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     21/06/2018   
     Monday, 25 June 2018 @ 14:00
     Leggi il profilo di: Seeker
     Visualizzazioni: 441

    Poesie

    Seppellire i morti. L'ho dimenticato.
    Le loro paure le loro passioni i loro torti
    In piazza me ne sono ricordato
    quando la cagna ha rovesciato
    i tavoli e poi sull'accaduto
    serenamente ci ha pisciato.

    Ma quando sono arrivato se
    non sono mai partito?
    E la tua schiena spiga di grano
    non la finiva di fare domande
    al dorso della mia mano.

    È così che li ho persi di vista
    È così che si sono dimenticati
    la parte che avrebbero dovuto recitare
    e sono volati via in fila ed ordinati
    zitti zitti
    per l'ingresso principale.

    Senza disturbare.

     



    21/06/2018 | 15 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    21/06/2018
    Contributo di: Carmen on Monday, 25 June 2018 @ 23:38
    cruda come la vita. --- La vita va capita solo all'indietro, ma va vissuta in avanti" Soren Kierkegaard

    [ ]

    21/06/2018
    Contributo di: Pavan Gianfranco on Tuesday, 26 June 2018 @ 22:54
    Infinita tristezza.

    Forte quasta tua, mi hai colpito.
    Grazie
    Ciao

    ---
    Pavan Gianfranco

    [ ]

    21/06/2018
    Contributo di: tendre on Wednesday, 27 June 2018 @ 20:51
    Bravo.
    Una lirica di spessore

    ---
    tendre

    [ ]

    21/06/2018
    Contributo di: Sabina on Thursday, 28 June 2018 @ 00:01
    negativa

    ---
    Puzzola

    [ ]

    21/06/2018
    Contributo di: sghemba on Friday, 29 June 2018 @ 17:08
    ...ecco:
    è che questa tua e me piace un casino ( a me piace un casino e, putroppo, noto l’indifferenza d’altri, di quelli del club, per intenderci. che sarà mai?
    forse non ci si vuol sforzare a creare l’habitat mentale e interiore per cogliere nella sua interezza poetica questo capolavoro? boh! se è così,
    a miei insignificanti modi di vedere e sentire, voul dire che questo sito potrebbe chiudere battenti, tanto non serve a nulla (in fatto di poesia, ovviamente.
    lo si può mantenere, semmai, come sito per intrattenere simpatiche relazioni….) . dico questo forte del fatto che una moltidudine di poeti o peseudo tali,
    ha letto ma non ha voluto dire be; non ha commentato forse per pigrizia, per timore o per incapacità? ).

    …a noi: ho tentato di dare una giusta allocazione (logica, ambientale, fattuale, eventistica e anche intro/estraspettiva etc. ect.)
    e, ansiosa che sono, stavo per perdermi. poi mi ha soccorso uno splash. l’arcano si è dissolto senza necessita di ulteriori accelerazioni neuroniche.
    che stupida mi son detta! non ci voleva così tanto a intuire che quella data (21/06/2018) stava li con il suo vero significato di “data”
    (bloccata, senza spazio e senza tempo, quindi come punto fermo e ineluttabile dell’apparente scorrimento dell’esistente e dell’esistenza, come
    stasi della partenza e dell’arrivo mai avvenuti sul palcoscenico in cu recita a soggetto chi e chiunque ha il coraggio di guardare dentro di sé
    con occhi che vedono oltre le cose). qui la scena è dominata dall’assenza e dalla presenza ( del sé, mi sembra di intuire) e viceversa.
    un gioco ossimorico, questo, che spiega e dispiega, in senso universale, la natura dell’essere e dell’esistere, del non- essere e del non- esistere.
    è una poe, questa, che si eleva, siblima e che, senza scampo , lascia uno strascico interiore da “pugno nello stomaco”.
    per me, “senza disturbare”, sei uno tra i pochi.

    stop.

    [ ]

    21/06/2018
    Contributo di: scoriaindustrial on Friday, 29 June 2018 @ 18:24
    LA prima parte è alquanto cacofonica con tutti quegli
    "ato". Svilisce le buone intenzioni. Sul finale un minimo
    si risolleva.

    ---
    "Non commentate troppo ché si seccano le manine e si spezzano le unghiette, continuate a propinarci indimenticabili capolavori, piuttosto" - scoriandustrial -

    [ ]

    21/06/2018
    Contributo di: gricio on Saturday, 30 June 2018 @ 18:59
    La seconda stanza mi è un po' ostica a significato. Il resto merita ampie --- "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa) http://gricio-gricio.blogspot.com/

    [ ]

    21/06/2018
    Contributo di: telemaco on Saturday, 30 June 2018 @ 22:53
    Buona poesia, con una lingua scabra come in zona di guerra, mi ricorda un po' Ottiero Ottieri e Fortini, belle e ben dominate le rime ed assonanze, condivito però losservazione di scoria , a mio parere c'è una rima in ato di troppo.

    ---
    telemaco

    [ ]

    21/06/2018
    Contributo di: ~*Maurizio*~ on Sunday, 01 July 2018 @ 07:41
    Sì, probabilmente hai
    rim-ato troppo, però...
    Le tue hanno, di solito
    dei vestiti semplici, un tantino
    casual, per intenderci.
    Poi però le spogli
    e ci trovi sotto un fisichetto ben
    allenato, con addomi e petto orali
    curati quanto basta.

    Saluti

    ---
    Qualsiasi cosa che sia un qualcosa di qualcos'altro
    in realtà è niente di niente.

    (Marge Simpson)

    [ ]

    21/06/2018
    Contributo di: joshua on Sunday, 01 July 2018 @ 12:08
    No, non credo siano le ato-rime a disturbare l’ossessione di ricordare (la rima è invenzione di mnemotecnica. Serve a non dimenticarsi cosa c’è prima e a presagire cosa potrà intervenire dopo). È, semmai, la particella pronominale proclitica (gergalmente? Apparentemente?) pleonastica al v.6. Ma conoscendo (la conosco?) la poetica di ‘ntoni un poco, credo che rafforzi solo quel nerudiano voltar la mesa di chi muere lentamente. E credo sia il ‘capovolgimento’ o rovesciamento il tema sincero del testo, quello che dà il La al ritrovarsi, cum mortuis, fuori luogo e tempo . Che poi questo avvenga il lingua viva e non mortua è solo uno dei tanti piccoli doni o perdoni offerti ai pedoni (gli skywalker. Trad: scavalcanti) della poesia.
    n

    https://www.youtube.com/watch?v=Cp9uVL29qiU

    [ ]

    21/06/2018
    Contributo di: nino vicidomini on Sunday, 01 July 2018 @ 23:37
    ___________________________La cagna ha rovesciato
    i tavoli e poi sull'accaduto
    serenamente ci ha pisciato.


    ---
    nino vicidomini

    [ ]

    21/06/2018
    Contributo di: PattiS. on Monday, 02 July 2018 @ 11:40
    sempre perfetto. anche tu sempre restio a fare i commenti. però ti perdono perché
    guardi la spiga del grano come farebbe Benedetti, quello di Udine.

    ---
    ...playing a game of worlds...V. Nabokov

    [ ]

    21/06/2018
    Contributo di: Pale shelter on Thursday, 05 July 2018 @ 22:44
    almeno formalmente, in parte, ti trovo cambiato - correggimi se sbaglio - da un paio di poesie. L'uso della rima quasi ossessivo mi pare sia entrato a far parte dei tuoi testi, o comunque almeno di questo - e a me non dispiace affatto.
    Per me è una buona poesia. Resta comunque riconoscibile il tuo modo di osservare le cose e le rime concorrono a rendere questi versi ancora più "arresi".
    non mi piacciono i primi due versi della seconda strofa, un po' opachi e che non riesco a contestualizzare, e il "ci" a fine prima è un po' stiracchiato - a me piacciono queste non-ortodossie se servono a calcare la mano, a sottolineare un concetto e qui, questo effetto, trovo che più che "aiutare" penalizzi un tantino.
    Ma non male globalmente, anzi...
    Ciao.

    Franco

    [ ]

    21/06/2018
    Contributo di: Anais on Saturday, 21 July 2018 @ 18:09
    ciao rientro x commentare te, non so se ti interessa perché vedo che non
    commenti quasi mai, almeno voi che pubblicate dovreste commentare
    un po' di più secondo me :-)
    non capivo cosa mi attraeva nella poesia e perché sghemba si è spesa
    tanto, poi ho capito che è la parte seguente:

    E la tua schiena spiga di grano
    non la finiva di fare domande
    al dorso della mia mano.

    Un po' per la "schiena" che mi ricorda un mio verso, mi autocito:
    "l'amore è una schiena solcata
    da una coda di cavallo"

    un po' perché ho immaginato una scena in cui tu cammini
    e il cane (la cagna, un cane grande) ti cammina accanto e
    con la schiena sfiora la tua mano (il dorso) altrimenti se cercasse
    carezze lo farebbe in modo più diretto
    ma al tempo stesso il connubio cane padrone uniti dalla sensibilità
    acuta della bestia e dalla malinconia dell'uomo evocano
    lo stato di dimenticanza a cui accenni ed è come se camminassero
    uniti verso un'espiazione.

    Le rime sono interessanti anche gli ato che qlc giudica eccessivi
    proprio perché funzionano come un martello sulla coscienza.
    Vorrei aggiungere altro ma col telefonino rischio di cancellare
    tutto, come già successo altre volte.
    Una poesia davvero interessante, la data ricorrenza è anche l'inizio
    dell'estate, un cambio di stagione, di tempi. Tutto scorre..
    Ciao

    [ ]

    21/06/2018
    Contributo di: Armida Bottini on Sunday, 22 July 2018 @ 15:10
    mi barcollo tra Sgenba e Anais, ma son sempre mi Armida. Ogni tanto faccio capolino. ciao. --- Midri

    [ ]

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