Microsolchi

Thursday, 12 July 2018 @ 15:30

Leggi il profilo di: PattiS.

“Mirrors on the ceiling,
The pink champagne on ice”



“Non la può portare qui
quella” un dito puntato e due divise dietro il bancone reception
la tessera di un triste giallo aspettava il casino.
“Signora Lipton, ora faccio un macello” stringevo forte la teiera e le parlavo piano
facendo scorrere le dita angustiate tra zigrinature dure e avvalli morbidi.
Volevo solo arrivare a quella prospettiva
mare e case, quella lì, tra la legna,
le barche azzurre e rosse. I piedi nudi bruciavano.
“Ora dovrà pagare caro. Non doveva portarla qui”
L’inosservanza si era accumulata, l’inadempienza, l’infrazione.
Non sapevano che avevo vagato per tutte le camere.
Nella la stanza hippy festeggiavano dal 1968.
I colori e la nebbia, le risa obbligate. Era però bella la tappezzeria con il verde acido e il viola
e il nero. Uno stilista aveva pennellato costose fantasie. Comprai quella con
le farfalle – ma quante le farfalle, per metro quadro! - argento e celesti.
Avevo perso l’orientamento.
“Non c’è problema” – non volevo tirare fuori il mio asso dalla manica -
e poi le farfalle giravano intorno in cerchio, infastidendo -
le scacciavo con la mano libera- . L’asso era il signor Trip Advisor
“avete un po’ troppe regole rigide, qui” fingevo di essere gentile e
il mio accento tradiva la provenienza.
Solo il signor Advisor sapeva quello che avevo nel cuore e che cosa
mi saliva per la mente. Un tempo ci eravamo amati. Si faceva
chiamare Guido e diceva di fare l’avvocato. Erano così i romanzi
pieni di farfalle e isole dove amarsi.
Al luxe superior mancava l’aria
l’impazienza rischiava di mandare tutto ancora più all’aria.
Più di ogni altra cosa desideravo l’arietta marina
e i colori in evidenza
che si scaricano sul viso come solo io e il signor Trip sapevamo.
Lo smalto personale ci stava sgretolando
stringevo intonsa la teiera tra la mani
il signor Trip Advisor ci scriverà versi bellissimi
le due signore non avrebbero capito, nemmeno volevo
spiegare loro una di queste qualsiasi cose.
Ero senza forze.
Dissi allora: “la riporto indietro”. Una telecamerina posta
in un angolo in alto avrebbe visto Alice, come si trasformano
le cose, le persone, le parole.
Nemmeno nel qui adesso sarei stata seduta, lì, sulla sabbia
e osservare.

15 Commenti



http://vetrina.clubpoeti.it/article.php?story=20180712135554882