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     Richiami   
     Wednesday, 04 July 2018 @ 13:45
     Leggi il profilo di: gricio
     Visualizzazioni: 509

    Poesie

    Bandiera appesa
    su tremulo stecco,
    vibro al tuo richiamo
    ma non mi svolgo,
    che non è tempo nemmeno
    di minima migrazione.

    Sventolare a modo
    è arte ardua e mai compiuta.

    Lasciamo l’aria agli aquiloni.


     



    Richiami | 16 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Richiami
    Contributo di: Carmen on Wednesday, 04 July 2018 @ 17:05
    Senza infamia né lode.
    Non condivido il sentimento che anima,
    che sventola anzi, sta bandiera su
    tremulo stecco.


    ---
    La vita va capita solo all'indietro, ma va vissuta in avanti"
    Soren Kierkegaard

    [ ]

    Richiami
    Contributo di: ~*Maurizio*~ on Wednesday, 04 July 2018 @ 18:20
    Sì dai --- Qualsiasi cosa che sia un qualcosa di qualcos'altro in realtà è niente di niente. (Marge Simpson)

    [ ]

    Richiami
    Contributo di: Seeker on Wednesday, 04 July 2018 @ 22:05
    Non sempre una poesia è bella. Qui la mia attenzione si posa
    sul contrasto. Troviamo elementi (bandiera-tremulo-svolgo-
    migrazione-sventolare-aria) mobili che danno una precisa idea
    di movimento. Nello stesso tempo il poeta si avvale di una
    forma stringata e quasi arida, scarna, che dà la percezione
    di non movimento. È questo "colore" che mi piace.

    [ ]

    Richiami
    Contributo di: joshua on Thursday, 05 July 2018 @ 02:52
    Sì, sì, giusto, ‘ntoni. Il contrasto composto/scomposto tra immagini e sintassi. Ma allora occorrerebbe inamidare la sintassi ulteriormente (e distinguere la congiunzione dal pronome. È errore che si nota maggiormente in un componimento stringato o breve, non esalta l’Autore e fa sembrare chi lo evidenzia un pedante detrattore. Ma la lingua italiana ha i suoi treccanismi da rispettare, se non la si vuole ingiustamente bistrattare, sventolandola a modo).
    j

    [ ]

    Richiami
    Contributo di: PattiS. on Thursday, 05 July 2018 @ 09:24
    devo dire, dalla mia pochezza critica nonché poetica - così me lo dico da sola che
    se sono gli altri a dirmelo, mi scoccia pure - che Gricio è uno che ho seguito con
    interesse. Pur presentando dei difetti, questa poesia mostra come si debba
    lavorare
    sulla propria poesia sempre, e soprattutto su se stessi. Che sia uno che ami la
    letteratura è evidente dal tempo e la cura che mette nei suoi racconti.
    Pur non amando le critiche (e chi le ama??) Gricio mi pare uno che tenda sempre
    un'orecchio. E i risultati si vedono, se penso alla tue prime poesie. Devo però farti
    rimarcare il tono un po' patriottico / o anti-patria - non si capisce bene - perché
    sono convinta che non sarà la poesia a smuovere sentimenti rivoluzionari come lo
    fece nel passato. I motivi sarebbero tanti e non sto qui a dilungarmi. Poi, come fa
    giustamente notare Joshua quel "mi svolgo" non è giustificabile (almeno a due
    persone non lo sembra) . Se ti va, puoi anche commentare e rispondere visto che
    lo scopo di fare commenti in realtà sarebbe proprio quello (caro Nino, le poesie si
    difendono con le armi letterarie non con gli infantilismi). Ciao!

    ---
    ...playing a game of worlds...V. Nabokov

    [ ]

    Richiami
    Contributo di: Mecroarco on Thursday, 05 July 2018 @ 10:08
    Trovo quantomeno interessante notare che da un po' tempo sta prendendo piede
    un certo tipo di componimento. Comunque, questa tua poesia non è male, anzi la
    trovo studiata e scritta con cura (tranne per il "che" senza accento, mentre per me
    "mi svolgo" ha senso perché può essere interpretato come un parallelismo fra te e
    la bandiera che si dispiega col vento), però ha ragione PattiS: non è più pensabile
    che la poesia possa smuovere gli animi come un tempo. Capisco e rispetto
    l'intento, ma la schiera di chi si infervora a leggere poesie d'invettiva di qualunque
    tipo si è ormai ridotta ad un insulso manipolo. In sostanza, buona poesia che però
    non farà leva su nessuno non perché brutta ma perché il mondo non funziona più
    così. Se vuoi essere d'impatto devi twittare, purtroppo.

    Mecroarco

    [ ]

    Richiami
    Contributo di: tendre on Thursday, 05 July 2018 @ 12:36
    Mi piace quest'aria ironica... e soprattutto mi piace il
    verso finale.

    Ciao gricio,

    ---
    tendre

    [ ]

    Richiami
    Contributo di: gricio on Thursday, 05 July 2018 @ 15:08
    Non sono evidentemente riuscito nell’intento di trasmettere il significato di questa poesia. Peccato perché io amo molto questi versi (d’altra parte ogni scarrafone….) ma tant’è.
    Non sono molto bravo a dare spiegazioni, specie in poesia, quando le cose ti nascono tra le mani senza un apparente perché, ti muta la forma sotto le dita e alla fine ti ritrovi dei versi come questi che –a quanto pare- non toccano le corde del lettore come speravi.
    Però una cosa ci tengo a specificarla. Non era nelle mie intenzioni scrivere qualcosa che “smuovesse” o infervorasse, anzi, direi si tratti proprio di una poesia molto intima che da tempo ero indeciso se pubblicare o no. Nessuna visuale patriottica/rivoluzionaria quindi (ma davvero bastano le parole bandiera e migrazione per parlare di patria?). Tutt’altro. E nessuna volontà di impattare come accennato da Mecroarco, non era questa la mira.
    Ai successivi lettori (se ci saranno) abbiamo quindi dato in tal modo un aiuto alla comprensione.
    Ringrazio di cuore chi segnala gli errori, senza alcuna accusa di inquisizione. Anzi, confesso che spesso anch’io cado nel tranello di non voler sembrare un pedante detrattore (cit. Joshua) e piuttosto che sembrare offensivo preferisco non commentare e lasciar perdere passando oltre. Non si dovrebbe, lo so, altrimenti che diavolo stiamo a fare in questo club, le belle statuine? Però sono di indole pacifica e spesso non ho il tempo o la voglia di motivare (poi magari arrivo tardi quando tanti altri hanno già detto tutto molto meglio di come potrei fare io).
    Infine, e chiudo questo intervento, la solita tirata di orecchie a tutti indistintamente coloro i quali, in questo club, non leggono e non commentano i racconti. Sono scelte personali, direte, e avete ovviamente ragione. Ma vi posso garantire che l’impegno e la passione di chi pubblica racconti (e non parlo di me chiaramente) non è da meno di chi “poeteggia” del club. Certo, vedere in vetrina una composizione di oltre 3/400 parole impaurisce, vero? Ma vi chiedo una cosa: davvero basate la vostra vita (prendetelo come paragone eh, mica come verità assoluta) sulle cose semplici e sbrigative? Cosa siete (siamo valà) gente che legge il solo titolo di un articolo di giornale e poi passa oltre (credendo oltretutto di aver capito)?.
    Vabbè, scusate il piccolo sfogo, ogni tanto ci ricasco.
    Cordialità a tutti e grazie a chi è passato e a chi passerà.


    ---
    "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa)
    http://gricio-gricio.blogspot.com/

    [ ]

    Richiami
    Contributo di: Pale shelter on Thursday, 05 July 2018 @ 19:32
    Testo interessante, arricchito da commenti altrettanto interessanti, come ad esempio quelli di Seeker e di J. (tra i tanti neologismi letti, "treccanismi" mi ha fatto sorridere largo - piccolo inciso su questo testo).
    La bandiera così com'è rappresentata qui dentro, appesa a uno stecco tremulo, è un'immagine che evoca l'ammainarsi, un ripiegamento su se stessi, un'implosione, una sorta di rinuncia nonostante il "richiamo" - e mi sono chiesto più di qualcosa sulla natura così vaga di questo richiamo, la cosa che maggiormente lascia l'immaginazione aperta.
    Una reazione a stento trattenuta, come fa intuire il verbo vibrare che è come un segnare il passo, un atteggiamento quasi di difesa o di impotenza.
    Mi è piaciuta, ma anch'io trovo alcune scelte lessicali migliorabili - "svolge" di sicuro che, anche se esplicativa, non suona bene - e "tremulo" per il quale un sinonimo sarebbe perlomeno auspicabile.
    Detto questo, tutto è bene in tono con quella che mi pare l'intenzione generale, la scelta di restare basico, scarno fino al limite.
    I tre versi finali chiudono molto bene.

    Un saluto.

    Franco

    [ ]

    Richiami
    Contributo di: jane on Thursday, 05 July 2018 @ 21:49
    Mi piace quasi tutta la poesia, ad eccezione dell'ultimo verso.

    ---
    Il Poeta assomiglia al principe dei nembi
    Che abita la tempesta e ride dell’arciere;
    Ma esule sulla terra, al centro degli scherni,
    Per le ali di gigante

    [ ]

    Richiami
    Contributo di: A.Sal.One on Friday, 06 July 2018 @ 01:20

    Richiami

    agli inni?

    ---
    Un Sal.uto

    [ ]

    Richiami
    Contributo di: Viridis on Friday, 06 July 2018 @ 01:28
    Le mie corde le hai toccate con quel
    "vibro al tuo richiamo ma non mi svolgo"
    che contiene in estrema sintesi una voragine
    di emozioni.
    L'ultimo verso però è un colpo di coda verso
    la volpe e l'uva. E' voluto?

    ---
    viridis

    [ ]

    Richiami
    Contributo di: Elysa on Friday, 06 July 2018 @ 10:23
    mi è piaciuta molto soprattutto il verso centrale e la chiusa, sempre bravo --- Elysa

    [ ]

    Richiami
    Contributo di: nino vicidomini on Saturday, 07 July 2018 @ 19:37
    _________________Lasciamo l’aria agli aquiloni.

    ---
    nino vicidomini

    [ ]

    Richiami
    Contributo di: scoriaindustrial on Monday, 09 July 2018 @ 17:36
    La poesia così com'è non mi è piaciuta. Non cattura il
    vento, non svolazza, appunto. Però ci si potrebbe lavorare
    rendendola ancor più coincisa ed efficace, liberandola da
    pedanterie. Io ho letto, invece, una critica verso le
    schiene piegate, verso l'essere accomodanti e verso chi si
    lascia trasportare dal vento senza personalità.




    ---
    "Non commentate troppo ché si seccano le manine e si spezzano le unghiette, continuate a propinarci indimenticabili capolavori, piuttosto" - scoriandustrial -

    [ ]

    Richiami
    Contributo di: natacarla on Saturday, 08 September 2018 @ 01:55
    Eh, si gricio. Non hanno proprio capito di cosa tratta la
    poesia. Rispetto agli altri, vado controcorrente e dico
    apertamente che il primo gricio, per me, scriveva più poesia
    di quello di oggi. Ma tu sai già tutto, no? Detto questo
    quella che proponi oggi per te è una poesia così intima da
    perdere i tuoi canoni soliti. D'altronde quanto più ci si
    avvicina al nucleo dell'emozione, sia dolore o amore, il
    verso si chiude, come a nascondere quell'ingombro, e così
    facendo ci si illude di averlo isolato. Dopo non esiste più.
    Ma non funziona sempre così, però te lo auguro.
    Peccato non ricordi come si mettono le stelle, perché un
    paio ci starebbero tutte.

    Carla

    P. S. Domani leggo anche il racconto, che per me è inedito.



    ---
    La poesia ha una struttura inamovibile, costruita in modo che nessun elemento possa essere spostato o modificato senza rischiare di alterare il messaggio.

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