Le tecniche di composizione di uno Haiku

Wednesday, 16 May 2018 @ 14:00

Leggi il profilo di: eintoven

Sperando di fare cosa gradita posto questo mio articolo sulle tecniche di composizione di un haiku. E' rivolto soprattutto ai neofiti e a chi muove i primi passi nel mondo degli haiku.

Col termine di toriawase indichiamo la giustapposizione o combinazione di due immagini differenti in uno stesso haiku, cosa che avviene tramite il kire (stacco o taglio) ossia una pausa, una cesura all'interno del componimento stesso che ha il compito di interrompere il flusso ideativo o di creare un effetto suspance. Come sappiamo il kire è espresso, negli haiku in lingua italiana, dai segni d'interpunzione (virgola, trattino o altri segni di punteggiatura).

Ebbene la toriawase può essere a sua volta suddivisa in due modalità compositive: la torihayasi (stacco semantico) e nibutsu shōgeki (ribaltamento semantico), a seconda che le due immagini proposte in uno haiku si armonizzino tra loro (torihayasi) senza andare in contrasto ma anzi sostenendosi a vicenda oppure, invece, le due immagini proposte nello haiku entrino in contrasto apertamente come se si scontrassero tra loro (nibutsu shōgeki).
Propongo qui, a titolo di esempio, alcuni miei haiku per spiegare meglio quanto testé detto.

Partiamo dalla toriawase e dal kire:

Campi di stoppie -
non ha lo stesso suono
il vento estivo

(Antonio Sacco)

Come osserviamo da questo primo componimento la toriawase è basata sulla giustapposizione dell'immagine dei campi mietuti (al primo ku o kamigo) e la nostalgica immagine che il vento non ha più lo stesso suono dovuto al fruscio delle colture che ondeggiano (secondo e terzo ku o nakashichi e shimogo). Alla fine del primo verso notiamo il trattino simbolo dello stacco, della pausa che vuole indirizzare il lettore ad un cambio di immagine appunto.

Andiamo ora a porre attenzione alla torihayasi che, come già detto, rappresenta un particolare tipo di toriawase in cui le immagini proposte si armonizzano tra loro:

Coltre di neve -
impronte di animali
orme di umani

(Antonio Sacco)

Come possiamo vedere le immagini proposte nel componimento (il manto di neve e le impronte di animali e umani) non entrano in contrasto, non si scontrano tra loro ma, anzi, l'una è la continuazione dell'altra.

Ecco qui un altro esempio di torihayasi:

Aria di pioggia -
il volo delle rondini
rade il terreno

(Antonio Sacco)

Come si sa quando si prepara a piovere, per precisi motivi, gli insetti si concentrano in basso, ecco spiegato il perché il volo delle rondini sfiora il terreno.

Diverso è il discorso dell'altro sottotipo di toriawase, il nibutsu shōgeki.

Ecco un esempio:

Vento d'autunno,
è stato un buon amico
il vecchio melo

(Antonio Sacco)

Qui l'immagine al primo ku (vento d'autunno) subisce un rapido e repentino ribaltamento proponendo l'immagine, al secondo e terzo ku, del vecchio melo. Avviene un “salto” ideativo e le due immagini in giustapposizione cozzano tra loro.

E' interessante notare come la tecnica del nibutsu shōgeki abbia affinità con il metodo delle libere associazioni di idee usato in psicanalisi.

Altro esempio di questa tecnica:

La tua assenza
muti il cielo e le stelle -
notte d'estate

(Antonio Sacco)

Bene, abbiamo analizzato i due sottotipi della toriawase; non ci resta che fare qualche accenno ad un'altra tecnica chiamata: ichibutsujitate.

L' ichibutsujitate è un'altra tecnica compositiva di un haiku che, a differenza della torihayasi e della nibutsu shōgeki, non presenta toriawase. Questo perché il componimento stesso presenta, nei tre versi, una sola immagine; di conseguenza non ci sarà, in un componimento redatto con la tecnica della ichibutsujitate, lo stacco proprio perché non c'è giustapposizione di due immagini come nei componimenti su visti.

Esempi di questo tipo sono:

Ogni volta che
guardo una coccinella
ne conto i punti

(Antonio Sacco)

Oppure:

Basta una lucciola
a accendere una notte
di inizio estate

(Antonio Sacco)

Chiudo questo articolo sulle tecniche di composizione di un haiku dicendo che esiste anche un'altra tecnica di scrittura di un haiku ed è quella (molto poco usata) di proporre tre immagini in tre versi, una per ciascun verso appunto. Tale tecnica è sconsigliata ai neofiti del genere haiku in quanto può risultare dispersiva se non controproducente perché compromette la scorrevolezza dello scritto almeno per chi muove i primi passi nel mondo degli haiku.


Antonio Sacco

3 Commenti



http://vetrina.clubpoeti.it/article.php?story=20180514192721221