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     Semplice   
     Friday, 18 May 2018 @ 10:15
     Leggi il profilo di: telemaco
     Visualizzazioni: 531

    Poesie

    Semplice

    Dalle centrali turrite coi mattoni a vista
    guarda le sale macchina e i corridoi prigione

    può darsi ne nasca un’idea sconosciuta
    che possa rendere il chiostro che gira nelle cose a questi cieli.

    So che diserterà domani l’origine mòzza delle ali
    questa specie è nata per specchiarsi al niente e sgridare la sera
    abitatrice di un tempo ombrato tra due battiti
    probatori di quell’inconsolabile swing grigio e bordò:
    il mio mormorio di padre
    non si ritiene ancora un deserto invalicabile, o il teleavviso
    di una scienza meno esatta
    o un desolato trovarobe
    per talent-scout di ruderi tantrici.

    Mi sciolgo
    dall’automatismo dello scatto ai levatoi
    (virgoleggiano le rondini per sbaldire un festevole sfriso amaro)
    dal fischio di merlo dei motori.
    Deambulo in horto tra gli oggetti Messier
    un triangolo trovabile, un elettrodo lontano
    i tessili grovigli di rovi e cavi di reti
    fibre di ganci per specole di lune.
    Tutti hanno un posto dove andare
    e dei preliminari formali.
    Nei passi lenti si incespica
    in un gazebo cinerario, in un narvalo risorto
    per cullare il “gibiléri” di questa regressione canonicale
    come noi priva di vocazioni.

    Ma la novità è semplice.

     



    Semplice | 12 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Semplice
    Contributo di: sghemba on Friday, 18 May 2018 @ 15:13
    … ti giuro che se la “spurghi” delle artefazioni (che, a mio modesto giudizio,
    hai voluamente intercalate qua e là nel testo, forse ritenendo di averla caricata
    di pathos e, invece, sempre a mio modesto modo di vedere, l’hai impoverita,
    non foss’altro per la pesantezza che la stessa lettura connota),
    ne vien fuori ( e anche dentro, nel senso che riuscirà a smuoverlo di più il “dentro”)
    un vero gioiello di poesia.
    questo è quello che penso io. poi fai tu!
    in ogni modo ci sai fare e non mi dispiaci affatto.

    [ ]

    Semplice
    Contributo di: Elysa on Friday, 18 May 2018 @ 16:33
    tutt'altro che semplice ma ricca di ambientazioni e termini che ne allargano a dismisura i significati...forse anche troppo, come dice Sghemba magari potata qua e là acquisterebbe pregio, comunque niente da dire, sei bravo --- Elysa

    [ ]

    Semplice
    Contributo di: A.Sal.One on Saturday, 19 May 2018 @ 03:29

    Semplice

    ma mica tanto.

    ---
    Un Sal.uto

    [ ]

    Semplice
    Contributo di: Carmen on Saturday, 19 May 2018 @ 13:58
    Bordo'? Stai scherzando?

    Cosa c'è di semplice in questo
    farraginoso manicomio.
    Ma avevi preso qualche psicotropo?
    Un componimento che scorre con ritmo
    anche gradevole in certi passi ma che
    non significa un c...o

    ---
    La vita va capita solo all'indietro, ma va vissuta in avanti"
    Soren Kierkegaard

    [ ]

    Semplice
    Contributo di: Mecroarco on Sunday, 20 May 2018 @ 01:11
    Il titolo mi sembra quantomeno antifrastico, visto e considerato che il testo è assai
    ermetico, almeno per me. Il problema principale però è che, dal mio punto di vista,
    questa non è una vera e propria poesia. Infatti mi sembra solo un susseguirsi di
    immagini senza un apparente collegamento che più vanno avanti e più si fanno
    fumose e imperscrutabili. In pratica, quello che ho davanti ai miei occhi è un
    componimento artefatto ma indubbiamente ben studiato che non presenta né un
    messaggio chiaro né una carica sentimentale né tantomeno una descrizione
    precisa di un fatto o evento di grande importanza per te, ossia le tre caratteristiche
    (che possono essere presenti assieme o meno) che rendono tale una poesia.
    Insomma sembra un enorme guscio vuoto, come lo scheletro gigantesco e
    imponente di un grattacielo ancora non occupato da niente o nessuno. In sostanza,
    se lo considero come un esercizio di estremizzazione poetica fine a sé stessa è
    davvero ben riuscito, ma se lo penso come poesia allora, beh, non ne vedo molta.

    Mecroarco

    [ ]

    Semplice
    Contributo di: Sandro Moscardi on Sunday, 20 May 2018 @ 14:02
    La cura minuziosa delle inquadrature e lo sbriciolamento delle soggettività crea una pluralità complessa dove l'unità possibile è rappresentata da un fuoco di percezione ed elaborazioni delle interazioni fra le le soggettività. Il nuovo è semplicemente il vecchio che affacciandosi al presente nei momenti diversi del proprio percorso produce diversità interattive formanti continue rielaborazioni di una meta che continuamente si sposta a causa delle continue costruzioni e demolizioni. Questo è un testo intoccabile, che si snoda in una perfetta architettura del linguaggio. Ciao. SAndro

    [ ]

    Semplice
    Contributo di: cordaccia on Tuesday, 22 May 2018 @ 21:50
    C'è magia nelle tue poesie,il fascino
    di scrutare il reale e il suo
    immediatamente prossimo. Qui mi
    piacciono molto l'ambientazione
    steam_punk e le prospettive di
    osservazione,prima verticale (a
    sondare i cieli),poi a passo d'uomo
    verso la riconquista del sè.
    Mi ha ricordato "il mondo nuovo"(in
    cui tutto sarà fin troppo semplice).

    Spettacolare da "Deambulo"a lune.
    Bellissima poesia.
    ciao :)

    [ ]

    Semplice
    Contributo di: franca canapini on Tuesday, 22 May 2018 @ 22:07
    Esattamente come Sghemba.
    Ciao Telemaco
    Franca

    [ ]

    Semplice
    Contributo di: joshua on Thursday, 24 May 2018 @ 00:55
    La sola lettura facilitante di qualunque scrittura credo parta sempre dalle parole messe in gioco.
    Mi sembra evidente che abbiamo qui due registri lessicali, uno tecnologico ed uno religioso, dal cui scontro o incontro torniamo al disequilibrio fondamentale tra ragione e mito (riflessione e emozione, volontà e automatismo, realtà e fantasia) che tutte le (in)civiltà stabilizzano o destabilizzano, e che, a me pare, fa da perno alle poesie di telemaco (anche mettendo a confronto la spontaneità del dialetto e una certa – concreta, ma anche un po’iperirreale, curialità del linguaggio letterario, perfino superletterario: cfr. il guittoniano, o bertrandventadornesco, sbaldire.
    Domanda: a cosa porta a pensare la regressione canonicale, se non allo scontrarsi/ incontrarsi di alto e basso, anche stilisticamente, nello stile che assumerà ogni spazio al momento datato, il contemporaneo voglio dire, sempre un piede nel e un piede fuori dal tempo scorrente?).
    Anche spazialmente i due linguaggi si fronteggiano o si riecheggiano, talvolta parodiandosi: le centrali turrite richiamano inesorabilmente Dite o più terrestri mattatoi 5 o 5.0, il gazebo cinerario è speculare al catalogo, e all’éskhatos, degli oggetti celesti, l’etero e l’autodiegesi, rispettivamente, si etero e autointerrogano (à la Cucchi, o semplicemente nei modi della domanda postmoderna mai troppo normalizzata).
    E per me il bello, a volte il belligerante, di questa poesia sta proprio in questo: più te la leggi, più antinomie (vale a dire meno ovvietà) fronteggi.
    Noterella (concludente e ininfluente) telemacchinosa: mi sembra troppo brusca la transizione tra VI e VII verso. O è forse proprio questo, di ‘taglio’ o ‘strappo’, l’effetto cercato?
    n

    [ ]

    Semplice
    Contributo di: Viridis on Thursday, 24 May 2018 @ 18:19
    La poesia di certe immagini e la "spiritualità" che aleggia
    nei tuoi versi mi induce a leggere e rileggere le tue poesie,
    anche se faccio fatica a comprenderle.
    Qui non trovo parole adeguate per commentarti come meriteresti,
    eppure mi sento di condividere la conclusione:

    Tutti hanno un posto dove andare
    e dei preliminari formali.
    Nei passi lenti si incespica
    in un gazebo cinerario, in un narvalo risorto
    per cullare il “gibiléri” di questa regressione canonicale
    come noi priva di vocazioni.

    Ma la novità è semplice.

    Credo davvero che sia semplice, almeno a livello individuale,
    ma utopisticamente, chissà, potrebbe estendersi al sociale.
    http://vetrina.clubpoeti.it/layout/clubpoeti/images/stelloro.gif


    ---
    viridis

    [ ]

    Semplice
    Contributo di: Lorens on Friday, 25 May 2018 @ 19:02
    ... ivi di semplice non vedo proprio nulla all'orizzonte
    laddove il contenuto resta immerso in un tortuoso linguaggio
    anti poetico di massima nell'oscura forma enigmatica tra
    l'astruso e l'ermetico viaggiando in modo inintelligibile
    nel mare d'immagini slegate ...

    “La Telemaco Film International“ è lieta di presentare:

    "Semplice”

    Lingua originale = Arcano Telemachese
    Paese di produzione = Italia (gemellaggio con la Cina)
    Anno = 2018
    Durata = media (quanto basta per demoralizzarsi)
    Colore = (guano di piccione in verde bottiglia)
    Audio = schiamazzo cianciante
    Rapporto = 2,35 : 1
    Genere = litania arrogante boriosa
    Regia = Telemaco
    Soggetto = rompicapo a supercazzola
    Sceneggiatura = pomposamente ridotta a stupire
    Produttore = Telemaco (prestito Bank of China)
    Casa di produzione = La Telemaco Film International
    Distribuzione (Italia)= presso gli eremi di solitudine ed
    emarginazione
    Fotografia = visione fuori fuoco (impressive look)
    Montaggio = schizoide concatenazione versi e scene a caso
    Musiche = Paranoid (Black Sabbath)
    Scenografia = allestimento demenziale (cast alienato)
    Costumi = adamitici in folk atipico e psicopatico uso

    Un imponente personaggio di spessore del teatro e dello
    schermo nonché uomo nobile e di grande spirito umoristico
    oltre che principe conosciuto con il nome di Antonio De
    Curtis e ancor più famoso con il nome d'arte "Totò", egli
    sicuramente avrebbe così esclamato:
    "Alla faccia del bicarbonato di sodio!?!"

    "Inviate un SMS al 55568 donando due euro al PICC (poeti
    incomprensibili cultura coatta) così potrete aiutare questi
    autori nel tornare a scrivere poesie donatrici di umane
    emozioni”

    Caro Telemaco, nonostante i tuoi "ideogrammi" poetici,
    rimani sempre il più gran gattaro del club, quasi quasi come
    me ... un abbraccio

    ciao
    Lorens




    ---
    Lorens

    [ ]

    Semplice
    Contributo di: PattiS. on Sunday, 27 May 2018 @ 22:22
    semplice, come il miracolo della vita, come l'amor che move il sole e tutte l'altre
    stelle. semplice come le scoperte recenti che riportano all'antico, alle religioni, alle
    filosofie socratiche e presocratiche, il motore dell'universo si specchia nel fischio
    di un motore industriale, un richiamo all'aldilà. In fondo, noi esseri ed esistenti,
    campi energetici emotivi in movimento non possiamo non interrogarci. Trovarobe.
    A volte.
    Chirurgico come sempre in splendido equilibro linguistico. Da prendere come
    esempio. (potendo)

    ---
    ...playing a game of worlds...V. Nabokov

    [ ]

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