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     Amore e Psiche   
     Wednesday, 23 May 2018 @ 10:15
     Leggi il profilo di: franca canapini
     Visualizzazioni: 510

    Poesie



    Esultava il suo spirito sgomento
    lungo i corridoi e per le scale
    dentro le stanze aperte.
    Temeva e vibrava, sperava e disperava
    s’illuminava e si spegneva
    e in mezzo alla cenere del ragionamento
    ecco lui
    presenza silenziosa e inquietante.

    - Non accendere, Psiche, quella luce
    non ti è dato vedere le mie forme
    fidati, sono io, l’amore
    senti come la notte s’inconca intorno a noi
    abbandonati sicura a questa pace.

    - Nel buio il tempo è un eterno presente
    questo appagamento è così strano
    io non sono io e non m’importa
    in pianto dolce si scioglie la mia vita
    tu la raccogli e la trasformi in mare.
    Ma Aurora viene e tu scompari.
    Chi sei, chi sei?
    Inganni forse la mia mente
    ospito solo un sogno fragile?
    Datemi un lume. Stanotte ti vedrò
    stanotte sarò io, saprò.

    Il bruno spegne i mobili di casa
    Il tuo respiro è lieve
    potessi abbandonarmi, placare la mia smania
    non vorrei…
    devo.

    - Cosa hai fatto Psiche!
    Senti come si separano le fibre
    il vuoto si espande e ci divide
    vedi come ti guardo e mi allontano.

    Vagava il suo spirito contrito
    lungo i corridoi e per le scale
    dentro le stanze chiuse.
    L’aveva visto: bello
    come non avrebbe saputo immaginare

    eppure forma estranea alle sue mani
    eppure essere muto nel suo cuore.

     



    Amore e Psiche | 17 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Amore e Psiche
    Contributo di: trimacassi on Wednesday, 23 May 2018 @ 12:02
    Un testo principe, direi, per la Vetrina: da leggere e
    rileggere, tanto è bello, sia nel contenuto, sia nella
    scorrevolezza, nel lessico, nella musicalità, che non stanca
    ed invita sempre ad una piacevole rilettura.
    Fermo, forse, ai canoni classici, e alla constatazione che il
    bello non ha tempo, e non invecchia mai.
    Complimenti.

    ---
    trimacassi



    [ ]

    Amore e Psiche
    Contributo di: sghemba on Wednesday, 23 May 2018 @ 15:45
    ….. scusa. ma alla fine mi sono persa.
    un giramento di testa che non ti dico.
    in fondo, una qualche reazione me l'ha procurata.
    è buon segno.

    [ ]

    Amore e Psiche
    Contributo di: A.Sal.One on Wednesday, 23 May 2018 @ 15:48

    In questo testo
    c'e` tanto

    Amore e Psiche

    non e` da meno.

    ---
    Un Sal.uto

    [ ]

    Amore e Psiche
    Contributo di: Lorens on Wednesday, 23 May 2018 @ 18:28
    ... un testo particolare tra un brivido di assenza ed un altro d'amore nell'amletico teatro dell'essere o non essere ...

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    Amore e Psiche
    Contributo di: Elysa on Wednesday, 23 May 2018 @ 19:00
    hai preso spunto dal mito di Amore e Psiche per parlare d'amore in modo originale, con la tua innata eleganza e capacità, molto bella davvero, l'ho letta e riletta senza stancarmi, brava --- Elysa

    [ ]

    Amore e Psiche
    Contributo di: jane on Wednesday, 23 May 2018 @ 21:03
    Complimenti Franca, un testo bellissimo che rappresenta bene la seduzione d'amore ed il suo repentino ritirarsi come l'onda del mare. Credo sia la cosa più bella tra le tue pubblicate finora su questo sito , ma anche una delle migliori lette in questo periodo. --- Il Poeta assomiglia al principe dei nembi Che abita la tempesta e ride dell’arciere; Ma esule sulla terra, al centro degli scherni, Per le ali di gigante

    [ ]

    Amore e Psiche
    Contributo di: zio-silen on Thursday, 24 May 2018 @ 12:42
    Poesia notevole. Tono deliziosamente retrò.

    Ti segnalo i versi particolarmente sbrilluccicanti alla mia lettura (qui e altrove ;-):

    "Non accendere, Psiche, quella luce
    non ti è dato vedere le mie forme
    fidati, sono io, l’amore
    senti come la notte s’inconca intorno a noi
    abbandonati sicura a questa pace".


    Stelle e un saluto

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Amore e Psiche
    Contributo di: Carmen on Thursday, 24 May 2018 @ 13:02
    Non è affatto male, è anzi formalmente curata, elegante,
    anche pregevole, poichè si ispira ad un mito immortale.

    Il fatto è che mi lascia indifferente, non vibra nessuna
    corda e non perchè io sia morta (forse!).

    Mi prende un tedio, una fiacca, una deboscia che mi ritrovo
    ancora una volta SGHEMBAMENTE d'accordo.

    ciao, mia cara.

    ---
    La vita va capita solo all'indietro, ma va vissuta in avanti"
    Soren Kierkegaard

    [ ]

    Amore e Psiche
    Contributo di: Viridis on Thursday, 24 May 2018 @ 16:17
    Amore e Psiche! Ne ero affascinata, da adolescente,
    attraverso la scultura di Canova. E come le ali di quel Cupido
    la tua poesia punta alto, delicata, elegante, preziosa.
    Bravissima!
    (che bello quel verbo: s'inconca)

    ---
    viridis

    [ ]

    Amore e Psiche
    Contributo di: PattiS. on Friday, 25 May 2018 @ 09:31
    per me rimane piuttosto impersonale, la storia la conosciamo tutti.

    ---
    ...playing a game of worlds...V. Nabokov

    [ ]

    Amore e Psiche
    Contributo di: Sandro Moscardi on Friday, 25 May 2018 @ 11:28
    Particolare questa favola dove psiche attraverso la razionalità della mente si separa irrimediabilmente dall' amore espellendolo come entità estranea ad essa pur ammirandola per la sua bellezza. Il fatto è che come ogni favola assurge a pensiero totalitario estrapolando dal reale frammenti conoscitivi manipolandoli poi in una architettura virtuale inesistente. La scienza diversamente si concentra su frammenti del reale al fine di conoscerne l'esistenza tralasciando l'assemblaggio forzato in una unità totalitaria. Psiche così diventa involucro indefinibile delle varie attività cerebrali conoscibili e misurabili fisiche, energetiche, emotive,mentali e spirituali le quali producono facoltà conoscitive, intellettive che unite alla dimensione istintuale ed inconscia conducono alla coscienza ed alla personalità soggettiva, attraverso l'interconnessione. La diversità comportamentale nell'interazione psiche ambiente necessaria all'adattamento ed all'evoluzione contrasta con una interpretazione unidirezionale onnicomprensiva di classificazione che esula dal reale. Il testo è strutturalmente gradevole e ben elaborato, mentre il contenuto si incaglia nel totalitarismo di presunta universalità. Ciao. Sandro

    [ ]

    Amore e Psiche
    Contributo di: Francob on Friday, 25 May 2018 @ 11:57
    Bravissima Franca. Davvero notevole. ***** Mi piace il commento di Carmen e lo
    faccio mio. Meglio andare dove ti porta il cuore o dove ti porta la mente?

    [ ]

    Amore e Psiche
    Contributo di: Dema on Saturday, 26 May 2018 @ 17:27
    Bellissima. Ci sono tanti versi che mi hanno colpito. "in pianto dolce si scioglie la mia vita tu la raccogli e la trasformi in mare." è veramente un capolavoro. Dema Paolo De Martini

    [ ]

    Amore e Psiche
    Contributo di: joshua on Saturday, 26 May 2018 @ 20:42
    Alcune considerazioni preliminari:

    a ) la scena è di quelle da fra tremare polsi e venule e capillari. Ha infatti una tradizione millenaria, nata forse dal momento stesso in cui la mente dell’uomo ha concepito il divieto o il limite, assieme alle fatiche e alle conseguenze di superarlo. E siccome ogni soglia ha il suo guardiano, spesso mostruoso, ogni proibizione prevede la sfida, o l’incontro/scontro, col prodigioso o col numinoso. Eh, sì, conquistare le donne (o gli uomini,a seconda delle versioni) non dev’essere stato facile fin dai tempi dei pitecantropi! Da qui una corsa ad ostacoli per vedere l’amore in pieno volto, o per fruire sessualmente di un amato corpo, o per evitare una punizione collegata alla pratica sessuale.
    Ti traccio, frankuzza cara, una noterella genealogica en abrégé del lungo fiume mitologico in cui ti sei piombata: dalla favola indù di Urvashi e Pururavas di Kalidasa a quella della tessitrice Zhi Nu e del bovaro Niu Lang a quella giapponese di Toyotamabime e Ho-wori a quella celtica di Melusina e teutonica di Lohengrin, a certe fiabe della tradizione orale cabila (l’Uccello della Tempesta, in particolare), ma si potrebbe arrivare fino a Pelle d’asino o a Cenerentola o Barbablù o a Me Too, l’ultima favola hollywoodiana di proibizione per il produttore di raggiungere la consumazione senza pagare una penale perfino ad Asia Argento;

    b) perché l’abrégé? Naturalmente per vanaglorioso e joshuoso esibizionismo…ma sottottutto per dire che se si riprende una fiaba qualche variazione va apportata o il solito pirla che legge appassionatamente si domanda inesorabilmente perché se ne riparla. Occorrerà dunque vedere quale nuovo interesse re-suscita la variazione rispetto all’arcinota e stravariata fonte.

    c) arrivo alla considerazione più personale. Una delle poesie che adoro di più (se non LA PIÙ), del Poeta che amo di più (IL PIÙ, by myself) è ‘A Poem Beginning With A Line By Pindar’ di Robert Duncan, che (tra le molte altre cose, visto che è piuttosto lunghetta, anche se a leggersela uno neanche se ne accorge) proprio dal mito di Psiche e Amore parte, per travolgerci con una domanda incessante sul perché e sul come i miti incessantemente costruiscano e distruggano, tessano e disfino, le nostre storie personali e la Storia stessa, sul perché ci facciano girare (e giurare e abiurare) in senso orario e antiorario attorno a una torre parlante o ad un London Bridge più pericolante di un ponticello infernale. Ecco perché ogni volta che torno al mito di Psiche ed Eros non riesco a farlo, se non partendo dalla magistrale lezione che me rioffre Duncan e che, mi scuserai, mi impedisce di apprezzare qualunque altra riedizione o me la fa sembrare, al confronto, s’intende, troppo ovvia, se non banale (anche se non mi dispiacque, né penso a dispiaQuerebbe a Duncan, il verbo INCONCARE).
    Ciao
    n


    A Poem Beginning with a Line by Pindar
    By Robert Duncan

    I

    The light foot hears you and the brightness begins
    god-step at the margins of thought,
    quick adulterous tread at the heart.
    Who is it that goes there?
    Where I see your quick face
    notes of an old music pace the air,
    torso-reverberations of a Grecian lyre.

    In Goya’s canvas Cupid and Psyche
    have a hurt voluptuous grace
    bruised by redemption. The copper light
    falling upon the brown boy’s slight body
    is carnal fate that sends the soul wailing
    up from blind innocence, ensnared
    by dimness
    into the deprivations of desiring sight.

    But the eyes in Goya’s painting are soft,
    diffuse with rapture absorb the flame.
    Their bodies yield out of strength.
    Waves of visual pleasure
    wrap them in a sorrow previous to their impatience.

    A bronze of yearning, a rose that burns
    the tips of their bodies, lips,
    ends of fingers, nipples. He is not wingd.
    His thighs are flesh, are clouds
    lit by the sun in its going down,
    hot luminescence at the loins of the visible.

    But they are not in a landscape.
    They exist in an obscurity.

    The wind spreading the sail serves them.
    The two jealous sisters eager for her ruin
    serve them.
    That she is ignorant, ignorant of what Love will be,

    serves them.
    The dark serves them.
    The oil scalding his shoulder serves them,
    serves their story. Fate, spinning,
    knots the threads for Love.

    Jealousy, ignorance, the hurt . . . serve them.


    II

    This is magic. It is passionate dispersion.
    What if they grow old? The gods
    would not allow it.
    Psyche is preserved.

    In time we see a tragedy, a loss of beauty
    the glittering youth
    of the god retains—but from this threshold
    it is age
    that is beautiful. It is toward the old poets
    we go, to their faltering,
    their unaltering wrongness that has style,
    their variable truth,
    the old faces,
    words shed like tears from
    a plenitude of powers time stores.

    A stroke. These little strokes. A chill.
    The old man, feeble, does not recoil.
    Recall. A phase so minute,
    only a part of the word in- jerrd.

    The Thundermakers descend,

    damerging a nuv. A nerb.
    The present dented of the U
    nighted stayd. States. The heavy clod?
    Cloud. Invades the brain. What
    if lilacs last in this dooryard bloomd?

    Hoover, Roosevelt, Truman, Eisenhower—
    where among these did the power reside
    that moves the heart? What flower of the nation
    bride-sweet broke to the whole rapture?
    Hoover, Coolidge, Harding, Wilson
    hear the factories of human misery turning out commodities.
    For whom are the holy matins of the heart ringing?
    Noble men in the quiet of morning hear
    Indians singing the continent’s violent requiem.
    Harding, Wilson, Taft, Roosevelt,
    idiots fumbling at the bride’s door,
    hear the cries of men in meaningless debt and war.
    Where among these did the spirit reside
    that restores the land to productive order?
    McKinley, Cleveland, Harrison, Arthur,
    Garfield, Hayes, Grant, Johnson,
    dwell in the roots of the heart’s rancor.
    How sad “amid lanes and through old woods”
    echoes Whitman’s love for Lincoln!

    There is no continuity then. Only a few
    posts of the good remain. I too
    that am a nation sustain the damage
    where smokes of continual ravage
    obscure the flame.
    It is across great scars of wrong
    I reach toward the song of kindred men
    and strike again the naked string
    old Whitman sang from. Glorious mistake!
    that cried:

    “The theme is creative and has vista.”
    “He is the president of regulation.”

    I see always the under side turning,
    fumes that injure the tender landscape.
    From which up break
    lilac blossoms of courage in daily act
    striving to meet a natural measure.


    III (for Charles Olson)

    Psyche’s tasks—the sorting of seeds
    wheat barley oats poppy coriander
    anise beans lentils peas —every grain
    in its right place
    before nightfall;

    gathering the gold wool from the cannibal sheep
    (for the soul must weep
    and come near upon death);

    harrowing Hell for a casket Proserpina keeps
    that must not
    be opend . . . containing beauty?
    no! Melancholy coild like a serpent
    that is deadly sleep
    we are not permitted
    to succumb to.

    These are the old tasks.
    You’ve heard them before.

    They must be impossible. Psyche
    must despair, be brought to her
    insect instructor;
    must obey the counsels of the green reed;
    saved from suicide by a tower speaking,
    must follow to the letter
    freakish instructions.

    In the story the ants help. The old man at Pisa
    mixd in whose mind
    (to draw the sorts) are all seeds
    as a lone ant from a broken ant-hill
    had part restored by an insect, was
    upheld by a lizard

    (to draw the sorts)
    the wind is part of the process
    defines a nation of the wind—

    father of many notions,
    Who?
    let the light into the dark? began
    the many movements of the passion?

    West
    from east men push.
    The islands are blessd
    (cursed) that swim below the sun,

    man upon whom the sun has gone down!

    There is the hero who struggles east
    widdershins to free the dawn and must
    woo Night’s daughter,
    sorcery, black passionate rage, covetous queens,
    so that the fleecy sun go back from Troy,
    Colchis, India . . . all the blazing armies
    spent, he must struggle alone toward the pyres of Day.

    The light that is Love
    rushes on toward passion. It verges upon dark.
    Roses and blood flood the clouds.
    Solitary first riders advance into legend.

    This land, where I stand, was all legend
    in my grandfathers’ time: cattle raiders,
    animal tribes, priests, gold.
    It was the West. Its vistas painters saw
    in diffuse light, in melancholy,
    in abysses left by glaciers as if they had been the sun
    primordial carving empty enormities
    out of the rock.

    Snakes lurkd
    guarding secrets. Those first ones
    survived solitude.

    Scientia
    holding the lamp, driven by doubt;
    Eros naked in foreknowledge
    smiling in his sleep; and the light
    spilld, burning his shoulder—the outrage
    that conquers legend—
    passion, dismay, longing, search
    flooding up where
    the Beloved is lost. Psyche travels
    life after life, my life, station
    after station,
    to be tried

    without break, without
    news, knowing only—but what did she know?
    The oracle at Miletus had spoken
    truth surely: that he was Serpent-Desire
    that flies thru the air,
    a monster-husband. But she saw him fair

    whom Apollo’s mouthpiece said spread
    pain
    beyond cure to those
    wounded by his arrows.

    Rilke torn by a rose thorn
    blackend toward Eros. Cupidinous Death!
    that will not take no for an answer.


    IV

    Oh yes! Bless the footfall where
    step by step the boundary walker
    (in Maverick Road the snow
    thud by thud from the roof
    circling the house—another tread)

    that foot informd
    by the weight of all things
    that can be elusive
    no more than a nearness to the mind
    of a single image

    Oh yes! this
    most dear
    the catalyst force that renders clear
    the days of a life from the surrounding medium!

    Yes, beautiful rare wilderness!
    wildness that verifies strength of my tame mind,
    clearing held against indians,
    health that prepared to meet death,
    the stubborn hymns going up
    into the ramifications of the hostile air

    that, decaptive, gives way.
    Who is there? O, light the light!
    The Indians give way, the clearing falls.
    Great Death gives way and unprepares us.
    Lust gives way. The Moon gives way.
    Night gives way. Minutely, the Day gains.

    She saw the body of her beloved
    dismemberd in waking . . . or was it
    in sight? Finders Keepers we sang
    when we were children or were taught to sing
    before our histories began and we began
    who were beloved our animal life
    toward the Beloved, sworn to be Keepers.

    On the hill before the wind came
    the grass moved toward the one sea,
    blade after blade dancing in waves.

    There the children turn the ring to the left.
    There the children turn the ring to the right.
    Dancing . . . Dancing . . .

    And the lonely psyche goes up thru the boy to the king
    that in the caves of history dreams.
    Round and round the children turn.
    London Bridge that is a kingdom falls.

    We have come so far that all the old stories
    whisper once more.
    Mount Segur, Mount Victoire, Mount Tamalpais . . .
    rise to adore the mystery of Love!

    (An ode? Pindar’s art, the editors tell us, was not a statue but a mosaic, an accumulation of metaphor. But if he was archaic, not classic, a survival of obsolete mode, there may have been old voices in the survival that directed the heart. So, a line from a hymn came in a novel I was reading to help me. Psyche, poised to leap—and Pindar too, the editors write, goes too far, topples over—listend to a tower that said, Listen to Me! The oracle had said, Despair! The Gods themselves abhor his power. And then the virgin flower of the dark falls back flesh of our flesh from which everywhere . . .

    the information flows
    that is yearning. A line of Pindar
    moves from the area of my lamp
    toward morning.

    In the dawn that is nowhere
    I have seen the willful children

    clockwise and counter-clockwise turning.


    p.s.: per chi ne volesse la traduzione la troverà (fedele, peraltro) in un paperback del 1981 dal titolo ‘ Duncan, Poesie’ con traduzione di Attilia Lavagno, per i tipi della Newton Compton (assieme a Dante Études – splendido libro – di Empirìa, 1998 - una delle rare volte in cui l’editoria italiana s’è interessata a questo Grande). Ma per cinque o sei stelle dell’Orsa Minore, un bacetto sulla fronte di patti o una seria promessa di pensarci tre volte prima di scrivere una castroneria sola di parte di certuna, potrei decidermi io stesso a tradurla, duro lavoro permettendo. Apro ufficialmente le offerte di stelline, basci e silenzi beneducati.

    [ ]

    Amore e Psiche
    Contributo di: telemaco on Saturday, 26 May 2018 @ 23:09
    La poesia è ben scritta ha un andamento neoclassico esi legge volentieri. E' giusta l'osservazione di J riguardo alla necessità di una variazione personale, e questa la trovo nell'ultimo verso che alla fine prospetta un amore senza amore.

    Anch'io sono un lettore di Duncan (Ho la prima edizione autografata di "The opening of the field") e lo invito alla traduzione col commento, lavoro permettendo (nella sezione saggi).

    ---
    telemaco

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    Amore e Psiche
    Contributo di: franca canapini on Sunday, 27 May 2018 @ 20:21
    Grazie di cuore a tutti i commentatori! E grazie a J per questo Duncan's poem
    che mi serve sul piatto come esercizio estivo di traduzione: mi sembra davvero
    notevole. Poi, J, se vorrai tradurcelo tu, a tempo perso naturalmente, avrai tutta
    la nostra riconoscenza.
    Franca

    [ ]

    Amore e Psiche
    Contributo di: gianna.curto on Wednesday, 30 May 2018 @ 19:04
    Amore e Psiche ,memoria di studi classici,mi ha sempre affascinata Hai fatto un lavoro notevole ,brava ----+++ --- Gianna

    [ ]

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