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     Nòstos   
     Monday, 18 June 2018 @ 16:00
     Leggi il profilo di: Bergkristall73
     Visualizzazioni: 550

    Poesie

    Ricordo che ero schiavo dell’andare
    sotto la pressione
    degli atomi turbinosi.

    L’affronto babelico dei volti,
    delle voci –
    il clinàmen infuocato,
    le cattedrali di vuoto.

    (Una fenditura nel buio dell’origine,
    oppressi dallo scudo
    di due cieli-bandiera).

    La mia dimora, adesso,
    è un cristallo di silenzio
    confitto sotto terra
    e sopravento,
    nell’ora della pioggia che rumina le foglie.

    Nell’ora dell’istrice,
    della ghianda di foschia.

     



    Nòstos | 19 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Nòstos
    Contributo di: A.Sal.One on Wednesday, 20 June 2018 @ 03:05

    No

    a

    Nostos.

    ---
    Un Sal.uto

    [ ]

    Nòstos
    Contributo di: Carmen on Wednesday, 20 June 2018 @ 17:22
    Ma dai...che obbrobrio.

    ---
    La vita va capita solo all'indietro, ma va vissuta in avanti"
    Soren Kierkegaard

    [ ]

    Nòstos
    Contributo di: Bergkristall73 on Wednesday, 20 June 2018 @ 21:13
    Le stroncature immotivate (e per "immotivate" intendo non
    argomentate, non ragionate, non certo "non giustificate")
    contribuiscono solo a rendere questo sito quel luogo
    autoreferenziale e onfaloscopico che purtroppo è diventato.
    E non è da poco che lo frequento. Si può dire che da qui ho
    mosso i primi passi.

    [ ]

    Nòstos
    Contributo di: Mecroarco on Thursday, 21 June 2018 @ 12:10
    Scusate se sono stato assente così a lungo ma ho avuto un po' di impegni
    universitari alquanto pressanti. Tuttavia, eccomi qui di nuovo a commentare
    partendo da questa poesia poiché non mi sembrava giusto ignorare le giuste
    rimostranze di Bergkristall73, quindi spero che questo commento un po' più
    corposo sia di tuo gradimento, anche se ti avverto che sarà un boccone amaro
    poiché nemmeno a me è piaciuta. Le prime tre strofe sono molto ermetiche ed è
    difficile capirne il senso anche se le immagini che presenti sono interessanti e
    quantomeno innovative, ma l'oscurità che permea il testo non permette di
    apprezzarle al meglio poiché dà l'idea che siano messe lì solo di bellezza. Forse il
    senso dei primi versi riguarda la sensazione di estraniamento provata dall'io-
    narrante, ma non ne sono sicuro. La quarta strofa è la più bella, soprattutto perché
    il cristallo di silenzio sepolto è una rappresentazione della morte molto bella e
    intrigante. Purtroppo, a questa bella strofa fanno riferimento due versi orrendi. Mi
    dispiace, ma non solo sono assurdi, sono ridicolmente assurdi. Davvero, non so
    che cosa volessi dire con quelle espressioni così enigmatiche e strampalate, sono
    sinceramente curioso e desideroso di saperlo. In sostanza, la poesia non mi è
    piaciuta per via della sua quasi completa imperscrutabilità. Sarà per la prossima
    volta.

    Mecroarco

    [ ]

    Nòstos
    Contributo di: trimacassi on Thursday, 21 June 2018 @ 12:20
    Ciao berg, si vede che non hai resistito a sviscerare quello
    che senti in corpo.
    Hai capito che non è piaciuta, e ti appigli ai motivi, e vai
    vomitando giudizi, che per uno che frequenta il Club dal
    2008, con poche decine di commenti all’attivo, direi che
    frequenti pochino, e niente giustifica che chiami
    ‘ONFALOSCOPICI’ i colleghi del Club. Se noi siamo asceti e
    riusciamo a meditare con occhi fissi all’ombelico, tu che
    sei partito da qui sarai andato così lontano, da riuscire a
    meditare guardandoti fisso addirittura il…deretano.
    Ma chi volevi impressionare, scrivendo frasi del tipo :
    “…la pressione degli atomi turbinosi”
    “l’affronto babelico dei volti”
    “due cieli bandiera”
    “ nell’ora dell’istrice/ della ghianda di foschia”
    Testo che sembra un sogno, in prima persona, o più che
    altro, un incubo…
    Non te la prendere, sai, io ho detto la mia, come tu la tua,
    ma quando non ci sono offese palesi, i commenti vanno
    accettati, perché come ci sono i buoni, ci sono pure i
    cattivi, ed io, se tu non ti fossi espresso così come hai
    fatto, avrei sicuramente passato
    Abbi pazienza, e …senza offesa.
    Un saluto


    ---
    trimacassi



    [ ]

    Nòstos
    Contributo di: cordaccia on Thursday, 21 June 2018 @ 21:15
    Quando la meta è il viaggio,il
    turbinio di emozioni ci accompagna
    dalla nascita all'ultimo istante
    futuro di cui,poi,non avremo memoria.
    Mi piace questa caduta libera ricca di
    scontri ,la vita dallo spazio
    precipitata e conficcata in terra.
    Mi piace leggerla così.
    Bella poesia.
    Ciao :)

    [ ]

    Nòstos
    Contributo di: Sandro Moscardi on Friday, 22 June 2018 @ 00:38
    E' un testo veramente bello, un viaggio in accelarazione con una uscita ed un rientro che lascia un segno di cristallizzazione nella spazio-temporalità, L'io diventa strumento o organo di visione di una elaborazione che non lo rende partecipe, La coscienza e la conoscenza sono limitate ad una riflessione speculare, Ciao. Sandro

    [ ]

    Nòstos
    Contributo di: Seeker on Saturday, 23 June 2018 @ 07:00
    È una bella poesia. Richiama l'attenzione.
    Bravo.

    [ ]

    Nòstos
    Contributo di: ~*Maurizio*~ on Saturday, 23 June 2018 @ 15:00
    A me pare
    + che interessante

    ---
    Qualsiasi cosa che sia un qualcosa di qualcos'altro
    in realtà è niente di niente.

    (Marge Simpson)

    [ ]

    Nòstos
    Contributo di: Bosio on Saturday, 23 June 2018 @ 16:07
    Incubo o incubi sogni di una notte di mezza estate è uno
    scritto che a me piace, impressionismo dai quadri alla
    scrittura.

    Un saluto Bosio

    "Non so dove inizia la stupidità umana ma so dove finisce"

    ---
    Bosio

    [ ]

    Nòstos
    Contributo di: Elysa on Saturday, 23 June 2018 @ 22:36
    Stile impressionistico il tuo...non è
    brutta ma non mi lascia abrasioni
    degne di nota...alla prossima

    ---
    Elysa

    [ ]

    Nòstos
    Contributo di: sghemba on Saturday, 23 June 2018 @ 23:01
    … immagini estemporanee d’un certo effetto, seppure assolutamente spogli di spinta poetica.
    una ”solfa” ben strutturata e, direi, parossisticamente ricercata, tant’è che il prodotto finale
    è nient’altro che una poesia-non o una non-poesia, ossia, un testo che si pena a leggerlo,
    a scalfirne un briciolo di significato, si pena finanche a trasporla nel contesto avveniristico,
    come testo immaginifico, perlomeno a sostrato surreale, tant’è che la “ghianda di foschia”
    offusca perfino quel poco di suggestività che, tuttavia, parrebbe trapelare qua e là cone ghianda colata.
    e, oltre, mi balza, da questo tuo testo, l’idea di un miscuglio di pensieri che si rincorrono disordinati,
    alla ricerca di un legante che li armonizzi.
    e, tuttavia, mi fa impazzire la “fine del tuo viaggio”:
    ...
    La mia dimora, adesso,
    è un cristallo di silenzio
    confitto sotto terra
    e sopravento,
    nell’ora della pioggia che rumina le foglie.

    da sé riscatta tutte le negatività che ti ho propinato.
    questa è un botto di poesia che trasmette un vigoroso tumulto interiore e per questo merita, senza riserve,
    di essere stellata a dovere.
    lo ammetto.

    [ ]

    Nòstos
    Contributo di: Armida Bottini on Monday, 25 June 2018 @ 06:53
    Desidero copiare la sedicenne Sgemba, ciao. Ciao anche al
    gentilissimo Jos.

    ---
    Midri

    [ ]

    Nòstos
    Contributo di: tendre on Wednesday, 27 June 2018 @ 21:52
    Non vorrei snaturare il significato della poesia ma io apprezzo gli ultimi
    due versi

    ---
    tendre

    [ ]

    Nòstos
    Contributo di: scoriaindustrial on Friday, 29 June 2018 @ 19:17
    Molto gradita. Epica che sa di modernità. --- "Non commentate troppo ché si seccano le manine e si spezzano le unghiette, continuate a propinarci indimenticabili capolavori, piuttosto" - scoriandustrial -

    [ ]

    Nòstos
    Contributo di: franca canapini on Saturday, 30 June 2018 @ 22:44
    Ha l'andamento dell'Ulisse di Saba, e un po' anche il significato. Piaciuta
    nonostante le metafore estreme.
    Ciao
    franca

    [ ]

    Nòstos
    Contributo di: joshua on Saturday, 30 June 2018 @ 23:32
    Non è che avessi molta voglia di commentare con l’afa, se non fosse per l’affa a cui cristallo di rocca manda
    quelli che ritiene commentatori e commenti spietati e invece sono, certi almeno, solo posture melancoliche dettate da incolmabile deprivazione.
    E, tuttavia, spruzzetti di atrabile, o contrapposte accuse di esicasmo, non cambiano, se vi sono, le qualità poetiche di un testo.
    Premetto subito che l’isolamento onfaloscopico è, semmai, più di chi ogni tanto invia qui un testo e ignora il, pur ultimamente abbastanza rarefatto, novero di altri testi, che di chi, nel bene e nel male, anziché dedicarsi al molto altro da fare, si spinge qui a leggere e commentare.
    Io capisco, e propugno, la divergenza tra critici e poeti. Sembra oramai che, se non si è cattedratici a Lettere, non si possa entrare nel cerchio magico della ‘letterarietà’ canonica – canonizzata da antologie ognuna col proprio grappolo di piccoli vati a origine controllata.
    Credo che proprio dalla confusione tra naturale ideologia cattedratica e sua declinazione in poesia, nasca molta della ‘snobberia’, vera o presunta che sia, che tiene lontani tanto pubblico e poesia.
    Né mi voglio addentrare a discutere di come si possa sentire, di fronte ad una lingua ‘ricca’, e perfino doviziosa, chi si ritrova a scambiare una lingua impoverita, o perfino indigente, visto che sarei costretto a fare un lungo excursus su come dalla ‘Cattiva Scuola’, dove comunque si usciva parlanti italiano, Brigate Rosse o Lupi Neri o Uni Qualunque che si diventasse, alla ‘Buona Scuola’, dove il passato remoto di nascere è, per troppi, purtroppo!, ‘nassi’.
    E tuttavia ritengo che un poeta, prima che scrittore di poesia, ne sia un affamato lettore e, di conseguenza, commentatore, non foss’altro che perché è proprio dalla lettura di altri poeti, che si forma l’idea differenziale di cosa sia, o potrebbe essere, la sua poesia, proprio in confronto, ovvero in sintonia o opposizione, ad altre poetiche.

    Ciò espresso, il testo in concione mi sembra voler dire, con molta (troppa, per me) enfasi, che prima si era instabili e ora si è stabili. Si era on the road (scivolando sul clinamen probabilistico) ed ora ci si è trasformati quasi in minerali underground. Il tutto, ripeto, con l’ evidente, per me almeno, intento un di suscitare un effetto-stupore nel lettore con metafore piuttosto roboanti, che attingono a Democrito e Epicuro e perfino alla vecchia fisica del vacuum (oramai in soffitta) per approdare a una ghianda di foschia sopravento nell’ora della pioggia che rumina le foglie, figurazioni più apparentate, sempre a mio personale parere, ad un declamare liricizzante di maniera, che ad una sensibilità immediata e sincera (che non vuol dire non meditata o premeditata, ma solo non troppo gonfiata in fase esecutiva).
    j

    [ ]

    Nòstos
    Contributo di: nino vicidomini on Monday, 02 July 2018 @ 10:30
    __________________La mia dimora, adesso,
    è un cristallo di silenzio
    confitto sotto terra

    ---
    nino vicidomini

    [ ]

    Nòstos
    Contributo di: telemaco on Monday, 02 July 2018 @ 22:50
    Buona poesia, col difetto di dimostrare troppo smaccatamente l'uso della cassetta degli strumenti verbali delle prime avanguardie del 900. Interessante il fatto che la poesia si ponga su un piano squisitamente verbale, voglio dire senza immagini, a parte il cristallo di rocca che è un'immagine e per me anche la parte più debole della poesia.

    ---
    telemaco

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