Il sogno di Zico

Wednesday, 20 June 2018 @ 16:15

Leggi il profilo di: Viridis

In preda al sonno, il ragazzo cercò rifugio in un guscio di noce.
Non sto dicendo una corbelleria per sorprendervi, farvi scuotere la testa e abbandonare la lettura.
Su quella spiaggia la festa del patrono aveva lasciato i resti di una scenografia, che un gruppo di saltimbanchi
aveva usato per il proprio spettacolo.
In un gigantesco guscio di noce in cartapesta aveva dunque trovato ricovero Zico, figlio di Nanni il droghiere,
appena tornato da Cambridge, dove stava studiando medicina. S’era ballato tutta la notte, e bevuto, e cercato
di dare un senso alla vita tagliando i panni addosso ai propri compaesani.
Avrebbe potuto tornare a casa, Zico, invece voleva rivedere l’alba sul mare, ma poi il sonno e il vino l’avevano vinto.
“Pssst, sei lì?” si sentì chiamare quando già la notte stava sfumando.
Ci mise un po’ a uscire dal sonno, ma poi rispose con un grugnito e i suoi occhi cisposi inquadrarono la sagoma
in controluce di una ragazza.
“Sono io, Adriana. Ti ricordi di me?”
Caspita! L’aveva ammirata, sognata, inseguita per anni. La più bella del paese, sdegnosamente lontana dal pischello
che lui era, quando frequentava le scuole medie. Una volta l’aveva trovata seduta sul muretto davanti a casa sua,
immersa nella lettura e aveva trovato il coraggio di abbordarla, con la più stupida delle domande: “E’ bello quel libro?”
Ma lei lo aveva ferito a morte, sbuffando e dicendo: “Perché non te ne vai a giocare con i pischelli tuoi coetanei?”

“Adri chi?” finse la sua lingua impastata.
“Dài, lo sai benissimo! – esclamò lei – Posso sedermi accanto a te?”
“Se proprio vuoi…”
“Sei carino, così spettinato.”
Zico cercò di ravviarsi i capelli, di assumere una postura dignitosa e di prendere distanza dal suo sogno adolescenziale.
“Ciao”, si limitò a dire.
Azz, era ancora bella, molto più bella della Sally che aveva lasciato a Cambridge. E pure sexy, con quelle poppe in libertà,
sotto il vestitino leggero.
Avrebbe voluto allungare le mani su quelle meraviglie, assaggiare quelle labbra morbide, affondare le dita in quei capelli
che parevano seta e – chissà, magari rivelarle l’amore che lo aveva fatto impazzire da ragazzino.
Avrebbe voluto sposarla, forse. Non si dice sempre moglie e buoi…?
“Ciao Zico! – contraccambiò lei con il più dolce dei sorrisi – Cosa stavi sognando?”
“Sognavo Sally – rispose - la mia fidanzata inglese.”
Adriana disse solo “Ah” e abbassò gli occhi, mentre un sipario di capelli ramati calava sul suo viso.
Era bellissima e tuttavia Zico non seppe trattenersi dal rincarare la dose.
“Dove l’hai preso questo vestito? – disse – Non ti dona per niente.”
Il mare ruggì le sue onde, mentre Adriana si allontanava sulla battigia, calciando una lattina vuota di Coca Cola.

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