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     il rumore delle monete da cinque lire   
     Wednesday, 27 June 2018 @ 09:30
     Leggi il profilo di: dragonero
     Visualizzazioni: 157

    Racconti

    “alla fine è solo questo, non riesco ad abituarmi al fatto di essere vivo
    e sento nell’assenza il movimento delle note, scorrere tra le falangi
    delle mani… eppure lo so che tre dita non bastano a suonare un pianoforte”

    Il libro è infinito, eppure l’inizio e la fine coincidono sempre, sono linee chiuse, come se il libro ruotasse nell’asse del mondo e si fermasse sulla vita che suscita in Me la voglia di raccontarla.

    Pag.270
    C. ha sette anni, gioca a schiacciare monete da 5 lire, le mette sulle rotaie ed aspetta il rumore dei treni.
    Ha una collana di 5 lire estese, schiacciate dal treno, rumorose come il tutum-tutum che fanno le ruote quando sentono l’alluminio sotto di loro.
    Anche ai suoi compagni piace schiacciare sulla rotaia le piccole monete, così povere, così insignificanti, da meritarsi il nome di monetine.

    Vedo la primavera che si inarca sui rami ai lati della ferrovia, ligustro e bosso, pioppo ed erba fresca di un verde nuovo come sono nuovi sette anni, portati senza peso, nelle tasche di un bambino.
    Le pagine del libro sono oscure, listate a lutto, un lutto ferito, non mortale.
    Sono pagine scritte con il sangue, lasciate lì a dire come finisce una vita, come ne inizia un’altra.
    Mi sono girata per dare le spalle alla finestra, sento l’aria fredda entrare dal balcone aperto, le case aspettano che il racconto inizi dove sappiamo finisce.
    C. tira fuori dalla tasca il suo tesoro, il regalo del nonno, le mostra con un orgoglio bambino ai compagni di sempre.
    C. è felice, ha 10 monetine da espandere, dieci piccoli desideri da esporre.
    Appoggia l’orecchio sulla rotaia, la sente vibrare.
    Mette in un lunga fila le monete, distanti una dall’altra quasi un metro, sono dieci metri di strada per un treno, tonnellate di ferro e carbone, movimento di ruote ed un lungo cardano nero che imprime la forza alla ruota, è un merci bellissimo, una sequenza di vagoni infinita.
    È lento C, è attento al passaggio, la prima moneta è lì, ma lui è lontano dieci metri davanti al muso.
    Sente il suono dell’aria spezzata, l’ultima moneta cade dalla rotaia.
    C. si sveglia nel piccolo ospedale del paese, sente prurito ma è avvolto da una nebbia di dolore.
    C. sente il treno che passa sulle sue dita, schiacciate per una collana da non mettere al collo.
    C. ha sette anni e nasconde quello che resta della mano sinistra dove un solo dito è stato attaccato, quasi un uncino di carne.
    C. ha sette anni e guarda le bende sporche per terra, guarda la sua mano destra, un dedalo di punti di sutura, il pollice ha una posizione strana, e si incontra con il mignolo dove in mezzo c’è il vuoto.
    C. ha sette anni ed ha perso sette dita, giocando a schiacciare monetine sulla rotaia al paese.
    Le porte leggono le mie parole, sfogliano le pagine del libro, adesso sul leggio nel lato più oscuro della stanza, dove solo una lampada illumina una lettera alla volta, C, gira le pagine con le sue mani monche.
    ……… Ha 19 anni, mangia una pizza con gli amici, non si ricorda delle dita, appoggia il manico della forchetta al petto e taglia tenendo tra il pollice ed il mignolo un coltello affilato.
    Fa freddo, il maglione non basta a proteggermi, sette dita battono alla mia finestra, passano tra le case come passa l’assenza.

    C. lascia sul tavolo una borsa di cuoio, è fatta a mano, dipinta con cervi e boschi, due indiani colorati accendono un fuoco, lontano i bisonti mangiano l’erba di cuoio.
    Incisa con una lama ardente, porta sul manico il suo nome e la scritta “credici sempre”
    C. ha 40 anni quando il primo aprile del 1997 dipinge la Cometa di Halley, tre metri per due di carta riempita da una folgore gialla persa in cielo blu cupo, sembra un cielo capovolto, la cometa va via verso destra, verso il libro, verso la mia penna che la ricorda.
    In fondo piccolissimo un bambino con 10 dita saluta la stella.
    C. muore la stessa notte, impiccato ad un ramo sotto il passaggio della cometa, vicino alla ferrovia dove cercava le sue dita bambine che volevano dipingere e suonare un pianoforte.

    La stanza trema di un freddo invisibile, ed io guardo la foto della pizzeria, dei capelli neri e ricci su un paio di occhiali da vista, un triangolo di pizza tra il petto e le dita, un gruppo di gente che non ha mai pagato i suoi debiti verso la vita, per questo lettore di pagina 270 ti chiedo di non abituarti mai al fatto di essere vivo.

    da Mia Stien (racconti del libro dell'anima)

     



    il rumore delle monete da cinque lire | 6 Commenti | Crea un nuovo Account

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    il rumore delle monete da cinque lire
    Contributo di: Mecroarco on Wednesday, 27 June 2018 @ 21:02
    Uhm non ho capito se questo è il tuo racconto o quello di Mia Stein, ma per
    esprimere un giudizio assumerò sia tuo (beh che, in teoria, l'autore non dovrebbe
    influire sulla critica, ma questo non sempre capita). Allora, sul piano formale mi
    sembra tutto in regola, anche se tutti quei periodi così brevi lo rendono un po'
    troppo un elenco di eventi. Comunque, la trama in sé non mi dispiace, volendo ci
    ricorda che non è buona cosa giocare col fuoco (o con le rotaie, nel caso
    specifico). Tuttavia,il tuo testo che, così com'è ora, non mi dispiace, lo avrei
    apprezzato di più se si fosse concentrato maggiormente su C. (Chiunque?) e
    avesse tralasciato quelle elucubrazioni sul libro della vita che ci possono anche
    stare ma mi paiono persino esagerate. In sintesi, non male ma avrei preferito un
    racconto di più ampio respiro incentrato sulla sventurata vicenda di un decenne
    dall'hobby rischioso.

    Mecroarco

    [ ]

    il rumore delle monete da cinque lire
    Contributo di: A.Sal.One on Thursday, 28 June 2018 @ 01:22

    il rumore delle monete da cinque lire

    l'abbiamo gia` scordato.

    ---
    Un Sal.uto

    [ ]

    il rumore delle monete da cinque lire
    Contributo di: Elysa on Thursday, 28 June 2018 @ 09:14
    Per chi non lo sapesse mia Stein sei tu...
    O tu sei lei quando scrivi questi racconti
    sulle anime che la scrittrice incontra
    nella sua stanza e dà voce ,nero su
    bianco, alla
    loro vita e alle loro sofferenze...ne hai
    già postati altri brani simili e sono
    sempre molto
    intensi e complessi e questo dimostra
    solo la tua bravura anche in prosa.

    ---
    Elysa

    [ ]

    il rumore delle monete da cinque lire
    Contributo di: gricio on Saturday, 30 June 2018 @ 18:54
    A me è piaciuto incondizionatamente. C'è molta più poesia in questo racconto di quanta non se ne trovi negli scritti poetici (o presunti tali, i miei compresi) di questo sito. Ragione per cui tante . --- "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa) http://gricio-gricio.blogspot.com/

    [ ]

    il rumore delle monete da cinque lire
    Contributo di: nino vicidomini on Monday, 02 July 2018 @ 10:24
    Noi schiacciavamo i nechelini del Regno quelli sì che facevano rumore Sono scettico per le cinque lire di alluminio e in special modo per quelle della nostra repubblica , minutine Comunque mi aggrada il tuo raccontare Un saluto


    ---
    nino vicidomini

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    il rumore delle monete da cinque lire
    Contributo di: frame on Friday, 06 July 2018 @ 19:40
    Breve intenso e drammatico secondo lo stile della tua
    inconfondibile penna. Ho trovato troppo brusco il salto dai
    venti ai quarant'anni, ma si sa, il web ha le sue esigenze
    e gli spiegoni allontanano il lettore pigro. Se poi deve
    finire come da copione è inutile tirarla troppo alla lunga.
    In ogni caso complimenti, ben scritto.

    ---
    Frame

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