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     Lei/Lui/Il brodo   
     Monday, 18 June 2018 @ 15:30
     Leggi il profilo di: hollisch
     Visualizzazioni: 133

    Racconti

    Lei.
    Giunge l’ora dei silenzi, quella della cena. Dove tutto si spegne e prende voce chi abita il rumore di fondo. In quella parentesi ovattata il suo risucchio ad intervalli regolari sembra un grido. Seduti alla stessa tavola ma distanti kilometri. Abbandonava il divano solo per i pasti trascinandosi col passo di chi è stanco. Boxer a quadri bianchi e beige.

    -Ci faccio ancora domani!- Rispondeva ai rimproveri di quando ancora vi badavo.

    Non puliamo i vetri del nostro acquario ormai da anni. Immagino ci sia un fuori di là dal vetro ma non lo ricordo. Non resta che questo dentro con la muffa negli angoli e gli addobbi ingialliti che scegliemmo per migliorare il fondale. Al centro sempre noi, ormai involucri di carne per rimpianti. Dietro di lui, appesa al muro, la foto del nostro matrimonio. Sorrido io; lo facevo davvero.
    Scegliemmo entrambi un angolo della cucina da fissare per non rischiare di incrociare lo sguardo. Talvolta scorgo i suoi occhi con la coda dei miei: biglie vuote incapaci di cogliere, incapaci di scorgere. Lasciarsi esitere: non mi sono mai opposta e così divenni io stessa complice.
    Ora che il suo volto giace riverso nel brodo posso finalmente fissarlo senza rischiare di incrociarne lo sguardo. Finisce male; speravo in un sussulto, almeno nell'atto finale. Adesso dovrei piangere, disperarmi e tutto quanto è buona norma fare in questi casi. Ma intanto do aria al mio sorriso, svestita dei panni logori da moglie e di quelli appena stirati della vedova.



    Lui.
    La cena, passaggio naturale tra la fase dei documentari sugli animali e quella dei talkshow. Mi alzo e con calma raggiungo la tavola. L'inerzia anchilosisce gli arti e cosi, come un vecchio motore, devo tossire un po' prima di ripartire.
    Tutto è già predisposto; lei non viene mai meno ai suoi compiti. Così li ripartimmo il giorno del matrimonio. La crisi mi impedisce di assolvere ai miei ormai da più di un anno ma ciò nonostante la mia presenza fa di lei una moglie e questo non è poco.
    La cena scorre, senza intoppi. Non ci perdiamo in inutili fronzoli. Lasciamo la mente ai suoi pensieri svuotando gli occhi nei nulla di cui è piena la cucina.
    Là fuori c’è troppo per noi; troppi spigoli, troppe sfumature.

    -Va bene così com'è- Scegliemmo.
    E’ il nostro modo, il mio e di certo il suo.

    Finisco così, con la testa a galla nel brodo che amavo tirare su un poco alla volta. Finisco senza sofferenza e senza ulteriori sforzi; non posso lamentarmi, poteva andare peggio. Adesso posso tornare a fissarla: nulla è cambiato. La sua espressione è inconfondibile nonostante l'usura della vita. Quell'autorevolezza, quella austerità, non erano che capelli tenuti su da una pinza: mi sarebbe bastata una parola e… tutto giù.
    Mi ha sempre amato. Lo capivo da come non mi guardava. Mi amerà sempre: lo capisco da come mi fissa, adesso, con quel sorriso nel suo mare di dolore.

     



    Lei/Lui/Il brodo | 2 Commenti | Crea un nuovo Account

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    Lei/Lui/Il brodo
    Contributo di: Viridis on Tuesday, 19 June 2018 @ 21:53

    Bella scrittura, complimenti!
    Usando l'espediente dei due punti di vista
    hai messo perfettamente a fuoco l'esistenza
    da pesci in acquario dei tuoi vecchi coniugi
    e quella testa nel brodo è un colpo d'ala
    oserei dire esilarante.
    Qualche chicca che ho apprezzato molto:
    "Scegliemmo entrambi un angolo della cucina da fissare
    per non rischiare di incrociare lo sguardo."
    "la mia presenza fa di lei una moglie e questo non è poco"
    "Ma intanto do aria al mio sorriso, svestita dei panni logori
    da moglie e di quelli appena stirati della vedova.
    (un filo di speranza per lei)



    ---
    viridis

    [ ]

    Lei/Lui/Il brodo
    Contributo di: gricio on Wednesday, 20 June 2018 @ 10:44
    molto bravo, complimenti. --- "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa) http://gricio-gricio.blogspot.com/

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