere le mucche. A proposito di mucche, ricordo che avevano nomi di donna: Bianca, Nerina, Stella, persino Gesualda o Maria.
    Maria Goretti, leggo su Wikipedia: aveva solo undici anni quando fu uccisa da un vicino di casa. Nel 1950 veniva santificata
    da Pio XII per aver resistito fino alla morte al suo stupratore e Palmiro Togliatti, che non era certo cattolico, la indicava come esempio alle giovani comuniste della FGC.
    “Ehi, la smettete tutti quanti di interferire? Noi ragni riscuotiamo poco interesse, evidentemente. Avevo cominciato un discorso e gradirei proseguire.”
    “Aiuto, un ragno!”
    “Calma Viridis, adesso lo sistemo io (splash) Addio bestia schifosa!”
    “Grazie Carmen. Dov’eravamo rimasti? Ah, sì: mucche. Lo sapevi che sono in grado di salire le scale, ma non di scenderle?”
    “Dici a me?”
    “No Joshua, stavo parlando con Carmen.”
    “Di poesia, mi auguro. Se volete il mio parere, uno dei compiti del moderno poeta demitizzato verso la poesia dovrebbe essere quello di prenderla per il colletto. Voglio dire, certo, toglierle l’amido, deamidarla: sciogliere non solo il nodo della
    cravatta linguistica, ma farle parlare (pirlare?) l’alingua originale (qualcuno la chiama comunicazione teleapatica, io penso invece che si sia originata dalla prima pernacchia, ma questa è tesi che andrà dimostrata con ricerche dirette sulla Melinda avvelenata e lo specchio delle brame).
    “Non posso non intervenire in questa interessante conversazione, per sottolineare alcuni errori sintattico-grammaticali riguardanti l’ultimo intervento. Punto primo: trovo improprio usare il verbo ‘deamidare’ in un contesto in cui le patate
    non siano le assolute protagoniste. Punto secondo ‘l’alingua’ è un gravissimo insulto alla grammatica. Punto terzo: si dice telepatica e non teleapatica. Infine, essendo io un "paesan", ovvero un sempliciotto come diciamo nel Lodigiano non ho capito
    una mazza di quello che state dicendo.”
    “Caro Mecroarco, è che il post-moderno mette in crisi tutti, te lo dice PattiS.”
    “Fermi tutti! Il mio organo, con le sue smanie e i turgori reclama un gesto di comprensione esiziale!”
    “Se permetti, Parcefal, io la direi così: reclama esiziale comprensione / il mio organo di smanie e turgori.”
    “La Lorens Film International interviene per bocciare in toto questa esiziale supposta letteraria, nata solo per evacuare meglio in un mattino di alba boreale.”
    “L’ho sempre detto: l’attitudine a farsi male somiglia a quella di nascondersi nella terra di nessuno.”
    “Hai ragione, Pale. Perché non viriamo su Harry Potter? A mia figlia Alissa piace tanto!”
    “Ehi, Viridis, sono Frame. Non ti sforzare a nominare tutti gli autori del Club, tanto, come puoi constatare, a commentare i racconti siamo sempre i soliti quattro gatti.”
    “Ragazzi, ragazzi! Con tutto il rispetto per Viridis, più che ‘Libere concatenazioni’ questo mi sembra un dialogo tra sordi,
    parola di Armida.”
    “Dialogo? Ma per piacere… L’unico suono che concepisco, quello che mi toglie il respiro è la MUSICA. Quindi smettiamola qui.”
    “Buona idea, Gricio. E allora che musica sia! Cosa preferisci? Miles Davis, John Coltrane, Chick Corea? O piuttosto la Casta
    diva della Callas, un Take it back dei Pink Floyd, un Wasserklavier di Berio?
    Io sto ascoltando la musica del vento, che a dire il vero si è fatta più violenta negli ultimi dieci minuti. Azz, sta sbattendo una porta alle mie spalle, proprio mentre sto scrivendo.
    Scusate, vado a chiudere e torno. Tra sessanta giorni, che prima ho da fare.

     



    Libere concatenazioni | 8 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Libere concatenazioni
    Contributo di: Elysa on Wednesday, 05 September 2018 @ 14:27
    grande Viridis...davvero mitica ! e grazie per aver inserito pure Alissa e Harry Potter... p.s. prometto che leggerò tutti i racconti postati, questo è il mio fioretto per il 2019! --- Elysa

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    Libere concatenazioni
    Contributo di: percefal on Wednesday, 05 September 2018 @ 16:41
    Che sorpresa, sessanta e oltre son passati, facciamo a metà trentatre in hotel consonante, Mamma mia! Pour parler, Aracne Athena non perdona, tesse ad arte la sua tela, libere concatenazioni. Già il titolo lascia perplessi ché libere perdono il nesso … “quando si rema controcorrente, presto o tardi ci si bagna, in crescendo la barca, il compare e il ragno”,enti a "sestante" non sé. Parlare troppo di loro significa avere la presunzione di sapere tutto e questo potrebbe entrare in contrapposizione con la realtà quando si dimostra con i fatti di sapere poco o nulla. La gente esagera e mente, si dà poco peso alle parole e per carico ne usa molte. In effetti dice senza sapere cosa, scopo inconfessato è lode all’ego con fini di autocompiacimento. Nello scritto le cose mutano radicalmente, il fiume ingrossa e straripa invadendo ogni pagina o foglio, bianco o colore. Scrivere è liberatorio, è necessario, il giusto tempo per la riflessione. È buona norma fermare le proprie idee, i principi, il presente in supporti durevoli, apre la mente e permette di vedere se antonimia con il passato. Un po’ come i ragni per Spinoza e le mosche per Leibniz, c'est-à-dire a ognuno la sua… Grammatica? Interpretazione,certo il permesso, non è mio costrutto, ah le licenze chiunque accorda i propri strumenti. “Ave Maria, Schubert per organo e Tromba.” Il registro ? C major, natural-mente! --- «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

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    Libere concatenazioni
    Contributo di: gricio on Wednesday, 05 September 2018 @ 23:40
    una bella folata di vento che toglie polvere e ragnatele al club appena riaperto e ai suoi abitanti. Bravo, ci voleva questo divertissement. Purtroppo, come immaginerai, le visite e i commenti saranno pochi, ma tant'è. Da parte mia un paio di ci stanno proprio. --- "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa) http://gricio-gricio.blogspot.com/

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    Libere concatenazioni
    Contributo di: frame on Thursday, 06 September 2018 @ 12:38
    Il ragno tesse la tela e non sa ancora chi resterà
    impigliato nella sua trappola. Se la trama è sottile e
    costruita a regola d’arte, (non come il ponte di Morandi,
    a proposito ma quello non faceva il pittore di mestiere?
    Forse era un altro… Si tratta forse del cantante?! Ma non
    mi dire…. Ma mandateli tutti dalla mamma e dove dico io…)
    qualche moscerino, dicevo, prima o poi, ci capita dentro.
    Forse ce l’avevi con qualcuno in particolare. Adesso
    gliene dico quattro a quello lì, hai pensato prima di
    metterti a scrivere, ma la tua natura gentile ti ha
    permesso soltanto di lanciare qualche sassolino a
    spaglio. Mi auguro che tu abbia colpito il bersaglio.
    Comunque, i cerchi nell’acqua si sono visti, qualche
    pesciolino ha abboccato, segno che il laghetto mezzo
    secco ancora non è morto del tutto. Il tuo lavoro mi ha
    riportato alla memoria un pezzo passato alla storia del
    Club di un certo Fantomas, che ricordo con piacere e un
    filino di nostalgia. Allora si era in tanti in questo
    boschetto della poesia e della parola scritta, e la sua
    tela aveva dimensioni enciclopediche. In tempi di magra
    va bene anche il tuo bignamino. Gustoso il pezzo, ben
    scritto, con buon ritmo e un pizzico di mistero che non
    guasta mai. Peccato io non sia bravo a leggere tra le
    righe. Il dottore dice che non è un problema di vista,
    però non mi ha voluto dire di che si tratta. Forse mi
    nasconde qualcosa. Che mistero… Vabbe’ … Verdiana, ti ho
    letto come sempre con piacere e con l’occasione ti faccio
    gli auguri di buon compleanno. Un abbraccio e tante
    stelline.

    ---
    Frame

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    Libere concatenazioni
    Contributo di: Mecroarco on Saturday, 08 September 2018 @ 22:09
    Un simpatico racconto dell'assurdo che, stranamente, mi strappa un sorriso.
    Formalmente questo tuo racconto è al livello di tutto il resto della tua
    produzione, quindi praticamente perfetto (e so che sono ripetitivo in questo mio
    puntualizzare sempre e comunque gli aspetti "sintattico-grammatico-lessico-
    ortografici" ma, un po' per scelta e un po' per abitudine, non credo che smetterò
    mai di scassarvi le scatole). Ovviamente, non posso discutere della trama dal
    momento che non c'è, ma devo dire che tutte queste associazioni concatenate
    funzionano e hanno una logica dietro il loro susseguirsi. è interessante poi vedere
    come hai usato tutti i particolari più evidenti di noi del Club (però adesso pretendo
    le mie royalties per l'uso del mio nickname, eh!) per renderci delle simpatiche
    macchiette. Che dire? Bello da leggere, ma resta comunque confinato nel mondo
    dell'assurdo, dove tutto è possibile (forse fin troppo).

    Mecroarco

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    Libere concatenazioni
    Contributo di: Pale shelter on Sunday, 09 September 2018 @ 09:54
    Senso e nonsenso perfettamente miscelati in salsa (inteso come sugo, non come ballo) ritmata.
    Chi si diverte a scrivere, come ti sei certamente divertita tu (come nel caso, appunto) trasmette integralmente il proprio divertimento al lettore (come nel caso, appunto).
    Onorato per la citazione, Verdiana, e dispiaciuto per il ragno, novello grillo parlante, che dura appena due brevi periodi soverchiato dalle parole (è questa la notazione umana solo apparentemente a latere nel testo) e giustiziato da Carmen (cattiva, che le fai fare la parte della cattiva).

    Ancora un saluto.

    Franco

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    Libere concatenazioni
    Contributo di: Armida Bottini on Thursday, 04 October 2018 @ 06:33
    Brava ragazza, mi hai acchiappato dall'inizio alla fine. Ciao. --- Midri

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    Libere concatenazioni
    Contributo di: Lorens on Thursday, 25 October 2018 @ 19:16
    ... un empatico contenuto che lancia sorrisi a iosa ma anche
    qualche riflessione quando ti lasci andare nel menzionare
    qualcuno di noi del club ...

    Direi quasi un brano che vola dall'assurdo fantasioso seppur
    sempre con i piedi per terra, fino a giungere in volo
    pindarico al tempo reale visualizzando con affabile e
    gioiosa osservazione, le gesta di alcuni di noi nel club.

    Inutile dire che la tua penna è di classe cristallina, forse
    ti apprezzo molto di più in prosa che in poesia,
    probabilmente perché in un contesto di narrazione, la tua
    abilità spensierata ritrova maggiori spunti di mordace
    effetto scanzonato che non in poesia nella brevità dei versi
    quasi istantanei per un lettore che preferisce penetrare al
    meglio la sfera oggettiva dell'argomento trattato.

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

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